Hélène Vignal narra in prima persona e con estrema delicatezza la storia di una ragazzina i cui genitori, interamente assorbiti dalla partecipazione a un movimento segreto, probabilmente una setta, conducono la famiglia a una vita al confine tra libe ...Continua
Ha scritto il 02/06/14
Sai quei libri che vorresti definire belli, ma ti rendi conto che non puoi usare un aggettivo simile perché parlano della sofferenza di qualcuno? Allora cerco di spiegarmi meglio: bello nel senso che già dopo pochi capitoli senti il bisogno di termin ...Continua
Ha scritto il 29/01/13
Letture collettive
Ha scritto il 06/12/12
Una vera sorpresa.
Un libricino così piccolo eppur così pregno di significato, così puro e sincero che poteva soltanto provenir dai pensieri di una bambina; smarrita, confusa, che non si rende conto degli orrori che la circondano e degli abusi c
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Ha scritto il 09/09/12
Gran bel libro, scritto in maniera emozionante e tradotto magistralmente.
Ha scritto il 20/07/12
Troppa fortuna
Quando gli adulti non vedono i bambini e procedono con le loro convinzioni senza tenere conto di loro come persone. I sentimenti dei più piccoli descritti con ricchezza di particolari e in tutte le sfumature intime.
Narrato in prima persona.
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Ha scritto il Dec 06, 2012, 02:35
Ho vergogna. Non vergogna come quando fai un errore, vergogna come quando vorresti non esser mai nato.
Pag. 60
Ha scritto il Dec 06, 2012, 02:20
Mi sentivo stanca. Non stanca come quando vuoi dormire, stanca come quando non vuoi più vivere.
Pag. 47
Ha scritto il Dec 06, 2012, 02:17
[...] Perchè è questo che a me farebbe piacere, che qualcuno mi guardasse con gentilezza, come se potesse dedicarmi tutto il tempo che ha, e mi chiedesse come sto.
Pag. 46
Ha scritto il Dec 06, 2012, 01:36
Siamo meno addormentati di loro. Cerchiamo di rimanere vivi. Non vivi come il contrario di morti, ma vivi come il contrario di ignoranti.
Pag. 14
Ha scritto il Mar 25, 2012, 17:57
Non devo pensare troppo. So che penso troppo, che mi faccio troppe domande. Non serve a niente. Un giorno capirò. Intanto, cerco di sorridere di più, ma così mi viene una faccia strana, visto che non sono abituata, e mia sorella mi prende in giro.
Pag. 31

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