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Troppo umana speranza

Di

Editore: Feltrinelli (collana I narratori)

3.9
(145)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 749 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807018306 | Isbn-13: 9788807018305 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alessandro Mari

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Prima metà del diciannovesimo secolo. Sullo sfondo di un'Italia che non è ancora una nazione, quattro giovani si muovono alla ricerca di un mondo migliore: un orfano spronato dalla semplicità che è dei contadini e dei santi; una donna, sensi all'erta e intelligenza acuta, avviata a diventare una spia; un pittore di lascive signore aristocratiche che batte la strada nuova della fotografia; e il Generale Garibaldi visto con gli occhi innamorati della splendente, sensualissima Aninha. Siamo di fronte a un'opera che si muove libera nella tradizione narrativa otto-novecentesca, europea e americana. Racconta, esplora documenti, inventa, gioca e tutto riconduce, con sicuro talento, a un solo correre fluviale di storie che si intrecciano e a un sentimento che tutte le calamita. Alessandro Mari scrive un romanzo sulla giovinezza. La giovinezza del corpo, della mente, di una nazione. Una grande storia popolare.
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  • 4

    Dickens, Defoe e Stevenson miscelati nella giusta quantità. Potrebbe essere definito un classico dell'Ottocento. Tra le storie raccontate la più bella quella di Colombino e il suo fidato mulo ...continua

    Dickens, Defoe e Stevenson miscelati nella giusta quantità. Potrebbe essere definito un classico dell'Ottocento. Tra le storie raccontate la più bella quella di Colombino e il suo fidato mulo Astolfo. Molto bello.

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro destini differenti, che in qualche modo si sfiorano, sullo sfondo dei fermenti che precedono l'Unità d'Italia. Vicenda intrigante e traboccante di parole, così ricche da travolgere il ...continua

    Quattro destini differenti, che in qualche modo si sfiorano, sullo sfondo dei fermenti che precedono l'Unità d'Italia. Vicenda intrigante e traboccante di parole, così ricche da travolgere il lettore. Lettura impegnativa, ma estremamente appagante, che - se non fosse per il linguaggio a volte troppo faticoso - arriverebbe alle cinque stelle.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi ci è voluto parecchio tempo (per i miei standard) per finire questo libro e, detto sinceramente, non l'ho abbandonato solo per cipiglio. L'intento dell'autore è senza dubbio valevole e alcune ...continua

    Mi ci è voluto parecchio tempo (per i miei standard) per finire questo libro e, detto sinceramente, non l'ho abbandonato solo per cipiglio. L'intento dell'autore è senza dubbio valevole e alcune storie sono anche interessanti. Quello che, secondo me guasta il tutto, è una certa prolissità e un indugiare su ricami di parole che non aggiungono nulla, anzi hanno l'effetto (o meglio, hanno avuto tale effetto su di me) di spazientire il lettore. Ammetto di aver commesso il tremendo peccato del saltare paragrafi interi alla ricerca del successivo svolgersi della storia. Il motivo per cui do tre stelle anziché due come recensione è dovuto a una delle storie che si intrecciano in questo libro, ovvero quella di Garibaldi e Aninha/Anita. Mari riesce a dare corpo e infondere vita a personaggi, sentimenti, e vicessitudini e a far appassionare il lettore (nonostante l'onnipresente prolissità). Se mi posso permettere un ultimo commento: non ho letto altro di Mari, e in teoria, vista l'esperienza con questo romanzo, dubito leggerei altro. Però forse tenterò di nuovo, sperando che Mari riesca ad affrancarsi da certi virtuosismi che hanno un pochino troppo l'odore di imitazione dello stile di Baricco (che io adoro, però ci sarà un motivo se Baricco non ha mai scritto un libro di 760 pagine...).

    ha scritto il 

  • 5

    la prima volta ho letto poche pagine che mi sono sembrate interessanti, ma non sono riuscita ad andare avanti; è un libro che non può essere letto poco per volta prima di dormire, ma chiede un ...continua

    la prima volta ho letto poche pagine che mi sono sembrate interessanti, ma non sono riuscita ad andare avanti; è un libro che non può essere letto poco per volta prima di dormire, ma chiede un ampio respiro di tempo; così l'ho ripreso per le vacanze estive e l'ho divorato, innamorandomi dei personaggi, Colombino e il suo mulo Astolfo, prima di tutti. Non scoraggiatevi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Bel romanzo che cerca di trasportarci nell’Italia, e non solo, della prima metà dell’ottocento. Personaggi storici come Garibaldi e Mazzini dividono la scena con Colombino, Lisander, Leda, ...continua

    Bel romanzo che cerca di trasportarci nell’Italia, e non solo, della prima metà dell’ottocento. Personaggi storici come Garibaldi e Mazzini dividono la scena con Colombino, Lisander, Leda, Astolfo, Chiarella, sir John e tutti gli altri che man mano si aggiungono in un sovrapporsi di storie personali che dopo lungo tempo arrivano finalmente a toccarsi ma più spesso solo a sfiorarsi. Questa è infatti secondo me la pecca. Tante vicende, ben narrate e anche singolarmente prese comunque avvincenti, ma che alla fine a parte quella di Leda con Mazzini e un po’ quella di Colombino con Garibaldi restano comunque separate l’una dall’altra. L’obiettivo di dare uno spaccato dell’Italia preunitaria, da nord a sud, dalle campagne alle città, dai grandi agli umili, è raggiunto, ma resta comunque un senso di “tutto qui?” che rende questo lungo e articolato romanzo non del tutto convincente.

    ha scritto il 

  • 4

    è stata un'impresa leggere questo libro,una faticaccia ma ne è valsa sicuramente la pena. un libro bellissimo che ho letto a fatica perchè la scrittura densa e concentrata meritava un'attenzione ...continua

    è stata un'impresa leggere questo libro,una faticaccia ma ne è valsa sicuramente la pena. un libro bellissimo che ho letto a fatica perchè la scrittura densa e concentrata meritava un'attenzione che non gli potevo dare in questo periodo della mia vita,ma sentivo che non potevo abbandonarlo perchè le storie dei personaggi mi entravano dentro. se mi si perdona la "bestemmia" letteraria mi ha ricordato I promessi sposi: la storia,quella grande che entra nelle vite piccole di uomini come noi. Colombino mi rimarrà nel cuore

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho divorato, questo sì. Ed è un libro che consiglio e che va letto, perché è vivace, interessante e molto lontano dalla brodaglia solita. Però mi ha deluso (e sono stata incerta sul voto da ...continua

    L'ho divorato, questo sì. Ed è un libro che consiglio e che va letto, perché è vivace, interessante e molto lontano dalla brodaglia solita. Però mi ha deluso (e sono stata incerta sul voto da assegnargli). Lo stile è troppo da romanzo d'appendice, quindi stucchevole, spesso i personaggi sono raccontati più come tipi che come psicologie tridimensionali. ci troviamo a seguire quattro storie (Garibaldi e Anita, il villano dal cuore semplice Colombino, l'ambizioso pioniere della fotografia Lisander da Milano e la spia tragica Leda che si lega a Mazzini) che si svolgono nei dieci anni prima del 1848, ma nell'insieme non si capisce il perché siano state messe insieme in un unico romanzo, a parte il tema comune della giovinezza inquieta che vuole cambiare l'Italia o la volontà di creare un affresco storico. Forse quando non senti delle situazioni come necessarie a un insieme, significa che qualcosa non va, che sei di fronte a un romanzo coraggioso ma acerbo. O forse l'intenzione era di creare un romanzo di intrattenimento e basta? Poi - chiedo perdono - ho odiato tutte le parti dedicate a Garibaldi e Anita: la noia, due personaggi da cartolina, questi interminabili scenari sudamericani di cui non mi fregava niente. All'ennesimo "lotta furibonda", "lo fulminò con lo sguardo" e espressioni del genere ho bestemmiato. Le azioni e i personaggi sono descritti di solito per grandi archi temporali, le scene sono riassunte, perciò si fa fatica spesso ad appassionarsi ai fatti, e come ho detto i personaggi emergono più come "tipi" che come caratteri veri. E 750 pagine così... Questo non è scrivere difficile, ma rischia di annoiare proprio per il motivo opposto. A parte tutto, però, mi ha divertito molto leggerlo e sono contenta di averlo comprato e di averci speso alcuni giorni.

    ha scritto il 

  • 2

    abbandono con dispiacere

    parto più che ben disposta nei confronti di un giovane autore che coraggioso esordisce con una corposa opera prima senza traccia di allusioni pseudosessuali nel titolo nè in copertina. a pagina ...continua

    parto più che ben disposta nei confronti di un giovane autore che coraggioso esordisce con una corposa opera prima senza traccia di allusioni pseudosessuali nel titolo nè in copertina. a pagina trenta già comincio a saltare le righe. voglio dargli un'altra possibilità ma abbandono definitivamente e con dispiacere intorno alla pagina 300. la prosa è artificiosa, capisco il tentativo di adeguarsi all'800 narrato, ma risulta troppo evidente l'esercizio di stile (mancano i dialoghi! la parte più difficile da scrivere...) ci si adeguerebbe, ma la storia non decolla, non risulta avvincente. di fronte ad un libro di tale mole catturare l'attenzione del lettore è la prima e fondamentale regola.

    ha scritto il 

  • 5

    Giusto per rispondere ad Agent, che io i commenti... mica mi vengono bene!

    Le 5 stelle son date di getto, perché il libro mi è piaciuto, e mi è piaciuto leggerlo (che non è proprio la stessa ...continua

    Giusto per rispondere ad Agent, che io i commenti... mica mi vengono bene!

    Le 5 stelle son date di getto, perché il libro mi è piaciuto, e mi è piaciuto leggerlo (che non è proprio la stessa cosa). Mi ha tenuto lì fino alla fine, nonostante la mole e nonostante mi piacciano poco i libri dove si alternano capitoli che raccontano storie parallele e diverse (e qui le storie sono ben quattro e si alternano all’interno dello stesso capitolo). Non tutte hanno la stessa forza e ho provato una leggera insofferenza tutte le volte che la narrazione si spostava oltreoceano a raccontare di dom Josè e Aninha (anche se bastava poco per farsi catturare dalla scrittura). Ma seguire Colombino, anima semplice, col suo mulo Astolfo è commovente, è... e non mi vengono parole, e allora facciamo che lo leggi, Agent, e poi me lo dici tu perché è così bello? Perché ti piacerà, vedrai!

    ha scritto il 

  • 3

    Troppo, appunto

    Occhei, occhei, Mauri a trent'anni scrive un romanzo di 760 pagine sul Risorgimento Italiano. Spero per lui che abbia almeno una fidanzata. Mi piace pensarlo felice, fidanzato con la sua editor: la ...continua

    Occhei, occhei, Mauri a trent'anni scrive un romanzo di 760 pagine sul Risorgimento Italiano. Spero per lui che abbia almeno una fidanzata. Mi piace pensarlo felice, fidanzato con la sua editor: la quale, scopata ripetutamente dal nostro autore, non ha trovato il tempo per lavorare. Perchè il libro del Mauri di editor non ne ha visto neanche l'ombra. Anche uno alle prime armi, alla fine, gli avrebbe tagliato almeno 300 pagine e gli avrebbe detto che ci sono frasi intere ripetute pari pari. Ne risulta una coppia certamente felice nel loro ardore, ma un libro che fa di una buona idea e di uno stile narrativo originale una prolisseide irritante.

    ha scritto il 

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