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Trouble with Lichen

By John Wyndham

(18)

| Paperback | 9780140019865

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Book Description

It came from a lichen. When biochemist Francis Saxover discovered its remarkable properties, the implications terrified him. But Diana Brackley foresaw the coming of a new evolutionary order and with it, a revolution.

8 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Enter now Old England! To read a work by John Wyndham is always like watching one of the earliest 007 movies, when British Empire still ruled the waves, at least in the Britons’ souls.
    Only H.G.Wells gives a stronger feeling of genuine science ficti ...(continue)

    Enter now Old England! To read a work by John Wyndham is always like watching one of the earliest 007 movies, when British Empire still ruled the waves, at least in the Britons’ souls.
    Only H.G.Wells gives a stronger feeling of genuine science fiction arising in the midst of a past society. Here, the Tories are still in power, bright young women struggle to have their work ambitions approved over marriage, and are still supposed to marry as virgins; inheritance taxes are a constant worry for the well-off.
    The discovery of a lichen capable to prolonge human life many times, but existing in very short supply, unleashes deep worries in its discoverers; they so decide to hold the knowledge for themselves and to follow different paths in life: a scientist keeping mum about the substance, his brilliant assistant launching a very successful beauty business. Years later, the truth finally comes out of the closet: a free-for-all scramble ensues to grab the precious little lichenin available, with potentially deadly consequences for the keepers of the secret.
    The story does not dwell on the social consequences of nearly eternal life for humans: which would have made a great sociological sci-fi novel. This is maybe a lost opportunity; Wyndham prefers to write a divertissement on British society, womanly roles, and industrial espionage. A lighter book, but very entertaining. The dazzling string of final twists in the plot puts the reader’s perplexities to rest, and makes us ignore some unlikely developments of the story.
    Wyndham’s British English is delightfully artful, with a trove of sayings and idioms, some of them now obsolete (who would say to his fiancé “darling, you’re tight” after she drank too many Martinis? Or that a girl “has a pash” for a young woman she admires? Or “I don’t want to be piggish” for changing our own plans at the last moment, no matter if that’s comfortable for the others?).
    It is utterly hard to believe that at the same time J.G.Ballard was writing the Vermilion Sands stories and Drowned World!

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    Antonio Ippolito said on Jul 30, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    ✰✰ così così

    Se Wyndham fosse un autore di oggi avrebbe sviluppato la storia su 549 pagine almeno. Perché, volendo, c’era materia da mettere sotto i denti.

    L’idea di per sé è antica quanto il mondo: una sostanza in grado di prolungare la vita.

    C’è un amore ines ...(continue)

    Se Wyndham fosse un autore di oggi avrebbe sviluppato la storia su 549 pagine almeno. Perché, volendo, c’era materia da mettere sotto i denti.

    L’idea di per sé è antica quanto il mondo: una sostanza in grado di prolungare la vita.

    C’è un amore inespresso, un fidanzamento e un matrimonio del piffero.
    A livello amore saremmo a posto.

    C’è la curiosità della stampa, l’intervento di criminali al soldo di società potenti, l’interesse da parte di alcuni di mantenere segreto il trattamento, le inevitabili reazioni politiche all’interno del Regno Unito, ma anche fuori, la presa di posizione dei sindacati e quella della associazioni religiose.
    C’è che la protagonista è una donna.
    C’è l’idea di questa donna di utilizzare istituti di bellezza costosissimi per allungare la vita a donne potenti o potentemente maritate, in una specie di upper class femminista.

    Data la carne al fuoco che potrebbe essere cucinata, si nota ancor più la stringatezza nel raccontare tutto in due righe. Un hamburger al posto di un asado argentino. In pratica, un riassunto.

    Per leggere Wyndham è meglio farlo con altri suoi libri: Il giorno dei trifidi o I figli dell’invasione.
    Non è uno scrittore di “effetto” o di avventura, è sempre molto pacato.
    Dai suoi libri molti film: il più bello, per me, è Il villaggio dei dannati versione 1960.

    Chocky mi incuriosisce, ma non l’ho ancora trovato.

    15.5.1973 - 05.05.2014

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    Anina e "gambette di pollo" said on May 9, 2014 | 5 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Trouble with Lichen, 1960.

    Questa volta non ci siamo.Altro che SF sembra un giallo su spionaggio industriale.

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    assatourian said on Sep 19, 2012 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    UN LICHENE ALLUNGA LA VITA

    E adesso dopo un libro da 800 pagine mi leggo un bell’Urania, tanto per riposare un po’ il cervello prima di qualche altro bel mattoncino.
    Dunque..questo no che altrimenti leggo solo apocalittici (o presentati come tali), questo no che sta copertina ...(continue)

    E adesso dopo un libro da 800 pagine mi leggo un bell’Urania, tanto per riposare un po’ il cervello prima di qualche altro bel mattoncino.
    Dunque..questo no che altrimenti leggo solo apocalittici (o presentati come tali), questo no che sta copertina già mi fa venir il voltastomaco, questo no che sembra horror (ma quello là che legge Urania da una vita non mi aveva detto che “Una volta Urania pubblicava solo fantascienza..blablabla..le copertine di Thole..blablabla..non è più l’Urania di una volta..blablabla..rosso di sera bel tempo si spera..blablabla...vado a vedere cosa stanno combinando in quel cantiere in corso quei giovani incompetenti..blablabla”), questo no perché voglio andare un poco più sul sicuro dopo l’ultima fantacaccola…eccolo!
    John Wyndham!
    Il suo “Il risveglio dell’abisso” era bello mi pare: ben scritto, avvincente, con una buona idea (anche se non completamente originale) e anche ben tradotto, non era un’edizione Urania ovvio!
    Qui si parla di femminismo, mah, proviamo. Peggio dei marsuini spadaccini non può essere!
    Forse.

    Alla fine dei conti “Il lichene cinese” non è stato peggio di “Dove sparivano le navi”.
    Certo ci sarebbe voluto tanto impegno da parte di Wyndham e tanta sfiga nella mia ponderatissima scelta dell’Urania, ma dopo anni ho imparato a non sorprendermi più di nulla, neanche vedere un mito della fantascienza metter su carta un libricino sostanzialmente inutile mi fa più effetto.
    Perché Il lichene cinese in sostanza non è altro che un miniromanzetto di 140 pagine (le restanti 10 sono occupate da un raccontino di Pohl e Kornbluth decisamente più interessante e meglio scritto) senza alcuna pretesa che non sia quella di finire sull’allora quattordicinale Urania da lire 350, presentato addirittura con la dicitura “I capolavori”, dovuta palesemente solo al nome dell’autore.
    Sia chiaro: so bene che Wyndham molto probabilmente non sapeva nemmeno dell’esistenza di Urania, dei suoi tagli editoriali, delle sue traduzioni fatte da scimmie ammaestrate e del suo mitico copertinista Karel Thole (per questo titolo per una volta non lo critico), ma questo è il classico titolo scritto (neanche tanto bene) per batter un po’ cassa in giro per il mondo grazie alle riviste simil Urania che allora tiravano più di oggi.
    “Trouble with Lichen” (per una volta la traduzione non è nemmeno troppo azzardata) ha un unico grande, enorme, gigantesco problema: è un libro senza alcuna idea.
    Non una brutta idea, mal sfruttata, mal digerita, malamente portata avanti.
    Semplicemente Wyndham pensa alla scoperta di un lichene in grado di allungare la vita dell’uomo e poi si lancia in brevissimi excursus sociologici che non dicono assolutamente niente di niente.
    Non si parla di chissà quale rivoluzione femminista, non si parla dei protagonisti, non si parla della società (tolti alcuni accenni assolutamente irrilevanti a scioperi o chissà che altro) e non si parla nemmeno del lichene.
    Il Lichene cinese non parla di niente.

    Un uomo scopre per un errore di una donna un lichene in grado di allungare la vita degli uomini. La donna lo sfrutta per allungare la vita delle sue pazienti in una casa di bellezza.
    FINE

    La prossima volta che nasco negli anni ’50 provo a spedirlo ad Urania per vedere se anche a me scrivono capolavoro di fianco al nome.

    DIFETTI: Tutto e niente.
    Il libro di Wyndham si fa leggere senza troppa fatica, non è tradotto pessimamente per una volta e vanta persino una copertina azzeccata. È la storia che manca. E qualcuno più famoso di me lo dice sempre: “È la storia, non colui che la racconta”.

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    Deneil said on Jul 22, 2012 | 4 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Libro leggero che si legge in fretta. L'idea è molto originale, così come lo sviluppo della trama. Una volta terminato lo si dimentica facilmente, ma durante la lettura diverte parecchio.

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    Daniele said on Oct 4, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Interessante

    Il soggetto del libro è molto interessante, anche gli sviluppi lo sono, soprattutto le reazioni della società civile.

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    Andrea Lorenzini said on Sep 7, 2011 | Add your feedback

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