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Tsugumi

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica, 1294)

3.7
(5313)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Giapponese , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Portoghese

Isbn-10: 8807812940 | Isbn-13: 9788807812941 | Data di pubblicazione:  | Edizione 20

Traduttore: Alessandro Giovanni Gerevini

Disponibile anche come: eBook , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
Maria e Tsugumi sono amiche fin dall'infanzia anche se sono due ragazzine molto diverse. Maria, l'io narrante, è dolce e buona: ha lasciato il piccolo paesino in cui era nata e cresciuta per iscriversi all'università a Tokio. Tsugumi è bellissima ma dotata di un carattere infernale: affabile e dolce con gli estranei, nel privato è un tiranno, parla come un maschio ed è viziata all'inverosimile. Non può spostarsi dalla tranquilla penisola di Izu perché le sue condizioni di salute non glielo permettono. Il suo destino pare segnato... Ma quando due amiche si ritrovano, e se questo accade d'estate, e se è il mare a cullare le rispettive solitudini, allora la magia scaturita dall'attimo può creare sensazionali cambiamenti del mondo reale.
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  • 1

    abbandonate ogni speranza voi che aprire questo libro!

    Narrazione lenta e banale,personaggi per nulla avvincenti a metà lettura un moto di nausea mi ha costretto ad abbandonarlo!

    ha scritto il 

  • 3

    Tsugumi la peste.

    Mi ero ripromesso di non leggere più nulla di Banana. Ma, sapete com’è: promesse da marinaio. Me la sono trovata lì: copertina accalappiante e trama da ultima estate assieme. Nulla a che fare, in verità, con L’ultima estate d i Klingsor del saggio Hesse. Ma va bene anche così. Si parla di amicizi ...continua

    Mi ero ripromesso di non leggere più nulla di Banana. Ma, sapete com’è: promesse da marinaio. Me la sono trovata lì: copertina accalappiante e trama da ultima estate assieme. Nulla a che fare, in verità, con L’ultima estate d i Klingsor del saggio Hesse. Ma va bene anche così. Si parla di amicizia, primi amori, feste in spiaggia e dell’arrivo dell’autunno che decreterà la fine di tutto, complice la cementificazione.
    Come in altre storie di Banana, non mancherà la nota tragica e un po’ violenta che darà un po’ di suspense al racconto. Banana ci sa fare, si è creata uno stile leggero come una mozzarella e si lascia leggere. Lei aspira al Nobel. Ecco, questo mi sembra un po’ troppo.

    ha scritto il 

  • 2

    Tsugumi (Tugumi) è il quarto romanzo dell'autrice giapponese Banana Yoshimoto, scritto nel 1989 ed edito in Italia da Feltrinelli.
    Tsugumi parla di un'estate che un gruppo di ragazzi trascorrerà per l'ultima volta perché la pensione dove abitavano verrà chiusa a causa della costruzione di u ...continua

    Tsugumi (Tugumi) è il quarto romanzo dell'autrice giapponese Banana Yoshimoto, scritto nel 1989 ed edito in Italia da Feltrinelli.
    Tsugumi parla di un'estate che un gruppo di ragazzi trascorrerà per l'ultima volta perché la pensione dove abitavano verrà chiusa a causa della costruzione di un nuovo albergo del padre di Kyoichi, il nuovo amico e così Tsugumi Yoko e tutta la famiglia si trasferiranno alla fine dell'estate.
    La protagonista del romanzo è Maria, una ragazza candida e semplice, che ritorna al suo paese natìo da Tokyo. Durante il soggiorno estivo nella località marittima trascorre il suo tempo nell'albergo degli zii con le sue due cugine: Tsugumi e Yoko.
    Tsugumi è una ragazza particolare, di salute molto cagionevole, e ha un carattere impossibile: “Tsugumi era cattiva, maleducata, sboccata, capricciosa, viziata, sleale. Godeva nel dire alle persone, senza mezzi termini, con dovizia di particolari e con un tempismo perfetto, quello che li faceva arrabbiare di più. Era proprio una serpe”. Maria è una delle poche persone che riesce a penetrare nella sua scorza e ad arrivare al suo cuore. Nel romanzo accadono diverse vicende che coinvolgono le tre cugine e il cane dei loro vicini, Pochi, oltre ad un nuovo abitante del paese.
    Non so, non riesco proprio a entrare molto in sintonia con questa scrittrice, la scrittura è piatta, mai un sussulto particolare, mai un colpo di scena..come sempre ritornano temi a lei cari, come il mare e l’amicizia, oltre che il ricordo, ma questo non basta per riuscire a farmi apprezzare l’ennesimo libro che è scritto anche bene, ma rimane lì, non ti smuove, ti lascia indifferente.

    ha scritto il 

  • 0

    Ho letto Tsugumi in un appartamento al quarto piano di una casa di ringhiera. Via Poliziano. Versione popolare de La Finestra sul cortile. Famiglie cinesi e sudamericane stipate in pochi metri quadri. Panni stesi sul cortile, voci dal mondo, aromi di cucina intensi ed esotici.
    Mi è sembrato ...continua

    Ho letto Tsugumi in un appartamento al quarto piano di una casa di ringhiera. Via Poliziano. Versione popolare de La Finestra sul cortile. Famiglie cinesi e sudamericane stipate in pochi metri quadri. Panni stesi sul cortile, voci dal mondo, aromi di cucina intensi ed esotici.
    Mi è sembrato che non poteva esserci ambiente più consono per leggere Tsugumi, il libro più bello della mia coetanea Banana.
    Questo libro non l’ho mai comprato. Né l’ho preso a prestito da una delle librerie comunali di Milano. Era in una mensola nell’appartamento in affitto temporaneo. L’ho letto in due giorni. L’ho rimesso lì, affinché il prossimo ospite si accorga della sua presenza.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi piombò addosso con una violenza estrema una sorta di sentimentalismo. Una luce così forte che sia le persone che mi circondavano, che tutto il paese, sembrarono sparire completamente.

    A volte mi capita di essere protagonista di strane sensazioni.
    Sensazioni in cui lo scorrere del tempo subisce dei leggeri sfasamenti o in cui riesco a vedere cose o persone che prima ignoravo volontariamente in maniera completamente diversa. Le soavi note di qualche baritono si diffondevan ...continua

    A volte mi capita di essere protagonista di strane sensazioni.
    Sensazioni in cui lo scorrere del tempo subisce dei leggeri sfasamenti o in cui riesco a vedere cose o persone che prima ignoravo volontariamente in maniera completamente diversa. Le soavi note di qualche baritono si diffondevano dall'altoparlante più vicino e il mio sguardo che vagava incerto su scaffali stracolmi di libri, proprio come le medesime volte in cui ispeziono la libreria più vicina della mia città. Innumerevoli sono gli autori. E, ho come l'impressione che, col passare del tempo, lo saranno ancora di più. Con quelle storie ancora intrappolate nella soffitta della loro anima. Talmente belle da sembrare irrealizzabili, come l'odore dell'impossibile.
    Mai e poi mai dimenticherò quanto successe con la Yoshimoto. In uno di quei pomeriggi d'agosto in cui tutto mi sembrava estremamente tedioso, artificioso e nostalgico.
    Un romanzo che non mi piacque per niente, con del potenziale e che invece cadde nel banale, mi fece sentire subito male. E, se il romanzo in questione l'avevo letto per curiosità, con questo - a mia discolpa - non ho alcuna motivazione valida: dopo il clamoroso disastro di Un viaggio chiamato vita ero fermamente decisa a puntare i miei interessi su altro, ma non concedere una seconda possibilità a questa prolifica scrittrice giapponese mi sembrava irrispettoso. Tornare nella splendida, immensa e inafferrabile città di Tokyo mi sembrava l'unica soluzione possibile. Un vivido miraggio che l'autrice riuscì a tirare avanti e invecchiare... con la speranza che, ad ogni lettore, possa accadere un giorno qualcosa di simile. Con un certo rammarico, non ho trovato esattamente quello che cercavo e, proprio come Un viaggio chiamato vita, mi ha impedito di condividere la storia che l'autrice si porta dentro - anche in minima parte -, al punto di demoralizzarmi. Un romanzo per l'estate, una lettura semplice che parla di adolescenza, di un'estate di un gruppo di ragazzi che non tornerà mai più.
    Tsugumi, per il toccante e sano lirismo di cui è impregnato e per le vicende quasi sempre autobiografiche dell'autrice, aveva fatto involontariamente paragonare la Yoshimoto a Murakami e accresciuto il mio cinismo nei suoi riguardi. Aveva fatto emozionare un discreto numero di lettori e lasciato un segno indelebile, anche se dubito fosse questo l'intento dell'autrice. In diversi gruppi di Facebook, pubblicare frasi tratte dai suoi libri e scrivere recensioni emozionanti e curiose. Una normalissima storia nonché ricordo dell'estate dell'autrice, quando tornò al paesino di mare in cui ha vissuto da bambina. Suddiviso in altrettanti ricordi e ricco di belle e toccanti perle di saggezza.
    Una protagonista che si definisce una tranquilla ragazza di provincia che, dopo diciotto anni di successi e agi, ha abbandonato il suo paesino natale per iscriversi all'università a Tokyo. Accanto a lei, una protagonista cattiva, maleducata, sboccata, capricciosa, sleale che, desiderosa d'affetto e comprensione, ha riempito il vuoto della dolce Maria con il suo affetto "fuori dagli schemi". La sua unica migliore amica, come è solita definirsi, ma che di amicizia qui sembra essercene ben poco. Ebbene si, perché inscenare la morte di un parente e indurti alla disperazione purché i suoi genitori possano darle quelle giuste attenzioni per non farla sentire come un emerita fallita, è un segno del loro indissolubile legame. Oggetto d'attrazione di genitori stanchi e esauriti, ragazzi taciturni ma attenti, azioni irrispettosissime. Non del tutto presente, invece, la protagonista Maria che al contrario della Madonna non si sente affatto una santa. Ma, nonostante questo, giudicata da tutti come una persona generosa e serena che, al di la della sua dolcezza, è il prototipo perfetto della studentessa tipo. Spettatrice di una storia il cui tratto sognante affascina e che, come una turista, condensa in quasi 170 pagine. La proiezione concettuale del "non esserci niente" che trasmette una quiete leggermente angosciante in cui tutto quanto era accaduto per l'autrice, anche la vita e la morte, forma un vortice di sensazioni particolari che, lentamente, si sono spostate in un luogo per nulla dissimile alla realtà.
    In una notte dall'aria pulita, i personaggi hanno finito col raccontarsi. Inconsapevolmente, mi hanno aperto il loro cuore e cominciato a parlare come se stessero confidandosi con delle stelle che splendono nello spazio. Avrei preferito però mi raccontassero qualcos'altro. Forse, in questo modo, avrei potuto apprezzarli come si deve.

    ha scritto il 

  • 2

    Che strazio!

    Terribilmente e colpevolmente simile ad altri libri della Yoshimoto come Il coperchio del mare o altri che non ho neanche letto (ma sui quali mi sono abbondantemente informata), come L'abito di piume o Amrita, devo dire che batte perfino Delfini in quanto a bruttezza e insipidità della trama. Sem ...continua

    Terribilmente e colpevolmente simile ad altri libri della Yoshimoto come Il coperchio del mare o altri che non ho neanche letto (ma sui quali mi sono abbondantemente informata), come L'abito di piume o Amrita, devo dire che batte perfino Delfini in quanto a bruttezza e insipidità della trama. Sempre le stesse ambientazioni, le stesse storie, gli stessi temi...amori giovanili, morte, tocchi sporadici di sovrannaturale, solitudine, amicizia...bah. Non si è capito francamente dove volesse andare a parare l'autrice con quest'ennesima operetta scialba e monotona. Crede che per un bel po' eviterò i suoi lavori,ormai mi è venuta a noia e lei stessa ha perso lo smalto e la freschezza di un tempo.

    ha scritto il 

  • 1

    Boooooohhhhhh

    Già venti anni fa iniziava a delinearsi nella mia mente la constatazione che i successi planetari non fanno per me. E non è snobismo: ne soffrivo già da allora di non trarre godimento da ciò che invece allieta i più. In quegli anni tutti a parlare, scrivere e osannare 'sta Banana, mi sembrò quind ...continua

    Già venti anni fa iniziava a delinearsi nella mia mente la constatazione che i successi planetari non fanno per me. E non è snobismo: ne soffrivo già da allora di non trarre godimento da ciò che invece allieta i più. In quegli anni tutti a parlare, scrivere e osannare 'sta Banana, mi sembrò quindi il minimo appurare di persona e illuminare l'intelletto e il cuore con cotanto talento letterario. Non ricordo nulla né della trama né del linguaggio, ricordo però chiaramente il pensiero che sorse spontaneo e raggiunse le mie labbra alla fine della breve lettura: "boooooohhhhhh".

    ha scritto il 

  • 4

    Tsugumi: la protagonista raccontata attraverso gli occhi e la voce narrante di Maria.

    Dopo aver letto il deludente "L'abito di piume", questo breve romanzo, che potrei quasi definire un Bildungsroman, mi è decisamente piaciuto.
    L'ambientazione in questo paesino sul mare del Giappone, la storia di un'amicizia profonda, di un matrimonio che grazie all'attesa diventa perfetto, ...continua

    Dopo aver letto il deludente "L'abito di piume", questo breve romanzo, che potrei quasi definire un Bildungsroman, mi è decisamente piaciuto.
    L'ambientazione in questo paesino sul mare del Giappone, la storia di un'amicizia profonda, di un matrimonio che grazie all'attesa diventa perfetto, le trasferte a Tokyo: tutti questi elementi mi hanno trasportata in un bellissimo mondo orientale.
    Tra l'altro, ho trovato fantastico l'escamotage di raccontare la storia di Tsugumi attraverso la voce e gli occhi di Maria. Consigliatissimo.

    ha scritto il 

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