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Tu, sanguinosa infanzia

Di

Editore: Mondadori (Scrittori Italiani)

4.0
(544)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 135 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804422173 | Isbn-13: 9788804422174 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Un bambino osserva il nonno leggere libri di fantascienza, i primi volumi di"Urania" con i mostri in copertina, e immagina, trepidante, di assistere ascontri tra il vecchio e le creature venute dallo spazio. Un bambino ha fattocon un coetaneo il primo scambio della sua vita: una macchinina di metallo perun giocattolo di plastica, e adesso è tormentato dai rimorsi. Un giovanelettore ama otto scrittori di mare: Conrad, Defoe, London, Melville, Poe,Salgari, Stevenson e Giulio Verne. Deve sceglierne uno, sacrificando, uno pervolta, altrettanti pezzi del suo cuore: chi sopravviverà?
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  • 5

    forever child

    ma io gliene darei dieci di stelline, a michele mari. iperbole intellettuale e qualificativa (di grado superlativo assoluto: la migliore) dice pensieri che sono anche miei, e altri che lo diventano mano a mano che le sue parole prendono forma. ah quanta sofferenza per l'uomo che uccise liberty va ...continua

    ma io gliene darei dieci di stelline, a michele mari. iperbole intellettuale e qualificativa (di grado superlativo assoluto: la migliore) dice pensieri che sono anche miei, e altri che lo diventano mano a mano che le sue parole prendono forma. ah quanta sofferenza per l'uomo che uccise liberty valance, e per tutto ciò che dell'infanzia ci è scivolato via. epperò grazie: perché restituendo imperitura memoria alla tua winchester acquistata in corso vercelli e persa in piazza napoli, o al tuo volume di saturnino farandola, omaggi senza saperlo la mia casetta dei cow boys con il disegno del cavallo legato su uno dei lati di tela, e l'orsetto colargol e, e, e.
    mamma iela (e anche papà enzo certo, ma parecchio merito secondo me è stato di mamma iela) quanto vi ha reso fieri questo figlio michele, diventato grande rimanendo così splendidamente bambino?

    ha scritto il 

  • 4

    Racconti sull'infanzia, e in particolare sulle ossessioni dell'infanzia, decisamente nostalgici.
    In teoria dovrebbe essere un argomento a me sgradito, visto che ho poco interesse per l'infanzia, di cui ho zero nostalgia e zero ricordi.
    Ma Mari è davvero bravo, e la sua scrittura (in q ...continua

    Racconti sull'infanzia, e in particolare sulle ossessioni dell'infanzia, decisamente nostalgici.
    In teoria dovrebbe essere un argomento a me sgradito, visto che ho poco interesse per l'infanzia, di cui ho zero nostalgia e zero ricordi.
    Ma Mari è davvero bravo, e la sua scrittura (in questi racconti volutamente e splendidamente ampollosa e arcaica) è molto piacevole. E soprattutto, l'autore evita ogni banalità, dando sfoggio di creatività.

    ha scritto il 

  • 3

    Alcuni brani di questi racconti sono autentici capolavori, altri esercizi di stile un po' irritanti e fini a se stessi. Ancora non ho capito se amo o odio Mari. Ma penso di amarlo, come chiunque mi ingeneri emozioni contrastanti

    ha scritto il 

  • 4

    Libro di racconti che riportano ognuno nella propria sanguinosa infanzia. Quello che siamo arriva da lì.
    Scritto in una lingua tutta sua (e benissimo) alcune volte sembra un po' un esercizio di stile.
    Credo che mi rimarrà dentro per molto tempo.

    ha scritto il 

  • 3

    Sintassi d'altri tempi, ma quei verdini...

    Lo salva il botta e risposta finale. Perché Mari è, nonostante il suo egocentrismo, un uomo intelligente, bisogna ammetterlo. E lo dimostra con la traccia che lascia nel cervello, nonostante la noia di una sintassi pesante come un documentario di sei ore sui dervisci. Coi suoi (rari) paragrafi da ...continua

    Lo salva il botta e risposta finale. Perché Mari è, nonostante il suo egocentrismo, un uomo intelligente, bisogna ammetterlo. E lo dimostra con la traccia che lascia nel cervello, nonostante la noia di una sintassi pesante come un documentario di sei ore sui dervisci. Coi suoi (rari) paragrafi dal linguaggio "plebeo", in mezzo ad altri, degni del più meticoloso e centenario insegnante di filologia germanica. Linguaggio complesso, ai più fastidioso, lo sa e continua a reggere il gioco fino alla fine, per poi regalare un dialogo pulito, innocente, e che rinfranca.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi sono divertita. La mia infanzia è stata molto diversa da quella di Michele Mari, alcuni degli autori che lui cita non li ho mai letti oppure li ho letti in età adulta; ciò nonostante, ho apprezzato e compreso le sue paure, le sue fissazioni e la sua fervida immaginazione. Linguaggio, forbito ...continua

    Mi sono divertita. La mia infanzia è stata molto diversa da quella di Michele Mari, alcuni degli autori che lui cita non li ho mai letti oppure li ho letti in età adulta; ciò nonostante, ho apprezzato e compreso le sue paure, le sue fissazioni e la sua fervida immaginazione. Linguaggio, forbito e ricercato, questo sì.

    ha scritto il 

  • 0

    in questo libro ci sono tutte le persone che conosco, me compresa (le copertine di Urania), e tuttavia c'è anche una elemento di patologia - autentica - di fondo che si stenta a credere possa appartenere a una sola persona. Quindi, o Mari è un genio del male o è matto. Propendo per la prima. ...continua

    in questo libro ci sono tutte le persone che conosco, me compresa (le copertine di Urania), e tuttavia c'è anche una elemento di patologia - autentica - di fondo che si stenta a credere possa appartenere a una sola persona. Quindi, o Mari è un genio del male o è matto. Propendo per la prima.

    La prosa è barocca e condita di rimandi ai classici latini e greci - può risultare fastidiosa per chi non ha un minimo di dimestichezza. Può risultare fastidiosa anche a chi ce l'ha.

    "otto scrittori" è meraviglioso, quindi questo libro non si prende voti da me; è uno di quei casi in cui mi sento una lettrice inadeguata.

    ha scritto il 

  • 4

    l'argomento del libro salta subito agli occhi: un futuro neo padre che si ritrova a pensare alla propria infanzia e lo fa con malinconia e nostalgia. credo che sia un passo che tutti i genitori fanno, ricordare la propria infanzia forse aiuta a capire come far vivere l'infanzia al proprio figlio. ...continua

    l'argomento del libro salta subito agli occhi: un futuro neo padre che si ritrova a pensare alla propria infanzia e lo fa con malinconia e nostalgia. credo che sia un passo che tutti i genitori fanno, ricordare la propria infanzia forse aiuta a capire come far vivere l'infanzia al proprio figlio. solo una pecca lo stile a volte è un pò troppo aulico....

    ha scritto il 

  • 3

    Mari Bravo, è bravo per carità, ma stritolato dal suo narcisismo.
    Ci sono qua e là i veri ingredienti del faticoso processo di diventare grandi (gli scambi a perdere di cui ci si pente per la vita intera, il ricordo tenero di quell’unico gioco o passione che riesci a fare con uno dei tuoi g ...continua

    Mari Bravo, è bravo per carità, ma stritolato dal suo narcisismo.
    Ci sono qua e là i veri ingredienti del faticoso processo di diventare grandi (gli scambi a perdere di cui ci si pente per la vita intera, il ricordo tenero di quell’unico gioco o passione che riesci a fare con uno dei tuoi genitori, quegli equivoci spaventosi che si trascinano in paure nascoste per il resto dei tuoi giorni, i primi libri che ti hanno marchiato), il problema è che diventa molto più importante la forma elegantissima, da far eccitare qualsiasi critico, piuttosto che la sostanza, un esercizio di stile che raggiunge vette di autoerotismo letterario inesplorate, il cui zenit viene raggiunto nel racconto sugli scrittori inebriato di neologismi e percorsi “Escheriani” fuori e dentro i loro più famosi romanzi.
    Sorry ma non mi ci ritrovo, non ho letto nessuno di quei libri durante la giovinezza, sono passato da i ragazzi della via Pal e il libro cuore direttamente a Keruoac sulla strada, mentre mi sbucciavo le ginocchia come Mari al parco prendevo un sacco di mazzate piuttosto che rifugiarmi nella lettura, ho fatto un puzzle nella mia vita (regalo di natale ovviamente) e non mi sono ancora ripreso, il primo libro ex urania l’ho comprato la settimana scorsa su una bancarella.
    Siamo mondi lontanissimi, per me è stata sanguinosa la giovinezza non l’infanzia.
    Troppo artefatto per i miei gusti, si sente puzza di rapporto professore studente.
    Al prossimo naufragare in questo Mari!

    ha scritto il 

  • 4

    romantico

    La scelta dei vocaboli e la costruzione del periodo militano nel senso di una visione poetica della prosa. Il tema è un'infanzia foriera di miti, la cui rievocazione elegiaca imprime un senso di perdita e di nostalgia.

    ha scritto il 

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