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Tuo figlio

By Gian Mario Villalta

(53)

| Hardcover | 9788804523222

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Book Description

La vita di Riccardo è segnata dalla decisione di sua madre di darsi alla lotta armata e alla clandestinità. Il bambino viene affidato a Maria e Adamo, un ex partigiano nella cui famiglia Riccardo cresce come se fosse fratello minore di Ornella, la fi Continue

La vita di Riccardo è segnata dalla decisione di sua madre di darsi alla lotta armata e alla clandestinità. Il bambino viene affidato a Maria e Adamo, un ex partigiano nella cui famiglia Riccardo cresce come se fosse fratello minore di Ornella, la figlia della coppia. Col passare degli anni Maria avrà paura chetra i due ragazzi possa svilupparsi un rapporto incestuoso. Riccardo abbandona allora, ormai giovane uomo, la famiglia adottiva. Lo ritroviamo ormai uomo, guardingo incapace di abbandonarsi ai sentimenti, fino al giorno in cui l'assistenza sociale gli affida Sebastiano, figlio di Ornella, rimasto orfano dopo la morte dei genitori...

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    «Ma tuo figlio lo dovevi portare in combattimento, se volevi combattere. Ero grande abbastanza, ti ricordi? Uno che è grande abbastanza per stare solo, è grande abbastanza per tutto il resto. (…) No, non ti odio. A quattordici anni avrei fatto la riv ...(continue)

    «Ma tuo figlio lo dovevi portare in combattimento, se volevi combattere. Ero grande abbastanza, ti ricordi? Uno che è grande abbastanza per stare solo, è grande abbastanza per tutto il resto. (…) No, non ti odio. A quattordici anni avrei fatto la rivoluzione con te. Ero grande abbastanza e tu lo sapevi.»
    Un uomo di quarant’anni, che sembra rifiutare, attraverso il rifiuto dei sentimenti, delle relazioni umane, il rapporto col il mondo e con la Storia. Quella con la “S” maiuscola che lo ha sfiorato e segnato.
    Perché la madre per entrare nella Storia l’ ha abbandonato. Era una terrorista, che è passata alla clandestinità, e poi è morta in carcere.
    Riccardo, il protagonista, è questo figlio che rifiuta ostinatamente di perdonare a sé stesso e alla donna quell’abbandono.
    Ha scelto una vita solitaria e perversamente ordinata, negandosi a quanti lo cercano e lo amano o lo inseguono, perché vedono in lui un frammento di quella storia, di quella donna.
    Ma a un certo punto nella sua vita entra Sebastiano, un ragazzo con cui non ha legami di sangue, ma di cui può e deve prendersi cura. Per farlo si trova costretto a contaminarsi col mondo, con gli altri, con la storia. Prima di tutto con la sua propria storia.
    Il paesaggio è il Nordest: quello degli anni ‘70, ancora vivido di memorie della lotta partigiana, di speranze buone o illusioni sbagliate. E poi, il Nordest del 2000, simbolo di sviluppo, di un certo sviluppo, e di un degrado delle relazioni umane che l’autore ci mostra senza calcare la mano: nel gruppo di ragazzi sbandati, gli amici di Sebastiano, vediamo la mancanza di sogni e di speranze di una generazione. Una fragilità, una carenza di affetti e riferimenti che spaura.
    I personaggi, anche i comprimari, sono tutti vivi e coinvolgenti, e prima di tutto e più di tutto è intrigante lei, che “…si appassionava. Parlava delle persone in un modo che te le faceva desiderare. Quasi sempre era una delusione, rispetto a come te le aspettavi, perché l’aspettativa che lei aveva creato era grandiosa”
    Il libro ha una struttura complessa: i capitoli alternano, senza uno schema particolare, la narrazione degli avvenimenti contemporanei e di quelli del passato. Il punto di vista è in alcuni quello di Riccardo, in altri quello di Sebastiano.
    In questo modo l’autore ci mette davanti come i pezzi di un puzzle, che non è difficile però, ricostruire: prima di tutto, perché per ogni capitolo indica il nome del protagonista e l’anno in cui si svolge. Poi, e direi soprattutto, per la scelta linguistica operata, una lingua solo apparentemente facile, che risulta piana ed essenziale. Bella senza compiacimenti, il che a volte è la cosa più difficile.
    Gli anni ’70 cominciano a uscire dalla cronaca, si avviano a diventare storia. Lo dimostra l’interesse dei romanzieri ad andare a esplorare i risvolti privati, le conseguenze sulla vita degli individui. In questo senso il romanzo di Villalta si inserisce in un filone, rispetto al quale sembra il frutto più maturo e, soprattutto, bello.

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    patri said on Sep 11, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Il libro degli "abbastanza"

    Avete presente quei libri che sono belli, ma che dopo un po' non ti ricordi più neanche il titolo? Quei libri che quando li leggi ti piacciono, ma dopo un mese ti chiedi: "Ma qual era il titolo? Di che parlava?" E questo accade solo nei casi più fort ...(continue)

    Avete presente quei libri che sono belli, ma che dopo un po' non ti ricordi più neanche il titolo? Quei libri che quando li leggi ti piacciono, ma dopo un mese ti chiedi: "Ma qual era il titolo? Di che parlava?" E questo accade solo nei casi più fortunati: spesso non ci si ricorda neanche di averli letti.
    Ecco, "Tuo figlio" appartiene a questa categoria. So già che, tra un mese o due, l'unica cosa che mi farà ricordare di questo libro sarà aNobii. Non trovo neanche molte cose da dire: questo è, come ho scritto nel titolo, il libro degli "abbastanza". Un libro che sì, è buono, ma non è ottimo. Non è il massimo, ma non è nemmeno una schifezza. La storia è costruita abbastanza bene, i personaggi sono caratterizzati abbastanza bene, la storia è abbastanza fluida... e poi? E poi il nulla. Se questo libro fosse uno studente delle superiori, sarebbe il tipico ragazzo che ha 6 in tutte le materie. Il ragazzo che è molto meglio dei pecoroni che prendono puntualmente 4, ma non può neanche sperare di arrivare dove sono gli abbonati del 10. Io in genere ho sempre un sacco di cose da criticare nei libri: qui, a parte l'abbastanza, ne ho solo una. Il buonismo della fine: tutti felici e contenti. L'uomo perdona la madre; perdona l'uomo della madre; perdona la sorella della fidanzata. Il ragazzo è felice e contento. Quelli che sembrano cattivi si dimostrano tutti buoni. Vivono tutti felici e contenti. E chi se ne frega se le loro storie non permetterebbero un lieto fine: let's be all happy happy!

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    Surymae (ora su Goodreads) said on Mar 31, 2009 | Add your feedback

Book Details

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    (53)
    • 5 stars
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    • 1 star
  • Hardcover 266 Pages
  • ISBN-10: 8804523220
  • ISBN-13: 9788804523222
  • Publisher: A. Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)
  • Publish date: 2004-01-01
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