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Tutta la gloria nel profondo

Il mondo, la carne e Padre Smith

Di

Editore: Jaca Book

3.8
(33)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 272 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8816502541 | Isbn-13: 9788816502543 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Traduttore: M. Santi Farina

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    La storia di un sacerdonte cattolico in Scozia, in condizioni quindi di esigua e disprezzata minoranza, in rapporto con i suoi colleghi ed il vescovo e con le vite dei fedeli che evolvono nei decenni, potrebbe essere noiosa o meramente didattica.
    Invece padre Smith è leggero ed ironico e sa affi ...continua

    La storia di un sacerdonte cattolico in Scozia, in condizioni quindi di esigua e disprezzata minoranza, in rapporto con i suoi colleghi ed il vescovo e con le vite dei fedeli che evolvono nei decenni, potrebbe essere noiosa o meramente didattica. Invece padre Smith è leggero ed ironico e sa affidarsi allo Spirito Santo per seminare amore e vivere nella maggior pace possibile. A volte vedrà i frutti del suo impegno di padre e guida, altre no, ma sa che le cose vanno così...

    ha scritto il 

  • 4

    Nel profondo di ogni piccola semplice vita

    Chi ha letto dello stesso autore "Ogni uomo un soldo" non potrà non risentire lo stesso delicato tocco di Marshall verso l'umanità più semplice. Semplice non significa tuttavia ebete e fuori dalla realtà. Perché qui i personaggi vivono anzi un periodo durissimo della storia del mondo, a cavallo d ...continua

    Chi ha letto dello stesso autore "Ogni uomo un soldo" non potrà non risentire lo stesso delicato tocco di Marshall verso l'umanità più semplice. Semplice non significa tuttavia ebete e fuori dalla realtà. Perché qui i personaggi vivono anzi un periodo durissimo della storia del mondo, a cavallo delle due guerre mondiali e circondati da una povertà che sembra come una seconda pelle per ognuno di loro. In questo contesto la storia di un prete cattolico in una Scozia già secolarizzata racconta la realtà con tocchi di tenerezza appassionata per ogni personaggio. Brevi scene scandiscono il tempo come lampi ricchi di un semplice abbandono al proprio destino, non come una punizione senza senso impregnata di positivismo. Si tratta piuttosto di un liberante cedere all'abbraccio di un divino che non è per nulla lontano e che si materializza nel segno delle fragili eppure grandiose figure di una Chiesa cosciente di essere limite ma anche tramite di salvezza. Il sottile umorismo di Marshall esce quasi in ogni pagina ma mai una volta è banale, perché nel momento in cui evidenza un limite, c'è sempre un riferimento implicito ma preciso a ciò che da senso a tutto. Qui agiscono tranvieri, attricette, bambini, suore esiliate, operai e muratori colti nella loro quotidianità ma visti come un popolo guidato in un cammino al proprio destino che è la vita di ognuno di essi. Padre Smith riconosce, in un momento cruciale della sua esistenza di uomo prima che di prete, come "la Chiesa fosse tutta gloriosa nel profondo, perché il carico che portava riparava ogni sua falla; perché Dio scegliesse spesso gli uomini brutti ed ottusi affare il lavoro degli angeli; perché Egli portasse pazienza e perché i dovessero portar pazienza (...) e come nella risposta che ciascuno dava a Cristo nel silenzio della propria anima stesse la bellezza, per lui, della dimora eterna. Era tutto così semplice, in fondo!" Se lo leggerete senza pregiudizi, non potrete non commuovervi - pur con le labbra sorridenti - e non riconoscere che, scalfendo un poco la crosta che si deposita nel tempo, c'è una consistenza delle cose tutta da scoprire che pulsa lì dentro, nel reale di ognuno.

    ha scritto il 

  • 3

    Umorismo "edificante" anni '40-'50 (oggi vale di più, perchè è ottimista)

    "Ciao, allora," fece una,
    "Ciao", rispose l'altra.
    E se n'andarono giù per i gradini in direzioni opposte, coi sederini scodinzolanti più saggi di Aristotele.
    "Ha sentito?" fece il padre Smith? "Hanno paura di dire ADDIO, perché è una parola che significa qualcosa:dicono CIAO, che oltre ad essere ...continua

    "Ciao, allora," fece una, "Ciao", rispose l'altra. E se n'andarono giù per i gradini in direzioni opposte, coi sederini scodinzolanti più saggi di Aristotele. "Ha sentito?" fece il padre Smith? "Hanno paura di dire ADDIO, perché è una parola che significa qualcosa:dicono CIAO, che oltre ad essere la parola più brutta che io conosca, non significa assolutamente nulla. [questo non è verooo!!! n.d.r.] Fra poco non saranno più capaci di SENTIRE nè 'addio' né 'buona fortuna' né alcun altro buon sentimento umano". "Sono moderne, si vede", fece il pastore. "Pagane, vuol dire", disse il prete, e poi rise forte.......

    ha scritto il