Tutta la luce del mondo

Il romanzo di san Francesco

Di

Editore: Bompiani

3.4
(34)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 294 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845275515 | Isbn-13: 9788845275517 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
In un Medioevo "pieno di stupore", teatro di battaglie, custode di segreti, terra di avventure e di viaggi, di amori e paure estreme, dispensatore di attimi sottratti a un'eternità di cui pareva si cibasse ogni cosa, sorse un uomo, Giovanni di Bernardone, poi conosciuto come Francesco. L'uomo di Assisi, colui che vedeva la luce e la bellezza del suo Maestro Gesù in ogni volto di persona ma anche di animale, e non solo in essi ma pure nel sole, nella luna, nella terra su cui camminava insieme agli altri. San Francesco, il "poverello" per antonomasia, il folle di Dio. Aldo Nove in questo suo nuovo libro non si limita a ricostruire la storia di Francesco. Lo fa dal punto di vista del nipote Piccardo, un ragazzino dapprima spaurito di fronte alle scelte radicali dello zio, ma poi gradualmente pervaso di una ammirazione giocata sullo stacco fra il riconoscimento della Verità e la coscienza di non poter essere come Francesco, di non poter seguire il suo cammino nello stesso modo. Sullo sfondo, le forti emozioni e gli sconvolgimenti di un'epoca che non fu affatto buia come talora si crede, ma viva come lo sono i linguaggi infantili, forse i soli a cogliere il momento indicibile in cui la vita di un testimone del Regno come Francesco si trasforma in esperienza condivisibile di santità.
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  • 2

    Mah mah mah

    Sicuramente la figura di San Francesco è tra le più affascinanti della storia della Chiesa. A tratti verrebbe da riusare per il poverello di Assisi una grande frase che Nietzsche scrive a proposito di ...continua

    Sicuramente la figura di San Francesco è tra le più affascinanti della storia della Chiesa. A tratti verrebbe da riusare per il poverello di Assisi una grande frase che Nietzsche scrive a proposito di Cristo: "è esistito un solo francescano ed è morto in povertà". Intendo dire che figure come la sua sono di fatto uniche e irripetibili e riescono forse proprio per questo ad affascinare anche noi senzadio. Detto questo, la biografica in prosa poetica di Aldo Nove (eroe della scrittura cannibale) finisce per essere piuttosto sciapa. Niente di oltraggiosamente brutto, sia chiaro, a tratti persino piacevole da leggere. Però nulla aggiunge e nulla toglie, il libro scivola via senza lasciare particolare traccia. Life is too short to read bad books :)

    ha scritto il 

  • 3

    Libro interessante per come è composto. La storia è quella di francesco d'Assisi narrata per interposta persona da suo nipote Piccardo (realmente esistito) ma questa storia è immersa nel pensiero più ...continua

    Libro interessante per come è composto. La storia è quella di francesco d'Assisi narrata per interposta persona da suo nipote Piccardo (realmente esistito) ma questa storia è immersa nel pensiero più ampio che è il periodo che si svolge il tutto cioè il medioevo un tempo per molti buoi della storia ma in realtà un periodo fecondo non solo per il pensiero umano ma anche per l'arte, il commercio e la vita stessa.

    ha scritto il 

  • 3

    Non il solito modo di raccontare la storia di un uomo straordinario che ha fatto dell'essenziale e profondo messaggio di Cristo la sua ragione di vita.

    Il romanzo si apre con delle pagine splendide di ...continua

    Non il solito modo di raccontare la storia di un uomo straordinario che ha fatto dell'essenziale e profondo messaggio di Cristo la sua ragione di vita.

    Il romanzo si apre con delle pagine splendide di contestualizzazione: ci viene spiegato che cosa sia stato il Medioevo. Un'epoca storica che non ci possiamo più accontentare di chiamare "età di mezzo", per distinguerla nettamente da ciò che c'era stato prima e cosa sarebbe seguito poi.
    Sono delle pagine vibranti, fortemente immaginifiche, che ci restituiscono intatte le credenze, l'atmosfera, il clima, le angosce, le speranze, le paure, le abitudini di vita di quegli uomini e quelle donne vissuti proprio quando Francesco... E' diventato Francesco... Morendo alla vita di figlio di mercante, per rinascere e accogliere nella sua nuova famiglia Sorella Povertà come compagna privilegiata.

    Sarà Piccardo, nipote del santo, a condurci da lui -rinnegato dai familiari, dalla sua comunità e bollato da tutti come un pazzo, uno stupido- e a farci comprendere la semplicità disarmante di un amore che abbraccia ogni possibile forma di vita, dall'insignificante formica, al lebbroso odiato ed evitato da tutti.

    Nonostante la potenza del messaggio che il libro trasmette, il suo stile innovativo, non in tutte le sue parti è ugualmente scorrevole. A volte certe immagini mi sono sembrate decisamente forzate.

    ha scritto il 

  • 4

    Più un poema in prosa che un romanzo, dove si alternano brani lirici molto intensi con altri in cui la tensione viene meno e le frasi tendono ad avvitarsi su se stesse. Il ritratto di Francesco che em ...continua

    Più un poema in prosa che un romanzo, dove si alternano brani lirici molto intensi con altri in cui la tensione viene meno e le frasi tendono ad avvitarsi su se stesse. Il ritratto di Francesco che emerge dal libro, il suo voler essere nessuno per essere tutto, mi ha fatto pensare al buddismo; ci sono diverse riflessioni sull'ansia di accumulare (cose, denaro, nozioni, esperienze) che calzano perfettamente alla nostra epoca. Spesso commovente, divertente nei momenti più paradossali della predicazione. Ho faticato a digerire le parti in cui si parla di serafini e di stimmate; non so se sia l'autore a renderle poco convincenti o il mio irriducibile fastidio per questi argomenti.

    ha scritto il 

  • 4

    L'amore è l'energia del mondo

    “Mi hai chiesto che cosa si dimentichi,” continuò allora Francesco, “quando ci si innamora. Ti ho detto che è una bella domanda. È bella perché è sincera. Perché tutti sinceramente ce lo chiediamo. Ma ...continua

    “Mi hai chiesto che cosa si dimentichi,” continuò allora Francesco, “quando ci si innamora. Ti ho detto che è una bella domanda. È bella perché è sincera. Perché tutti sinceramente ce lo chiediamo. Ma ce lo dimentichiamo. Ci dimentichiamo di cosa ci
    dimentichiamo. Ci chiediamo un’infinità di cose. Ci costruiamo problemi, in ogni momento. Perché vogliamo sapere. Tutto. Cosa perdiamo. Cosa guadagniamo. C’è sempre una cosa che ci turba. Ma quando ti innamori, capisci che quella cosa è un’altra. L’amore che provi per lei ti trasforma. E tu la trasformi. Allora incominci a dimenticare. È questo che intendo. Inizi a dimenticare cosa fosse quella cosa prima.
    E cosa fossi tu, prima. Se hai paura, inizi a chiederti cosa stai dimenticando, cosa stai perdendo. Quando t’innamori, e non ne hai paura, inizi a sentire che il tuo desiderio di prima era l’ostacolo che ti separava da quello che amavi. Perché lo
    sentivi diverso. Diverso e lontano da te e lontano da lui. O da lei... Ma l’amore annulla le distanze, e rende irrisorie le differenze che pure restano...”

    ha scritto il