Tutta la vita

Di

Editore: Longanesi

4.1
(149)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: eBook

Isbn-10: 8830431192 | Isbn-13: 9788830431195 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 3

    Scritto molto bene, termini ricercati.
    Storia molto bella, andata e ritorno di ex partigiani in Argentina, un unico e grande amore.
    Ma..... non mi ha convinto, il libro l'ho trovato alle volte ripetit ...continua

    Scritto molto bene, termini ricercati.
    Storia molto bella, andata e ritorno di ex partigiani in Argentina, un unico e grande amore.
    Ma..... non mi ha convinto, il libro l'ho trovato alle volte ripetitivo e ridondante, il dramma della figlia "rapita" e salvata è trattato velocemente, durante la lettura mi ha invaso la sensazione di aver preso un libro sbagliato perché pensato e scritto per un pubblico femminile.

    ha scritto il 

  • 4

    "Una volta ho sentito dire che tutti gli azzardi e i bei gesti sono aspirazioni troppo vicine al sole.Tu non crederci, è roba per codardi. La saggezza non è cosa da coltivare troppo."

    La coraggiosa e ribelle ed ex partigiana Alcina lascia, a trent'anni suonati, la sua terra e la sua casa alle Case Venie, per raggiungere il ventenne Spaltero, emigrato in Argentina e suo compagno nel ...continua

    La coraggiosa e ribelle ed ex partigiana Alcina lascia, a trent'anni suonati, la sua terra e la sua casa alle Case Venie, per raggiungere il ventenne Spaltero, emigrato in Argentina e suo compagno nelle file della resiStenza. La vita e il matrimonio di questi due personaggi scorre felice e senza affanni, fino ai terribili giorni del colpo di stato e della dittatura, che li colpirà nel pieno del loro cuore, quando la loro unica figlia Buena viene arrestata dai militari di Videla. Bellissimo romanzo di veri sentimenti non sdolcinato, Alcina e Spaltero due veri combattenti, che mettono a rischio la loro vita e la loro felicità per salvare la figlia dalle crudeltà della dittatura. Buena mi ha fatto rivenire in mente subito Blanca, una delle protagoniste di "La casa degli spiriti", donne che per amore sfidano il tempo, il dolore e le torture. Bellissimo e struggente.

    ha scritto il 

  • 3

    Che dire…la prosa è piacevolmente garbata e fluida…i sentimenti ci sono tutti, a volte anche un po' esasperati nella loro semplicità…il ritmo incostante, a tratti noioso e lento. In sintesi non mi ha ...continua

    Che dire…la prosa è piacevolmente garbata e fluida…i sentimenti ci sono tutti, a volte anche un po' esasperati nella loro semplicità…il ritmo incostante, a tratti noioso e lento. In sintesi non mi ha particolarmente scatenato un senso di giubilo, come invece ho letto dalle altre recensioni.

    ha scritto il 

  • 3

    La scrittura di Romana Petri sostanzialmente mi piace, perchè scrive di sentimenti e lo fa bene e ne suoi romanzi trovo sempre molti spunti di riflessione e frasi che non posso fare a meno di sottolin ...continua

    La scrittura di Romana Petri sostanzialmente mi piace, perchè scrive di sentimenti e lo fa bene e ne suoi romanzi trovo sempre molti spunti di riflessione e frasi che non posso fare a meno di sottolineare. Ma in questo romanzo l'ho trovata un po' troppo ridondante. Troppi ricordi, sempre gli stessi, ripetuti..insomma, il primo aggettivo che mi viene in mente ripensando a questo romanzo è "troppo". Ma la storia, che per tutta la prima parte tarda ad ingranare e sembra quasi inconsistente, a un certo punto si forma e si dipana tutta nella terza parte, l'unica che ho letto con trasporto e vera emozione, ed è una storia bellissima! E dire che invece "Figli dello stesso padre" l'ho divorato in una giornata..

    ha scritto il 

  • 5

    Semplicemente magnifico!

    Ce l'avevo da tempo e intanto avevo letto altri libri dell'autrice che ho trovato davvero di grande valore. Questo libro è davvero speciale perché riesce a parlare di un argomento, una vita intera, se ...continua

    Ce l'avevo da tempo e intanto avevo letto altri libri dell'autrice che ho trovato davvero di grande valore. Questo libro è davvero speciale perché riesce a parlare di un argomento, una vita intera, senza mai cadere nello sdolcinato. La storia è bella, tersa, appassionante, ma ciò che davvero colpisce è la lingua che Petri riesce a usare. Spesso provo a leggere autori italiani, ma spesso resto deluso dalla sciatteria del linguaggio (a parte alcuni, certo, ma pochi), qui ho trovato una cura rara per le parole. Non posso sapere se si tratti di un ordinato studio e se questa magnifica lingua venga fuori così, di getto. Certe volte ho avuto l'impressione che per scrivere così si debba stare quasi sotto dettatura. Tra tutti i personaggi meravigliosi e indimenticabili, i miei preferiti sono Toni e il cane Vinciguerra (una mia naturale predisposizione a stare dalla parte dei vinti). Loro due sono i veri "maledetti" di questa magnifica storia di una ma anche di più vite. Lo consiglio a chi ama il bello della scrittura. Per me, come ho letto da qualche altra parte, questa autrice è la degna erede di Elsa Morante. presto comincerò a leggere un altro suo libro. Questo Lo consiglio proprio. Bellissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Umbria, Argentina, di nuovo Umbria…l’esistenza come un cerchio: quante vite servono per raccontare tutta la vita?
    Quando ormai sembra non esserci più tempo nella sua, Alcina riceve un’altra occasione; ...continua

    Umbria, Argentina, di nuovo Umbria…l’esistenza come un cerchio: quante vite servono per raccontare tutta la vita?
    Quando ormai sembra non esserci più tempo nella sua, Alcina riceve un’altra occasione; si tratta di afferrarla o di rischiare il naufragio.
    C’è poi Toni, che ha un rapporto difficile con gli affetti, sempre alla ricerca di quelli grandi, che possano durare tutta la vita. Uomini come lui restano sulla strada della sofferenza, perché i dolori non c’è modo di misurarli e ognuno ha il proprio peso.
    Per anni l’esistenza può apparirci come un insieme di giri lenti, tutti uguali e poi, improvvisamente, trasformarsi in tutta un'altra cosa.
    Già, arriva un giorno in cui qualcuno riesce a baciarci in modo tale, da lasciarci entrare il mondo intero in quel bacio ed è proprio così che ci si dimentica che la bocca serve pure per respirare.
    Anche un solo bacio, ma talmente lungo da far perdere il fiato e lasciarci poi con il desiderio di farci un lunghissimo viaggio dentro.
    Può capitare però di sentirsi a credito di baci e di abbracci e di carezze, per via dello strano scherzo tiratoci dal destino, capace di portarci a quell'incontro troppo presto o troppo tardi, proprio con l’essere che desideriamo.
    Vedi, chi non sa abbracciare, finisce col tenere dentro di sé i sentimenti, lasciandoli stratificare così, come ce li ha buttati il tempo.
    Un bacio, solo un bacio, per tenere insieme i ricordi!
    Ci sono lettere, come quella che Alcina ha aspettato per anni, dalla carta consumata per quanto le abbiamo lette e carezzate e allora, dentro il sangue, pare ci rimanga solo il vento.
    I veri amori sono quelli che, anche quando sono lontani nel tempo o nello spazio, continuano a mantenere intatte le ragioni che ci hanno portato ad amare.
    Sono pochi i grandi sogni che si avverano nella vita, ma se si riesce a sognare spesso, si hanno più probabilità di raggiungerli.
    Restare a guardarsi in mezzo ad un sogno, proprio dentro il vento!
    Per questo ci si può convincere di averlo “sempre” amato quell’essere così speciale, solo che non lo sapevamo ancora.
    Forse è vero, magari è proprio così: la vita è semplice, si vive o non si vive, ma quando si decide di viverla, si deve andare fino in fondo, prendendosi tutto il bene ed il bello che può arrivare.
    Tutta la vita…ma una sola vita non basta, non può bastare!
    Noi non siamo qui, talmente di corsa, di passaggio, da non restare poi nella memoria di chi ci ha conosciuto o amato. Noi sopravviviamo nel colore degli occhi, nel modo di sorridere, nella capacità di sognare
    Tutta la vita…come si fa a raccontarla?
    Dovremmo riuscire a guardare ad ogni singolo giorno come ad un inizio, ma non del futuro, piuttosto di un presente che non c’è ancora stato e che è appena arrivato.
    Le persone sagge ci vorrebbero spingere a credere che tutto ciò che desideriamo, il bello ed il bene che vorremmo, in fondo rappresentano un azzardo.
    Io piuttosto credo che la saggezza, a volte, sarebbe meglio metterla da parte.

    ha scritto il 

  • 4

    “Bifronte” è la condizione dell’essere che padroneggia questo libro.
    È quella forza che trattiene nel passato, per difenderlo, per difendersi perché, se anche la memoria è dolore, ci appartiene. Non ...continua

    “Bifronte” è la condizione dell’essere che padroneggia questo libro.
    È quella forza che trattiene nel passato, per difenderlo, per difendersi perché, se anche la memoria è dolore, ci appartiene. Non solo sta dentro di noi, ma può starci anche intorno come una prigione che, tuttavia, è ciò che conosciamo e “protegge”.
    Essere “bifronte” è, allo stesso tempo, essere sospinti da un’energia opposta, che va verso il futuro. Perché niente come il futuro, come andargli incontro, ridefinisce il passato e gli toglie le sbarre.
    Il futuro è la costruzione di un viaggio, è “allontanarsi per vedere”, mettere distanza tra il nostro “sé” e l’altro “sé” per, come si dice nelle pagine, “avvantaggiarsi” del fatto di vivere.
    E dunque essere bifronte è un modo di stare nel presente, non il migliore per tutti, ma il solo per chi bifronte è.
    Alcina conoscerà due orizzonti nella sua vita, ma è una donna alla continua ricerca della sua “casa”, della sua soluzione, e dunque è aperta a qualsiasi orizzonte. Ma lo sa, conosce la sua forza?
    La forza di Alcina è avvantaggiarsi senza tradirsi, accettando di camminare nella vita con il proprio passo, volendo capire ogni incrocio del percorso, ogni deviazione; è riconoscere gli incontri, accettarli e farsene segnare, perché nessuno più di chi ci si accosta riesce a mostraci le coordinate di noi stessi; è capire la differenza tra pensare troppo alla vita e vivere, capire che il passato non ci aspetta, ma ci accompagna nella misura giusta. È aver fatto dell’essere bifronte una spinta in avanti che riesce a trasformare il passato da prigione in identità.
    Non c’è forza dirompente in questo romanzo, ma la forza costante della tenacia paziente, quasi inconsapevole: mentre si vive il presente, il passato si fa sostanza, somma a cui continuiamo ad aggiungere giorni, in una naturale e necessaria prosecuzione. La forza di chi è bifronte è questa; è riuscire a fotografarla solo quando si è arrivati.
    Brava la Petri, molto! Malgrado qualche debolezza qui e là, ha disegnato dei bellissimi personaggi, molto veri, forti, intensi.

    ha scritto il 

  • 4

    La prima cosa che mi viene in mente pensando alla lettura di questo libro è...uff...già finito...
    Quanto mi piace la scrittura di Romana Petri....eh si... Proprio tanto...
    Perchè mi ha fatto vivere le ...continua

    La prima cosa che mi viene in mente pensando alla lettura di questo libro è...uff...già finito...
    Quanto mi piace la scrittura di Romana Petri....eh si... Proprio tanto...
    Perchè mi ha fatto vivere le vite di personaggi bellissimi...tanto reali, sia i buoni che i cattivi, da riuscire quasi a vederli...
    Perchè mi ha fatto conoscere l'Alcina e Spaltero...e il loro amore unico e immenso...
    Perchè è riuscita a trasmettermi l'angoscia e l'orrore della dittatura argentina e il dolore delle donne di Plaza de Mayo...
    Perchè fra le sue parole...si alza sempre il vento...

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro arrivato caldo caldo da Gil (grazie), mi ha commosso, commosso proprio emotivamente, con quel sentire dell’interiorità che è profondo perché è quello della vita lasciata fluire, lasciata ...continua

    Questo libro arrivato caldo caldo da Gil (grazie), mi ha commosso, commosso proprio emotivamente, con quel sentire dell’interiorità che è profondo perché è quello della vita lasciata fluire, lasciata spalancata pronta ad accogliere.

    Alcina è un personaggio bellissimo. E' una giovane donna sola, con la corte dei morti da badare, da accudire, da tenere al caldo. Vive di ricordi e di rinuncia, Alcina. E ha un cane pazzo, furioso proprio, Vinciguerra. Un cane araldico nero come la notte con gli occhi rossi come il demonio. E’ un cane potente, spaventoso, la sua voce emette suoni terribili che sembrano provenire dal profondo della terra. Alcina ha anche un bacio sulle labbra che è di quelli che durano una vita e la promessa dell’uomo più bello del mondo, un ragazzo più giovane di 11 anni con un sorriso strano, come un bagliore di traverso.
    Le prime 70/80 pagine sono le migliori. Mi hanno toccato e ritoccato con dita e aliti che conosco, che sono della mia gente, che sono della mia vita. Poi questo sentire così intenso cala un po’. Tuttavia il libro regge. Regge a un amore felice. E regge per l’intreccio di altri personaggi e della storia terribile dell’Argentina.

    ha scritto il 

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