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Tutte le anime

By Javier Marías

(268)

| Mass Market Paperback | 9788806179588

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Book Description

Anni Ottanta. Un giovane professore spagnolo capita quasi per caso a insegnare nel college di Oxford AlI Souls (nome che dà il titolo al romanzo). Inizia cosí per lui un biennio di rocambolesche avventure per vivere i ruoli di professore, amico, mari Continue

Anni Ottanta. Un giovane professore spagnolo capita quasi per caso a insegnare nel college di Oxford AlI Souls (nome che dà il titolo al romanzo). Inizia cosí per lui un biennio di rocambolesche avventure per vivere i ruoli di professore, amico, marito e amante, in una storia ricca di intrighi, che lascia spazio a profonde riflessioni sull'esistenza e a minuziose descrizioni di ambienti e personaggi.
Mistero, colpi di scena, pettegolezzi piccanti e sofferte esperienze d'amore, etero e omosessuali, caratterizzano le pagine di questo romanzo dal ritmo incalzante, alternando il senso del tragico al puro divertimento.
È l'incontro di due culture, un viaggio nell'anacronistico mondo dell'accademia britannica narrato con surrealista umorismo spagnolo.

47 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    La prima delusione da Marías, vabbe', ci sta.

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    lu said on Aug 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Marìas come al solito ha la capacità ditrasportarti con il suo modo di raccontare........ che ti rapisce

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    LadyJe said on Nov 8, 2013 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    Domani nella libreria pensa a qualcun altro

    La realtà è straordinaria: un sasso e un pezzo di plastica, per il solo fatto di percepirli, vederli, toccarli, ci danno la dimostrazione che siamo vivi.
    Tutto è miracoloso di per sé, le piante, i profumi, poter baciare una spalla della donna amata, ...(continue)

    La realtà è straordinaria: un sasso e un pezzo di plastica, per il solo fatto di percepirli, vederli, toccarli, ci danno la dimostrazione che siamo vivi.
    Tutto è miracoloso di per sé, le piante, i profumi, poter baciare una spalla della donna amata, strizzare l'occhio a un bimbo sconosciuto.
     E infine l'estasi pura, a metà mattina, la fragranza della pizza bianca appena sfornata e generosamente riempita di mortadella, sottile, sottile. 

    Un mio amico inglese ha appeso all'interno della porta d'ingresso un cartello, è l'ultima cosa che vede prima di uscire di casa. 
    C'è scritto "don't be banal".
    Siamo noi a rischiare di essere insulsi, pesanti, tristi: l'uomo è in grado di mistificare e banalizzare tutto, il sesso, il mondo, la letteratura con due semplici vocali: io, io, io, io..
    Il romanzetto in questione ci tiene a raccontare i due anni ad Oxford di un noiosissimo professore madrileno. Troppe pagine fuori dal bordo esterno del bello e dell'utile,  pochi faticosi periodi, lunghi e annidati. 
    Non riuscendo a sviscerare i contenuti mi limito a riportare il risultato di una breve ma significativa indagine statistica tra pagina 160 e 170:
    Punto e a capo: uno ogni 3,3 pagine
    Punto: 2,5 a pagina
    Parentesi (aperte e chiuse). 12 a pagina
    Trattini: 6 a pagina.

    Noia.
     Pollice verso.

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    Gianfrancesco said on Sep 8, 2013 | 6 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Dovrei iniziare raccontando la trama, ma non c’è; ovvero, in realtà una leggera storia di sottofondo che fa da filo conduttore c’è: un giovane professore spagnolo che trascorre 2 anni a insegnare a Oxford. Ma il libro non è questo: è ciò che parte da ...(continue)

    Dovrei iniziare raccontando la trama, ma non c’è; ovvero, in realtà una leggera storia di sottofondo che fa da filo conduttore c’è: un giovane professore spagnolo che trascorre 2 anni a insegnare a Oxford. Ma il libro non è questo: è ciò che parte da questo. Ci sono personaggi che ruotano attorno, amici stretti e nemici, donne, una in particolare, quella che diventerà la sua amante, e forse non una semplice amante per lui, qualcosa di più, ma proprio per il fatto che è amante, pur se amata, doverosamente a tempo determinato. Ci sono le descrizioni, molto ironiche e precise devo dire, degli oxoniani e della vita universitaria, dei riti inglesi, delle cose nascoste e di quelle alla luce del sole. Ci sono tante parole, tante elucubrazioni, e tante riflessioni che partono dalla vita personale per andare al generale malinconico e vero di tutti noi.

    Quando un uomo va a vivere per tanto tempo in una terra straniera, diventa senza luogo, e finisce per dare importanza al cestino delle immondizie che raccoglie tutto quello che elimina e poi si svuota, raccoglie e si svuota, raccoglie e si svuota, raccoglie i resti di una vita e poi si svuota. È strana la figura della donna di cui si invaghisce, la Clare dai piedi scalzi e dalle calze nere, che ha molti amanti e a nessuno di loro si affeziona. Fin dall’inizio, lei è la fine.

    Verrebbe benissimo un film, molto inglese, con un protagonista spagnolo. Se Banderas la smettesse di fare pane e biscotti, ad esempio. Ma no, ci vorrebbe qualcuno di più giovane.

    Denso. Veramente denso, di carattere e di scrittura.

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    Ire said on Mar 8, 2013 | Add your feedback

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