Tutte le mie preghiere guardano verso ovest

Di

Editore: Edt

3.8
(58)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 108 | Formato: Paperback

Isbn-10: 885920450X | Isbn-13: 9788859204503 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Ti piace Tutte le mie preghiere guardano verso ovest?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
New York. La città dalle mille luci e dai mille sapori, che alcuni nutre e altri affama. Questo è il racconto di un allegro smarrirsi, boccone dopo boccone, nella condivisione come nella solitudine, tra cucine che parlano tutte le lingue del mondo.
Ordina per
  • 3

    Una mini-guida, gastronomica ma non solo, che è anche diario e racconto.
    Cognetti ci porta per New York attraverso i suoi mercati, i ristoranti, le tavole calde e i pub che hanno deciso di chiudere fu ...continua

    Una mini-guida, gastronomica ma non solo, che è anche diario e racconto.
    Cognetti ci porta per New York attraverso i suoi mercati, i ristoranti, le tavole calde e i pub che hanno deciso di chiudere fuori dalla porta la modernità. Lo fa in bicicletta e in metro, sul ferry per Staten Island, e ci porta indietro nel tempo dai primi coloni fino ai giorni nostri. Ottima l'appendice con tutti gli indirizzi dei locali citati, ma quello che stupisce sempre e che resta addosso una volta chiuso il libro, è la consapevolezza di quanto questo ragazzo scriva meravigliosamente.

    ha scritto il 

  • 4

    come scritto nella recensione di "New York stories", per preparare una vacanza a New York qualche anno fa avevo letto svariati romanzi lì ambientati e una guida, se così si può definire, di Paolo Cogn ...continua

    come scritto nella recensione di "New York stories", per preparare una vacanza a New York qualche anno fa avevo letto svariati romanzi lì ambientati e una guida, se così si può definire, di Paolo Cognetti, "Una finestra senza tende" edita da Laterza. e a Paolo Cognetti mi sono affidato anche per una nuova vacanza a New York, leggendo, per l'appunto, "New York stories", una raccolta di racconti da lui curata, e questa nuova guida, questo viaggio gastronomico nelle mille anime della Grande Mela. e devo dire che s'è rivelata un'ottima scelta, sia la raccolta di racconti, sia, forse ancor di più, questa piccola guida. per due motivi. il primo, immediato, mentre la leggevo la sera, a casa, prima di dormire, perché si tratta di una piacevolissima lettura, perché, sì, è una guida, ma vi si sente la mano dello scrittore. il secondo, successivo, mentre la seguivo durante la mia vacanza newyorkese, perché s'è trattato di una vacanza dalle forti tinte gastronomiche e lo è stata anche grazie a questo libro, perché senza questo libro difficilmente avrei passeggiato per il Queens fermandomi ora in un truck food, ora in un altro a gustare cucine sudamericane ed asiatiche, perché senza questo libro difficilmente avrei assaggiato un panino col pastrami nel Lower East Side o un piatto di soulfood ad Harlem. ho un unico rammarico, il giorno di San Patrizio ho bevuto qualche Guinness in un paio di pub a Midtown, ma non ho avuto il tempo di scendere verso Downtown ed andare da McSorley, luogo di culto, secondo Cognetti.

    ha scritto il 

  • 3

    dopo l'esperienza di due anni nei boschi, Paolo torna a new york, la gira in bici, va a mangiare cosa buonissime in posti dove ci voglio andare pure io, ti fa venir voglia di andare a New York, ma pur ...continua

    dopo l'esperienza di due anni nei boschi, Paolo torna a new york, la gira in bici, va a mangiare cosa buonissime in posti dove ci voglio andare pure io, ti fa venir voglia di andare a New York, ma purtroppo il libro sulla montagna è più vivo, più vero.

    ha scritto il 

  • 3

    4 passi per New York e i suoi sapori

    Breve lettura, carina e simpatica, ma richiederebbe un po' di conoscenza della città per potersi godere di più tutte le pagine, che altrimenti dopo un po' (e nonostante il tema) mi son diventate un po ...continua

    Breve lettura, carina e simpatica, ma richiederebbe un po' di conoscenza della città per potersi godere di più tutte le pagine, che altrimenti dopo un po' (e nonostante il tema) mi son diventate un po'... insapori.

    ha scritto il 

  • 5

    Dove si guarda c'è quello che siamo

    Non è mica quel grande salto che tutti pensano, mi ha detto. New York è solo un altro tipo di solitudine.
    Proprio così, Simone: il punto non è il paesaggio che hai intorno, ma il modo in cui ci vivi d
    ...continua

    Non è mica quel grande salto che tutti pensano, mi ha detto. New York è solo un altro tipo di solitudine.
    Proprio così, Simone: il punto non è il paesaggio che hai intorno, ma il modo in cui ci vivi dentro. Le parti di mondo che osservi più spesso sono quelle in cui riesci a rifletterti, le cose che ti colpiscono sono scoperte di te. Probabilmente amo New York per questo: perché, tra le infinite città che contiene, ce n'è anche una che mi assomiglia come se l'avessi inventata io. Io preferisco la mattina presto alla sera tardi. Preferisco i margini di Brooklyn a tutti i possibili centri di Manhattan. Preferisco i marciapiedi deserti alle strade gremite, le vecchie fabbriche in mattoni rossi ai grattacieli. Non è New York a essere così, sono io. Il marciapiede deserto sono io. La fabbrica in mattoni rossi sono io.

    Da dove mi trovo adesso - a New York e nella vita - l'est è un ricordo da gettarsi alle spalle, tutte le mie preghiere guardano verso ovest.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro per conoscere New York attraverso il cibo

    "Io al diner ci vado per l’hamburger e lo voglio così: con pomodoro, lattuga e cipolla, la senape e non il ketchup, doppio strato di monterey jack, un cetriolo in salamoia accanto, contorno di patatin ...continua

    "Io al diner ci vado per l’hamburger e lo voglio così: con pomodoro, lattuga e cipolla, la senape e non il ketchup, doppio strato di monterey jack, un cetriolo in salamoia accanto, contorno di patatine. Le patate mi ricordano di essere nelle strade degli irlandesi; il cetriolo che New York è una città ebraica; il cheddar che qui gli italiani non sono mai riusciti a importare del buon formaggio. E poi la carne, naturalmente: la carne è l’America. Per questo deve grondare sangue. O come dettava il ramponiere Stubb al cuoco del Pequod in Moby Dick: con una mano tieni il filetto di balena, con l’altra gli mostri un carbone acceso, e fatto questo lo puoi servire. La cameriera annuisce e segna sul taccuino. Poi mi lascia ad aspettare il mio hamburger davanti alla finestra: fuori c’è aria di pioggia, una ragazza passa con un cane, e da dove mi trovo adesso – a New York e nella vita – l’est è un ricordo da gettarsi alle spalle, tutte le mie preghiere guardano verso ovest." (Paolo Cognetti)
    http://www.viviconstile.it/articoli/2707141643/libro-new-york-cibo-tutte-le-mie-preghiere-guardano-verso-ovest

    ha scritto il