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Tutte le novelle

Di

Editore: Mondadori

4.0
(2152)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 1032 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804160233 | Isbn-13: 9788804160236 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Cofanetto , Copertina morbida e spillati , eBook

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Descrizione del libro
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  • 3

    La lupa ****
    Una delle più famose novelle di Verga. Contiene in sole 5 pagine tutto l'eros e la violenza di questa protagonista così disperata e carnale. Molto affascinante.

    L'amante di Gramigna **
    Devo ammettere che questa novella non mi ha lasciato nulla. La lupa è molto più ...continua

    La lupa ****
    Una delle più famose novelle di Verga. Contiene in sole 5 pagine tutto l'eros e la violenza di questa protagonista così disperata e carnale. Molto affascinante.

    L'amante di Gramigna **
    Devo ammettere che questa novella non mi ha lasciato nulla. La lupa è molto più efficace come istantanea. Questa si perde, all'inizio, in una dichiarazione sulla poetica di Verga, che sembra quasi un tentativo di mettere il lettore sul giusto binario, cosa che ritengo abbastanza inutile o che comunque dovrebbe evincersi dal racconto stesso, non da una premessa. Diciamo, quindi, che il tanto decantato realismo di Verga, in questa novella è più di cornice che di contenuto.

    ha scritto il 

  • 4

    La raccolta “Vita nei campi” di cui fa parte “Guerra di santi” segna la nascita dello stile verista del Verga. L'autore è a Milano quando scrive queste novelle , ma gli umili conosciuti nella sua giovinezza a Catania hanno lasciato un segno profondo nella sua memoria e li rappresenta in un modo ...continua

    La raccolta “Vita nei campi” di cui fa parte “Guerra di santi” segna la nascita dello stile verista del Verga. L'autore è a Milano quando scrive queste novelle , ma gli umili conosciuti nella sua giovinezza a Catania hanno lasciato un segno profondo nella sua memoria e li rappresenta in un modo e in un linguaggio del tutto nuovi. Usa la lingua parlata degli umili, ricca di umanità, senza fronzoli che testimonia i bisogni primitivi dei protagonisti. Lavoro, fatica, miseria, sofferenza, malattia, lavoro minorile sono i temi ricorrenti di questi racconti.
    In “Guerra di Santi” Verga rivela la sua capacità di uomo di teatro, descrivendo anche in chiave comica e ironica una lite di paese in occasione di una festa di Santi. Protagonista è tutto il paese, Si può definire, quindi, una novella “corale”.
    Non mancano gli elementi storici, l'epidemia di colera che “era venuto bello e buono” e “ nella città la gente muore come le mosche” la novella si conclude in chiave ironica “ la volete finire, saltò su Saridda, che poi ci vorrà un altro colera per fare la pace!” rivolta ai due litiganti.
    In “Vagabondaggio” che fa parte dell'omonima raccolta, emerge il pessimismo tipico delle opere del Verga, rassegnazione, fatalismo- miseria. La storia ruota attorno a Nanni costretto, per sopravvivere, a vagabondare per le strade di Sicilia, al servizio di un “merciaiuolo”. In un simile contesto non c'è posto neppure per i sentimenti.
    La novella “Gli innamorati” appartiene alla raccolta “Don Canderolo e C.i” (compagni) che è l'ultima raccolta di novelle, pubblicata nel 1894 anno in cui il Verga ritorna in Sicilia. Da ora in avanti Verga si dedicherà solo alla riduzione teatrale delle sue opere. Lontano dagli ambienti letterari, frequentati a Firenze e a Milano, egli è sconfortato anche per il mancato successo che aveva sperato, dopo quello ottenuto nel 1884 con la rappresentazione teatrale della Cavalleria Rusticana.
    “Gli innamorati”, penultima novella della raccolta, ruota attorno alla “dote” che, come si usava in Sicilia, precedeva il matrimonio. Il quadro che emerge è buffo e amaro nel contempo. Dopo tentennamenti che si concentrano nell'espressione : “ la gallina si pela dopo morta” il padre cede, ma scopre la vera intenzione dell'innamorato, interessato solo alle 100 onze, e il matrimonio con Bruno fallisce.... ma la storia continua...
    La novella è ricca di proverbi e di modi di dire che esprimono la sapienza popolare: “ il diavolo è tentatore”, “le cose lunghe diventano serpi” “il diavolo è anche sottile”, “ chi rompe paga, e chi ne ha ne spende”. Comica la scena: “l'accompagnò ancora a pedate sino in fondo alla stradetta”.

    ha scritto il 

  • 0

    nel purgatorio dante cita uno dietro l'altro, per indicare
    una salita ardua, alcune località italiane da bismantova

    ad altre (forse san leo). ricordo, con una certa sicurezza
    incerta, lerici.

    dove si spera, tra qualche giorno, che si possa stare
    in tranquillità. e ...continua

    nel purgatorio dante cita uno dietro l'altro, per indicare
    una salita ardua, alcune località italiane da bismantova

    ad altre (forse san leo). ricordo, con una certa sicurezza
    incerta, lerici.

    dove si spera, tra qualche giorno, che si possa stare
    in tranquillità. e io, per così dire, scrivo queste

    righe in minigonna.

    ha scritto il 

  • 4

    Una lettura impegnativa, non sempre facile e stimolante ma son felice di averlo letto e di aver così conosciuto delle novelle bellissime ma sconosciute, che non rientrano in quelle scolastiche canoniche. Il ciclo VAGABONDAGGIO è tra i più belli per stile e contenuti e "Lacrymae rerum" davvero una ...continua

    Una lettura impegnativa, non sempre facile e stimolante ma son felice di averlo letto e di aver così conosciuto delle novelle bellissime ma sconosciute, che non rientrano in quelle scolastiche canoniche. Il ciclo VAGABONDAGGIO è tra i più belli per stile e contenuti e "Lacrymae rerum" davvero una perla. Lettura consigliata ma munitevi di un'edizione con un apparato di note! Fondamentale.

    ha scritto il 

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