Tutte le poesie

Di

Editore: A. Mondadori (I Meridiani)

4.5
(599)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 1857 | Formato: Cofanetto

Isbn-10: 8804356693 | Isbn-13: 9788804356691 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Marisa Bulgheroni

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Da consultazione , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
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  • 5

    Tengo sempre accanto a me questo volume. I versi di Emily sono i lamenti di una donna che non ha fatto altro che piangere e le pagine i fazzoletti che hanno asciugato le sue lacrime. Tutti dovrebbero ...continua

    Tengo sempre accanto a me questo volume. I versi di Emily sono i lamenti di una donna che non ha fatto altro che piangere e le pagine i fazzoletti che hanno asciugato le sue lacrime. Tutti dovrebbero leggere le sue poesie.

    ha scritto il 

  • 5

    La più bella creatura poetica che si possa immaginare.
    La grandezza la lascio decidere agli altri: i sofisti. Che non ci prendono mai.
    Emily.
    La bellezza del verso e del messaggio...
    Mica bellezza del ...continua

    La più bella creatura poetica che si possa immaginare.
    La grandezza la lascio decidere agli altri: i sofisti. Che non ci prendono mai.
    Emily.
    La bellezza del verso e del messaggio...
    Mica bellezza del verso e messaggio debbono per forza fare a cazzotti!
    Grazie Emily!

    "Non conosciamo mai la nostra altezza
    finché non ci viene chiesto di alzarci
    e allora se fedeli al progetto
    la nostra misura tocca i cieli -

    L'eroismo che recitiamo
    sarebbe una cosa normale
    se non falciassimo i cubiti
    per paura di essere un Re - "

    (Emily Dickinson - 1870)

    Ermanno Bartoli
    web page: www.webalice.it/barlow

    ha scritto il 

  • 5

    E adesso le lettere, di subito.

    Sono stato con Emily Dickinson non so se un anno o quasi, più di sei mesi di sicuro, ho iniziato a leggere le sue poesie quando la notte ancora andavo a letto da solo e ne ho conclusa la rassegna ora ...continua

    Sono stato con Emily Dickinson non so se un anno o quasi, più di sei mesi di sicuro, ho iniziato a leggere le sue poesie quando la notte ancora andavo a letto da solo e ne ho conclusa la rassegna ora che al mattino mi sveglio sul bacio della donna che amo e con la quale condivido casa; tra l’altro l’ho pure sposata. Con Emily sono stato di qua e di là di un guado, uno dei tanti, però chi attraversa una volta il fiume con te, inevitabilmente, diventa te, in una parte.

    Quando ho cominciato a leggerla mi sono detto “Devo leggere Emily Dickinson” e sapevo che sarei andato piano. Leggo le poesie in lingua, soltanto dopo butto l’occhio alle traduzioni, di traduzioni ce ne sono di buone, alcune sono inspiegabili e insopportabili per infedeltà, ma l’infedeltà letterale è il minimo: è quando si perde del tutto il ritmo della Dickinson che non le si perdona.

    La Dickinson, anche quando scrive della morte e dell’amore di Dio – e con il passare degli anni, il tema della morte comincia a diventare più frequente delle api e dei bobolinchi e io per le api e i bobolinchi della Dickinson vado in estasi, come per le sue arance il cantina e il suo vento che capita non sappia come fare mattina; la morte non è un tema che mi annoi, mi annoia il molto più luttuoso amore di Dio, frutto di una disperazione più grande da coprire con una speranza tutta da inventare – ne scrive con una musica, con degli accenti, con una: vitalità, una allegria screanzata, bellissima. Le traduzioni in italiano parecchie volte sembrano le versioni della governante che trasforma le incursioni spiritellose della bambina che si è assegnata in un registro dove riportare le note sì, ma più in condotta.

    Tutto quello che c’è da sapere – cioè da leggere – sulla Dickinson è su questo sito eccezionale: http://www.emilydickinson.it/
    Mediamente, le traduzioni sono superiore e l’apparato informativo generale è addirittura interessante senza essere mai invadente. Io, che sono cartaceo, ci sono andato su per approfondire le poesie che mi avevano mosso il vento in maniera più urgente di altre, e è qui che penso che comincerò a leggerne le lettere.

    Emily Dickinson la si può lasciare, ma non per lungo tempo, e mai per sempre.

    ha scritto il 

  • 4

    "Una gioia serravo fra le dite
    e al riposo mi avviai;
    afoso il giorno
    fastidiosi i venti
    mi dissi: rimarrà.
    Al risveglio insultai le oneste dita:
    la gemma era sparita!
    Ora solo un ricordo d'ametista n ...continua

    "Una gioia serravo fra le dite
    e al riposo mi avviai;
    afoso il giorno
    fastidiosi i venti
    mi dissi: rimarrà.
    Al risveglio insultai le oneste dita:
    la gemma era sparita!
    Ora solo un ricordo d'ametista non più possiedo

    ha scritto il 

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