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Tutti giù per terra

Di

Editore: Garzanti Libri

3.6
(1487)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 136 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8811667577 | Isbn-13: 9788811667575 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Humor , Teens

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Descrizione del libro
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  • 3

    Vent'anni e non è cambiato quasi nulla: al netto di qualche eccesso comico e di passaggi "giusti" anche se furbamente tranchant sul mondo d'oggi, quello che dice sull'essere giovani, tra non saper che ...continua

    Vent'anni e non è cambiato quasi nulla: al netto di qualche eccesso comico e di passaggi "giusti" anche se furbamente tranchant sul mondo d'oggi, quello che dice sull'essere giovani, tra non saper che fare, sfruttamenti e voglia di non essere ingabbiati, arriva.

    ha scritto il 

  • 2

    Forse ha il merito, l'unico, di essere arrivato sulla scena letteraria italiana un attimo prima della generazione dei Cannibali e forse qualcuno si è ispirato ad esso. Ma la piattezza del come-vengono ...continua

    Forse ha il merito, l'unico, di essere arrivato sulla scena letteraria italiana un attimo prima della generazione dei Cannibali e forse qualcuno si è ispirato ad esso. Ma la piattezza del come-vengono-raccontati non ha la potenza sui fatti raccontati, gli stessi di oggi, di ieri e pure dell'altro ieri. Nemmeno l'essere stato forse il primo a tratteggiare la nascente favola del precariato (e con essa un genere letterario di un racconto monodico) l'ha salvato dal dimenticatoio e dagli scaffali di una libreria dell'usato dove l'ho pescato e dove finirà di nuovo.

    ha scritto il 

  • 0

    Riletto dopo anni, si è rivelato molto deludente, in primis per uno stile che non ricordavo così sciatto e per i personaggi bidimensionali; dei libri di giovani scrittori italiani di metà anni '90 mi ...continua

    Riletto dopo anni, si è rivelato molto deludente, in primis per uno stile che non ricordavo così sciatto e per i personaggi bidimensionali; dei libri di giovani scrittori italiani di metà anni '90 mi sembra quello invecchiato peggio.

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelline, non perché sia un capolavoro della letteratura italiana, ma perché è ambientato qui a Torino, perché è veloce, ritmato, amaramente scanzonato e perché Walter, alla fine, sotto molti ...continua

    Quattro stelline, non perché sia un capolavoro della letteratura italiana, ma perché è ambientato qui a Torino, perché è veloce, ritmato, amaramente scanzonato e perché Walter, alla fine, sotto molti aspetti, potrei essere/sono io.

    ha scritto il 

  • 3

    Librettino che furoreggiò una ventina di anni fa, ma io l’ho scoperto adesso, non ne conoscevo neppure l’esistenza.
    Dopo averne sentito parlare per la prima volta, pochi giorni or sono, me ne trovo un ...continua

    Librettino che furoreggiò una ventina di anni fa, ma io l’ho scoperto adesso, non ne conoscevo neppure l’esistenza.
    Dopo averne sentito parlare per la prima volta, pochi giorni or sono, me ne trovo una copia bisunta nella libreria della dolce figlietta: l’ha comprato usato, ma talmente usato che fa schifo anche aprirlo.
    Un doveroso e veloce rimprovero sull’opportunità di selezionare un usato sicuro, o almeno pulito, poi le domande di rito:
    L’hai letto?, sì.
    E com’è?, alzata di spalle. (Che comunque, come risposta, è già qualcosa).

    È andata a finire che l’ho letto anch’io, è divertente ma non ha la freschezza e la potenza di un Jack Frusciante, per dire.
    Poi guardo su aNobii e ce l’hanno in migliaia.
    Ma che facevo io 20 anni fa?, come mai non me ne sono accorta?
    Ah già, stavo allattando mia figlia.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho riletto dopo anni e devo dire che è un libro ancora molto attuale.
    Il disorientamento, l'insicurezza, le persone che cambiano le idee con la stessa velocità con cui un serpente cambia pelle, la d ...continua

    L'ho riletto dopo anni e devo dire che è un libro ancora molto attuale.
    Il disorientamento, l'insicurezza, le persone che cambiano le idee con la stessa velocità con cui un serpente cambia pelle, la difficoltà di trovare un proprio posto nel mondo...ma è davvero un libro scritto 20 anni fa?

    ha scritto il 

  • 3

    Avendolo letto dopo IL PAESE DELLE MERAVIGLIE mi è sembrato ne fosse la prima stesura. Per me Valter è sia il risultato ipotetico dell’infanzia dei ragazzini del ’77, sia il loro antefatto emotivo. E’ ...continua

    Avendolo letto dopo IL PAESE DELLE MERAVIGLIE mi è sembrato ne fosse la prima stesura. Per me Valter è sia il risultato ipotetico dell’infanzia dei ragazzini del ’77, sia il loro antefatto emotivo. E’ come se dopo la storia di Valter qualcosa volesse ancora essere scritto. Qualcosa di più profondo. Qualcosa di essenziale. Ci deve essere voluto molto coraggio per riprenderlo in mano questo Valter e scrivere tutto quello che c’era dietro.
    E dietro c’era Attila.
    Credo che l’uno non sarebbe potuto esistere senza l’altro. E al modo leggero con cui Valter si muove per il mondo deve molto la solidità emotiva di Attila.
    Valter combatte battaglie che sa perse in partenza, ma se ne fa una ragione e al posto di chiudersi in un guscio lamentoso osserva con cura e crea una satira che attira l’attenzione di chi legge perché assolutamente realistica.
    La scrittura breve, quasi nervosa ma allo stesso tempo placida aiuta il lettore a rilassarsi perché in fondo quello che Valter ha da dire è qualcosa che anche lui conosce bene, ma non saprebbe dirlo con parole migliori.

    ha scritto il 

  • 4

    "Chi ero, che cosa cercavo, dove volevo andare? Non lo capivo. Non l'avevo mai capito con precisione."

    Ho scoperto, qualche anno dopo aver lasciato l'università, che il professore di linguistica itali ...continua

    "Chi ero, che cosa cercavo, dove volevo andare? Non lo capivo. Non l'avevo mai capito con precisione."

    Ho scoperto, qualche anno dopo aver lasciato l'università, che il professore di linguistica italiana assegnava questo libro per un esame e per curiosità, ho deciso di leggerlo per conto mio.
    Questa piccola chicca ambientata negli ultimi anni Ottanta è breve, scorrevole e scritto bene.
    Il protagonista è Walter, ragazzo alle soglie dell'età adulta non sa cosa fare della sua vita.
    Per il servizio militare non è idoneo, si iscrive all'università di filosofia ma dall'altra parte c'è il padre che gli fa pressioni per costringerlo a cercare un lavoro.
    Uno spaccato dell'Italia di quegli anni, molto carino ed interessante con qualche parte ancora attuale.

    ha scritto il 

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