Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Tutti gli uomini sono mortali

By Simone de Beauvoir

(85)

| Paperback

Like Tutti gli uomini sono mortali ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

20 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    ‘Tutti gli uomini sono mortali’ è dedicato, non a caso, a Jean-Paul Sartre. Al di là della storia personale, è un racconto sul destino dell'uomo in chiave esistenzialista: l’eternità della vita come la peggior condanna. Scritto in uno stile impegnati ...(continue)

    ‘Tutti gli uomini sono mortali’ è dedicato, non a caso, a Jean-Paul Sartre. Al di là della storia personale, è un racconto sul destino dell'uomo in chiave esistenzialista: l’eternità della vita come la peggior condanna. Scritto in uno stile impegnativo, narra comunque in maniera esemplare l’esistenza del protagonista dal ‘300 al ‘900, fino al suo sonno per 60 anni in un bosco, al suo ricovero in manicomio e all’incubo supremo: sopravvivere alla morte di tutti gli altri individui.

    Is this helpful?

    Daria49 said on May 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Appello agli editori

    Simone de Beauvoir dedica questo libro a Jean-Paul Sartre, di cui scriverà «La sua morte ci separa. La mia morte non ci riunirà. È così; è già bello che le nostre vite abbiano potuto essere in sintonia così a lungo».

    A proposito di se stessa: «Di me ...(continue)

    Simone de Beauvoir dedica questo libro a Jean-Paul Sartre, di cui scriverà «La sua morte ci separa. La mia morte non ci riunirà. È così; è già bello che le nostre vite abbiano potuto essere in sintonia così a lungo».

    A proposito di se stessa: «Di me sono state create due immagini. Sono una pazza, una mezza pazza, un'eccentrica. [...] Ho abitudini dissolute; una comunista raccontava, nel '45, che a Rouen da giovane mi aveva vista ballare nuda su delle botti; ho praticato con assiduità tutti i vizi, la mia vita è un continuo carnevale, ecc. Con i tacchi bassi, i capelli tirati, somiglio ad un'istitutrice (nel senso peggiorativo che la destra dà a questa parola), a un caposquadra dei boy-scout. Passo la mia esistenza fra i libri o a tavolino, tutto cervello. [...] Nulla impedisce di conciliare i due ritratti. [...] L'essenziale è presentarmi come un'anormale. [...] Il fatto è che sono una scrittrice [...]. È una vita che ne vale un'altra: che ha i suoi motivi, il suo ordine, i suoi fini che si possono giudicare stravaganti solo se di essa non si capisce niente».

    Il nome di Simone de Beauvoir è stato aggiunto all'Indice dei libri proibiti poco prima che venisse ufficialmente dismesso, nel 1966. Tutti gli uomini sono mortali è quasi introvabile. Fosca, il protagonista, incarna la demistificazione più truce della retorica dell'eterna giovinezza. Credo che ci sia bisogno di questo libro: nei negozi, nelle biblioteche, sui comodini. EDITORI, FATE QUALCOSA! Grazie*.

    *Se potete, ricordatevi anche di Monsieur Teste. Mi piacerebbe tanto averne una copia non spiralata...

    Is this helpful?

    Eva Sans said on Jan 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Recensito per Mangialibri

    http://www.mangialibri.com/node/12968 Regina è la star di un piccolo teatro di provincia, adorata dal suo pubblico. Fiorenza, come lei, riceve fiori nel camerino e sguardi incantati dalla sua bellezza. Questo la rende insopportabile: come non notare ...(continue)

    http://www.mangialibri.com/node/12968
    Regina è la star di un piccolo teatro di provincia, adorata dal suo pubblico. Fiorenza, come lei, riceve fiori nel camerino e sguardi incantati dalla sua bellezza. Questo la rende insopportabile: come non notare la differenza tra loro?! Una bruna e Regina così bionda, così brava, così ambiziosa. Quel teatro e la presenza della sua rivale sono ormai troppo: Regina ha bisogno di dimostrare al mondo intero la sua superiorità, la sua grandezza. Fiorenza è lì, davanti a lei, innamorata del suo Sanier e felice. Lei, invece, si sente già morta da tempo e la loro gioia la tormenta. Eppure ha Ruggiero, ma non le basta: “…vorrei che ogni cosa fosse mia, come se non avessi altro desiderio al mondo … e le mie mani sono vuote”. Un pettegolezzo fatto con cattiveria, la allontana da Ruggiero: è stata perfida, invidiosa, meschina. Troppo per un animo gioviale come quello di Ruggiero. Un attimo dopo a Regina non interessa più la sua rivale ma volge il suo sguardo ad un uomo, immobile in giardino che la incuriosisce per il suo sguardo penetrante. Decide di guarirlo dalla sua follia e lo porta con sé a Parigi. Ma non sa quello che l’uomo potrà rivelarle, né quanto questo potrà cambiarle la vita…
    Regina è alla ricerca di un senso e la noia pervade la sua vita. Fosca, il pazzo fachiro, è una distrazione. Che diventerà presto una vera ossessione. Ha deciso di far innamorare di sé l’uomo che dice di essere immortale: solo così anche lei vivrà per sempre nei suoi ricordi! Ma lui le rivelerà le sofferenze della sua vita: non poter morire, neanche desiderandolo, non è una fortuna. Le donne non possono e non vogliono amarlo, il potere lo logora. Una vita, quella di Fosca, che ha “sapore di solitudine e di eternità”, senza amore. La relazione amorosa è, per l’immortale, una parentesi, un rapporto tra altri mille possibili, nel passato e nel futuro. Nulla di più. Caterina, Beatrice, Marianna sono amori appassionati ma fuggevoli, destinati a finire con lo spegnersi della vita. “Si può vivere una vita senza speranza?” si domanda il protagonista. Sullo sfondo del romanzo la Storia, tra le righe dello scritto una riflessione profonda e sofferta sulla natura umana, fatta di speranze, desideri e, perché no, felicità. Ma anche miseria e sofferenza. La lotta interiore si intreccia alle lotte dei popoli per la libertà e la giustizia. Alla fine è Laura a svelare il segreto: “Anche se mi dimenticherete, la nostra amicizia sarà esistita; l’avvenire non potrà annullarla”. Amare e lasciarsi amare, vivere profondamente l’attimo presente è la via d’uscita all’annichilimento. Questo terzo romanzo della scrittrice francese, dedicato a Jean-Paul Sartre, padre dell’esistenzialismo, ruota intorno alla figura di Fosca, condannato all’infelicità a causa della sua immortalità. È un libro complesso e sublime, intriso di riflessioni filosofiche sul destino dell’uomo, raccontato con uno stile raffinato e assolutamente personale. Un capolavoro però difficile da reperire perché, purtroppo, in Italia non ne esistono ristampe recenti. La fatica della ricerca e della lettura è però assolutamente ben ripagata.

    Is this helpful?

    Mariangela said on Oct 5, 2013 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    La condanna della vita eterna

    Qualche parola su questo bel romanzo della Beauvoir, ormai letto due anni fa.
    Regina, una giovane e capricciosa attrice teatrale, un giorno incontra un individuo misterioso che le dice di essere immortale e di avere una lunghissima vita alle spalle, ...(continue)

    Qualche parola su questo bel romanzo della Beauvoir, ormai letto due anni fa.
    Regina, una giovane e capricciosa attrice teatrale, un giorno incontra un individuo misterioso che le dice di essere immortale e di avere una lunghissima vita alle spalle, ma la sua immortalita è stata una condanna, una eterna prigione.E inizia dunque a narrarle la lunga e travagliata vita, attraverso i secoli...
    La Beauvoir, discepola e compagna di Sartre, scrive dunque un romanzo esistenzialista, dove la scrittrice francese dimostra di essere una fine indagatrice dell'animo umano.
    E' un lungo racconto sul destino umano,dove l'immortalita diventa tra le piu grandi condanne dell'essere umano.Con l'immortalita il protagnista ha perso l'intresse di vivere e la noia esistenziale ha finito per opprimere la sua anima.E' ancora piu doloroso vedere le persone che lui ha amato invecchiare, mentre lui rimane ab aeterno nella medesima condizione.
    "Vivessimo anche mille anni non potremmo cambiare il ciclo della vita, che è un rincorrersi di fatti che si ripetono all'infinito. Dopo la fame viene il benessere, dopo il benessere viene la guerra, poi ritorna la pace. Il modo di governare è sempre lo stesso, c'è chi comanda e chi subisce. In conclusione per gli uomini è meglio morire che vivere in eterno".
    Come pure per Fosca,il protagonista, è angosciante notare che gli uomini si comportanto sempre allo stesso modo, c'è sempre chi tiranneggia e chi subisce(uomini e caporali avrebbe detto totò), in un ciclo eterno.

    C'è solo una cosa che, in ogni storia, in ogni periodo storico dove si trova, sembra risvesgliare il suo interesse per la vita:l'amore per qualcuno.Essere amati ed amare.Quindi è l'amore che da significato alla nostra esistenza.

    Lo consiglio

    Is this helpful?

    Max Fridman said on Dec 15, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Simone de Beauvoir è una scrittrice che apprezzo sempre di più ogni volta che leggo un suo libro. Non che scriva romanzi eccezionali, o abbia idee folgoranti (qualcuna sì, ma non nei romanzi) però, col passare del tempo, mi sono affezionata al suo st ...(continue)

    Simone de Beauvoir è una scrittrice che apprezzo sempre di più ogni volta che leggo un suo libro. Non che scriva romanzi eccezionali, o abbia idee folgoranti (qualcuna sì, ma non nei romanzi) però, col passare del tempo, mi sono affezionata al suo stile, al suo modo di raccontare storie ed iniziare un suo libro è come ritrovare un'amica.

    Tutti gli uomini sono mortali è stata una lettura molto piacevole.
    L'inizio non è eccezionale perchè questa scrittrice se la cava molto meglio nella narrazione che con i dialoghi e l'interazione reciproca di più personaggi; quando però Fosca inizia a raccontare la sua storia diventa un altro libro, molto più godibile e scorrevole.
    Le varie epoche si succedono dolcemente; i salti temporali sono sempre bene introdotti e non si avverte per nulla lo sbalzo, la storia segue docilmente il binario del tempo.
    La narrazione ha, apparentemente, il solo scopo, raggiunto in pieno, di annichilire il pensiero e l'azione gettare l'essere umano in una sconfortante sfiducia verso l'avvenire che, epoca dopo epoca, si succede sempre diverso ma sempre uguale a se stesso. Forse a volte questo pensiero diventa un po' ripetitivo (il protagonista non fa altro che lagnarsi sulla sua sorte infelice) ma tutto sommato resta nei limiti della tollerabilità. Eppure c'è qualcos'altro. Se al protagonista non rimane speranza, e la sua condanna all'eternità appare come la peggiore delle pene, a tutti gli altri personaggi rimane la loro umanità. Ognuno reagisce a modo proprio di fronte all'immortalità di Fosca ma ognuno si erge infine, grande, nella sua vita mortale e per questo dannatamente umana. Le piccole opere che per Fosca non hanno importanza, in quanto destinate ad essere spazzate via dal tempo, ne hanno invece molta agli occhi della ragione, proprio perchè compiute da esseri mortali.
    Certo, sull'idea di un uomo immortale si sarebbe potuto giocare in più e più modi, ma quello scelto da Simone de Beauvoir è sufficientemente convincente, se non originale. Fosca dapprima, come accadrebbe a chiunque, crede di poter dominare il mondo, di poter far del bene e diventare simile a un Dio ma si rende ben presto conto di non aver più vita propria e cerca avidamente di vivere attraverso gli altri, trasformandosi in una sorta di vampiro emozionale che involontariamente priva di vitalità qualsiasi essere umano con il quale venga a contatto, fin quando non si accorge che anche questo modo di vivere gli è impossibile e che non c'è davvero più speranza per lui. La storia si interrompe a questo punto ma una certa, lenta evoluzione c'è stata e rimane la curiosità su quale potrebbe essere il prossimo passo della sua vita infinita.
    Guardandola in quest'ottica, anche il titolo risulta geniale. Tutti gli uomini sono mortali sta proprio a significare come Fosca non si riconosca affatto uomo tra gli uomini e come, giorno dopo giorno, anno dopo anno, secolo dopo secolo, se ne allontani sempre più perdendo a poco a poco la sua umanità.
    Naturalmente, la parte più bella è l'ultima, che si sofferma sulle rivolte/rivoluzioni della Parigi dell'ottocento. Nonostante sia anche la parte nella quale il protagonista è più scoraggiato e nichilista, è impossibile rimanere impassibili, per noi esseri umani, davanti alle descrizioni delle barricate e delle lotte fino alla morte per l'ideale di libertà e giustizia sociale.
    Insomma mi è piaciuto, molto, e devo ringraziare l'esistenza delle biblioteche, senza le quali non avrei mai potuto leggere questo romanzo visto che, nonostante sia stato ristampato piuttosto di recente, sembra introvabile ovunque.

    Is this helpful?

    Annachì said on May 30, 2012 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book