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Tutti i nomi

By José Saramago

(415)

| Paperback | 9788807722189

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Book Description

Due sono i luoghi attorno a cui ruota la vicenda del romanzo: l'Anagrafe e il Cimitero Generale di una città senza nome. Nel primo sono ospitati tutti, vivi e morti, i cui nomi sono lì raccolti assieme, rispettivamente negli schedari dei viventi e de Continue

Due sono i luoghi attorno a cui ruota la vicenda del romanzo: l'Anagrafe e il Cimitero Generale di una città senza nome. Nel primo sono ospitati tutti, vivi e morti, i cui nomi sono lì raccolti assieme, rispettivamente negli schedari dei viventi e dei defunti. Trasferire i nomi da un archivio all'altro in caso di trapasso è compito degli impiegati dell'Anagrafe, nei cui uffici tutto viene fatto ancora a mano e il lavoro è organizzato secondo una rigida burocrazia e gerarchia. Al Cimitero, invece, stanno i soli defunti con tutti i loro nomi incisi sulle lapidi. Protagonista della storia è il Signor José, l'unica persona ad avere un nome proprio nel romanzo, uno scapolo cinquantenne che lavora come scritturale ausiliario della Conservatoria Generale dell'Anagrafe. Oscuro impiegato ligio al dovere, ama collezionare articoli o schede anagrafiche di personaggi famosi, ma un giorno si imbatte nella scheda di una donna sconosciuta che cattura la sua attenzione e gli muta radicalmente la vita. Il Signor José inizia infatti a indagare sul conto di lei, mosso dall'oscura ossessione di saperne tutto... In questa sobria e lucida descrizione di una parabola esistenziale, Saramago si serve dell'allegoria e dell'assurdo per dare corpo e consistenza a identità sfuggenti, imprigionate nei ruoli e sospese tra passato e presente, tra vita e morte.

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    Saramago guarda con occhio benevolo il Signor Josè e, con tono carezzevole, ci racconta come quest'uomo comune e modesto si risvegli per puro caso dall'avvilente torpore della propria vita mediocre e si getti, con un ardore ed una temerarietà inaspet ...(continue)

    Saramago guarda con occhio benevolo il Signor Josè e, con tono carezzevole, ci racconta come quest'uomo comune e modesto si risvegli per puro caso dall'avvilente torpore della propria vita mediocre e si getti, con un ardore ed una temerarietà inaspettati, in un'impresa apparentemente insensata: dare un volto ed una storia al nome e cognome di una sconosciuta.
    Se la Conservatoria Generale, ovvero l'anagrafe dove il Signor José lavora, trasforma in meri fogli di carta la vita e la morte delle persone, lui cercherà proprio di dare un corpo ed una dignità ad un semplice nome, anche quando questo comparirà sotto forma di numero su una lapide. Nel fare questo, scoprirà di non essere più il solito grigio Signor José, ma un uomo capace di provare "uno choc all'anima, un tremito nel cuore ... una differenza all'interno, non all'esterno".
    Una storia delicata che si legge col sorriso sulle labbra e che parla della natura umana, del suo bisogno di mettersi in relazione con gli altri anche quando, come nel caso del protagonista, la ricerca dell'altro é fine a se stessa.
    Il Signor José infatti, evitando di compiere i passi più ovvi per poter conoscere la sconosciuta, si complica volontariamente l'esistenza, proprio perché un ritrovamento della stessa farebbe venir meno non solo il mistero che aleggia intorno a lei, ma anche la sua ricerca e con essa qualcosa di diverso a cui tendere.
    Magnifico il dialogo di José col soffitto che, "uscito dalla sua indifferenza", invita l'uomo a riflettere sulla natura della pulsione che lo ha condotto a cercare un diversivo alla propria routine. "... Che non avevi nessun motivo per andare in cerca di quella donna, a meno che. A meno che, che cosa. A meno che non si trattasse di amore. Bisogna proprio essere un soffitto per avere un'idea tanto assurda, Credo di averti già detto che i soffitti delle case sono l'occhio multiplo di Dio, Non me ne ricordo, Se non te l'ho detto con queste precise parole, te lo dico adesso. ..."

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    Dudaila said on Jun 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bellissimo come sempre

    Riflessione sulla vita e sulla morte del grande autore portoghese.
    Cosa distingue la vita reale dalla vita "cartacea" burocratica in cui siamo costantemente correlati dal nostro nome?
    Un impiegato un pò paranoico si ritrova ad investigare un nome, un ...(continue)

    Riflessione sulla vita e sulla morte del grande autore portoghese.
    Cosa distingue la vita reale dalla vita "cartacea" burocratica in cui siamo costantemente correlati dal nostro nome?
    Un impiegato un pò paranoico si ritrova ad investigare un nome, un semplice nome e da questo partire per dare una spiegazione, un perchè a tutto.... insomma a dare "vita" al nome. La donna misteriosa che cerca farà commettere al protagonista (signor Jose', proprio come l'autore) tanti crimini e peripezie che mai nella vita si sarebbe sognato di fare.
    E come si conclude il tutto? Bhè con una metafora (strana da capire, ognuno la interpreti come vuole)
    Stilistica e contenuti sempre al top con il nostro amico portoghese, meno difficile di comprensione rispetto a "cecità" e "le intermittenze della morte" , ma cmq un must.

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    Gas said on Jun 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    i senza nome

    La vita,, breve intervallo fra il nulla e il nulla. Esisti se qualcuno si cura di te, non morirai finché qualcuno ti ricorda, e gli darai il coraggio di vincere le sue paure, di essere persona, non ingranaggio. L'ho capita così.

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    lunatica said on May 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La vita monotona e scialba di un impiegato con un lavoro monotono e scialbo anch'esso viene scossa da una missione che sconvolgerà la routine e lo metterà sulle traccia di una donna misteriosa.bella la trama: l'unico neo il finale che lascia la stor ...(continue)

    La vita monotona e scialba di un impiegato con un lavoro monotono e scialbo anch'esso viene scossa da una missione che sconvolgerà la routine e lo metterà sulle traccia di una donna misteriosa.bella la trama: l'unico neo il finale che lascia la storia con un punto interrogativo.

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    Piffipoffi said on May 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi ha lasciata perplessa l'ultima pagina; per il resto, si conferma l'opera di un Maestro.

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    Orma said on Apr 6, 2014 | 1 feedback

  • 4 people find this helpful

    Mi scusi, Dica, Lei è il signor José, Si, sono, io, che cosa desidera, Niente, ho letto il suo libro, Come prego, Ma si, il libro che ha scritto, l’ho letto per la scuola, Veramente il libro non è mio, è un altro José quello che lo ha scritto, io so ...(continue)

    Mi scusi, Dica, Lei è il signor José, Si, sono, io, che cosa desidera, Niente, ho letto il suo libro, Come prego, Ma si, il libro che ha scritto, l’ho letto per la scuola, Veramente il libro non è mio, è un altro José quello che lo ha scritto, io sono solo il protagonista, ma che ne pensa, Di cosa, Del libro, Non so, una palla, non succede niente, è lento, Lento, Si, e poi non la capisco, signor José, Perché, Non poteva cercare su Facebook, Cercare cosa, Ma quella donna, no, Non la seguo, C’era bisogno di raccontare tante balle, falsificare le carte, entrare di notte in una scuola, per cercare una persona che se proprio non trovava su Facebook bastava usare Wiki World Book, 123 People, Pipl, ma, evidentemente non è al passo coi tempi, ed è ovvio, come può esserlo uno come lei, che vive in mezzo alla carta ammuffita, va in giro con un impermeabile che neanche il tenente Colombo e passa la vita a scrivere con la penna d’oca, Capisco, parla del computer, no, non ce l’ho, Naturalmente, figuriamoci, è vecchio dentro lei, per quello perde un sacco di tempo inutilmente e poi finisce a parlare col soffitto, Forse ha ragione, Comunque, dica la verità, voleva portarsela a letto, Chi, La Donna Misteriosa, Ma no, che idee le vengono in mente, Andiamo, signor José, a me lo può dire, Voi giovani non capite, io non volevo conoscere quella donna, anzi, se l’avessi fatto tutto si sarebbe dissolto, volevo svelare il mistero della sua vita, come se nell’ossessiva indagine sulla vita di lei potessi trovare il codice segreto per decifrare la mia, e così spiavo la vita di un altro, che della mia non era rimasto da spiare più niente, ma cosa posso sapere della vita e della morte io, che sono solo uno scritturale ausiliario della Conservatoria Generale dell’Anagrafe, così distante dagli altri e così distante da me stesso, Signor José, Dica, Lei mi sembra una persona molto sola, perché non si prende un cane, le farebbe molta compagnia.

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    Calibano said on Feb 28, 2014 | 1 feedback

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