“Flannery O’Connor è stata la più grande scrittrice di racconti della mia generazione.”
Kurt Vonnegut
“A poco più di vent’anni Flannery O’Connor possedeva già una straordinaria perfezione nell’arte del racconto: mai un errore di tocco, mai un Continue
“Flannery O’Connor è stata la più grande scrittrice di racconti della mia generazione.”
Kurt Vonnegut
“A poco più di vent’anni Flannery O’Connor possedeva già una straordinaria perfezione nell’arte del racconto: mai un errore di tocco, mai un particolare fuori luogo; la più difficile tra le arti era naturale per lei come il respiro.”
Pietro Citati, la Repubblica
“Lo scrittore deve rendere la corruzione plausibile, prima di poter rendere significativa la grazia.”
Flannery O’Connor
La virtù dell’umiltà, di cui parla la O’Connor a proposito dello scrittore, è proprio quella che manca ai suoi personaggi. Solitamente si tratta di persone che applicano alla realtà i propri schemi mentali angusti, e vengono regolarmente vinti dalla realtà stessa, nella quale alberga, imponderabile, il Mistero. Questo volume di racconti ci mostra il mondo e l’arte di questa straordinaria scrittrice cattolica americana, morta a soli trentanove anni. Le sue storie, spesso crude e spietate, riescono a essere realiste e simboliche allo stesso tempo. La O’Connor si diverte a ribaltare i luoghi comuni, le facili opinioni della gente, ma anche l’ideologia orgogliosa e l’etica tutta d’un pezzo del laico. Dio interviene a portare sconvolgimento, e al tempo stesso un po’ di luce e d’aria, nei rigidi schemi del razionalista. Ed è proprio il razionale che la O’Connor mette continuamente in discussione.