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Tutti i romanzi e i racconti e Dizionario filosofico

I Mammut n. 38

Di

Editore: Newton & Compton

4.2
(30)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 720 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8881830280 | Isbn-13: 9788881830282 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Maurizio Grasso , Paola Angioletti ; Curatore: Valentino Parlato ; Contributi: Riccardo Campi , Angelo G. Sabatini , G.B. Angioletti

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Descrizione del libro
Nei romanzi filosofici di Voltaire sembra essersi cristallizzato lo spirito di un intero secolo: l'arguzia, l'eleganza, il culto delle buone maniere e dell'intelligenza che caratterizzano il Settecento trovano in essi la loro espressione più compiuta e perfetta. Dopo aver scritto "Zadig", il suo primo romanzo, Voltaire non abbandonerà mai più questo genere letterario che gli assicurò l'immortalità. Attraverso romanzi e racconti come "Micromegas", "Candido" o "La principessa di Babilonia" egli contribuì in maniera decisiva alla diffusione dei Lumi e la sua caustica ironia smascherò impietosamente gli idoli dell'oscurantismo. Dietro lo scherno delle allegorie orientaleggianti o delle maschere burlesche, l'intento critico delle sue opere narrative è così evidente che risulta impossibile separarle dagli scritti più apertamente militanti come il "Dizionario filosofico", il cui stile è altrettanto vivace e ricco di innovazioni argute.
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    Ecrasez l’infâme!

    Nessuno, forse, in vita e in morte è stato odiato ed amato quanto Voltaire.
    Viene adorato o insultato, respinto come un sacrilego avvelenatore, oppure idoleggiato come un liberatore. E dispiace, scendendo col tempo la scala degli esseri pensanti, Voltaire sia stato ridotto a cercarsi i suoi nemic ...continua

    Nessuno, forse, in vita e in morte è stato odiato ed amato quanto Voltaire. Viene adorato o insultato, respinto come un sacrilego avvelenatore, oppure idoleggiato come un liberatore. E dispiace, scendendo col tempo la scala degli esseri pensanti, Voltaire sia stato ridotto a cercarsi i suoi nemici nei tetri reazionari e i suoi amici nei piccoli borghesi, fedeli alle idee comuni. Cerchiamo di sottrarre Voltaire a simili pericolose influenze. Come un uomo che continuamente si muove, egli muta volto secondo le epoche che lo guardano. Un tempo l'orto di Candido simboleggiava una 'morale del rifiuto'. Oggi alla luce della storia civile ed economica esso rappresenta l'esatto contrario: affermazione del movimento storico, liberato da ogni preocupazione metafisica. Ed anche il suo pessimismo può essere visto come una filosofia dell'azione. Le resistenze che si oppongono al progresso, la forza del passato, possono essere vinte solo quando, riconosciuta la loro esistenza, si ha fiducia e si agisce in funzione del futuro. Consideriamolo in questa vitalità, nell'eterno dinamismo del suo pensiero, da cui sgorga una forma di sanità, quasi di felicità: felicità dell'agire, dell'intervenire, felicità di salvare l'uomo. Consideriamolo nella sua moderna dignità di scrittore, che ha visto nel libro il simbolo del pacifico progresso umano. E su questa via, al di là del tempo in cui visse (e per cui non si può pensare ad una Francia e ad un'Europa moderne senza di lui) continua ancora oggi ad operare. E se alla fine dell'Ottocento, in epoche di libertà e tolleranza, Voltaire sembrava invecchiato e superato, ecco che la sanguinosa recente storia d'Europa, il terribile tempo in cui viviamo, hanno ancora reso una volta vivi il suo insegnamento e la sua battaglia in difesa della ragione, della civiltà della cultura. G. Macchia

    ha scritto il