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Tutto bene, dottor Fell

I Classici del Giallo n. 1242

Di

Editore: A. Mondadori

3.3
(24)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 203 | Formato: Tascabile economico

Data di pubblicazione: 

Traduttore: Mirella Corvaja

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
James Island, Carolina del Sud. Sull’antica dimora dei Maynard pesa una macabra leggenda. Dopo due morti misteriose nel passato della famiglia, un fantasma sembra addirittura plausibile. Certo non per il dottor Gideon Fell, asso dell’investigazione. Eppure a Maynard Hall, su invito del padrone di casa Henry Maynard, l’esimio dottore viene coinvolto in un’indagine su eventi a dir poco inquietanti: oggetti che svaniscono nel nulla, avvistamenti misteriosi, un delitto che sembra farsi beffe di ogni logica. Solo che nulla è in grado di battere la logica del dottor Fell.
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  • 4

    Giallo classico con il dottor Fell che con la sua logica riesce a dipanare la matassa. Stavolta siamo in una casa di campagna, in cui avvengono strani fatti prima che un delitto venga compiuto. Qualch ...continua

    Giallo classico con il dottor Fell che con la sua logica riesce a dipanare la matassa. Stavolta siamo in una casa di campagna, in cui avvengono strani fatti prima che un delitto venga compiuto. Qualche volta dialoghi o discorsi non proprio lisci ma nel complesso un buon giallo che scorre veloce fino alla conclusione forse un pò complicata (stiamo parlando però di John Dickson Carr, il maestro dei delitti dalle spiegazioni "complicate").

    ha scritto il 

  • 3

    Forse si meriterebbe un po' di più...

    Non ho letto molti gialli ma questo non è comunque tra i migliori...scritto bene, si trovano anche delle brevi immagini poetiche ma ritengo che le informazioni date al lettore non siano sufficienti... ...continua

    Non ho letto molti gialli ma questo non è comunque tra i migliori...scritto bene, si trovano anche delle brevi immagini poetiche ma ritengo che le informazioni date al lettore non siano sufficienti... Carino comunque
    Ho letto che i libri di Carr scritti dopo gli anni '60 sono stati ridotti del 15%, sarei curioso di leggerne questa parte, anche se sicuramente non influenzerà lo svolgimento dell'indagine.

    ha scritto il 

  • 0

    Dopo tanti rimandi e con non pochi patemi, mi sono finalmente deciso ad affrontare la tanto vituperata ultima avventura del Dottor Fell, scritta da un ormai ammalatissimo John Dickson Carr nel 1967. U ...continua

    Dopo tanti rimandi e con non pochi patemi, mi sono finalmente deciso ad affrontare la tanto vituperata ultima avventura del Dottor Fell, scritta da un ormai ammalatissimo John Dickson Carr nel 1967. Un libro di cui solitamente si dice peste e corna. Ebbene nonostante ( o forse proprio per questo) le aspettative fossero infime, ho trovato un romanzo tutto visto e sommato alla fine abbastanza piacevole. Intendiamoci. Il tocco magico di trent’ anni (dico 30) di capolavori non c’è più, spazzato via dall’esaurimento della vena creativa e dalle mode del tempo. La fatica quasi fisica, oltre che mentale, di narrare una storia come ai bei vecchi tempi, si avverte in maniera dirompente. Per buona parte del racconto l’ angoscia e il senso di pericolo che si vorrebbe aleggiare nell’aria, è più nelle parole dei personaggi che nei fatti. Anzi l’atmosfera pare essere esageratamente ilare. Ma la storia, a differenza di altri romanzi di cui parlerò tra poco, se fosse stata raccontata anche solo 20 anni prima avrebbe potuto partorire un gran bel libro. Il plot ci mette parecchio ad ingranare e per un po’ gira parecchio a vuoto. Dopo però il sospirato omicidio impossibile la trama cresce, gli effetti speciali sono ben confezionati, (la scena notturna all’interno della scuola è da maestro), la spiegazione è un bel colpo di scena anche se l’omicidio è particolarmente macchinoso. Il romanzo risulta, pur con tutte le sue incertezze, essere ben al di sopra rispetto agli altri 3 libri scritti negli anni 60 da Carr con protagonista Fell: “Rombi di tuono”, “Lo spettro e il dottor Fell” e “Panico a teatro”. Normalmente si tende ad associare in un unico blocco le 4 avventure finali del pantagruelico criminologo per farne un bel falò. Effettivamente “Rombi di tuono” è veramente un romanzo brutto, forzato nel racconto, negli omicidi del presente e del passato, e negli effetti speciali. Le scene di preteso terrore nel locale notturno con nebbia artificiale e maschere sono al limite dell’imbarazzante. Credo il momento più basso (insieme a “H.M e il ladro di Tangeri” a firma Carter Dickson ) di tutta la produzione carriana. “Panico a teatro” è un libro che si legge con un po’ di fatica e si dimentica subito. “Lo spettro il dottor Fell” vuole riprendere per forza gli elementi degli anni d’oro (la casa abitata nei secoli scorsi da un giudice implacabile e per questo giustamente odiato, il fantasma che pare tornare per vendicarsi dei discendenti, una camera chiusa tra le meno riuscite) ma il risultato finale può essere paragonato a quei remake hollywoodiani dei capolavori del passato di cui nessuno sente assolutamente la necessità. Un libro sostanzialmente inutile anche se considero la scena finale con il colpevole che si aggira per la casa al buio, tra le più leggendarie mai raccontate dal nostro. Questo “Tutto bene” è un piccolo colpo d’ala finale pur lontano anni luce dalle opere migliori per accomiatarsi con classe, purtroppo appesantito oltre che dalle condizioni fisiche precarie dell’autore, da non poche pecche narrative, prima tra tutte l’irritante personaggio che si rivolge agli altri protagonisti con soprannomi di origine biblica (perché? boh). Ma forse sono io che non ho mai particolarmente apprezzato i siparietti comici che Carr di tanto in tanto inserisce nelle sue trame . O perlomeno quelli più esagerati, quali le azioni del vescovo in “Otto di spade” o l’intero romanzo “Delitto a bordo” che personalmente non sopporto tanto, in quanto al limite della parodia, oltre che caratterizzato da una trama che considero assolutamente dispersiva. Viste le premesse iniziali quindi che posso dire di questo romanzo? …tutto bene?..... Si ok, dai, considerando le circostanze…..tutto, (abbastanza) bene master John Dickson Carr…

    ha scritto il 

  • 3

    A Charleston, nella Carolina del Sud, c'è il maniero dei Maynard, tuttora abitato dall'ultimo discendente Henry.
    Le tragedie incombono in un crescendo che va dal furto di uno spaventapasseri, via via, ...continua

    A Charleston, nella Carolina del Sud, c'è il maniero dei Maynard, tuttora abitato dall'ultimo discendente Henry.
    Le tragedie incombono in un crescendo che va dal furto di uno spaventapasseri, via via, attraverso strani messaggi lasciati da un presunto fantasma, fino all'uccisione di uno dei presenti.
    L'assassino non ha lasciato tracce e il delitto ricorda quelli dei famosi antenati.
    Un giallo classico non impegnativo, a tratti noioso che nel finale acquista un pò più di interesse

    ha scritto il 

  • 3

    3 stelle e mezzo
    Non so, ma alla fine mi sembra sempre che manchi qualcosa, negli ultimi Carr letti, anche se l'atmosfera creata era buona, il mistero pure, ma la spiegazione... non so! ...continua

    3 stelle e mezzo
    Non so, ma alla fine mi sembra sempre che manchi qualcosa, negli ultimi Carr letti, anche se l'atmosfera creata era buona, il mistero pure, ma la spiegazione... non so!

    ha scritto il 

  • 0

    confuso e lacunoso

    irritante il fatto che gli investigatori tengano palesemente per sé alcuni elementi nei capitoli finali e, quando vengono alfine spiattellati nella soluzione finale ciò non avviene con l'eleganza che ...continua

    irritante il fatto che gli investigatori tengano palesemente per sé alcuni elementi nei capitoli finali e, quando vengono alfine spiattellati nella soluzione finale ciò non avviene con l'eleganza che avrebbe il Poirot della Christie ma in maniera abborracciata e frettolosa.
    chi legge gialli da più di 30 anni e si è formato sui grandi classici è allenato a tenere a mente ogni singola informazione che sembra buttata là casualmente nel testo, ma questo sforzo alla fine va a discapito dello scioglimento finale che risulta estraneo e quasi incomprensibile.
    in questo romanzo, come già in altri, Carr si cimenta in una sorta di "camera chiusa all'aperto" ossia con un corpo in una landa desolata senza impronte o tracce attorno e la costruzione risulta abbastanza interessante.

    ha scritto il