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Tutto il Grillo che conta

Dodici anni di monologhi, polemiche, censure

Di

Editore: Feltrinelli

3.6
(933)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 285 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807490439 | Isbn-13: 9788807490439 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Business & Economics , Humor , Political

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Descrizione del libro
Il volume raccoglie lunghi segmenti degli spettacoli in teatri e palazzetti edelle trasmissioni televisive dal "Beppe Grillo Show" su RAI uno nel 1993, a"beppegrillo.it" nel 2005, nonché undici dei principali articoli pubblicati daGrillo sulla stampa italiana dal 1993 al 2006.

isbn 9788807490439
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  • 4

    Quasi tutto il libro consiste di trascrizioni di alcuni pezzi dei suoi spettacoli, perciò il linguaggio è informale e talvolta sconnesso. Malgrado lui si ritenga un comico, la comicità è minima; ma ciò che è impagabile sono le informazioni divulgate da Grillo.
    Nonostante il libro copra disc ...continua

    Quasi tutto il libro consiste di trascrizioni di alcuni pezzi dei suoi spettacoli, perciò il linguaggio è informale e talvolta sconnesso. Malgrado lui si ritenga un comico, la comicità è minima; ma ciò che è impagabile sono le informazioni divulgate da Grillo.
    Nonostante il libro copra discorsi fatti nel periodo 1993-2005, gli argomenti sono molto attuali. La storia dimostra che ciò che diceva Grillo si è avverato; inoltre, molti suoi suggerimenti su tecnologie o comportamenti per un futuro migliore, stanno diventando una realtà nei paesi vicini a noi (purtroppo, non ancora in Italia).

    ha scritto il 

  • 0

    Riproposizione: prima di Scalfari e Pansa, qualcuno lo aveva già pensato Posted on 23 settembre 2007

    Lo avevo scritto nel 2007 sul mio blog...

    Riproposizione: prima di Scalfari e Pansa, qualcuno lo aveva già pensato
    Posted on 23 settembre 2007
    Ripropongo il mio ultimo intervento, che qualche giorno fa mettevo sul blogga. Beppe Grillo fa parlare di sé, ma la questione è seria e ...continua

    Lo avevo scritto nel 2007 sul mio blog...

    Riproposizione: prima di Scalfari e Pansa, qualcuno lo aveva già pensato
    Posted on 23 settembre 2007
    Ripropongo il mio ultimo intervento, che qualche giorno fa mettevo sul blogga. Beppe Grillo fa parlare di sé, ma la questione è seria e preoccupante. In me l’euforia è finita, ora vengono i dubbi.

    L’Italietta e l’Italia di Grillo. Un uomo della sinistra che diventò dittatore
    Evito di fare i paragoni tra le diverse epoche storiche. Un lavoro del genere diventa poi un semplice svago enigmistico. Però secondo la tradizione del materialismo storico, strutture uguali creano sovrastrutture uguali. Non parlo di strutture strettamente economiche, ma mi servo del concetto, sarebbe e infatti impossibile mettere a confronto l’Italia di inizio Novecento con quella odierna: è vero che il Meridione è ancora in ritardo, è vero che il Paese resta in Europa uno dei non-proprio all’avanguardia sia in campo tecnologico e industriale che nel campo dei diritti dei cittadini. Sì, proprio l’Italietta, come soleva chiamarla Gabriele D’Annunzio e poi tutti i poveri delusi dai Trattati di Pace di Versailles nel 1919.
    E quindi tutti i reduci e i combattenti, poi i militanti dei fasci di
    combattimento. Insomma tutta quella gente che ce l’aveva a morte con l’Italia della politica trasformista di cui Giolitti ne era stato inesorabilmente il protagonista. La rivolta del ceto medio borghese, che dopo la sistemazione del regime tornò dentro i ranghi perché ormai saziati anche se non si sa da cosa. In quel putiferio di delusione, rabbia e sentimenti controversi, un giovane non tanto giovane, visto che all’indomani della Grande Guerra aveva 37 anni circa, ma circondato soprattutto dai giovani, uscito dall’ala socialista, quella poco poco più irrequieta e ispirata da Sorel, un vigoroso "giovane" di sinistra. É oramai appurato che le responsabilità sulla nascita del Fascismo sono da ritrovarsi nelle fila del Partito Socialista, o almeno rivolgendo lo sguardo alla politica della Sinistra. Poi sappiamo più o meno la storia: il Duce tuonava e la folla si eccitava. Prima di diventare però il Mussolini del Ventennio, fu un coordinatore ed un abile manipolatore che riusci a raccogliere le insoddisfazioni, i sentimenti, il disprezzo verso l’Italia e i politici corrotti, che facevano i propri interessi.
    Il programma sansepolcrino era veramente un testo mirabile e capace di purificare l’aria vecchia e maleodorante di morte della politica italiana. Sappiamo dopo cosa è successo…
    Oggi un Beppe Grillo, fuoriuscito dalle file della Sinistra degli anni ’70, più o meno, nel 2007 si rivolse con toni duri contro socialisti e contro i democristiani e poi contro tutti i politici in genere. Certamente non era cosa nuova, ma gli attacchi si erano sempre vestiti dal suo modo di esser un comico. Anche lui scrisse un programma, anzi più che altro avanzò una proposta in tre punti sempre con l’intento di volere rendere pulita la politica, di svecchiarla, di debellare la politica "giolittiana" e che se ne frega dei cittadini. Intenzioni nobilissime, giuste, necessarie, come sembrano efficaci gli effetti nel caso in cui fosse approvata. Però nel 1919 gli italiani erano stanchi della politica, nel 2007 gli italiani sono stanchi della politica, del 1919 sappiamo come è finita del 2007 no… Si radunano nelle piazze, fanno casino, fanno manifestazione che però sta ferma nelle piazze, si raccolgono firme e si spara a zero su tutti e tutto. Offendono.
    L’esito, discutibile o meno, però non giustifica le offese che ledono
    la dignità umana di chi magari è affetto da determinate malattie.
    Fu demagogia allora, non credo che non sia demagogia oggi, o almeno che le punte estreme non intingano da essa. Spero che non siano simili i risultati. A mente fredda, non sono più sicuro che avere firmato sia stata una cosa giusta. L’unica consolazione che mi rimane è sapere di non avere più un Re in Italia, anche se, ahimè in politica, i pagliacci restano.

    So di non avere detto nulla di nuovo, però lo volevo condividere.

    ha scritto il 

  • 0

    E POI DICE UNA SI BUTTA A GRILLO(populismo o acqua alla gola?)

    Confesso che sono vecchio e ho schemi intellettivi e riferimenti politici superati e dannatamente datati,quindi non arrischio un commento a Grillo e al suo modo di fare.
    Però la critica maggiore che viene rivolta a lui da parte dei partiti e giornalisti schierati è quella di essere ANTIPOLI ...continua

    Confesso che sono vecchio e ho schemi intellettivi e riferimenti politici superati e dannatamente datati,quindi non arrischio un commento a Grillo e al suo modo di fare.
    Però la critica maggiore che viene rivolta a lui da parte dei partiti e giornalisti schierati è quella di essere ANTIPOLITICA. Mi domando allora è più antipolitica Grillo oppure:
    -fondare un partito in un pomeriggio per perseguire fini personali?
    -Massimo D'Alema che pontifica da 30 di avere la ricetta vincente e non aver mai vinto nulla?
    -la Minetti eletta in un listino blindato?
    -Scilipoti?
    -Il figlio di Bossi,detto il Trota?
    -Schifani presidente del Senato per meriti di vassallaggio?
    -proclamarsi Riformatori e Geni dell'economia liberista e ritrovarsi a non aver fatto una riforma che è una e schiacciati dalla crisi liberista prima negata poi totalmente non compresa?
    -Rutelli?
    -votare una mozione nella quale si afferma che si crede che mr.B.ha telefonato in questura per fare gli interessi nazionali salvando una tipa accusata di furto che in minigonna e zinne ritte aveva il numero di Papi che la credeva a sua volta nipote di Mubarak?
    -annunciare tagli e taglietti e non fare nulla?
    -ex PCI e ex DC che si fondono assieme per dare vita ad un cono gelato gusto pacco?

    ha scritto il 

  • 4

    Raccolta di monologhi dell’istrione ligure dal 1993 al 2005 più alcuni articoli di Grillo pubblicati sui giornali.
    Fa ridere (amaramente), fa pensare, fa indignare.

    ha scritto il 

  • 4

    Da leggere

    Soprattutto per chi dice che Beppe Grillo è demagogico: è dal 1993 (dallo spettacolo della rai con cui inizia il libro), quindi quasi vent'anni, che dice cose per cui i politi arrivano dopo qualche anno. Quindi non è Grillo che è demagogico, sono i politici che non fanno il loro mestiere!

    ha scritto il 

  • 5

    molto bello e soprattutto davvero d'impatto, almeno per i tempi. grillo ci getta in faccia la realtà con il suo umorismo sì graffiante, ma un po' passé ormai. confrontandolo col panorama odierno in Italia si può però ancora restare stupiti e indignati, su ceri argomenti...

    ha scritto il 

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