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Tutto il pane del mondo

Di

Editore: Fabbri Editori

3.6
(165)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 107 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000150917 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography

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Descrizione del libro
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  • 3

    Ha avuto il pregio di essere forse il primo libro dedicato all'anoressia in Italia e dunque ha sturato il pozzo delle confessioni "inconfessabili". E certo questo è un grande merito, avendo portato alla luce il popolo prima segregato dalla vergogna di coloro che trascorrono la loro esistenza tast ...continua

    Ha avuto il pregio di essere forse il primo libro dedicato all'anoressia in Italia e dunque ha sturato il pozzo delle confessioni "inconfessabili". E certo questo è un grande merito, avendo portato alla luce il popolo prima segregato dalla vergogna di coloro che trascorrono la loro esistenza tastandosi le ossa o contorcendosi nella tazza del water.( e lo dico con un po' di sana sdrammatizzazione,prendendo a prestito le parole di un'altra celebre anoressica/bulimica, Marya Hornbacher).
    Il taglio intimista di questa autobiografia, quasi una seduta psicoanalitica, però, non aiuta certo l'immedesimazione del lettore medio, che forse desidererebbe più fatti e si stanca presto di tutti questi soliloqui alla ricerca del tempo perduto.
    L'autrice ne è comunque uscita e questo è forse l'aspetto più importante. Grazie di avercene reso partecipi :)

    ha scritto il 

  • 3

    "Se tu non mi guardi io non esisto"

    Un motivo per leggerlo nella nuova edizione Bompiani:
    la postfazione.

    In essa l'autrice spiega la genesi del libro, ricostruisce il dibattito pubblico attorno ai disturbi del comportamento alimentare scaturito in Italia dopo la sua prima pubblicazione, racconta la conoscenza fatta c ...continua

    Un motivo per leggerlo nella nuova edizione Bompiani:
    la postfazione.

    In essa l'autrice spiega la genesi del libro, ricostruisce il dibattito pubblico attorno ai disturbi del comportamento alimentare scaturito in Italia dopo la sua prima pubblicazione, racconta la conoscenza fatta con altre donne che hanno trovato il coraggio di uscire dal segreto della malattia e infine accenna alle tappe che hanno portato alla costituzione dell'associazione ABA, per lo studio e la ricerca sull'anoressia, la bulimia e i disordini alimentari.
    Mi azzarderei a sostenere che ha un valore di testimonianza addirittura più valido del racconto autobiografico vero e proprio, che, con l'eccezione di alcuni passaggi, è confusionario e manca di un adeguato approfondimento psicologico.

    IL motivo per NON leggerlo nella nuova edizione Bompiani:
    la quantità terrificante di refusi.

    ha scritto il 

  • 2

    Probabilmente nel 1990 ottenne tanti consensi perché fu uno dei primi romanzi autobiografici sui dca. Tutto quel sentir parlare di questo libro mi aveva creato un certo numero di aspettative che non sono state soddisfatte. Per niente.
    La narrazione simil-diario ma senza precisazioni di spaz ...continua

    Probabilmente nel 1990 ottenne tanti consensi perché fu uno dei primi romanzi autobiografici sui dca. Tutto quel sentir parlare di questo libro mi aveva creato un certo numero di aspettative che non sono state soddisfatte. Per niente.
    La narrazione simil-diario ma senza precisazioni di spazio e tempo, a spezzoni, spesso confusa anche dal punto di vista cronologico, non fa apprezzare la storia in sè.
    In particolar modo il finale è deludente. Dopo la separazione dal marito Fabiola in pochi mesi torna ad una vita normale e guarisce magicamente da tutto. E.. ?
    E niente, guarisce così, girando pagina.

    In più l'edizione Bompiani è zeppa di errori di stampa e battitura. Uno scempio completo.

    ha scritto il 

  • 3

    terapeutico

    Dal punto di vista letterario vale zero, ma rappresenta un barlume di luce per capire chi ha disordini alimentari; si parla ancora troppo poco di questo tema, soprattutto ne parla poco chi l'ha vissuto o lo vive in prima persona.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che ha segnato molte vite

    Non è facile parlare del proprio dolore quando questo è causato da un disturbo così importante come quello della anoressia-bulimia. Si rischia di essere troppo dentro o troppo fuori, coinvolti o osservatori distanti. La protagonista-scrittrice riesce invece ad essere credibile ed anche a volte a ...continua

    Non è facile parlare del proprio dolore quando questo è causato da un disturbo così importante come quello della anoressia-bulimia. Si rischia di essere troppo dentro o troppo fuori, coinvolti o osservatori distanti. La protagonista-scrittrice riesce invece ad essere credibile ed anche a volte a ricreare il mondo unico di una persona che soffre di questo disturbo come fosse davvero letteratura. Cioè risulta al tempo stesso vera senza essere solo autobiografica. Riesce attraverso alcune pagine anche a costruire un senso che è più generale della sua vicenda e nel quale infatti si sono riconosciute così tante persone da spingerla a fondare una associazione che è ora tra le più importanti.
    Avevo rimandato per molto tempo la lettura, sono contenta di averlo letto ora.

    ha scritto il