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Tutto il teatro

Dannati. L'amore di Fedra. Purificati. Febbre. Psicosi delle 4 e 48

Di

Editore: Einaudi (Collezione di teatro, 380)

4.3
(467)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 223 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806153927 | Isbn-13: 9788806153922 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Barbara Nativi ; Curatore: Luca Scarlini

Genere: Fiction & Literature , Gay & Lesbian , Da consultazione

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Descrizione del libro
Sarah Kane è una voce senza compromessi del teatro di oggi. Nei cinque testi che costituiscono il suo breve arco creativo, crea immagini di grande forza che ricostruiscono fino al minimo dettaglio gli estremi di un paesaggio con rovine, in cui le persone si sopraffanno ed esercitano senza pietà ogni tipo di violenza l'uno sull'altro, come risposta a un generale disagio esistenziale. Accusata all'inizio della sua attività di puntare solo allo scandalo e alla provocazione, ha dimostrato invece di saper giocare su varie corde, mettendo in campo capacità notevoli di scrittura ed elaborazione stilistica. Erede autorevole di una linea rosso sangue della drammaturgia inglese, che affonda le proprie origini negli elisabettiani e nei giacobini e che nel '900 ha avuto tra i propri fautori un altro autore controverso come Edward Bond, Sarah Kane ha indagato gli abissi del dolore e del desiderio, della speranza e della disperazione, creando un universo teatrale compatto eppure aperto a variazioni e cambiamenti, in cui la cupezza delle relazioni sociali vissute come incubo lascia spazio anche alla lingua delle vittime e concede loro, in tanto strazio, l'opportunità di affermare se stessi. La sua ricerca espressiva utilizza un linguaggio allo stesso tempo minuzioso e visionario, con violente liriche impennate, che sigilla la sua statura di classico della contemporaneità.
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  • 2

    Non ci siamo

    Dopo aver notato pareri entusiastici, mi sono detta: o sono io che non ho capito nulla, che può essere, o è in atto un processo ormai inarrestabile per il quale al lettore (e al pubblico) piace essere maltrattato e considerato come un imbuto nel quale si può versare proprio tutto. Ho un po' appre ...continua

    Dopo aver notato pareri entusiastici, mi sono detta: o sono io che non ho capito nulla, che può essere, o è in atto un processo ormai inarrestabile per il quale al lettore (e al pubblico) piace essere maltrattato e considerato come un imbuto nel quale si può versare proprio tutto. Ho un po' apprezzato Psicosi delle 4.48 perchè penso sia un buon testo teatrale sulla depressione, anche se è difficile seguire il filo delle battute estremamente sconnesse (prerogativa di tutti i testi di Sarah Kane). Mi sono piaciuti alcuni stralci in Febbre, i meno deliranti. Per il resto l'ho trovato sostanzialmente illeggibile, probabilmente messo in scena acquista vigore, ma la lettura è disturbante e io purtroppo non vi ho colto nessuna poesia. Va talmente di moda la crudezza, la violenza, il sangue, il sesso, che non c'è nulla di nuovo, qui è solo più urlato, e sono tutte suggestioni mollate lì, nell'aria. La differenza con qualcosa di efficace è che quando questo dolore funziona, nel lettore dovrebbe restare un arcobaleno di pensieri, di messaggi, una ricchezza interiore, uno struggimento, una forma di empatia, una sberla nel cervello. A me è rimasto solo un bianco e nero di disagio, stanchezza, dispiacere, e una noia bestiale. I buoni testi teatrali sono decisamente altri, secondo me.

    ha scritto il 

  • 0

    Difficile commentare un'opera come questa, soprattutto conoscendo un po' la storia dell'autrice. Non me la sento proprio. Forse perché mi sembra così intima, "privata", il puro dolore e le emozioni di questa scrittrice messe su carta...Mi limito a votare cercando di considerare solo quello che mi ...continua

    Difficile commentare un'opera come questa, soprattutto conoscendo un po' la storia dell'autrice. Non me la sento proprio. Forse perché mi sembra così intima, "privata", il puro dolore e le emozioni di questa scrittrice messe su carta...Mi limito a votare cercando di considerare solo quello che mi ha trasmesso.
    Dannati: non saprei che voto dare, so solo che non avrei il coraggio di rileggerlo.
    L'amore di Fedra: ****
    Purificati: ***
    Febbre: ****
    Psicosi delle 4 e 48: ***** (ma fosse per me, si meriterebbe un'intera galassia. Da brividi).

    ha scritto il 

  • 2

    E poi dicono che le mie storie sono sempre uguali e perverse.

    Tanto di cappello per avere avuto il coraggio di parlare di cose che la gente non vuole sentire (Ma che forse, ama vedere?).
    Ma forse è un po' troppo. Da quel che ho letto della critica, ci vedono un che di positivo in tutta la sua violenza. Un "pro perdenti" che però non giustifica tutta ...continua

    Tanto di cappello per avere avuto il coraggio di parlare di cose che la gente non vuole sentire (Ma che forse, ama vedere?).
    Ma forse è un po' troppo. Da quel che ho letto della critica, ci vedono un che di positivo in tutta la sua violenza. Un "pro perdenti" che però non giustifica tutta la violenza. che mette in campo, in modo gratuito.
    Non c'è amore che salvi alla fine. E' puro sadismo, per sè stesso.
    Che la società sia solo questo, è abbastanza tremendo da pensare e da credere.
    E io non voglio farlo.
    In conclusione, belle le idee della prima opera "Blasted" e dei sui pensieri sul suicidio in "4.48"
    ma il resto è puro delirio. Secondo me senza senso.

    ha scritto il 

  • 4

    un teatro, non consolatorio, che ridesta dai sogni, una serie di duri colpi, allucinazioni che hanno la concretezza della realtà più dura, rottura dei simulacri ("ragnatela di ragioni") che la occultano, segni di risveglio, ridestarsi alla nudità dell'esistenza. esistenza deformata dove a perder ...continua

    un teatro, non consolatorio, che ridesta dai sogni, una serie di duri colpi, allucinazioni che hanno la concretezza della realtà più dura, rottura dei simulacri ("ragnatela di ragioni") che la occultano, segni di risveglio, ridestarsi alla nudità dell'esistenza. esistenza deformata dove a perder forma sono le possibilità dei rapporti umani spogliati dell'umano, ridotti a qualcosa che fa pensare più a delle macchine (vedi il modo in cui è rappresentato il sesso). crudeltà: per artaud diventa la possibilità della chiaroveggenza della coscienza letteraria ("la lucidità si trova nel centro di convulsione").
    Gli urti che questi testi infliggono sono quelli delle parti più elementari della vita, pezzi di sensibilità emergenti: corpi feriti, umiliati, violentati; bisogni, desideri, fame di; anime spezzate, dilaniate, allucinate, desolate: vibrazioni, spaccature, buchi: forze annidate, intraviste, che si rivelano. Esiste una possibilità (drammatica) di cura/pulizia (catarsi) della ferita/anima?

    ha scritto il 

  • 5

    "- Hai deciso cosa fare?
    - Mi faccio un'overdose, mi taglio le vene e poi mi impicco.
    - Tutto insieme?
    - Così non potranno dire che era una richiesta di aiuto."

    crudo e violento. trasuda disperazione ad ogni lettera,ma non ho mai letto niente di più bello.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Solo l'amore mi può salvare ed è l'amore che mi ha distrutto

    "Credi che sia possibile che una persona nasca nel corpo sbagliato? [...] Credi che sia possibile che una persona nasca nell'era sbagliata?"


    Claustrofobico. La prima parola che mi viene spontanea per descrivere “Tutto il teatro” di Saraha Kane. Se ci rifletto ancora un po’ su, mi viene anc ...continua

    "Credi che sia possibile che una persona nasca nel corpo sbagliato? [...] Credi che sia possibile che una persona nasca nell'era sbagliata?"

    Claustrofobico. La prima parola che mi viene spontanea per descrivere “Tutto il teatro” di Saraha Kane. Se ci rifletto ancora un po’ su, mi viene anche in mente sofferenza e male di vivere. La brevissima vita di Sarah è stata afflitta da una malattia mentale, che l’ha fatta soffrire in un modo incredibile. Il suo odio, la sua rabbia e appunto la sua sofferenza traspaiono dalle righe delle sue opere teatrali; in queste battute troviamo un mondo di personaggi che in comune hanno una sola cosa: la difficoltà di relazionarsi con il mondo intero.

    In “Dannati” la Kane descrive alcune tragiche giornate di un giornalista inviato in guerra. I personaggi sono solo tre, ma la violenza e la crudezza che traspaiono sono molto intense. Alcune immagini sono molto forti, ma così è la guerra, non è certo un gioco e la Kane ce la descrive senza mezzi termini.

    In “L’amore di Fedra” Sarah Kane ci parla di un amore tormentato e crudele, quello tra Fedra e Ippolito. In un’ambientazione decisamente surreale, l’autrice farà culminare la tragica morte di Fedra nella totale indifferenza degli altri personaggi.

    In “Purificati” vediamo in scena diversi personaggi che hanno perso la loro identità per via di molteplici problemi. In particolare, assistiamo alle crude violenze di Tinker ai danni degli altri. Questa è la tragedia che mi è piaciuta di meno, proprio perché l’ho trovata eccessivamente violenta.

    “Febbre” è una tragedia corale, i personaggi – nominati con le lettere dell’alfabeto – non sappiamo nemmeno se sono maschi o femmine. Qui vi è un turbinio di voci, di allusioni, di domande, di risposte, di perplessità. Leggendo mi ha fatto venire in mente un favo pieno d’api che ronzano e ronzano confondendo chi si trova nei paraggi.

    Infine, la mia preferita, “Psicosi delle 4:48”. In queste brevissime righe, Sarah Kane esprime tutta la sua incredibile sofferenza e difficoltà nello stare con gli altri, l’assurdità della sua esistenza, e l’inutile repressione dell’istinto suicida.

    La lettura delle sue tragedie non è né facile né immediata. Forse neppure io l’ho capita appieno. Di certo ho capito che questa ragazza ha sofferto durante la sua breve vita. E tanto anche.

    ha scritto il 

  • 5

    "Ho curato il mio corpo ma non riesco a curare l'anima"

    Sarah Kane ha posto fine alla sua vita a soli 28 anni.
    Sono raccolte in questo libro le sue uniche cinque opere teatrali, pièces (in parte) violente, massacranti, dolorose e folli.
    Non ho apprezzato per nulla 'Dannati' a causa della sua eccessiva crudezza; ho amato 'L'amore di Fedra'; ...continua

    Sarah Kane ha posto fine alla sua vita a soli 28 anni.
    Sono raccolte in questo libro le sue uniche cinque opere teatrali, pièces (in parte) violente, massacranti, dolorose e folli.
    Non ho apprezzato per nulla 'Dannati' a causa della sua eccessiva crudezza; ho amato 'L'amore di Fedra'; 'Purificati' non mi è dispiaciuto, sebbene troppo violento per i miei gusti; deliranti quanto fantastici i dialoghi di 'Febbre'; meraviglioso 'Psicosi delle 4.48'.
    4.5 stelline a questa problematica (e pazza?) donna che non c'è più.

    ha scritto il 

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