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Tutto sotto il cielo

Di

Editore: Superpocket R.L. Libri

3.8
(427)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 470 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8846211367 | Isbn-13: 9788846211361 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
1923. Elvira, una pittrice spagnola residente a Parigi, riceve la notizia che suo marito Rémy è morto in circostanze oscure a Shanghai. Quando giunge in Cina, accompagnata dalla nipote Fernanda, scopre che Rémy non le ha lasciato altro che debiti. Unica cosa di valore: uno scrigno antico che contiene una strana mappa. Elvira apprende anche che il marito è stato assassinato dai sicari della mafia di Shanghai, la Banda Verde, proprio per quello scrigno che a quanto pare fa gola anche agli eunuchi imperiali e ai seguaci del movimento nazionalista. Intuendo lo straordinario messaggio serbato nel cofanetto, Elvira e Fernanda si lanciano sulla pista del leggendario mausoleo di Qin Shi Huangdi, il Primo Imperatore, dove si favoleggia siano conservati tesori inestimabili. All'avventurosa spedizione si uniscono un antiquario cinese, un giornalista irlandese, amici di Rémy, il suo giovane servo Biao - che rivela sorprendenti doti di deduzione matematica - e il monaco Jade Rojo, maestro di filosofia taoista e arti marziali. Solo con il loro aiuto le due donne potranno sciogliere gli enigmi e superare le prove micidiali che proteggono il luogo di sepoltura del Primo Imperatore del Celeste Impero.
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  • 4

    Il voto preciso sarebbe tre e mezzo: a tratti è un po' una storia alla "Indiana Jones e il tempio maledetto", ma, o forse anche per questo, mi ha tenuto incatenata alla lettura, quindi ho voluto premiarlo. E' il mio primo libro della Asensi e di certo l'impressione è positiva. L'unica pecca, alme ...continua

    Il voto preciso sarebbe tre e mezzo: a tratti è un po' una storia alla "Indiana Jones e il tempio maledetto", ma, o forse anche per questo, mi ha tenuto incatenata alla lettura, quindi ho voluto premiarlo. E' il mio primo libro della Asensi e di certo l'impressione è positiva. L'unica pecca, almeno per me, è che non c'è una suddivisione in capitoli, ma solo in 5 macrosezioni, e io detesto fermarmi in un punto indeterminato della pagina!

    ha scritto il 

  • 4

    Molto gradevole questa incursione della Asensi nella Cina della prima metà del 1900. Elvira è una quarantenne spagnola che vive in Francia, sposata con Remì, responsabile della ditta di famiglia che commercia in tessuti pregiati. Remì è dedito a tutti i vizi e i piaceri della vita e da più di 10 ...continua

    Molto gradevole questa incursione della Asensi nella Cina della prima metà del 1900. Elvira è una quarantenne spagnola che vive in Francia, sposata con Remì, responsabile della ditta di famiglia che commercia in tessuti pregiati. Remì è dedito a tutti i vizi e i piaceri della vita e da più di 10 anni si è trasferito in Cina per gestire gli affari. Elvira è una pittrice dilettante, ama la vita parigina e quando riceve la notizia che il marito è morto e lei deve recarsi in Cina per assolvere tutte le incombenze del caso, non immagina che si ritroverà oltre che vedova, indebitata e minacciata da pericolosi personaggi che la seguiranno ovunque per recuperare ciò che il marito ha tenuto nascosto e per il quale è morto... Comincia così per la donna una lunga peregrinazione nei territori più impervi dell'impero cinese, alla ricerca dell'antico mausoleo del primo imperatore della Cina dell'alto Medioevo, luogo che potrebbe contenere la soluzione a tutti i suoi problemi. La lettura è coinvolgente e, nonostante le lunghe spiegazioni storico-filosofiche, invero estremamente accurate, è anche scorrevole. Consigliato agli amanti del romanzo storico per le numerose citazioni.

    ha scritto il 

  • 4

    Alla prima lettura ho saltato parecchia teoria e anche diverse descrizioni per vedere come andava a finire, poi ho cominciato a rileggerlo, io ho sempre diversi libri in lettura, con più calma e quando ho visto alla TV un documentario su WUDAN ho pensato che aveva colto l'atmosfera. Mi è venuta ...continua

    Alla prima lettura ho saltato parecchia teoria e anche diverse descrizioni per vedere come andava a finire, poi ho cominciato a rileggerlo, io ho sempre diversi libri in lettura, con più calma e quando ho visto alla TV un documentario su WUDAN ho pensato che aveva colto l'atmosfera. Mi è venuta voglia di imparare il tai chi, ma non è così facile.

    ha scritto il 

  • 3

    Proverbio cinese: Perseverare nella lettura porta a risultati sorprendenti.

    Pagine 1-247 Tempo di lettura: 4 mesi (a fasi alterne)
    Pagine 247-465 tempo di lettura: 4 giorni (di seguito)


    Questo la dice lunga sul libro: la prima parte, per quanto interessante e piena di riferimenti alla cultura cinese, è molto lenta, fatica a coinvolgere il lettore, fa venire voglia ...continua

    Pagine 1-247 Tempo di lettura: 4 mesi (a fasi alterne) Pagine 247-465 tempo di lettura: 4 giorni (di seguito)

    Questo la dice lunga sul libro: la prima parte, per quanto interessante e piena di riferimenti alla cultura cinese, è molto lenta, fatica a coinvolgere il lettore, fa venire voglia di abbandonare la lettura. La seconda, invece, è emozionante e avvincente come solo un libro della Asensi può essere, anche se lontano da "L'ultimo Catone". Tre stelline sono frutto di un compromesso tra il voto della prima e della seconda parte.

    ha scritto il 

  • 2

    Quanta conoscenza sprecata!

    Basterebbero tre elementi di questo libro a decretarne il successo: la storia cinese sino ai primi del secolo scorso, il contesto culturale europeo dei primi del novecento, l'intrigante e corposo riferimento alla filosofia taoista. Basterebbero anche perché la sensazione è che l'autrice non si li ...continua

    Basterebbero tre elementi di questo libro a decretarne il successo: la storia cinese sino ai primi del secolo scorso, il contesto culturale europeo dei primi del novecento, l'intrigante e corposo riferimento alla filosofia taoista. Basterebbero anche perché la sensazione è che l'autrice non si limiti a conoscenze di facciata. Purtroppo basterebbero se ci fosse una capacità narrativa anche solo lontanamente all'altezza. In realtà ci si trascina per qualche centinaio di pagine in un mega videogioco inutile e anche noioso che nemmeno la spiaggia riesce a mitigare. Due stelle per l'approfondimento ma una di godibilità. Mannaggia a me che ne avevo già letto un altro ma mi sono fatto fregare lo stesso.

    ha scritto il 

  • 2

    Un Indiana Jones con personaggi meno simpatici, le donne in particolare. Interessanti le note sulla cultura cinese, che ti vien voglia di approfondire. E anche su quella europea degli anni 20.
    La lettura scorre veloce, si miscelano avventura e notizie storiche eppure...
    Elvira De Poulaine, Lao Ji ...continua

    Un Indiana Jones con personaggi meno simpatici, le donne in particolare. Interessanti le note sulla cultura cinese, che ti vien voglia di approfondire. E anche su quella europea degli anni 20. La lettura scorre veloce, si miscelano avventura e notizie storiche eppure... Elvira De Poulaine, Lao Jiang, la nipote Fernanda, l'orfano geniale, l'ubriacone irlandese,... non ce n'era uno che mi convincesse come persona umana. E tanti espedienti per inserire le informazioni culturali, che rivelavano immediatamente la loro natura. Lettura carina ma che non mi sono sentita di raccomandare.

    ha scritto il 

  • 2

    Meta-hystoriografìa -05 mag 13

    Peccato! Una buona occasione un po’ buttata via. L’idea di base del romanzo, infatti, ha un suo in-teresse, e poteva portare sviluppi interessanti o coinvolgenti. Siamo nel 1923. Una benestante donna spagnola, che vive in Francia con i soldi del marito francese il quale però vive in Cina (così og ...continua

    Peccato! Una buona occasione un po’ buttata via. L’idea di base del romanzo, infatti, ha un suo in-teresse, e poteva portare sviluppi interessanti o coinvolgenti. Siamo nel 1923. Una benestante donna spagnola, che vive in Francia con i soldi del marito francese il quale però vive in Cina (così ognuno fa la sua vita senza intralciarsi, visto il matrimonio fu di convenienza), è costretta a recarsi in Cina che muore il marito. L’accompagna la nipote sgraziata Fernanda, cui sono morti i genitori e di cui lei è tutrice. A Shangai scopre che il marito era: oppiomane, pieno di debiti, un po’ truf-faldino, un po’ antiquario, e soprattutto che è morto ucciso da una Banda in cerca di un qualche tesoro. In breve tempo, la nostra Elvira, sotto i consigli di uno scozzese unico amico vero del ma-rito morto, conosce un antiquario che le fa scoprire quale fosse il tesoro nascosto del marito. Uno scrigno che, decifrando i misteri in esso contenuto, dovrebbe portare alla tomba del Primo Impe-ratore. Il mitico Qin Shi Huang Di (che significa Primo Imperatore della Dinastia Qin, dalla cui pro-nuncia deriva il nome Cina). Da qui parte l’avventura che porta Elvira, Fernanda, Biao (un orfano cinese dalle grandi capacità matematiche) e l’antiquario Lao Yiang ad un lungo giro con molti mezzi per la Cina dell’epoca. Per decifrare i misteri dello scrigno. Per scampare le insidie ed i pericoli nascosti. Per trovare (forse) i tesori del Primo Imperatore. Questa trama poteva svilupparsi e dipanarsi in modo piacevole, magari giocando sul contro-altare delle differenze Oriente – Occidente, viste soprattutto da una giovane signora. Ed in parte utilizza questa chiave. Ma che viene annegata in alcune (troppe) didascaliche discussioni e/o elencazioni di “must” cinesi. La divinazione con l’I Ching. Le interpretazioni dello Yin e dello Yang. Il taoismo. Il Tai chi. I monaci shaolin. La supremazia cinese in tutti i campi (hanno inventato tutto loro molto prima e meglio che l’Occidente). Per poi scendere (poco) nel campo dei costumi e nel campo alimentare. Ed infine per imbastire tutta una disquisizione sullo stato della politica cinese. Senza però avere la verve pronta per suscitare empatia o interesse. Siamo nell’epoca di Sun Yat-sen. L’ultimo imperatore Pu Yi è rinchiuso nella Città Proibita. Il Kuomintang ed il Partito Comunista sono alleati contro le possibili inferenze dei Giapponesi. Insomma, c’era, eccome, materia per narrare ed intrigare. Purtroppo, le corde della Asensi in questo campo sembrano meno vibranti di quelle, ad esempio, che incon-trammo nelle storie con gli aymara (cfr. “L’origine perduta”). Non coinvolge. Elenca, ma la narra-zione rimane esterna. Vediamo i nostri quattro risalire fiumi, scalare montagne, visitare monasteri e tempi vari. Vediamo Elvira entrare meglio in sintonia con l’ambiente. Vediamo Fernanda crescere, dimagrire e maturare. Vediamo Biao risolvere enigmi più o meno complicati (tra cui viene proposto un quadrato magico d’ordine 9, che si risolve in tre minuti…). Vediamo infine l’antiquario Lao Yiang passare attraverso mille sfaccettature: antiquario, filosofo, nazionalista, comunista. Alla fine i nostri (o almeno alcuni o forse altri, ma questo non ve lo dico) troveranno la famosa tomba. Ma potranno prendere solo alcuni (ma di molto valore) gioielli, per poi far crollare tutto. E far perdere le tracce della scoperta. Perché, come molti sanno, la tomba è stata poi realmente scoperta con il suo meraviglioso esercito di terracotta solo nel 1974 (e cioè 50 anni dopo le vicende narrate). La fine fila via liscia, anche molto velocemente, ed in una decina di pagine seguiamo le vicende di almeno quaranta anni seguenti ai tre mesi narrati per 400 pagine. Insomma, come detto un’occasione perduta. Qualche inesattezza (per preservare per duemila anni alcune preziosità l’autrice utilizza mercurio, laddove i cinesi usavano il solfuro di mercurio che seconda la tradizione taoista è un attivatore della lunga vita). Da utilizzare per qualche lettura distensiva, all’ombra di una palma o davanti un caminetto accesso. Non molto di più. “Sì, il mio pensiero era stato esattamente questo: voglio fare della mia vita un’opera d’arte.” (135) [da ricordare perché in 3 degli ultimi 6 libri ricorre questa frase, cfr. Hilmann e Bianchi]

    ha scritto il 

  • 4

    la via del tao

    davvero un grande intreccio tra storia e cultura, azione e suspence, che riesce ad unire in modo capace due mondi ancora distanti tra loro, in questo progressivo contatto emerge una comunicazione sempre più attenta e diretta, capace di portare l'occhio critico e abituato agli agi e ai costumi occ ...continua

    davvero un grande intreccio tra storia e cultura, azione e suspence, che riesce ad unire in modo capace due mondi ancora distanti tra loro, in questo progressivo contatto emerge una comunicazione sempre più attenta e diretta, capace di portare l'occhio critico e abituato agli agi e ai costumi occidentali ad uno sguardo più ricettivo e profondo, in grado di cogliere le vere armonie della vita, dove, in questo viaggio iniziatico delle due eroine, zia e nipote, che piano piano si scopre vera donna, si mostra la potenzialità della relazione tra parte orientale e profonda, riflessiva e quella più diretta occidentale (come i due emisferi del cervello che riescono a dialogare fino a divenire una sola potenza), nel viaggio c'è questa parte nascosta che riesce ad emergere, tanta cultura e saggezza in un contesto da affrontare nudo e crudo, che riesce a toccare nel vivo la mente e il cuore della protagonista, sempre più aperta e disponibile, che trova sempre più una via di vita meno cinica e più impegnata nella relazione del cuore! le parti in cui si entra nel vivo della cultura taoista sono davvero capaci e mostrano quanto si possa integrare questa via al mondo reale e occidentale, la grandezza di una cultura millenaria si lascia toccare nel vivo, diventa noioso per chi lo legge solo con lo sguardo superficiale, ma chi lo legge col cuore approfondirà sicuramente e forse cercherà dei contatti per praticare la via del tao, che è qui con noi sempre, non è fuori dal mondo, ma è il mondo, con le sue armonie complete e complesse, semplici e limpide.. tutto sotto il cielo, dove cielo e terra si incontrano, e diventano una solida realtà da vivere!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Affascinante

    La descrizione di alcune filosofie cinesi affascina a tal punto da superare in alcuni punti la poca verosimiglianza di alcuni passaggi. Diciamo che leggendo il libro viene naturale la voglia di provare alcune delle filosofie orientali narrate

    ha scritto il 

  • 4

    Il personaggio di Elvira è quasi perfetto: civettuola ma determinata a non cedere su nulla per difendere la sua autonomia e il rispetto per il genere femminile, veramente molto anni venti.
    I dialoghi a volte sono troppo attuali e stridono un po' nel contesto ma si possono tollerare, non mi aspett ...continua

    Il personaggio di Elvira è quasi perfetto: civettuola ma determinata a non cedere su nulla per difendere la sua autonomia e il rispetto per il genere femminile, veramente molto anni venti. I dialoghi a volte sono troppo attuali e stridono un po' nel contesto ma si possono tollerare, non mi aspettavo infatti che la penna dell'autrice ci regalasse un'altra avventura così precisa e colta molto interessante più che avvincente, un trama semplice ma ben sostenuta dal mistero e dal fascino del lontano oriente. Anche il finale: molto bon ton in sintonia con l'era rappresentata.

    ha scritto il