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Tutto su mia nonna

Di

Editore: Einaudi

2.9
(102)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 200 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8806172700 | Isbn-13: 9788806172701 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Fernanda lascia in eredità alle quattro figlie e ai nipoti i beni che le sonoappartenuti in vita. E intorno all'eredità e alla contrastata divisione deilasciti materiali della donna, ruota, in apparenza, questo nuovo libro diSilvia Ballestra. Anche perché le figlie di Fernanda sono venute su litigiose,fra piccole manie, rivalità e gelosie che, guardate dalla prospettiva deinipoti - e di una nipote in particolare, di cui l'autrice sposa il punto divista - continuano a generare una quantità di conflitti grandi e piccoli,ripicche, smanie e belligeranze, spesso, di tutti contro tutti. Una singolaresaga familiare al femminile, allegra e sentimentale e non priva di follia, chegioca su vari registri, dall'elegiaco al comico e all'auto-ironia.
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  • 1

    non classificato(una stellina sola è pure troppo!!!!) Molti si lamentano che si legge poco in Italia- Forse perché si pubblicano troppi libri brutti ed inutili. E pure costosi. Gli editori dovrebbero fare un buon esame di coscienza- Specialmente quelli che hanno un certo nome da difendere-

    ha scritto il 

  • 2

    Iniziato con interesse, il primo terzo del libro l'ho trovato gradevole, le storie familiari riviste con occhio critico e allo stesso tempo affettuoso dei "piccoli" di famiglia, una volta cresciuti, di solito mi interessano e attraggono persino. Ma ho trovato noiosi e assolutamente non surreali l ...continua

    Iniziato con interesse, il primo terzo del libro l'ho trovato gradevole, le storie familiari riviste con occhio critico e allo stesso tempo affettuoso dei "piccoli" di famiglia, una volta cresciuti, di solito mi interessano e attraggono persino. Ma ho trovato noiosi e assolutamente non surreali la parte dove l'autrice riporta i dialoghi con la madre, tanto decantati dalla presentazione presente nel libro stesso. Visto che la lettura per me è un piacere e questo libro mi stava annoiando, ho deciso di abbandonarlo.

    ha scritto il 

  • 2

    Una si immagina di entrare in una stanza allegra ed accogliente dove troverà una ragazza spiritosa e intelligente che racconta a ruota libera, un po’ in lingua alta e un po’ in lingua bassa, rocambolesche avventure e profonde esperienze di vita vissuta. E invece si trova chiusa in un ascensore bl ...continua

    Una si immagina di entrare in una stanza allegra ed accogliente dove troverà una ragazza spiritosa e intelligente che racconta a ruota libera, un po’ in lingua alta e un po’ in lingua bassa, rocambolesche avventure e profonde esperienze di vita vissuta. E invece si trova chiusa in un ascensore bloccato con una vecchia zia bisbetica e tutta ripiegata su stessa che dice tutto quello che le viene in mente, come se avesse bisogno di riempire gli spazi bianchi di parole, non importa quali, non importa come. E che poi ogni tanto si appella ai suoi estimatori, fingendo che siano pochi, per aggrapparsi a un fasto perduto e a una lucidità smarrita. Inizia ogni discorso con la scusa di raccontare della nonna Fernanda, ma annaspa e a fatica sciorina capitoli di chiacchiere che vorrebbero essere qualcosa e che invece non servono nemmeno ad accendere un fuoco, né nel cuore, né nell’ascensore. A volte entrare in un libro con pregiudizi positivi è davvero imbarazzante.

    ha scritto il 

  • 1

    Noioso.
    L'avevo preso in biblioteca perchè avevo voglia di una storia che mi ricordasse un po' mia nonna; invece ho trovato un libercolo pieno di conversazioni banali.

    ha scritto il 

  • 1

    5/10


    Il libro si presenta come una saga familiare, l'autrice racconta la propria famiglia: nonna, zie e madre. Ma all'incirca a metà libro vira invece sull'autocompiacimento, con l'inserimento di alcuni capitoli scherzosi ed ironici i cui dialoghi surreali (con la madre e con un "ospite pa ...continua

    5/10

    Il libro si presenta come una saga familiare, l'autrice racconta la propria famiglia: nonna, zie e madre. Ma all'incirca a metà libro vira invece sull'autocompiacimento, con l'inserimento di alcuni capitoli scherzosi ed ironici i cui dialoghi surreali (con la madre e con un "ospite passante" cioè un lettore qualsiasi) fanno riferimento ai libri da lei già scritti e che scriverà in futuro, abbandonando completamente il discorso "famiglia"... che comunque era appena accennato, perché non ha tentato di raccontare la storia della propria famiglia ma si è limitata a descrivere il carattere di nonna Fernanda e delle sue figlie, senza addentrarsi più di tanto negli avvenimenti.

    Si ha così il ritratto di una famiglia dominata dalle donne: nonna Fernanda (manesca e pettegola) e le quattro figlie continuamente in lite tra di loro. Sono presenti tre uomini ma vengono solo sfiorati in un paio di pagine, presenze volate via senza approfondimenti. E gli avvenimenti vertono soprattutto su morti, funerali, visite al cimitero, suddivisioni ereditarie, incubi...

    La scrittura ha un forte accento marchigiano, con molti dialoghi dialettali che comunque risultano comprensibili. Linguaggio giovane e divertente, ma che alla fine è risultato poco conclusivo, sembrano chiacchiere tanto per parlare, frasi che risultano troppe vaghe...

    ha scritto il 

  • 3

    Secondo me Silvia Ballestra scrive bene. Sa far sorridere e spesso anche ridere, regala piccoli tormentoni e le parti dedicate alla madre apprensive sono delle autentiche perle di abruzzesità (e di paranoie materne tout court). Il romanzo è un po' discontinuo, ma si fa perdonare. Una lettura legg ...continua

    Secondo me Silvia Ballestra scrive bene. Sa far sorridere e spesso anche ridere, regala piccoli tormentoni e le parti dedicate alla madre apprensive sono delle autentiche perle di abruzzesità (e di paranoie materne tout court). Il romanzo è un po' discontinuo, ma si fa perdonare. Una lettura leggera ma per niente stupida nè superficiale...

    ha scritto il 

  • 2

    Quattro ricordi messi in croce

    Premessa: ciò che mi aspettavo era un libro di ricordi sulla nonna. Sono certa che l'autrice sia una persona carinissima e brava ma... "Tesoro mio, il fatto che per un quarto del libro divaghi (il termine giusto sarebbe un'altro) con un personaggio terzo, l'ospite passante, per dirci che sei in r ...continua

    Premessa: ciò che mi aspettavo era un libro di ricordi sulla nonna. Sono certa che l'autrice sia una persona carinissima e brava ma... "Tesoro mio, il fatto che per un quarto del libro divaghi (il termine giusto sarebbe un'altro) con un personaggio terzo, l'ospite passante, per dirci che sei in ritardo con la consegna e non sai cosa scrivere non è bello, no, non è proprio bello..."

    ha scritto il 

  • 0

    cioè, a dire il vero sono arrivato a pagina 187, delle 200, e poi ò letto le ultime due, perché il romanzo si snocciolava stancamente, e si era finiti per parlare della madre dopo la nonna le zie e la famiglia tutta, e dopo aver lasciato in asso il pur simpatico Sabrinu Pirandellu.


    'nsomma ...continua

    cioè, a dire il vero sono arrivato a pagina 187, delle 200, e poi ò letto le ultime due, perché il romanzo si snocciolava stancamente, e si era finiti per parlare della madre dopo la nonna le zie e la famiglia tutta, e dopo aver lasciato in asso il pur simpatico Sabrinu Pirandellu.

    'nsomma, Silvia Ballestra è simpatica, colta, spiritosa, ma pare proprio che il libro sia nato e cresciuto per onorare il contratto per la Einaudi "Stile libro", come lei chiama la collana; perché ci scherza su per parecchie pagine, nella leggerezza di un libro sfusamente leggerino .

    cioè però a me mi è venuta voglia, e mentre leggevo pensavo Io con la storia della mia famiglia di romanzi ne cavo quattro cinque, che i miei zii te li raccomando, le mie nonne erano un fenomeno eccetera.

    vocaboli di spicco:

    calanco
    fané
    trumeau
    retrabbi

    ha scritto il