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Uccidere o essere uccisi

Di

Editore: Newton & Compton

3.1
(60)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8854113018 | Isbn-13: 9788854113015 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Cosa fanno tre uomini e quattro donne dentro un ufficio al trentaseiesimo piano di sabato mattina? Sembrerebbero partecipare a una riunione aziendale straordinaria... finché il capo non informa i suoi collaboratori che, al termine della discussione, ognuno di loro deve morire: l’azienda chiude ed è molto meglio non lasciare testimoni vivi. Questa infatti non è un’azienda qualsiasi. Qui c’è di mezzo la CIA, che per l’occasione ha fatto le cose in grande: il palazzo è blindato e a ogni via d’uscita sono collegati serbatoi di gas mortale. Gli ascensori e i telefoni sono fuori uso e l’unica scelta a disposizione dei convocati è quella di avvelenarsi con un micidiale cocktail a base di champagne o essere eliminati con un colpo di pistola alla tempia... La segretaria, a questo punto, impazzisce: si impossessa dell’arma e spara al capo. È il segnale che gli agenti segreti stavano aspettando. In un attimo, i nervi tesi innescano la miccia e nella stanza delle riunioni si scatena l’inferno. Tra accoltellamenti, sparatorie, vetri in frantumi, salti acrobatici, esplosioni di gas nervino e rivelazioni sempre più scioccanti, quella che era iniziata come una tranquilla riunione tra placidi impiegati si trasforma in una giostra folle e sanguinaria, spietata e surreale come un film di Tarantino.
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  • 2

    Un'americanata in pieno stile...

    Prendi l'azione, mescola il tutto con un bel po' di retorica, un po' di Rambo, un po' di Schwarzenegger, un pizzico di 11 settembre, qualche rimando ai corpi speciali, una presa di CIA e Moscow Rules et voilà.. il vostro cocktail indigesto è bello e pronto.
    Dai, ma come si fa a scrivere una ...continua

    Prendi l'azione, mescola il tutto con un bel po' di retorica, un po' di Rambo, un po' di Schwarzenegger, un pizzico di 11 settembre, qualche rimando ai corpi speciali, una presa di CIA e Moscow Rules et voilà.. il vostro cocktail indigesto è bello e pronto.
    Dai, ma come si fa a scrivere una cosa tanto ridicola? Ho impiegato due mesi per finirlo.. ma mi sono seriamente impegnato, giurin giurello, per completarlo solo per capire dove andava a parare e ... ahimè, non l'ho capito!
    Trama confusa, personaggi privi della minima caratterizzazione psicologica, eventi impossibili ma soprattutto un finale "ad effetto" ridicolo oltre l'inverosimile.
    Fortuna che non l'ho pagato a prezzo intero!
    Statene alla larga. Siete avvisati.

    P.S. C'è un punto che mi è rimasto davvero molto sullo stomaco! Non so se sia colpa della traduzione, ma ripetendosi due volte temo che anche l'originale fosse così. Il narratore insiste nel ritenere che, cadendo da un edificio di 36 piani, la velocità di caduta sia 9.8 metri al secondo. Lui ci crede proprio, e ci ribadisce questo concetto fisico ben due volte. Ecco, farebbe meglio a seguire un corso di fisica base, perché ad occhio e croce la velocità di impatto al suolo da una caduta di un centinaio di metri di altezza è di circa 50 m/s...
    [Ok Ok sono un nerd pignolo... ma se uno si lancia in una descrizione ad effetto, deve sapere quello che dice!]

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    La grande giostra dell'assurdo

    Le premesse per un buon libro c'erano tutte: la trama, il mistero, la stessa copertina (curiosa e intrigante) ma non tutto mi è andato a genio in questo primo libro di Swierczynski; la storia parte bene ma lo sviluppo poi è troppo caotico, troppo misterioso, troppo lacunoso, insomma in una parola ...continua

    Le premesse per un buon libro c'erano tutte: la trama, il mistero, la stessa copertina (curiosa e intrigante) ma non tutto mi è andato a genio in questo primo libro di Swierczynski; la storia parte bene ma lo sviluppo poi è troppo caotico, troppo misterioso, troppo lacunoso, insomma in una parola "troppo".

    Tra componenti dei quali non si capisce l'appartenenza, timide segretarie che invece si rivelano pericolose come assassini ninja, motivazioni non bene precisate sul perchè debba succedere la carneficina, il tutto controllato parallelamente da due agenti dall'altra parte dell'oceano, se la narrazione avesse avuto un pò più di ordine e chiarezza, ne sarebbe uscito un gran romanzo; ma forse questo non era neanche nelle intenzioni dell'autore.

    Da segnalare comunque l'ultima pagina del libro, da brividi.

    ha scritto il 

  • 3

    Un cartone animato

    Il romanzo “Uccidere o essere uccisi” di Duane Swierczynski parte bene: in un ufficio, piano trentasei di un grattacielo di Filadelfia, tre uomini e quattro donne sono chiamati a una riunione un sabato mattina. L’agenzia per la quale lavorano è agenzia di copertura dei servizi segreti, e non tutt ...continua

    Il romanzo “Uccidere o essere uccisi” di Duane Swierczynski parte bene: in un ufficio, piano trentasei di un grattacielo di Filadelfia, tre uomini e quattro donne sono chiamati a una riunione un sabato mattina. L’agenzia per la quale lavorano è agenzia di copertura dei servizi segreti, e non tutti e sette lo sanno. Il capo li informa che dalla riunione nessuno potrà uscire vivo: l’agenzia chiude e non può lasciare testimoni. Il palazzo è blindato e gas nervino è collegato alle uscite. Ottima premessa. Le cose si complicano quando la segretaria e fedelissima del capo prende una pistola e lo uccide. Si scopre che la segretaria e fedelissima del capo (che naturalmente è spia russa) sta facendo una specie di colloquio di lavoro: deve dimostrare capacità e creatività nell’uccidere. La guardano altri agenti segreti in collegamento video dalla Scozia. Fin qui, il romanzo è avvincente, poi si perde. Inizia la serie di omicidi creativi, alcuni dei dipendenti dell’agenzia sembrano morti ma resuscitano, tutto assume un aspetto molto pulp, mani mozzate, gente che penzola dal trentaseiesimo piano, gole trafitte, il libro è così violento e incredibile da diventare comico, i personaggi benché eccentrici diventano sempre più piatti.

    A questo si aggiunga scarsa conoscenza delle armi e degli effetti del gas nervino e un uso disinvolto della fisica (in questo romanzo si precipita dal grattacielo alla velocità di 9.8 m/s). Per di più, la traduzione sballa tutte le distanze (tutte): per esempio a pag 61 si legge: “a più di cinquantacinquemila chilometri di distanza (da Filadelfia), in Scozia, vicino al mare, in un tranquillo quartiere di Edinburgo”. Nell’originale inglese: thirty-five hundred miles.

    Alla fine, l’impressione è che non si tratti di un libro serio. Sembra più un cartone animato. E il finale, il finale “a sorpresa” è davvero uno dei finali più stupidi che siano mai stati messi su carta.

    ha scritto il 

  • 3

    Un ottimo b-bookie

    Ebbene si,mi fregio di usare il termine b-bookie(b-movie+book).Gente rinchiusa in un edificio intenta a trovare il modo piu doloroso e sporco di eliminarsi.Un libro che sembra la sceneggiatura di film dozzinali caciaroni che però fanno il loro sporco lavoro:farti rimanere a leggere per vedere com ...continua

    Ebbene si,mi fregio di usare il termine b-bookie(b-movie+book).Gente rinchiusa in un edificio intenta a trovare il modo piu doloroso e sporco di eliminarsi.Un libro che sembra la sceneggiatura di film dozzinali caciaroni che però fanno il loro sporco lavoro:farti rimanere a leggere per vedere come finisce.
    Ci vorrebbero donne sueprsexy(stile Uma thurman e jessica alba) e facce da schiaffi alla RObert downey junior o il trashissimo bruce di die hard;sarebbe un ora e mezza di sangue,cocci di vetro,afa estiva,pistole e dialoghi da duello western.

    ha scritto il 

  • 3

    La cosa più bella del libro? La figura sulla copertina, che tra l'altro non centra nulla con la storia.
    Divertente nella parte centrale, niente di più.
    Non fatevi ingannare dalla quarta di copertina: lo si legge comodamente seduti in poltrona.

    ha scritto il