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Ulises

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Publisher: Ediciones Brontes

4.2
(2477)

Language:Español | Number of Pages: 728 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Portuguese , German , Italian , Dutch , French , Catalan , Finnish , Swedish , Polish , Danish , Czech , Hungarian , Chi traditional

Isbn-10: 8496975274 | Isbn-13: 9788496975279 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , Hardcover

Category: Fiction & Literature , Humor , Philosophy

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Book Description
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  • 0

    Arrendiamoci...io, Ulisse e tutti quanti

    Arrendiamoci all'evidenza: non lo finirò mai!
    Arrendiamoci pure all'evidenza, ma non intendo sbatterlo tra gli "abbandonati".

    said on 

  • 5

    La migliore traduzione dell'Ulisse di Joyce

    Per la mia tesi di laurea ho letto tutte le traduzioni italiane dell'Ulisse di Joyce. Questa di Terrinoni è IN ASSOLUTO la migliore. Quella di De Angelis perde per strada buona parte delle allusioni j ...continue

    Per la mia tesi di laurea ho letto tutte le traduzioni italiane dell'Ulisse di Joyce. Questa di Terrinoni è IN ASSOLUTO la migliore. Quella di De Angelis perde per strada buona parte delle allusioni joyciane, quella di Celati contiene addirittura errori di traduzione. Questa di Terrinoni e Bigazzi è fedele all'originale anche nelle sfumature. Il risultato è finalmente divertente e sapido. Mi ringrazierete!

    said on 

  • 4

    La maledizione della frenesia moderna

    Non credo sia necessario dire che Ulisse sia il vero padre della narrativa contemporanea. Risulta evidente alla lettura ritrovare pezzi, forme, stili e linguaggi già incontrati con altri autori del XX ...continue

    Non credo sia necessario dire che Ulisse sia il vero padre della narrativa contemporanea. Risulta evidente alla lettura ritrovare pezzi, forme, stili e linguaggi già incontrati con altri autori del XX secolo, spesso definiti dalla critica mondiale o nazionale come " il nuovo Joyce", oppure il "Joyce del 2000". Mai vista una tale eterogeneità di fattori, per cui mi sembra inevitabile che Ezra Pound abbia detto quello che ha detto su quest’opera. Certo, Ezra Pound.
    Il problema semmai è a chi possa essere rivolto l’Ulisse. Insomma, per me non è solo una questione di stile. Questo libro non può in alcun modo essere rivolto a tutti, per cui si metta l’anima in pace il buon Celati nel dire che ognuno possa leggerlo, basta non farsi troppe domande e lasciarsi trasportare dalla musicalità del testo… col cazzo dico. E’ un libro di una difficoltà enorme, dove almeno il 60% di quanto descritto necessita di un aiutino, o addirittura pressoché incomprensibile alla media dei lettori. Per cui, facendo io parte di quella media e probabilmente pure a stento, va da sé che non sia riuscito a raggiungere il piacere totale solo per la forma apprezzata o per la straordinaria intelligenza che risiede dietro l’Ulisse. Mi è mancato un po’ quel sano piacere della lettura, se non in alcuni momenti ben precisi come, ad esempio, il capitolo psichedelico su Leopold Bloom presso il puttanaio di Bella Cohen, oppure il monologo finale di Molly Bloom. Lì credo nel mio piccolo che Joyce abbia equilibrato alla perfezione stile e contenuto, estro e calore. Sì, quel calore che in fin dei conti non ho percepito nella gran parte del romanzo.
    Per questo dico che alcuni suoi successori lo abbiano superato. O meglio, non dico che per esempio Pynchon sia davvero meglio di Joyce, ma che Pynchon abbia preso molte cose di lui, rendendole migliori. Joyce è forse il più grande scrittore degli ultimi 500 anni, ma sono felice che alcuni suoi eredi mi abbiano fatto divertire di più.
    Aggiungo inoltre che Ulisse forse non sia un testo per i tempi moderni. La lettura in metropolitana, nel treno, nel cesso come tra un buco temporale e l’altro, poco si addice ad un’opera che, per essere gustata a pieno, necessita del suo tempo, di una qual certa continuità nel dedicarsi ad esso. Certo, si potrebbero fare discorsi analoghi per tanti romanzi importanti, ma è il flusso di coscienza il punto. Questo è’ stato portato da Joyce alle estreme conseguenze, un continuum narrativo difficilmente gestibile e nemmeno lontanamente paragonabile a quello di Svevo, decisamente più umano.

    said on 

  • 0

    Non so quali parole usare, non sono capace di commentare un’opera che non è definibile né classificabile, un monumento della modernità e della classicità, un’opera nella quale non si legge soltanto l’ ...continue

    Non so quali parole usare, non sono capace di commentare un’opera che non è definibile né classificabile, un monumento della modernità e della classicità, un’opera nella quale non si legge soltanto l’odissea di una unica giornata, il 16 giugno 1904, di Leopold Bloom per le strade ed i locali di Dublino, ma in primo luogo si percorre la moderna odissea , l’eterno viaggio alla ricerca di sé dell’uomo attraverso itinerari tormentosi, attraverso l’ipocrisia, la falsità dei rapporti, la mancanza di amicizia, con l’aiuto dell’alcool e del sesso, destinato ad approdare all’unica meta possibile, quella che lo stesso Joyce definì “l’epica del corpo umano”, cioè la negazione di ogni metafisica e la proclamazione della più completa fisicità, della corporeità più puzzolente, nauseabonda e lurida. Ma è anche e soprattutto il linguaggio a rompere ogni schema tradizionale e a rendere questo romanzo unico ed irripetibile: il fonosimbolismo, la deformazione verbale che coinvolge ogni capitolo trasformando gradualmente la lingua, i giochi di parole, ed infine il superbo monologo di Molly Bloom del capitolo finale –una delle pagine più grandi della moderna letteratura, in cui il pensiero si fa parola senza mediazione alcuna- rappresentano l’elemento più stupefacente del libro, che ne rendono la lettura un’esperienza unica oltre che molto complicata.
    Come si fa a dare stelline ad un tale monumento? Sarebbe come dare una valutazione alle piramidi egiziane, al Partenone o al Colosseo. Di fronte a tanta genialità taccio ammirata.

    said on 

  • 5

    5 ragioni per leggere l'Ulisse

    1) Non è illeggibile: i libri illeggibili sono quelli brutti; questo è difficile ma...
    2) ...ma Bloom vi prende per mano e vi porta lontano finché non diventa difficile e doloroso dirgli addio
    3) Joyc ...continue

    1) Non è illeggibile: i libri illeggibili sono quelli brutti; questo è difficile ma...
    2) ...ma Bloom vi prende per mano e vi porta lontano finché non diventa difficile e doloroso dirgli addio
    3) Joyce qui scrive - semplicemente - la verità. Nemmeno le surrealtà sono finzioni, è tutto autentico, carnale, toccante.
    4) La struttura è tutt'altro che noiosa: cambiano i narratori, gli schemi, lo stile. Complicato, certo, ma le cose complicate sono quelle più gratificanti.
    5) Non esiste un altro libro così, proprio no.
    p.s. Di recensione non se ne parla. Ho letto fiumi di commenti critici, molti validissimi, ma convincere un lettore a cominciare (e soprattutto concludere) questo capolavoro magnifico è una faccenda personale. Fidatevi di me.

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  • 5

    Giuro che non l'ho fatto apposta!
    Si è cominciato da solo.
    Lo stavo sfogliando, poi ho cominciato a leggere di Buck Mulligan e delle sue acrobazie sulla Torre Martello, poi ho cominciato a confrontare ...continue

    Giuro che non l'ho fatto apposta!
    Si è cominciato da solo.
    Lo stavo sfogliando, poi ho cominciato a leggere di Buck Mulligan e delle sue acrobazie sulla Torre Martello, poi ho cominciato a confrontare questa traduzione(Terrinoni) con quelle di DeAngelis e di Celati e con l'originale ... poi ... poi mi sono trovato alla fine del terzo capitolo senza accorgermene.
    Vabbé: si legge per la quinta volta, che male c'è?

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  • 0

    Guida (non convenzionale) alla lettura dell’Ulisse di Joyce

    Guida (non convenzionale) alla lettura dell’Ulisse di Joyce >>> http://bit.ly/leggere-ulisse

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