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Ulisse

By James Joyce

(311)

| Others | 9788804244837

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Book Description

432 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    opera basilare della letteratura europea di inizio novecento, è considerato da molti genesi del romanzo moderno. Attraverso una tecnica di scrittura denominata flusso di coscienza, l’autore rovescia i canoni della tradizione, raccontando non dell’ero ...(continue)

    opera basilare della letteratura europea di inizio novecento, è considerato da molti genesi del romanzo moderno. Attraverso una tecnica di scrittura denominata flusso di coscienza, l’autore rovescia i canoni della tradizione, raccontando non dell’eroe omerico, ma la giornata di un uomo qualunque nei suoi vagabondaggi quotidiani tra le vie di Dublino. Durante il racconto di questa giornata dublinese fatta di avvenimenti comuni e di personaggi ordinari è proprio la normalità nella sua quotidianità a divenire potente e unica, i pensieri, quasi tutti rappresentati come un flusso senza fine, sono l’ unico mezzo per comprendere la realtà; ma il narratore cambia di continuo, senza alcun preavviso e questo consente di poter vedere le cose attraverso altri punti di vista che rendono via via più comprensibile l’opera nel suo insieme.

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    Daria49 said on Aug 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Favourite quotation:

    "What special affinities appeared to him to exist between the moon and woman?

    Her antiquity in preceding and surviving succeeding tellurian generations: her nocturnal predominance: her satellitic dependence: her luminary reflec ...(continue)

    Favourite quotation:

    "What special affinities appeared to him to exist between the moon and woman?

    Her antiquity in preceding and surviving succeeding tellurian generations: her nocturnal predominance: her satellitic dependence: her luminary reflection: her constancy under all her phases, rising and setting by her appointed times, waxing and waning: the forced invariability of her aspect: her indeterminate response to inaffirmative interrogation: her potency over effluent and refluent waters: her power to enamour, to mortify, to invest with beauty, to render insane, to incite to and aid delinquency: the tranquil inscrutability of her visage: the terribility of her isolated dominant resplendent propinquity: her omens of tempest and of calm: the stimulation of her light, her motion and her presence: the admonition of her craters, her arid seas, her silence: her splendour, when visible: her attraction, when invisible."

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    Franciui said on Aug 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sono arrivata a James Joyce dopo aver amato La coscienza di zeno.
    Il flusso di coscienza è quello che più ho apprezzato di questo testo.
    Però, nonostante che lo abbia portato all'esame di quinta, mi sono resa conto che mi sono mancate le basi date da ...(continue)

    Sono arrivata a James Joyce dopo aver amato La coscienza di zeno.
    Il flusso di coscienza è quello che più ho apprezzato di questo testo.
    Però, nonostante che lo abbia portato all'esame di quinta, mi sono resa conto che mi sono mancate le basi date dallo studio dell'Odissea per comprendere meglio questo innovativo romanzo.

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    Linda T said on Jul 12, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    "La storia, disse Stephen, è un incubo da cui cerco di destarmi."

    Romanzo della mente: non posso che concordare con chi definisce così il capolavoro di Joyce. E proprio la mente dei protagonisti e il flusso ininterrotto dei loro pensieri sono il fulcro dell'intera vicenda. Cinque stelle assolute a cui in realtà tog ...(continue)

    Romanzo della mente: non posso che concordare con chi definisce così il capolavoro di Joyce. E proprio la mente dei protagonisti e il flusso ininterrotto dei loro pensieri sono il fulcro dell'intera vicenda. Cinque stelle assolute a cui in realtà toglierei una mezza stellina per tutte le volte in cui avrei voluto mandare al diavolo Joyce e i suoi meccanismi cerebrali incomprensibili. Ma per fortuna ho resistito...che giornata memorabile il 16 giugno 1904!

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    SoulMeetsBody said on Jul 1, 2014 | Add your feedback

  • 20 people find this helpful

    Molly Bloom e il pm di Verona* (Ovvero, la più bella recensione all’Ulisse che sia mai stata scritta)

    Ho riletto nella nuova traduzione di Celati la parte finale dell’Ulisse, il monologo di Molly Bloom che causò non pochi problemi all’autore quando nel 1922 la Shakespeare & Co di Parigi pubblicò l’opera.
    Dapprima in Usa, dove il libro per alcuni an ...(continue)

    Ho riletto nella nuova traduzione di Celati la parte finale dell’Ulisse, il monologo di Molly Bloom che causò non pochi problemi all’autore quando nel 1922 la Shakespeare & Co di Parigi pubblicò l’opera.
    Dapprima in Usa, dove il libro per alcuni anni circolò quasi di contrabbando e la titolare della rivista che pubblicò a dispense L’Ulisse fu condannata a pagare una multa e le furono prese le impronte digitali come a un criminale! E poi, molto poi, anche in Italia dove non ci siamo fatti mancare la nostra bella denuncia per offesa al pudore. L’Ulisse uscì da noi soltanto nel 1961. Un po’ tardivamente, pur tenendo conto delle difficoltà di traduzione di un’opera di circa 1000 pagine, 230mila parole, 30mila vocaboli diversi, anche in lingue straniere, vive e morte..
    Ritardo ulteriore dovuto anche alla grande cura di Eugenio Montale che bocciò i primi tentativi di traduzione di Montanari, sostenendo che non conosceva abbastanza l’inglese e anche il suo italiano lasciava a desiderare..
    Quindi la palla passò definitivamente a De Angelis che invece con monumentale fatica terminò egregiamente la traduzione.

    Ed eccoci in Italia. Al momento della denuncia e della successiva sentenza espressa dal p.m che scrisse in quelle righe la migliore delle recensioni all’Ulisse.
    L’Ulisse è da pochi giorni in libreria e subito alla questura di Genova (proprio a Genova dove ogni 16 giugno si celebra il Bloomsday!) perviene una segnalazione con la quale si fa notare che nella parte terminale del romanzo “Ulisse” di James Joyce vi sono pagine a sfondo erotico con descrizioni che potrebbero rivestire carattere pornografico”.
    Per chi non lo sapesse la parte finale nella denominazione omerica è un monologo appartenente all’episodio “Penelope” o anche “il letto”. Qui Molly, stesa accanto al marito, rievoca tra la veglia e il sonno, diverse esperienze erotiche: dalle prime tresche coi militari inglesi, quand’era ragazzina, fino all’ultimo amante, il suo impresario teatrale che ha visto quel giorno stesso cornificando il marito, il povero Leopold Bloom.
    Questo monologo, che contiene descrizioni e termini espliciti, si conclude tuttavia con una rievocazione molto romantica: quando Leopold chiese a Molly di sposarla e lei sentì il suo cuore battere all’impazzata e rispose “and yes i said yes i will yes!”

    E il monologo lo lesse anche il pm che doveva presentare al Giudice Istruttore le motivazioni per condannare il romanzo. Ma dopo aver letto il libro, si abbandonò invece a un’aperta ammirazione, dichiarando quanto segue:

    L’Ulisse di James Joyce, è un capolavoro della letteratura moderna fitto di conoscenze ispirate alla filosofia, alla religione, alla conoscenza profonda della vita, è colmo di simboli e richiami, riferimenti e allusioni; dibatte i problemi della coscienza moderna del disorientamento della storia e della società. Attraverso il difficile racconto si sente sempre l’eco dell’uomo e della donna nel loro dolore e nelle loro gioie. L’Ulisse di Joyce può essere un canto, una rapsodia, una parodia, ma sempre intrisa di umanità. Si direbbe che il cammino di Leopold Bloom è quello tormentato dell’uomo per le strade del mondo. .(…) Le avventure amorose rivissute dalla signora Molly non assumono un tono pornografico anche se possono essere considerate ardite, ma vengono narrate in modo rapido e fugace, testimonianze umane del tradimento di una donna. Nell’Ulisse s’incontrano pagine sorrette da un’alta ed autentica poesia. E’ un romanzo dove gli uomini vivono, dolorano, muoiono e trovano nel povero, tradito Leopold Bloom il loro rappresentante. E se qualche volta gli uomini peccano, ciò rientra nel loro destino ed anche il loro peccato è fonte di dolore. E se si descrive talvolta il peccato, specie quello della carne, non si fa che rimanere aderenti all’umanità. L’accusa di pornografia o di osceno suona offesa al contenuto del romanzo che costituisce l’epopea ora gioiosa ora triste, ora dolorante dell’uomo costretto a vivere fino al giorno in cui fatalmente precipita nella morte. Per questi motivi, chiedo pertanto al Giudice Istruttore, con suo decreto, di voler dichiarare impromovibile l’azione penale, trasmettendo gli atti all’archivio”

    Chapeau al P.M di Verona. Che in parole povere dichiarò che non fu L’Ulisse a offendere il pudore ma il pudore a offendere l’Ulisse! Il caso fu quindi archiviato nel 1962, proprio li’, a pochi chilometri da dove Joyce aveva iniziato a scriverlo tanti anni prima. E tra alti e bassi non ha mai più smesso di circolare, a piede libero.

    *Tratto dall'articolo di Antonio Armano, da cui ho attinto anche la dichiarazione-recensione del p,m di Verona.

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    Daniele (ero il piú stucchevole assaggiatore di libri) said on May 28, 2014 | 19 feedbacks

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