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Ultima lezione a Gottinga

Di

Editore: 001 Edizioni

4.1
(64)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 80 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8895208927 | Isbn-13: 9788895208923 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Piergiorgio Odifreddi , Andrea Plazzi

Genere: Comics & Graphic Novels , History , Science & Nature

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Descrizione del libro
Davide Osenda è l’autore della storia a fumetti Ultima lezione a Gottinga, una delle più sorprendenti rivelazioni dell’edizione 2008 del Festival della Matematica di Roma. Una storia ambientata in Germania durante la dittatura nazista, dove un vecchio professore ebreo ed un giovane uomo discutono della teoria dell’infinito di Cantor. Un compito a prima vista impossibile quello di trasporre in fumetti un teorema matematico, ma che a Davide Osenda riesce in maniera eccellente con le sue stupende tavole.
Scrive Andrea Plazzi, curatore di Ratman: “Cattura l’attenzione del lettore e utilizza bene la gabbia semplicissima che si è scelto, possiede una padronanza del colore che non è quella di un esordiente. Davide nasce infatti come acquerellista, il che rende ancora più sorprendente il controllo che ha sulla narrazione. Ma per fortuna gli esordi brillanti esistono, e non sono poi così rari da farci gridare al miracolo.”
L’edizione, rispetto a quella vista al Festival della Matematica dello scorso anno è completamente rinnovata, con una totale revisione della prima parte ed una seconda parte completamente inedita, per dare conclusione ad una graphic novel che si presta ad essere una delle rivelazioni dell’anno.
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  • 4

    Gottinga, pioggia, notte. Un professore tiene la sua ultima lezione di matematica di fronte a un'aula vuota mentre fuori i nazisti epurano la città. Tema della lezione: gli infiniti e l'ipotesi del continuo. In un angolo, si nasconde uno studente.
    Gli acquerelli tenui e però precisi di Osen ...continua

    Gottinga, pioggia, notte. Un professore tiene la sua ultima lezione di matematica di fronte a un'aula vuota mentre fuori i nazisti epurano la città. Tema della lezione: gli infiniti e l'ipotesi del continuo. In un angolo, si nasconde uno studente.
    Gli acquerelli tenui e però precisi di Osenda tentano una non facile prova: raccontare alcuni concetti ardui della matematica attraverso immagini. Sfida riuscita - a mio avviso - nella prima parte; molto meno nella seconda e terza, dove le spiegazioni sono solo illustrate a parole e non più evocate da rappresentazioni visive.
    Sembra incompleto, ed è un peccato. O che voglia riflettere anche nella forma il suo contenuto?

    ha scritto il 

  • 5

    Ben disegnato, con un tratto essenziale e con la magia dell'acquarello, il libro racconta la storia di un professore di matematica che tiene la sua ultima lezione, a Gottinga, la capitale mondiale della Matematica all'epoca in cui si situa il racconto. E la lezione, lieve e profonda, come solo la ...continua

    Ben disegnato, con un tratto essenziale e con la magia dell'acquarello, il libro racconta la storia di un professore di matematica che tiene la sua ultima lezione, a Gottinga, la capitale mondiale della Matematica all'epoca in cui si situa il racconto. E la lezione, lieve e profonda, come solo la matematica migliore riesce ad essere, ci mostra gli infiniti di Cantor e la sfida dell'ipotesi del continuo. Sullo sfondo, ma con una diretta implicazione nella narrazione, gli eventi storici che fanno da contrasto alla bellezza della lezione.

    ha scritto il 

  • 3

    Tentativo lodevole (e in parte riuscito) di parlare di questioni matematiche difficili come il concetto di infinito e l'ipotesi del continuo; non solo, la storia a fumetti di Osenda comunque ha un contesto - perchè la matematica è cosa "astratta" ma anche umana - e si svolge nella Gottinga in cui ...continua

    Tentativo lodevole (e in parte riuscito) di parlare di questioni matematiche difficili come il concetto di infinito e l'ipotesi del continuo; non solo, la storia a fumetti di Osenda comunque ha un contesto - perchè la matematica è cosa "astratta" ma anche umana - e si svolge nella Gottinga in cui i nazisti si apprestano a "epurare" l'Università ( e la Germania tutta).
    Un professore tiene allora un'ultima sua personale lezione a quella che ritiene un'aula vuota, ma in un angolo è presente un testimone non visto, uno studente.
    I disegni semplici ad acquarello di Osenda cercano di illustrare le spiegazioni del professore, cercano di rappresentare l'irrapresentabile: infiniti più grandi di altri, insiemi di numeri naturali e razionali, le proprietà e i principi scoperti da Hilbert, Cantor, Gödel.
    Io di matematica non capisco niente, eppure sono rimasta affascinata da questi problemi, mi piacerebbe saperne di più; soprattutto come si fa ad affermare che un infinito è più grande di un altro, questa proprio non l'ho capita!

    ha scritto il 

  • 4

    Anche per chi come me ricorda a malapena il contenuto dei teoremi di incompletezza di Godel, questo libro risulta piacevole e affascinante nel rendere il fascino di problemi assolutamente "puri". Riuscito anche il parallelismo tra la bruttura del mondo (la Germania nazista) e l'astrazione dal mon ...continua

    Anche per chi come me ricorda a malapena il contenuto dei teoremi di incompletezza di Godel, questo libro risulta piacevole e affascinante nel rendere il fascino di problemi assolutamente "puri". Riuscito anche il parallelismo tra la bruttura del mondo (la Germania nazista) e l'astrazione dal mondo (la campagna) che permette di pensare ai problemi in questione.

    ha scritto il 

  • 3

    Bianco e grigio

    Interessante l'idea, meno la realizzazione.
    Uso appropriato del colore. Soffre l'accelerazione delle dimostrazioni (e della cronologia) nella seconda e terza parte.
    Apprezzata la parte redazionale (introduzioni di Odifreddi e Plazzi).
    Se, come parrebbe da alcuni accenni, vi sara ...continua

    Interessante l'idea, meno la realizzazione.
    Uso appropriato del colore. Soffre l'accelerazione delle dimostrazioni (e della cronologia) nella seconda e terza parte.
    Apprezzata la parte redazionale (introduzioni di Odifreddi e Plazzi).
    Se, come parrebbe da alcuni accenni, vi saranno ulteriori volumi, il giudizio potrebbe cambiare. In meglio.

    ha scritto il 

  • 5

    Senza dilungarmi...un vero gioiello. Non è necessario conoscere la matematica per leggerlo e per capirlo, la forza didattica (ma mai semplificatrice) del fumetto è notevole. Andrebbe forse distribuito nei licei, probabilmente molti meno studenti odierebbero la matematica e ne capirebbero la "poes ...continua

    Senza dilungarmi...un vero gioiello. Non è necessario conoscere la matematica per leggerlo e per capirlo, la forza didattica (ma mai semplificatrice) del fumetto è notevole. Andrebbe forse distribuito nei licei, probabilmente molti meno studenti odierebbero la matematica e ne capirebbero la "poesia".
    Associo questo libro a "Zio Petros e la congettura di Goldbach".

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Matematica a fumetti? Si può fare, e questo è un esempio.

    Si può fare matematica a fumetti? Sì, se si è bravi. Davide Osenda con la sua Ultima lezione a Gottinga racconta ad acquerello l'infinito dei numeri, anzi gli infiniti, e l'ipotesi del continuo, uno dei risultati che ha sconcertato il mondo matematico della seconda metà del ventesimo secol ...continua

    Si può fare matematica a fumetti? Sì, se si è bravi. Davide Osenda con la sua Ultima lezione a Gottinga racconta ad acquerello l'infinito dei numeri, anzi gli infiniti, e l'ipotesi del continuo, uno dei risultati che ha sconcertato il mondo matematico della seconda metà del ventesimo secolo. Le tavole della prima parte del libro erano già note a chi frequenta i Rudi Mathematici; nella versione stampata sono stati aggiunti due nuovi capitoli che riguardano appunto le due facce dell'ipotesi del continuo - non ci sono contraddizioni né a crederla vera né a crederla falsa, ognuno faccia quel che crede!
    Se mi è permesso fare un appunto a Davide, questa aggiunta è meno riuscita delle tavole iniziali, non tanto per la parte matematica quanto perché manca la commistione tra il mondo matematico e quello "là fuori", che esiste ma mi è sembrato un po' staccato. (Göttingen è stato uno dei principali centri per la matematica dai tempi di Gauss fino ai primi anni '30, quando con l'arrivo del nazismo la scuola in pratica si perse e rimase solo l'ormai vecchio Hilbert) Vi consiglio però vivamente di procurarvi il libro; godetevi le immagini davvero belle, ma state anche attenti alla matematica che c'è dentro!

    ha scritto il