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Ultima notte a Twisted River

Di

Editore: Rizzoli

3.6
(114)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 670 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8817043710 | Isbn-13: 9788817043717 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Stefano Bortolussi

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
New Hampshire, 1954. Il cuoco italo-americano Dominic Baciagalupo è costretto a fuggire con il figlio Daniel da Twisted River, l'insediamento di boscaioli dove vive: si è macchiato di un crimine irreparabile, e deve sottrarsi a un'atroce vendetta. La fuga e la precarietà, nella natura selvaggia del Nord degli Stati Uniti e poi del Canada, segneranno l'esistenza avventurosa di padre e figlio, mentre sullo sfondo scorre mezzo secolo di storia: l'assassinio di Kennedy, la guerra del Vietnam, la tragica evacuazione di Saigon, le amministrazioni Bush Sr. e Jr., l'11 settembre e le guerre in Medio Oriente. Ma la vendetta a cui padre e figlio hanno tentato di sottrarsi finirà immancabilmente per colpire.
In questo romanzo, come in tutti quelli di Irving, succede di tutto e spesso le cose che succedono sono crudeli. Anche se chi sopravvive alla crudeltà va avanti, perché la vita è questa.
La traduzione italiana affatica la lettura con diversi errori di sintassi. Ma non riesce a rovinare il piacere di leggere questa avventura "larger than life".
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  • 4

    La lettura di questo libro mi ha accompagnato per quasi un mese, perché Irving è così, ti accompagna e ti tiene per mano nella vita dei suoi personaggi, ti mostra i suoi paesaggi del nord, assapori in sua compagnia odori e tanfi.
    8-/10

    ha scritto il 

  • 4

    e 1/2. " A volte le persone piombano improvvisamente nella nostra esistenza, come se fossero cadute dal cielo o come se fossero su un volo diretto dal paradiso alla terra..."

    E poi, naturalmente, perdiamo qualcuno, qualcuno che credevamo avrebbe sempre fatto parte della nostra esistenza.
    Le storie di John Irving sono sempre costellate di incidenti, drammi e psicodrammi, dolore e morte. In questo libro ho ritrovato il grande scrittore americano nella sua forma m ...continua

    E poi, naturalmente, perdiamo qualcuno, qualcuno che credevamo avrebbe sempre fatto parte della nostra esistenza.
    Le storie di John Irving sono sempre costellate di incidenti, drammi e psicodrammi, dolore e morte. In questo libro ho ritrovato il grande scrittore americano nella sua forma migliore, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, che lo rendono unico nel panorama letterario contemporaneo. Questa storia finisce esattamente come era iniziata, dopo una serie quasi infinita di personaggi, colpi di scena, scene memorabili e diverse interruzioni nel ritmo della narrazione....
    "Aveva perduto molto di ciò che gli era più caro, ma sapeva che le storie sono meraviglie, che semplicemente non possono essere fermate..."
    http://youtu.be/YwSZvHqf9qM

    ha scritto il 

  • 5

    She bu de*

    Ho ritrovato il "mio" Irving. Quello che parla del dolore con discrezione suggerendo come poterlo affrontare o come stare accanto a chi ne vive uno senza essere invadenti e rumorosi; quello che mentre stai leggendo ti avvisa con piccole allusioni che c'è un cambiamento, di quelli irreversibili: t ...continua

    Ho ritrovato il "mio" Irving. Quello che parla del dolore con discrezione suggerendo come poterlo affrontare o come stare accanto a chi ne vive uno senza essere invadenti e rumorosi; quello che mentre stai leggendo ti avvisa con piccole allusioni che c'è un cambiamento, di quelli irreversibili: trovo che sia una scelta molto delicata, mi dà il tempo di prepararmi.
    Ho ritrovato il mondo fatto di incidenti, dove all'improvviso la vita può prendere una direzione diversa o si è costretti a fare delle scelte che portano a un cambiamento radicale, un po' come davanti ad un bivio. Destra o sinistra? La scelta può essere fatta con il cuore, con la testa, con la pancia. Qualsiasi sia il motivo per cui si decide di proseguire per una o l'altra strada, non si saprà mai se l'altra sarebbe stata la scelta migliore. Si continua a camminare ma spesso con passo sempre più lento e pesante, recitando un "she bu de" come un mantra, perché ogni cambiamento lascia alle spalle una perdita, di una persona o anche solo di piccole abitudini di cui si sente la mancanza nel momento in cui non hanno più senso di esistere, perché manca quel contesto in cui sono nate. Perdite che lasciano nel cuore una malinconia e un senso di vuoto che anche se sono destinati ad attenuarsi con il tempo, non spariranno mai.

    -Come stai?
    -Bene..
    -Non puoi stare bene dopo quello che ti è successo, non ancora almeno!
    -Hai ragione. Il punto è che non starò mai più "bene bene". Qualcosa è cambiato per sempre!

    Certo che si tornerà a sorridere! Ma "dietro ad un sorriso si nasconde spesso un gran dolore".

    Cadere fa parte del gioco della vita. Sono le persone -alcune, a volte- a essere il tappeto di gommapiuma che attenua il colpo. Grazie a queste persone -alcune, a volte- che si torna a sorridere.

    "Non sempre possiamo scegliere come conoscerci. A volte le persone piombano improvvisamente nella nostra esistenza, come se fossero cadute dal cielo o come se fossero su un volo diretto dal peradiso alla terra, allo stesso modo perdiamo qualcuno che un tempo credevamo avrebbe sempre fatto parte della nostra vita"

    http://www.youtube.com/watch?v=et5Z8CuHti8

    * Significa più o meno "non mi posso rassegnare", e lo si dice quando non si vuole rinunciare a qualcosa cui si tiene davvero

    ha scritto il 

  • 5

    John Irving - Ultima notte a Twisted River

    Ormai sto maturando una vera e propria dipendenza da Irving e dalla sua prosa a tratti forse quasi magica, spesso in grado di travolgerti ma anche di avvolgerti come una calda trapunta nei freddi mesi invernali.


    Ultima notte a Twisted River è un caleidoscopio di personaggi nel più classico ...continua

    Ormai sto maturando una vera e propria dipendenza da Irving e dalla sua prosa a tratti forse quasi magica, spesso in grado di travolgerti ma anche di avvolgerti come una calda trapunta nei freddi mesi invernali.

    Ultima notte a Twisted River è un caleidoscopio di personaggi nel più classico stile dell'autore americano con un trama che ai più disattenti può forse risultare banale, ma che in realtà nella sua ciclicità racchiude l'essenza stessa della vita, dello scorrere delle generazioni, della morte e anche del dolore. Perché vivere vuol dire spesso soffrire e vuol dire prima o poi anche purtroppo morire.

    Come al solito Irving gestisce benissimo i salti temporali (con qualche eccezione, vedi sotto) come mi è capitato di leggere in alcuni romanzi dei miei autori preferiti (Philip Roth e Jonathan Franzen) e trovo che anche i colpi di scena siano stati dosati in maniera congrua e credibile. Ho provato insomma estrema soddisfazione ad immergermi nelle atmosfere speciali di questo scrittore ed a ritrovare quei temi a lui più cari (orsi, Vietnam, scrittori e amori), accompagnato da personaggi che forse solo lui è in grado di tratteggiare.

    Piccoli difetti sono una terza parte con forse un po' troppi salti temporali ed una quinta parte in cui l'autore si lascia andare ad un ricordo dell'11 Settembre che non trasmette quell'emotività che ci aspetterebbe da un evento del genere. Aggiungerei anche una certa visione del popolo italiano che agli americani potrà anche piacere ma che a noi "mangiaspaghetti" forse un po' fa sorridere. Ma non stiamo parlando di niente di grave.

    Forse Le regole dalla casa del sidro, Hotel New Hampshire e Preghiera per un amico sono un pelino superiori rispetto a questo romanzo (hanno quasi un'aura di epicità che li ammanta) però mi sento di porre comunque Ultima notte a Twisted River nell'olimpo di Irving. Non mi stancherò mai di dirlo: leggete questo autore! (ed un grazie infinito a Daniela, lei sa perché...)

    ha scritto il 

  • 5

    Twisted River, aprile 1954. Le ultime nevi si stanno sciogliendo, il fiume gelido e gonfio di acqua trasporta a valle un ammasso di tronchi in movimento e il corpo ormai senza vita di un giovane canadese troppo inesperto e troppo lento per governare la fluitazione. Dalla sponda del fiume Dominic ...continua

    Twisted River, aprile 1954. Le ultime nevi si stanno sciogliendo, il fiume gelido e gonfio di acqua trasporta a valle un ammasso di tronchi in movimento e il corpo ormai senza vita di un giovane canadese troppo inesperto e troppo lento per governare la fluitazione. Dalla sponda del fiume Dominic Baciagalupo, detto Cookie, e suo figlio Daniel osservano impotenti il tentativo di salvataggio del ragazzo.

    continua a leggere su

    http://www.mangialibri.com/node/14374

    ha scritto il 

  • 2

    Perchè non ho iniziato la conoscenza di Irving con "Le regole della casa del sidro"? Questo polpettone di oltre 700 pagine è sfiancante. Tutto ruota intorno ad una padella da cucina usata come arma, "tutto" per modo di dire perchè forse farei meglio a dire "niente", dato che gli avvenimenti stann ...continua

    Perchè non ho iniziato la conoscenza di Irving con "Le regole della casa del sidro"? Questo polpettone di oltre 700 pagine è sfiancante. Tutto ruota intorno ad una padella da cucina usata come arma, "tutto" per modo di dire perchè forse farei meglio a dire "niente", dato che gli avvenimenti stanno a zero. Oltretutto, come se il tedio della storia non bastasse, l'autore ha pensato bene di farcirla con una serie infinita di salti temporali, tanto numerosi quanto irritanti. Sono inutili e confondono. Non ho letto altro di questo autore, se non fosse che ho sentito parlare così bene della Casa del Sidro terminerei così il mio incontro con Irving...

    ha scritto il 

  • 4

    Le storie di Irving non si leggono, si vivono, raccontarle è impossibile.
    In questo libro tutto inizia con una padella di ferro, ottima anche come arma da difesa e una fuga che durerà per tutta la vita, perchè è ..."un mondo di incidenti".
    Una trama strampalata, a volte mi son smarrit ...continua

    Le storie di Irving non si leggono, si vivono, raccontarle è impossibile.
    In questo libro tutto inizia con una padella di ferro, ottima anche come arma da difesa e una fuga che durerà per tutta la vita, perchè è ..."un mondo di incidenti".
    Una trama strampalata, a volte mi son smarrita in... troppe pagine, perchè tra un "do-si-do", un "Cristo Costipato!", una "Signora dei Cieli" che atterra dentro un porcile e una "Mustang blu senza nessuno al volante" è facile perdere il filo, alla fine però, tutto ha un senso.
    "A volte le persone piombano improvvisamente nella nostra esistenza, come se fossero cadute dal cielo o come se fossero su un volo diretto dal paradiso alla terra, allo stesso modo in cui perdiamo qualcuno che un tempo credevamo avrebbe sempre fatto parte della nostra vita."
    ... magico Irving.

    ha scritto il 

  • 2

    Irving è uno scrittore che io amo molto, ma questo romanzo mi ha veramente delusa. La storia inizia nel 1954 con Dominic, vedovo, cuoco in un campo di boscaioli...niente succede fino a pag 150 circa quando il figlioletto Danny uccide per sbaglio l'amante di Dominic. Dominic e Danny fuggono dal ca ...continua

    Irving è uno scrittore che io amo molto, ma questo romanzo mi ha veramente delusa. La storia inizia nel 1954 con Dominic, vedovo, cuoco in un campo di boscaioli...niente succede fino a pag 150 circa quando il figlioletto Danny uccide per sbaglio l'amante di Dominic. Dominic e Danny fuggono dal campo per paura dello sceriffo, che è anche il compagno della donna uccisa. Seguono centinaia di pagine di noia assoluta fino ad arrivare ai nostri giorni.
    Riassumendo:
    1) trama praticamente inesistente (2-3 avvenimenti degni di nota in 650 pagine di libro)
    2) continui e irritanti salti temporali
    3) personaggi decisamente dimenticabili che non suscitano alcuna simpatia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Orsi, lotta libera, persone minute e giganti buoni, ansie e fobie per gli ingredienti comuni della vita quotidiana, insomma i consueti ingredienti della poetica di Irving, che questa volta non bastano per far uscire un buon libro. Manca la storia, ingrediente non secondario in un libro di oltre 6 ...continua

    Orsi, lotta libera, persone minute e giganti buoni, ansie e fobie per gli ingredienti comuni della vita quotidiana, insomma i consueti ingredienti della poetica di Irving, che questa volta non bastano per far uscire un buon libro. Manca la storia, ingrediente non secondario in un libro di oltre 600 pagine. Irving si perde in minuziose descrizioni di cibi e di luoghi, segue con incredibile attenzione dettagli del tutto irrilevanti, ma perde il senso della storia, perde il dramma, lo annacqua nel tentativo vano di costruire un nuovo Owen Meany o un nuovo Garp. Una grande delusione, perché Irving sa gestire i personaggi, è divertente e drammatico, ha una sua verve che anche in questo libro a tratti emerge. Ma questo è un libro non riuscito, piuttosto noioso, quasi pretenzioso nel suo tentativo di dichiarare drammatico qualcosa che non si riesce a percepire tale.

    ha scritto il 

  • 2

    Mah.....

    Il tocco è quello e la scrittura ha la sua traccia inconfondibile ma 200 pagine in meno non avrebbero tolto nulla a questo libro.
    Aggiungiamoci anche che i riferimenti all'Italia possono andare bene per un americano ma un personaggio che si chiama Carmella e un ristorante "Vicino a Napoli" ...continua

    Il tocco è quello e la scrittura ha la sua traccia inconfondibile ma 200 pagine in meno non avrebbero tolto nulla a questo libro.
    Aggiungiamoci anche che i riferimenti all'Italia possono andare bene per un americano ma un personaggio che si chiama Carmella e un ristorante "Vicino a Napoli" si digeriscono male e rendono tutto molto artificioso.

    ha scritto il 

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