Ultima sentenza

Di

Editore: Mondolibri

3.5
(890)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 358 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Olandese , Francese , Tedesco

Isbn-10: A000158743 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Legge , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Gli avvocati Wes e Mary Grace Payton hanno compiuto il primo passo nella più importante causa della loro carriera. Un tribunale del Missisipi ha infatti riconosciuto un risarcimento di quarantun milioni di dollari a Jeannette Baker, una giovane donna assistita dal loro piccolo studio, che nel giro di otto mesi ha visto morire di tumore il figlio e il marito. Dopo un estenuante processo nel quale i Payton hanno messo in gioco sia la credibilità professionale che la serenità personale, la responsabilità p stata attribuita alla Krane Chemical, una grossa società con sede a New York ritenuta colpevole di aver smaltito per anni rifiuti tossici nei terreni vicini al suo stabilimento di Bowmore, inquinando le falde acquifere della cittadina e provocando il cancro in molti membri della comunitià locale.Si tratta solo del primo grado di giudizio, e di un singolo caso, ma è chiaro che, se la sentenza verrà confermata, per la Krane Chemical - e per il suo potente proprietrario Carl Trudeau - si aprirà una disastrosa stagione di cause collettive da parte della cittadinanza e di ancor più disastrosi risarcimenti.Trudeau sa quindi di aver disperatamente bisogno di una Corte Suprema favorevole, e l'impresa non sembra impossibile: i giudici verranno eletti tra non molto e per una campagna elttrorale servono parecchi soldi...con la maestria alla quale ormai ha abituato i suoi lettori, John Grisham ci accompagna ancora una volta tra le pieghe del sistema legale americano, in una serratissima vicenda di lobbying, sentenze pilotate, grandi interessi economici che non tengono nel minimo conto i diritti degli individui.
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  • 4

    Ultima sentenza è un romanzo un po’ particolare: non ci racconta infatti un processo, un’indagine su un delitto o cose simili. Ci racconta in realtà una campagna elettorale, e ci mostra come sia possi ...continua

    Ultima sentenza è un romanzo un po’ particolare: non ci racconta infatti un processo, un’indagine su un delitto o cose simili. Ci racconta in realtà una campagna elettorale, e ci mostra come sia possibile, con il sistema americano, “forzare” i risultati, spendendo la cifra giusta.
    Nonostante sia a tutti gli effetti un romanzo un po’ noioso – soprattutto quando ci snocciola numeri e percentuali che francamente confondono un po’ – gli ho dato 4 stelle, perché ritengo che lo scopo sia ben preciso: dimostrare che il sistema americano, così com’è, permette forzature che tornano a tutto vantaggio di chi ha abbastanza soldi da spendere. E siccome ritengo anche che la dimostrazione sia perfettamente riuscita, credo che 4 stelle siano d’obbligo; dopo tutto, ha raggiunto secondo me lo scopo (o, comunque sia, uno dei suoi scopi) che si era prefissato.
    Il romanzo comincia con una sentenza: la Krane Chemical viene riconosciuta colpevole di aver inquinato le falde acquifere della cittadina di Bowmore, provocando in questo modo una maggior incidenza di tumori nella zona. Tra le vittime ci sono il marito e il figlio della signora Baker, a cui viene riconosciuto un risarcimento esemplare. Gli avvocati della vedova Baker, Wes e Mary Grace, quasi non ci credono; toccherà quasi sicuramente a loro, infatti, rappresentare le altre vittime della Krane Chemical nelle cause di risarcimento.
    Ma il proprietario Carl Trudeau non ci sta, com’è immaginabile; ed è a questo punto che il romanzo entra nel vivo. Viene infatti convinto a pagare un’agenzia che si occupa di fare sostanzialmente da tramite tra Carl, che è la persona interessata a sostituire un certo giudice, in modo da avere un verdetto favorevole in fase di appello, e la persona designata a sostituire quel determinato giudice. L’agenzia si occupa in pratica di tutto, compreso il fare in modo che le donazioni alla campagna elettorale siano legali, che la cosa non venga mai associata a Carl Trudeau e alla causa della Krane Chemicals, persino di inserire un elemento di disturbo. Il romanzo qui si fa interessante e insieme noioso: Grisham snocciola infatti numerose cifre e percentuali che effettivamene stufano, dopo qualche paragrafo, ma che servono proprio a far capire come una disponibilità economica quasi illimitata possa avere l’effetto desiderato sull’elezione, e quindi sostituzione, di un giudice. Non c’è nemmeno bisogno di spiegare come un sistema di questo tipo sia facilmente manipolabile da chi ha particolari interessi; il romanzo lo dimostra, e pur essendo un’opera di fantasia ci racconta comunque di qualcosa che potrebbe succedere. Un rischio reale che non è da sottovalutare.
    La parte riservata alla campagna elettorale è quella più lunga e corposa del romanzo, proprio perché, come vi ho detto, credo sia la parte che permette all’autore di dimostrare la sua tesi. Ci fa vedere il candidato designato che si sottomette, in pratica, a ciò che altri decidono per lui; e quando interviene perchè trova che certi metodi non siano corretti lo fa comunque troppo tardi. Ci fa vedere che ci sono temi, come il matrimonio omosessuale, la possibilità di acquistare armi e cose di questo tipo, sono talmente sentiti dall’opinione pubblica americana da poter spostare masse di voti da una parte o dall’altra, determinando quindi vittorie e sconfitte. E ci fa vedere che giocare sporco è molto semplice.
    La parte finale contiene una sorta di morale che non ho del tutto condiviso, perché sembra una sorta di punizione che alla fine non ha molto senso: di fatto il personaggio non è particolarmente positivo, si era capito fin dall’iniio che avrebbe fatto ciò che ci si aspettava da lui, per cui non suscita nemmeno chissà che simpatia. Ma tutto il resto del romanzo, anche nelle sue parti più noiose, che hanno comunque un loro senso nel quadro generale delle cose, è gestito in maniera magistrale.
    Forse non è stata propriamente una lettura piacevole; ma di sicuro è stata istruttiva e in grado di far riflettere, e per questo lo consiglio.

    ha scritto il 

  • 0

    Abbandonato

    all'inizio del libro Grisham introduce il degrado di una parte periferica della città motivandolo con "c'erano più facce nere di quelle bianche". Seriamente John? Dopo quest'uscita ho pensato che non ...continua

    all'inizio del libro Grisham introduce il degrado di una parte periferica della città motivandolo con "c'erano più facce nere di quelle bianche". Seriamente John? Dopo quest'uscita ho pensato che non valesse più la pena leggerlo e l'ho abbandonato.

    ha scritto il 

  • 3

    Finito con tanta fatica.

    Abituata a un diverso Grisham, legal thriller, questo libro si è rivelato via via lento ed esasperato dagli affari politici. Peccato, perchè la storia può essere drammaticamente attuale e anche il fin ...continua

    Abituata a un diverso Grisham, legal thriller, questo libro si è rivelato via via lento ed esasperato dagli affari politici. Peccato, perchè la storia può essere drammaticamente attuale e anche il finale, che non ti aspetti, che speri non sia e solo per questo non demordi nella lettura, e invece, purtroppo,....

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Fregato dalla trama

    Temo che il mio giudizio sia influenzato da come tutto va a finire. Mi sono appassionato alla lettura ipotizzando un certo finale, che invece non c'è stato. Sono andato avanti pagine e pagine chiedend ...continua

    Temo che il mio giudizio sia influenzato da come tutto va a finire. Mi sono appassionato alla lettura ipotizzando un certo finale, che invece non c'è stato. Sono andato avanti pagine e pagine chiedendomi «vediamo cosa s'inventa Grisham per far vincere i buoni, questa volta...». E invece non s'inventa niente, i buoni non vincono, anche se fino all'ultimo te lo fa sperare. Al di là della delusione 'etica', è che m'immaginavo una narrazione avvincente dei cambiamenti che la vittoria dei buoni avrebbe prodotto, invece, avendo vinto i cattivi, non è successo più niente, ed è questa la vera delusione.

    ha scritto il 

  • 2

    Una noia mortale e una grande fatica per finirlo. Troppe spiegazioni, troppi personaggi secondari, troppe cifre e troppa politica. Sicuramente il quadro su come si "compra" un giudice della Corte Supr ...continua

    Una noia mortale e una grande fatica per finirlo. Troppe spiegazioni, troppi personaggi secondari, troppe cifre e troppa politica. Sicuramente il quadro su come si "compra" un giudice della Corte Suprema esce ben chiaro ma per chi cerca un po' di svago con un buon legal thriller mi sembra decisamente troppo. Lo salva leggermente il finale

    ha scritto il 

  • 3

    non il solito giallo processuale, potrebbe considerarsi una sorta di seguito de "l'uomo della pioggia".
    Cosa succede quando un piccolo avvocato vince un processo e una grossa impresa viene condannata ...continua

    non il solito giallo processuale, potrebbe considerarsi una sorta di seguito de "l'uomo della pioggia".
    Cosa succede quando un piccolo avvocato vince un processo e una grossa impresa viene condannata a pagare un risarcimento milionario?
    La compagnia fa ricorso alla Corte d'Appello dove si giudica non il caso ma il processo, se lo svolgimento ha rispettato le norme vigenti. Tale giudizio però viene emesso da 9 giudici che vengono eletti dal popolo e ovviamente spesso viene eletto chi riceve maggior sostegno dai finanziatori che a loro volta si aspetteranno un "ringraziamento".
    L'autore vorrebbe sottolineare che questa anomalia (giudici eletti e non nominati) uccide la giustizia, ma al tempo stesso ammette che se chi dovrebbe fare le leggi non interviene ...
    Più che un romanzo vero e proprio quasi una cronaca romanzata di un appello che mette in luce il lato assurdo (se non addirittura crudele) che tanto sbandierata libertà americana.

    ha scritto il