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Ultime lettere di Jacopo Ortis

Di

Editore: Il Capitello (La biblioteca dei classici 15)

3.5
(4147)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 367 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Paolo Ottino

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Cofanetto , Copertina rigida , Tascabile economico , Rilegato in pelle

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    (Premetto che mi ero promesso di non "spoilerare" nulla e forse ci sono riuscito) A chi guarda da fuori appare come un romanzo epistolare, romanzo autobiografico, romanzo-saggio, romanzo di affetti... ...continua

    (Premetto che mi ero promesso di non "spoilerare" nulla e forse ci sono riuscito) A chi guarda da fuori appare come un romanzo epistolare, romanzo autobiografico, romanzo-saggio, romanzo di affetti... Ma il genio di Foscolo non si limita a questo. Narra la storia di un giovane studente che prima viene travolto dalle passioni, dai suoi ideali e dalla Storia e poi ne viene deluso. L'unica soluzione è il suicidio, non per scappare "vigliaccamente" dalla nuova realtà che lo circonda, e alla quale non riesce ad adattarsi, ma come estremo ed ultimo gesto di ribellione contro la Tirannia, la Fortuna, il Servilismo e tanto altro ancora... Non ci si può non rimanere affascinati e colpiti dalla sua figura, forse è per questo che J. Ortis è il mio Eroe Impossibile preferito.

    ha scritto il 

  • 4

    Spirto Guerriero

    Suberbe le sue meditazioni sull'Italia ancora sotto l'egemonia di Napoleone, fiero il carattere guerriero che Jacopo esterna contro la supremazia dei potenti:
    "Perseguiterò con la verità i miei persec ...continua

    Suberbe le sue meditazioni sull'Italia ancora sotto l'egemonia di Napoleone, fiero il carattere guerriero che Jacopo esterna contro la supremazia dei potenti:
    "Perseguiterò con la verità i miei persecutori"
    Bello leggere qualcosa dallo stile arcaico, si assapora tutta l'amarezza di un periodo storico che ci vedeva ancora come merce di scambio tra Francia e Austria.
    Molta sofferenza e lacrime fanno da cornice alla storia d'amore fra l'Ortis e Teresa.
    Il libro é un piccolo tesoro di pensiero e di poesia.

    ha scritto il 

  • 5

    La grandiosa, eroica tristezza di Jacopo, di Laura, di una pazza, di un assassino

    Un piccolo tesoro nel libro, che di per sé è eccezionale e contiene momenti di grandissima poesia dappertutto, è la parte relativa a Laura. Quella parte fa capire tanto del carattere di Jacopo, del fa ...continua

    Un piccolo tesoro nel libro, che di per sé è eccezionale e contiene momenti di grandissima poesia dappertutto, è la parte relativa a Laura. Quella parte fa capire tanto del carattere di Jacopo, del fatto che non si senta parte del mondo, che odi e ami tragicamente e molto romanticamente la società che lo circonda, non sopportando la sua ipocrisia, ma adorando il sentimento tutto umano della compassione che si esprime nei rapporti del protagonista con i poveri, gli infelici, i pazzi, gli oppressi. Il suo amore è talmente radicato in lui, talmente profondo, ardente e devastante, talmente sentito da essere insopportabile, troppo estremo per essere contenuto, troppo estremo per non rovinare la vita di Jacopo nel caso in cui venga deluso.
    "Ma ti scongiuro, lascia andare l’usata predica: Jacopo, Jacopo! questa tua indocilità ti fa divenire misantropo. E’ ti pare che se odiassi gli uomini, mi dorrei come fo de’ lor vizj? tuttavia poiché non so riderne, e temo di rovinare, io stimo migliore partito la ritirata. E chi mi affida dall’odio di questa razza d’uomini, tanto da me diversa? Né giova disputare per iscoprire per chi stia la ragione; non lo so; né la pretendo tutta per me. Quello che importa, si è (e tu in ciò sei d’accordo), che questa indole mia altera, salda, leale, o piuttosto ineducata, caparbia, imprudente, e la religiosa etichetta che veste d’una stessa divisa tutti gli esterni costumi di costoro, non si confanno; e davvero io non mi sento in umore di mutar abito."
    E' meraviglioso come Jacopo ami gli uomini tristi, come consideri meraviglioso il sentimento della compassione. Come si innamori di Teresa solo nel momento in cui lei gli confessa l'infelicità del suo destino di sposa promessa ad un uomo che non ama. Tutto precipita quando sembrerebbe che lui giunga a felicità. Lui non sopporta la felicità, lui ama la tristezza, si crogiola nel suo proprio dolore, si crogiola nell'idea del suicidio perché è un uomo disperato dalle circostanze e ha capito che nessuna grandezza lo attende se non nella morte e nella sofferenza e nell'infelicità. Tutto questo conferisce alla figura di Jacopo grandissima poesia
    "Voi non mi conoscete; ma noi, chiunque voi siate, noi siamo amici. Non odiate gli uomini prosperi; solamente fuggiteli."

    ha scritto il 

  • 3

    Siamo davanti ad un romanzo epistolare in cui emerge in modo palese il valore della patria quale oggetto d'amore e sacrificio per sottrarla alle mire del nemico invasore, che qui è incarnato da Napole ...continua

    Siamo davanti ad un romanzo epistolare in cui emerge in modo palese il valore della patria quale oggetto d'amore e sacrificio per sottrarla alle mire del nemico invasore, che qui è incarnato da Napoleone; ma accanto all'amore per l'Italia c'è anche la delusione per certe scelte politiche (quali il Trattato di Campoformio) che calpestavano la libertà dei popoli.
    Jacopo Ortis è un giovane che ci appare, in ogni rigo, in ogni pagina e in ogni sua lettera, una personalità malinconica, disperata, incline allo struggimento, all'amore passionale e devoto.

    ho trovato le mie piccole difficoltà a lasciarmi coinvolgere e per via del linguaggio "d'altri tempi", arcaico, e per la personalità stessa dell'Ortis, esageratamente fragile e disperata...
    Ciò non toglie che sia un classico che merita di essere letto e che non dovrebbe mancare nelle nostre librerie.

    ha scritto il 

  • 0

    Yawn.

    Questo libro non mi ha comunicato nulla se non profondissima noia.
    Ma che roba era?
    Teresa era viva o morta? Chi era Odoardo? Perchè è stato scritto? Perchè la gente lo legge? Chi è quel matto che lo ...continua

    Questo libro non mi ha comunicato nulla se non profondissima noia.
    Ma che roba era?
    Teresa era viva o morta? Chi era Odoardo? Perchè è stato scritto? Perchè la gente lo legge? Chi è quel matto che lo consiglia?
    L'ho abbandonato.

    Vi prego, ditemi che non sono stata l'unica ad odiarlo!

    ha scritto il 

  • 4

    Jacopo 2 - Werther 0

    Non vogliatemene,ma non mi riesce di parlare di Jacopo senza parlare anche di Werther.
    Le trame di entrami i libri sono molto simili per non dire identiche ma sono le premesse ed i sentimenti in essi ...continua

    Non vogliatemene,ma non mi riesce di parlare di Jacopo senza parlare anche di Werther.
    Le trame di entrami i libri sono molto simili per non dire identiche ma sono le premesse ed i sentimenti in essi contenuti che sono profondamente diversi.
    Werther si annoia,non ha problemi,non ha scopo,non ha aspirazioni,fugge,fugge da sè stesso,fugge da Carlotta e sarà proprio il non poter avere l'unica cosa che è convinto di volere a spingerlo alla "fuga estrema".
    Werther non esiste è solo il personaggio di un romanzo.
    Jacopo a differenza del primo invece esiste.
    Jacopo è Ugo.
    Jacopo ha perso tutto,la famiglia,la ricchezza,la serenità,la Patria,la speranza.
    Jacopo ha 24 anni ma porta sulle spalle le disillusioni e le delusioni che da la vita come se fosse "un vecchio".
    Jacopo parla ed amoreggia con la Morte fin dalle prime epistole.
    Jacopo si sarebbe regalato la "pace eterna" molto prima se non ci fosse stata Teresa.Quest'ultima è stata solo una proroga ad un'inevitabile decisione già presa...la perdita di Teresa è solo l'ultima goccia che farà traboccare un vaso assai più che pieno.
    Werther cerca di giustificare il suo suicidio,Jacopo di farlo stimare come unica soluzione per non piegarsi e così perdere l'onore.
    DELIZIOSA e GRADEVOLISSIMA anche la seconda parte del libro composto da un "Epistolario" del Foscolo.Lettere da cui ha tratto spunto per scrivere il suo libro e molto utile anche per comprendere meglio alcuni pensieri ed alcuni passaggi a mio parere un po' ostici.
    Il mio unico rammarico e di non aver letto l'Ortis durante le scuole superiori...di certo allora con la mente fresca di spiegazioni circa il contesto storico e la vita dell'autore l'avrei capito e apprezzato di più. :o)
    DA LEGGERE!!!

    ha scritto il 

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