Ultime lettere di Jacopo Ortis

Di

Editore: Einaudi

3.5
(4182)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 179 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8806177117 | Isbn-13: 9788806177119 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Cofanetto , Copertina rigida , Tascabile economico , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Con le Ultime lettere di Jacopo Ortis il Foscolo si propone di offrire, informa di romanzo, la propria esperienza più intima. Così il protagonistadiventa quasi un alter ego dell'autore e nei suoi amori e nei suoi sentimentivediamo adombrati quelli del Foscolo stesso, i suoi innamoramenti, leperegrinazioni per l'Italia contesa e tradita dagli stranieri, l'esilio del1815 dopo la caduta del Regno Italico. Documento di una nuova sensibilitàromantica, l'Ortis ebbe grande diffusione in Europa e ad esso si ispirarono inparticolare coloro che combattevano la dominazione napoleonica e per le libertà nazionali.
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  • 0

    Certamente molto interessante la "questione italiana" e l'epicità e la passione con la quale Foscolo (e quindi Jacopo) la affronta, soprattutto nelle ultime 30 pagine. Ma l'ho trovato debole per quant ...continua

    Certamente molto interessante la "questione italiana" e l'epicità e la passione con la quale Foscolo (e quindi Jacopo) la affronta, soprattutto nelle ultime 30 pagine. Ma l'ho trovato debole per quanto riguarda l'aspetto passionale/amoroso, il "build up" di Jacopo verso il suo triste e famoso epilogo è poco caratterizzato, a mio avviso. Gothe e Werther sono di altra fattura, sotto questo aspetto (nonostante Foscolo mi piaccia tantissimo).

    ha scritto il 

  • 2

    Diciamolo subito e non pensiamoci più: ho amato I dolori del giovane Werther . Uno di quegli amori letterari che capita ben poche volte nella vita di un lettore (purtroppo). Quindi, sebbene abbia cerc ...continua

    Diciamolo subito e non pensiamoci più: ho amato I dolori del giovane Werther . Uno di quegli amori letterari che capita ben poche volte nella vita di un lettore (purtroppo). Quindi, sebbene abbia cercato in tutti i modi di combattere i pregiudizi e di leggere senza pensieri Le ultime lettere di Jacopo Ortis , la pietra di paragone era sempre dietro l'angolo, immutabile, inamovibile. Inutile fingere il contrario. E non fingerò nemmeno nella recensione, in cui spiegherò perché un romanzo mi ha conquistata e l'altro mi ha lasciato molto più fredda. A voi decidere se parlo per partigianeria o con cognizione di causa. Affare fatto?

    Foscolo ha preso davvero moltissimo dall'opera di Goethe: non solo la trama - non esattamente innovativa, va detto - ma anche singole scene e trovate narrative. Sfortunatamente, ho sempre trovato le versioni originali più eleganti e contestualizzate.
    Il triangolo amoroso è sicuramente l'aspetto che esce più sofferente dal confronto. Perché nel Jacopo Ortis possiamo davvero parlare di triangolo amoroso? È impossibile anche solo pensare di parteggiare per il personaggio di Odoardo: in quanto terzo incomodo, di lui vengono evidenziati soltanto i difetti. Il suo predecessore era decisamente più tridimensionale ed apprezzabile. Inoltre, da lettrice che era rimasta piacevolmente sorpresa dalla caratterizzazione del personaggio di Lotte, sono rimasta altresì delusa e irritata dalla sua controparte, Teresa. Bella e triste; nient'altro. Nessuna spinta interiore, nessuna pulsione: in lei il dramma del sacrificio è solo abbozzato ed espresso da lacrime stucchevoli.
    Cercherò ora di non infierire troppo su Jacopo. Sarà difficile, perché Jacopo è Foscolo. Anche stavolta la cartina tornasole è l'opera di Goethe, perché quando l'autore si scosta dall'autobiografia per attenersi al modello letterario i risultati sono talmente artificiosi che balzano immediatamente all'occhio - penso in particolare alle scene dedicate al rapporto tra Jacopo e i contadini o con la sorellina di Teresa. Ben venga, a questo punto, l'elaborata sottotrama sull'amore assoluto e travagliato di Jacopo per la sua patria umiliata dai suoi stessi concittadini, nonostante la certezza granitica del protagonista di essere l'unico eroe in un mondo di ladri (cit.) abbia influito parecchio sulla godibilità di questa parte - l'unica davvero originale del libro.
    Un'occasione sprecata, e non la sola. Un ultimo confronto con Werther , quello più importante di tutti. Werther è aperto verso gli altri: ogni storia è la sua personale. È questo ciò che lo condanna, più del suo amore infelice. Jacopo è focalizzato solo su sé stesso, nel bene e nel male. Beh, la differenza si vede, eccome. È questo ciò che condanna il romanzo, più della sua scarsa originalità.

    ha scritto il 

  • 5

    (Premetto che mi ero promesso di non "spoilerare" nulla e forse ci sono riuscito) A chi guarda da fuori appare come un romanzo epistolare, romanzo autobiografico, romanzo-saggio, romanzo di affetti... ...continua

    (Premetto che mi ero promesso di non "spoilerare" nulla e forse ci sono riuscito) A chi guarda da fuori appare come un romanzo epistolare, romanzo autobiografico, romanzo-saggio, romanzo di affetti... Ma il genio di Foscolo non si limita a questo. Narra la storia di un giovane studente che prima viene travolto dalle passioni, dai suoi ideali e dalla Storia e poi ne viene deluso. L'unica soluzione è il suicidio, non per scappare "vigliaccamente" dalla nuova realtà che lo circonda, e alla quale non riesce ad adattarsi, ma come estremo ed ultimo gesto di ribellione contro la Tirannia, la Fortuna, il Servilismo e tanto altro ancora... Non ci si può non rimanere affascinati e colpiti dalla sua figura, forse è per questo che J. Ortis è il mio Eroe Impossibile preferito.

    ha scritto il 

  • 0

    Spirto Guerriero

    Suberbe le sue meditazioni sull'Italia ancora sotto l'egemonia di Napoleone, fiero il carattere guerriero che Jacopo esterna contro la supremazia dei potenti:
    "Perseguiterò con la verità i miei persec ...continua

    Suberbe le sue meditazioni sull'Italia ancora sotto l'egemonia di Napoleone, fiero il carattere guerriero che Jacopo esterna contro la supremazia dei potenti:
    "Perseguiterò con la verità i miei persecutori"
    Bello leggere qualcosa dallo stile arcaico, si assapora tutta l'amarezza di un periodo storico che ci vedeva ancora come merce di scambio tra Francia e Austria.
    Molta sofferenza e lacrime fanno da cornice alla storia d'amore fra l'Ortis e Teresa.
    Il libro é un piccolo tesoro di pensiero e di poesia.

    ha scritto il 

  • 5

    La grandiosa, eroica tristezza di Jacopo, di Laura, di una pazza, di un assassino

    Un piccolo tesoro nel libro, che di per sé è eccezionale e contiene momenti di grandissima poesia dappertutto, è la parte relativa a Laura. Quella parte fa capire tanto del carattere di Jacopo, del fa ...continua

    Un piccolo tesoro nel libro, che di per sé è eccezionale e contiene momenti di grandissima poesia dappertutto, è la parte relativa a Laura. Quella parte fa capire tanto del carattere di Jacopo, del fatto che non si senta parte del mondo, che odi e ami tragicamente e molto romanticamente la società che lo circonda, non sopportando la sua ipocrisia, ma adorando il sentimento tutto umano della compassione che si esprime nei rapporti del protagonista con i poveri, gli infelici, i pazzi, gli oppressi. Il suo amore è talmente radicato in lui, talmente profondo, ardente e devastante, talmente sentito da essere insopportabile, troppo estremo per essere contenuto, troppo estremo per non rovinare la vita di Jacopo nel caso in cui venga deluso.
    "Ma ti scongiuro, lascia andare l’usata predica: Jacopo, Jacopo! questa tua indocilità ti fa divenire misantropo. E’ ti pare che se odiassi gli uomini, mi dorrei come fo de’ lor vizj? tuttavia poiché non so riderne, e temo di rovinare, io stimo migliore partito la ritirata. E chi mi affida dall’odio di questa razza d’uomini, tanto da me diversa? Né giova disputare per iscoprire per chi stia la ragione; non lo so; né la pretendo tutta per me. Quello che importa, si è (e tu in ciò sei d’accordo), che questa indole mia altera, salda, leale, o piuttosto ineducata, caparbia, imprudente, e la religiosa etichetta che veste d’una stessa divisa tutti gli esterni costumi di costoro, non si confanno; e davvero io non mi sento in umore di mutar abito."
    E' meraviglioso come Jacopo ami gli uomini tristi, come consideri meraviglioso il sentimento della compassione. Come si innamori di Teresa solo nel momento in cui lei gli confessa l'infelicità del suo destino di sposa promessa ad un uomo che non ama. Tutto precipita quando sembrerebbe che lui giunga a felicità. Lui non sopporta la felicità, lui ama la tristezza, si crogiola nel suo proprio dolore, si crogiola nell'idea del suicidio perché è un uomo disperato dalle circostanze e ha capito che nessuna grandezza lo attende se non nella morte e nella sofferenza e nell'infelicità. Tutto questo conferisce alla figura di Jacopo grandissima poesia
    "Voi non mi conoscete; ma noi, chiunque voi siate, noi siamo amici. Non odiate gli uomini prosperi; solamente fuggiteli."

    ha scritto il 

  • 3

    Siamo davanti ad un romanzo epistolare in cui emerge in modo palese il valore della patria quale oggetto d'amore e sacrificio per sottrarla alle mire del nemico invasore, che qui è incarnato da Napole ...continua

    Siamo davanti ad un romanzo epistolare in cui emerge in modo palese il valore della patria quale oggetto d'amore e sacrificio per sottrarla alle mire del nemico invasore, che qui è incarnato da Napoleone; ma accanto all'amore per l'Italia c'è anche la delusione per certe scelte politiche (quali il Trattato di Campoformio) che calpestavano la libertà dei popoli.
    Jacopo Ortis è un giovane che ci appare, in ogni rigo, in ogni pagina e in ogni sua lettera, una personalità malinconica, disperata, incline allo struggimento, all'amore passionale e devoto.

    ho trovato le mie piccole difficoltà a lasciarmi coinvolgere e per via del linguaggio "d'altri tempi", arcaico, e per la personalità stessa dell'Ortis, esageratamente fragile e disperata...
    Ciò non toglie che sia un classico che merita di essere letto e che non dovrebbe mancare nelle nostre librerie.

    ha scritto il 

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