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Ultime lettere di Jacopo Ortis

Di

Editore: Newton & Compton

3.5
(4065)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 100 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8879833146 | Isbn-13: 9788879833141 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Cofanetto , Copertina rigida , Tascabile economico , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Fuggiasco da Venezia, dopo Campoformio, Jacopo si isola sui Colli Euganei.Qui conosce Teresa e se ne innamora, ma sa che questo è un amore impossibile,perché Teresa è promessa a Odoardo. Jacopo si mette in viaggio per l'Italia,senza una meta e ovunque vede la tragedia dell'oppressione straniera, né loconsolano le bellezze naturali o la saggezza del vecchio Parini, incontratoa Milano. La tragica conclusione è una denuncia al mondo di una doppia delusione.
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  • 3

    Siamo davanti ad un romanzo epistolare in cui emerge in modo palese il valore della patria quale oggetto d'amore e sacrificio per sottrarla alle mire del nemico invasore, che qui è incarnato da Napoleone; ma accanto all'amore per l'Italia c'è anche la delusione per certe scelte politiche (quali i ...continua

    Siamo davanti ad un romanzo epistolare in cui emerge in modo palese il valore della patria quale oggetto d'amore e sacrificio per sottrarla alle mire del nemico invasore, che qui è incarnato da Napoleone; ma accanto all'amore per l'Italia c'è anche la delusione per certe scelte politiche (quali il Trattato di Campoformio) che calpestavano la libertà dei popoli.
    Jacopo Ortis è un giovane che ci appare, in ogni rigo, in ogni pagina e in ogni sua lettera, una personalità malinconica, disperata, incline allo struggimento, all'amore passionale e devoto.

    ho trovato le mie piccole difficoltà a lasciarmi coinvolgere e per via del linguaggio "d'altri tempi", arcaico, e per la personalità stessa dell'Ortis, esageratamente fragile e disperata...
    Ciò non toglie che sia un classico che merita di essere letto e che non dovrebbe mancare nelle nostre librerie.

    ha scritto il 

  • 0

    Yawn.

    Questo libro non mi ha comunicato nulla se non profondissima noia.
    Ma che roba era?
    Teresa era viva o morta? Chi era Odoardo? Perchè è stato scritto? Perchè la gente lo legge? Chi è quel matto che lo consiglia?
    L'ho abbandonato.

    Vi prego, ditemi che non sono stata l'unica ...continua

    Questo libro non mi ha comunicato nulla se non profondissima noia.
    Ma che roba era?
    Teresa era viva o morta? Chi era Odoardo? Perchè è stato scritto? Perchè la gente lo legge? Chi è quel matto che lo consiglia?
    L'ho abbandonato.

    Vi prego, ditemi che non sono stata l'unica ad odiarlo!

    ha scritto il 

  • 4

    Jacopo 2 - Werther 0

    Non vogliatemene,ma non mi riesce di parlare di Jacopo senza parlare anche di Werther.
    Le trame di entrami i libri sono molto simili per non dire identiche ma sono le premesse ed i sentimenti in essi contenuti che sono profondamente diversi.
    Werther si annoia,non ha problemi,non ha sc ...continua

    Non vogliatemene,ma non mi riesce di parlare di Jacopo senza parlare anche di Werther.
    Le trame di entrami i libri sono molto simili per non dire identiche ma sono le premesse ed i sentimenti in essi contenuti che sono profondamente diversi.
    Werther si annoia,non ha problemi,non ha scopo,non ha aspirazioni,fugge,fugge da sè stesso,fugge da Carlotta e sarà proprio il non poter avere l'unica cosa che è convinto di volere a spingerlo alla "fuga estrema".
    Werther non esiste è solo il personaggio di un romanzo.
    Jacopo a differenza del primo invece esiste.
    Jacopo è Ugo.
    Jacopo ha perso tutto,la famiglia,la ricchezza,la serenità,la Patria,la speranza.
    Jacopo ha 24 anni ma porta sulle spalle le disillusioni e le delusioni che da la vita come se fosse "un vecchio".
    Jacopo parla ed amoreggia con la Morte fin dalle prime epistole.
    Jacopo si sarebbe regalato la "pace eterna" molto prima se non ci fosse stata Teresa.Quest'ultima è stata solo una proroga ad un'inevitabile decisione già presa...la perdita di Teresa è solo l'ultima goccia che farà traboccare un vaso assai più che pieno.
    Werther cerca di giustificare il suo suicidio,Jacopo di farlo stimare come unica soluzione per non piegarsi e così perdere l'onore.
    DELIZIOSA e GRADEVOLISSIMA anche la seconda parte del libro composto da un "Epistolario" del Foscolo.Lettere da cui ha tratto spunto per scrivere il suo libro e molto utile anche per comprendere meglio alcuni pensieri ed alcuni passaggi a mio parere un po' ostici.
    Il mio unico rammarico e di non aver letto l'Ortis durante le scuole superiori...di certo allora con la mente fresca di spiegazioni circa il contesto storico e la vita dell'autore l'avrei capito e apprezzato di più. :o)
    DA LEGGERE!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Scritto, come dichiara lo stesso autore, sotto l'influenza della lettura de I dolori del giovane Werther di Goethe, il testo foscoliano in parte ne ricalca la trama, in parte si muove con in modo innovativo: anche Jacopo, come il suo creatore, ha riposto le sue speranze in una liberazione ...continua

    Scritto, come dichiara lo stesso autore, sotto l'influenza della lettura de I dolori del giovane Werther di Goethe, il testo foscoliano in parte ne ricalca la trama, in parte si muove con in modo innovativo: anche Jacopo, come il suo creatore, ha riposto le sue speranze in una liberazione di Venezia dal gioco dell'oligarchia da parte di Napoleone, ma viene deluso dal tradimento siglato dal generale francese con Trattato di Campoformio (17 ottobre 1797), che vede la fine della Serenissima e la svendita del suo territorio agli Austriaci. Inizia così per Jacopo un'esistenza di peregrinazioni che lo porta fra i colli Euganei, dove avviene l'incontro con la bella Teresa che, pur sembrando ricambiare i sentimenti di Jacopo, è, come la Lotte di Werther, promessa ad un altro uomo, Odoardo. La frustrazione della passione amorosa e degli ideali di azione civile spingono Jacopo ad allontanarsi dalla tenuta padovana e a spostarsi per l'Italia settentrionale e a tornare nella sua casa euganea solo per incontrare un'ultima volta Teresa e togliersi la vita.
    La prosa di Foscolo non è coinvolgente e ammaliante quanto la sua poesia e i toni del lamento amoroso sono fin troppo svenevoli, ma le pagine in cui l'intellettuale speranzoso vede via via sbiadire e scomparire i propri ideali culturali e nazionali sono piene di emozione e permettono di conoscere dall'interno la drammatica situazione di quella generazione speranzosa che alla fine del Settecento inizia ad agitare quei fermenti che, nel secolo successivo, faranno esplodere i conflitti d'indipendenza italiani.

    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2014/04/ultime-lettere-di-jacopo-ortis-foscolo.html

    ha scritto il 

  • 4

    <ma io ti perdo, ed io morrò.>

    Direttamente da "i classici che tutti conoscono, ma non tutti hanno letto": Ultime lettere di Jacopo Ortis!
    Non è facile fare una recensione innovativa ad un classico. Evitando i soliti paragoni col Werther, mi è piaciuta sicuramente la bella aria italiana che si respira già dalle prime pag ...continua

    Direttamente da "i classici che tutti conoscono, ma non tutti hanno letto": Ultime lettere di Jacopo Ortis!
    Non è facile fare una recensione innovativa ad un classico. Evitando i soliti paragoni col Werther, mi è piaciuta sicuramente la bella aria italiana che si respira già dalle prime pagine, anche se le lettere hanno cominciato a prendermi dalla seconda parte. Da lì si comincia a mostrare l'amore straziante che divora l'innamorato di una promessa sposa di qualcun altro; un amore distruttivo di quelli che si trovano solo nei libri; una passione incondizionata che trova la sua unica soluzione nella morte.

    ha scritto il 

  • 0

    da "Come scrivere lettere d'amore evitando denunzie (e risposte)":


    "l'uomo prudente ometterà non solo il nome ma anche ogni indizio che possa condurre le autorità sulle sue peste: e meglio ancora camufferrà il suo scritto da pubblicità di "Vita in campagna" o ultimativo sollecito degli str ...continua

    da "Come scrivere lettere d'amore evitando denunzie (e risposte)":

    "l'uomo prudente ometterà non solo il nome ma anche ogni indizio che possa condurre le autorità sulle sue peste: e meglio ancora camufferrà il suo scritto da pubblicità di "Vita in campagna" o ultimativo sollecito degli strozzini".

    "L'amante ossessivo ma schivo, che non nutra vaghezza di rispondere alle penetranti domande degli inquirenti, prediligerà per le sue missive supporti impermanenti quali la lastra di ghiaccio, la plastica biodegradabile, la fotosensibilissima pellicola".

    "Bisogna considerare che la lettera d'amore al tempo di internet suscita sempre un'inopinata agitazione della destinataria perchè fa supporre sforzo e serietà di intenti compatibili con la monomania e il progetto omicidiario: da cui il bisogno di un sovrappiù di cautele, di un'accorta svagatezza, di un insistito mettere le mani avanti".

    "Si potrà dire ad esempio: "toh, volevo togliermi il gusto di scrivere una lettera a mano", e alla quarantesima "bah, non riesco più a togliermi questo vizio di scrivere a mano", e alla quattrocentesima "il mio corso di calligrafia sta andando benissimo", e alla quattromillesima "questo font imita perfettamente la grafia, non è vero?"."

    "Fermo restando che non bisogna aspettarsi risposta, nel caso questa arrivasse è sconsigliabile correre a prenotare chiese e luoghi di ristoro, ordinare bomboniere col cane e il cacciatore, istoriare a pagamento il cielo con nuvoliformi proteste d'amore e fedeltà, dare la buona notizia a vecchie zie con un piede nella fossa (le zie, il piede): meglio invece diffidare, perchè potrebbe essere una trappola, un "vediamo dove vuole arrivare"."

    "Molti ingenui cadono infatti nell'errore di scambiare la corrispondenza sentimentale per l'inizio di una relazione amorosa, mentre di norma è l'esatto contrario: l'amore si consuma per lettera con una rapidità sbalorditiva e non è esagerato dire che quattro scambi epistolari equivalgono, ai fini del divorzio, a quindici anni di matrimonio. Meglio perciò non rispondere affatto alla disgraziata risposta e se possibile darsi alla macchia".

    "L'amore, come diceva saggiamente il Nostro, vive nel foglio vuoto, nell'attesa, nell'immaginativa e qualche volta negli avverbi: mai nelle parole da macelleria (cuore, viscere), mai nelle promesse... una lettera senza risposta è un dono e tutto il resto è solo copula".

    ha scritto il 

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