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Ulysse from Bagdad

By Eric-Emmanuel Schmitt

(19)

| Mass Market Paperback | 9782253134541

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  • 1 person finds this helpful

    Et revenons - 14 ott 12

    Sono un poco dispiaciuto di questa lettura del mio peraltro benvoluto E-E (Eric-Emmanuel). D’altra parte, come ho rimarcato in altre trame, non sempre un autore a me caro mi rimanda livelli di godimento come in altri suoi scritti. Qui l’operazione ge ...(continue)

    Sono un poco dispiaciuto di questa lettura del mio peraltro benvoluto E-E (Eric-Emmanuel). D’altra parte, come ho rimarcato in altre trame, non sempre un autore a me caro mi rimanda livelli di godimento come in altri suoi scritti. Qui l’operazione generale di Schmitt non è formativa come in Monsieur Ibrahim, non è liberatoria come nelle favole dei suoi racconti brevi, non è ironica come nel teatro dei crimini coniugali. È una storia che cerca di mettere a fuoco alcuni aspetti delle contraddizioni odierne, mettendosi (come spesso accade in Schmitt) nei panni di un altro. In questo caso dell’irakeno Saad Saad. E portandoci in soggettiva nella sua storia, fa-cendocene passabilmente partecipi, con un breve volo sull’infanzia e la giovinezza sotto Sad-dam, ed una lunga disamina del presente post-invasione (o post-liberazione?). Ma il tutto gestito sulla falsariga del viaggio di ritorno di Ulisse da Troia verso Itaca. Cerca di metterci molto dello spirito omerico (gli interventi del padre morto a guisa degli interventi degli dei dell’Olimpo, i lotofagi, la fuga da Polifemo, Nausicaa, Didone, le sirene, e molto altro). Con due grosse differenze: non c’è Penelope in fondo al viaggio; non è un ritorno ma una fuga. E Saad non ha la spigliatezza ulisseide, neanche se rivisto con gli occhi di chi ha letto Jean Giono e la Nascita dell’Odissea. Intanto, mi aveva storto dalle prime righe quando l’io narrante si presenta, dicendo di chiamarsi Saad, che vuole dire Speranza in arabo, ma non Triste in inglese che fa solo Sad. Giocare con i nomi, facendo qualche piccolo inganno è una cosa che mi manda fuori di sentimento. Poi c’è quella assurda morte del padre (ma quali non sono e furono assurde nelle tutt’ora imperversanti guerre mediorientali?). E soprattutto, quel tornare del fantasma del padre morto, a far da contraltare e compagno al lungo viaggio di Saad. Certo, ha la sua funzione retorica, ma mi manca la sua funzione realistica. Infine questo ripercorrere un viaggio omericamente scandito, certo ha il solito fascino delle costruzioni intellettuali (quando si rico-noscono i passaggi che l’autore cerca di camuffare) ma lascia perplesso per la sua funzione narrativa. Infatti, se segui Omero, io mi aspetto ad ogni cambio di scena la riproposizione di un diverso momento omerico, perdendo di vista quello che mi stai cercando di narrare. Se ne vuoi fare ironia, questa si perde. Se invece vuoi usare il viaggio come metafora, e Ulisse come epo-nimo dei migranti attuali, la costruzione fatta in questo modo perde di incisività, di spontaneità. Rimane certo quel bel passaggio sugli emigranti che viaggiano con troppi bagagli o che partono leggeri. Quelli con i bagagli, in realtà, non partono mai, si spostano ma portano sempre con sé il loro io, il loro problema, quello che li ha spinti alla partenza. Mentre il buon viaggiatore parte leggero, pronto ad approfittare del nuovo paesaggio, a modificarsi, ad adattarsi. Ma dopo questo mini-saggio, il resto naviga da una città all’altra, da una nazione all’altra. Finendo lì dove Saad voleva arrivare. Ma sarà giusto essere giunti sino a lì? E ci si è arrivati leggeri, come si era decisi, o, pur senza bagagli, si è ancora dei cattivi emigranti che portano tutti i problemi con sé stessi? Anzi dentro sé stessi. Io propendo per la seconda ipotesi. Dopo anche che ci sono tutta una serie di passi con giuste invettive su personaggi cattivi e poco affidabili, ma anche su doganieri comprensivi e disposti all’aiuto. Tutto un mondo, direte voi. Certo, ma poco partecipato e partecipativo. Tant’è che la fine lascia freddini e dubbiosi sui motivi della scrittura. Hai scritto di meglio. E di meglio di tuo leggerò, senza dubbio. Alla prossima E-E.
    “Le plus difficile dans une discussion, ce n’est pas de défendre une opinion, c’est d’en avoir une.” [La cosa più difficile in una discussione, non è difendere un’opinione, ma averne una] (43)
    « Le passé n’est pas un pays qu’on laisse facilement derrière soi. » [Il passato non è un paese che si lascia facilmente dietro di sé.] (194)
    « L’homme n’aurait jamais dû devenir sédentaire, il aurait dû rester nomade, ainsi il n’y aurait pas de frontières. » [L’uomo non sarebbe ma dovuto diventare sedentario, sarebbe dovuto ri-manere nomade, così non ci sarebbero state le frontiere.] (242)
    « Les rêves ne nous apprennent pas ce qui va se passer mais ce qui se passe. » [I sogni non ci insegnano del futuro ma ci parlano del presente.] (175)

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    Giogio53 said on Oct 14, 2012 | Add your feedback

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    Ulysse from Bagdad - Éric-Emmanuel Schmitt

    Benché io non apprezzi particolarmente lo stile di Éric-Emmanuel Schmitt,leggere questo libro non è stato spiacevole.
    É stata una buona occasione, per me, per capire meglio la storia dell'Iraq e la vita dei clandestini. Inoltre, ho subito provato una ...(continue)

    Benché io non apprezzi particolarmente lo stile di Éric-Emmanuel Schmitt,leggere questo libro non è stato spiacevole.
    É stata una buona occasione, per me, per capire meglio la storia dell'Iraq e la vita dei clandestini. Inoltre, ho subito provato una strana simpatia per il protagonista, che ho accompagnato con piacere durante le sue peripezie.
    Per quanto riguarda i riferimenti all'"Odissea", penso che avrebbe potuto esserci più ricerca e che l'autore avrebbe potuto esprimere tutto ciò in modo meno esplicito.

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    Fla said on Oct 31, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ouvrir les yeux au monde, des fois, ça pique les yeux !!

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    Sfaron said on Jul 21, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Du déja vu

    Pour ceux qui ont déja lu du Yasmina Khadra....très similaire...

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    Gigi 1 said on May 20, 2009 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (19)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 2 stars
  • Mass Market Paperback 277 Pages
  • ISBN-10: 2253134546
  • ISBN-13: 9782253134541
  • Publisher: LGF - Le livre de poche
  • Publish date: 2010-10-01
  • Dimensions: 97 mm x 703 mm x 1,128 mm
  • Also available as: Paperback
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