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Ulysses

(Borders Leatherbound Classics)

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Publisher: Borders Classics

4.2
(2458)

Language:English | Number of Pages: 732 | Format: Leather Bound | In other languages: (other languages) Portuguese , German , Spanish , Italian , Dutch , French , Catalan , Finnish , Swedish , Polish , Danish , Czech , Hungarian , Chi traditional

Isbn-10: 158726062X | Isbn-13: 9781587260629 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Library Binding , Audio Cassette , Audio CD , Softcover and Stapled , Others , Unbound , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Philosophy

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Book Description
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  • 4

    La maledizione della frenesia moderna

    Non credo sia necessario dire che Ulisse sia il vero padre della narrativa contemporanea. Risulta evidente alla lettura ritrovare pezzi, forme, stili e linguaggi già incontrati con altri autori del XX secolo, spesso definiti dalla critica mondiale o nazionale come " il nuovo Joyce", oppure il "Jo ...continue

    Non credo sia necessario dire che Ulisse sia il vero padre della narrativa contemporanea. Risulta evidente alla lettura ritrovare pezzi, forme, stili e linguaggi già incontrati con altri autori del XX secolo, spesso definiti dalla critica mondiale o nazionale come " il nuovo Joyce", oppure il "Joyce del 2000". Mai vista una tale eterogeneità di fattori, per cui mi sembra inevitabile che Ezra Pound abbia detto quello che ha detto su quest’opera. Certo, Ezra Pound.
    Il problema semmai è a chi possa essere rivolto l’Ulisse. Insomma, per me non è solo una questione di stile. Questo libro non può in alcun modo essere rivolto a tutti, per cui si metta l’anima in pace il buon Celati nel dire che ognuno possa leggerlo, basta non farsi troppe domande e lasciarsi trasportare dalla musicalità del testo… col cazzo dico. E’ un libro di una difficoltà enorme, dove almeno il 60% di quanto descritto necessita di un aiutino, o addirittura pressoché incomprensibile alla media dei lettori. Per cui, facendo io parte di quella media e probabilmente pure a stento, va da sé che non sia riuscito a raggiungere il piacere totale solo per la forma apprezzata o per la straordinaria intelligenza che risiede dietro l’Ulisse. Mi è mancato un po’ quel sano piacere della lettura, se non in alcuni momenti ben precisi come, ad esempio, il capitolo psichedelico su Leopold Bloom presso il puttanaio di Bella Cohen, oppure il monologo finale di Molly Bloom. Lì credo nel mio piccolo che Joyce abbia equilibrato alla perfezione stile e contenuto, estro e calore. Sì, quel calore che in fin dei conti non ho percepito nella gran parte del romanzo.
    Per questo dico che alcuni suoi successori lo abbiano superato. O meglio, non dico che per esempio Pynchon sia davvero meglio di Joyce, ma che Pynchon abbia preso molte cose di lui, rendendole migliori. Joyce è forse il più grande scrittore degli ultimi 500 anni, ma sono felice che alcuni suoi eredi mi abbiano fatto divertire di più.
    Aggiungo inoltre che Ulisse forse non sia un testo per i tempi moderni. La lettura in metropolitana, nel treno, nel cesso come tra un buco temporale e l’altro, poco si addice ad un’opera che, per essere gustata a pieno, necessita del suo tempo, di una qual certa continuità nel dedicarsi ad esso. Certo, si potrebbero fare discorsi analoghi per tanti romanzi importanti, ma è il flusso di coscienza il punto. Questo è’ stato portato da Joyce alle estreme conseguenze, un continuum narrativo difficilmente gestibile e nemmeno lontanamente paragonabile a quello di Svevo, decisamente più umano.

    said on 

  • 0

    Non so quali parole usare, non sono capace di commentare un’opera che non è definibile né classificabile, un monumento della modernità e della classicità, un’opera nella quale non si legge soltanto l’odissea di una unica giornata, il 16 giugno 1904, di Leopold Bloom per le strade ed i locali di D ...continue

    Non so quali parole usare, non sono capace di commentare un’opera che non è definibile né classificabile, un monumento della modernità e della classicità, un’opera nella quale non si legge soltanto l’odissea di una unica giornata, il 16 giugno 1904, di Leopold Bloom per le strade ed i locali di Dublino, ma in primo luogo si percorre la moderna odissea , l’eterno viaggio alla ricerca di sé dell’uomo attraverso itinerari tormentosi, attraverso l’ipocrisia, la falsità dei rapporti, la mancanza di amicizia, con l’aiuto dell’alcool e del sesso, destinato ad approdare all’unica meta possibile, quella che lo stesso Joyce definì “l’epica del corpo umano”, cioè la negazione di ogni metafisica e la proclamazione della più completa fisicità, della corporeità più puzzolente, nauseabonda e lurida. Ma è anche e soprattutto il linguaggio a rompere ogni schema tradizionale e a rendere questo romanzo unico ed irripetibile: il fonosimbolismo, la deformazione verbale che coinvolge ogni capitolo trasformando gradualmente la lingua, i giochi di parole, ed infine il superbo monologo di Molly Bloom del capitolo finale –una delle pagine più grandi della moderna letteratura, in cui il pensiero si fa parola senza mediazione alcuna- rappresentano l’elemento più stupefacente del libro, che ne rendono la lettura un’esperienza unica oltre che molto complicata.
    Come si fa a dare stelline ad un tale monumento? Sarebbe come dare una valutazione alle piramidi egiziane, al Partenone o al Colosseo. Di fronte a tanta genialità taccio ammirata.

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  • 5

    5 ragioni per leggere l'Ulisse

    1) Non è illeggibile: i libri illeggibili sono quelli brutti; questo è difficile ma...
    2) ...ma Bloom vi prende per mano e vi porta lontano finché non diventa difficile e doloroso dirgli addio
    3) Joyce qui scrive - semplicemente - la verità. Nemmeno le surrealtà sono finzioni, è tutto ...continue

    1) Non è illeggibile: i libri illeggibili sono quelli brutti; questo è difficile ma...
    2) ...ma Bloom vi prende per mano e vi porta lontano finché non diventa difficile e doloroso dirgli addio
    3) Joyce qui scrive - semplicemente - la verità. Nemmeno le surrealtà sono finzioni, è tutto autentico, carnale, toccante.
    4) La struttura è tutt'altro che noiosa: cambiano i narratori, gli schemi, lo stile. Complicato, certo, ma le cose complicate sono quelle più gratificanti.
    5) Non esiste un altro libro così, proprio no.
    p.s. Di recensione non se ne parla. Ho letto fiumi di commenti critici, molti validissimi, ma convincere un lettore a cominciare (e soprattutto concludere) questo capolavoro magnifico è una faccenda personale. Fidatevi di me.

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  • 5

    Giuro che non l'ho fatto apposta!
    Si è cominciato da solo.
    Lo stavo sfogliando, poi ho cominciato a leggere di Buck Mulligan e delle sue acrobazie sulla Torre Martello, poi ho cominciato a confrontare questa traduzione(Terrinoni) con quelle di DeAngelis e di Celati e con l'originale . ...continue

    Giuro che non l'ho fatto apposta!
    Si è cominciato da solo.
    Lo stavo sfogliando, poi ho cominciato a leggere di Buck Mulligan e delle sue acrobazie sulla Torre Martello, poi ho cominciato a confrontare questa traduzione(Terrinoni) con quelle di DeAngelis e di Celati e con l'originale ... poi ... poi mi sono trovato alla fine del terzo capitolo senza accorgermene.
    Vabbé: si legge per la quinta volta, che male c'è?

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  • 0

    Guida (non convenzionale) alla lettura dell’Ulisse di Joyce

    Guida (non convenzionale) alla lettura dell’Ulisse di Joyce >>> http://bit.ly/leggere-ulisse

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  • 5

    Al secondo colpo d'occhio è ancora meglio

    5 stelline stavolta le attribuisco senza neanche pensarci. Mi sono messo in testa di rileggerlo nella nuova traduzione (molto scorrevole) della Newton Compton, a due anni e mezzo dalla prima versione Mondadori. Ottima impressione, anche grazie all'aggiuntivo apparato critico che mette nella giust ...continue

    5 stelline stavolta le attribuisco senza neanche pensarci. Mi sono messo in testa di rileggerlo nella nuova traduzione (molto scorrevole) della Newton Compton, a due anni e mezzo dalla prima versione Mondadori. Ottima impressione, anche grazie all'aggiuntivo apparato critico che mette nella giusta disposizione d'animo. Si tratta di affrontare sempre un libro molto complesso e difficile, ma nel mentre ho letto (in ordine cronologico) Gente di Dublino e Ritratto dell'artista da giovane. Ulisse risulta il perfetto punto d'arrivo del Joyce degli anni '20. Stile multiforme, stratificato; trama quasi assente; tanto umorismo. Qui si crea il romanzo contemporaneo. Non ho dubbi nel definirlo un capolavoro assoluto. Appare logico che, dopo un romanzo di tale portata, Joyce dovesse sconfinare nella follia delirante di Finnegans wake (che sto provando a leggere adesso, in inglese). Paradossalmente l'epopea di Finnegan e Earwicker ridimensiona la difficoltà innegabile di Ulisse, facendolo apparire a tratti quasi lineare e trasparente. Comunque sia un'opera imprescindibile (checché ne pensasse la Woolf).

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  • 5

    opera basilare della letteratura europea di inizio novecento, è considerato da molti genesi del romanzo moderno. Attraverso una tecnica di scrittura denominata flusso di coscienza, l’autore rovescia i canoni della tradizione, raccontando non dell’eroe omerico, ma la giornata di un uomo qualunque ...continue

    opera basilare della letteratura europea di inizio novecento, è considerato da molti genesi del romanzo moderno. Attraverso una tecnica di scrittura denominata flusso di coscienza, l’autore rovescia i canoni della tradizione, raccontando non dell’eroe omerico, ma la giornata di un uomo qualunque nei suoi vagabondaggi quotidiani tra le vie di Dublino. Durante il racconto di questa giornata dublinese fatta di avvenimenti comuni e di personaggi ordinari è proprio la normalità nella sua quotidianità a divenire potente e unica, i pensieri, quasi tutti rappresentati come un flusso senza fine, sono l’ unico mezzo per comprendere la realtà; ma il narratore cambia di continuo, senza alcun preavviso e questo consente di poter vedere le cose attraverso altri punti di vista che rendono via via più comprensibile l’opera nel suo insieme.

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  • 5

    Favourite quotation:


    "What special affinities appeared to him to exist between the moon and woman?


    Her antiquity in preceding and surviving succeeding tellurian generations: her nocturnal predominance: her satellitic dependence: her luminary reflection: her constancy under all her p ...continue

    Favourite quotation:

    "What special affinities appeared to him to exist between the moon and woman?

    Her antiquity in preceding and surviving succeeding tellurian generations: her nocturnal predominance: her satellitic dependence: her luminary reflection: her constancy under all her phases, rising and setting by her appointed times, waxing and waning: the forced invariability of her aspect: her indeterminate response to inaffirmative interrogation: her potency over effluent and refluent waters: her power to enamour, to mortify, to invest with beauty, to render insane, to incite to and aid delinquency: the tranquil inscrutability of her visage: the terribility of her isolated dominant resplendent propinquity: her omens of tempest and of calm: the stimulation of her light, her motion and her presence: the admonition of her craters, her arid seas, her silence: her splendour, when visible: her attraction, when invisible."

    said on 

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