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Umani da sei milioni di anni

L'evoluzione della nostra specie

Di ,

Editore: Carocci

4.1
(18)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 204 | Formato: Paperback

Isbn-10: 884305113X | Isbn-13: 9788843051137 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Da consultazione , Science & Nature , Textbook

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Descrizione del libro
La storia della specie umana data da sei milioni di anni ed è stata ricostruita grazie ai numerosi fossili rinvenuti in tutto il mondo e alla traccia che ha lasciato nel nostro DNA. Le prime attestazioni della presenza umana si ritrovano in Africa; da qui l'uomo, in un processo di continua migrazione, ha occupato prima il Vecchio mondo e poi le Americhe. Il libro, nel ricostruire l'evoluzione della nostra specie, sottolinea anche la stretta parentela genetica con le scimmie antropomorfe africane - che molti studiosi ritengono di dover inserire nel nostro stesso genere Homo - e come l'essere umano sia da considerarsi solo una delle tante specie animali.
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  • 4

    Ottimo, chiaro e rigoroso.
    Dagli australopitechi e dalle scimmie antropomorfe all'homo sapiens.
    Noon avevo mai letto una guida così illuminante sulle diverse fasi dell'evoluzione paleoantropologica.
    Un viaggio che, tra l'altro, libera dai pregiudizi razziali, sottolinea e illust ...continua

    Ottimo, chiaro e rigoroso.
    Dagli australopitechi e dalle scimmie antropomorfe all'homo sapiens.
    Noon avevo mai letto una guida così illuminante sulle diverse fasi dell'evoluzione paleoantropologica.
    Un viaggio che, tra l'altro, libera dai pregiudizi razziali, sottolinea e illustra la distinzione tra parentele fra specie e derivazioni da comuni antenati, spiega bene le differenze morfologiche e biomolecolari.
    Il taglio non è culturale, ma antropologico-antropometrico. Ottima bibliografia e sufficiente apparato iconografico

    ha scritto il 

  • 0

    La storia degli Ominini in generale e della specie Homo in particolare costituisce uno degli argomenti più controversi della scienza moderna e non solo è argomento di infuocate polemiche ma viene sistematicamente rivoluzionata; a ben guardare questo è un fatto positivo perché è segno di una sempr ...continua

    La storia degli Ominini in generale e della specie Homo in particolare costituisce uno degli argomenti più controversi della scienza moderna e non solo è argomento di infuocate polemiche ma viene sistematicamente rivoluzionata; a ben guardare questo è un fatto positivo perché è segno di una sempre più ampia e profonda comprensione della nostra origine e, per conseguenza, della nostra posizione nella natura e del nostro "significato" tra gli altri animali superiori.

    Questo libro fa il punto, aggiornato al 2008, sulle conoscenze frutto dell'integrazione tra le interpretazioni anatomiche dei reperti fossili con le analisi del DNA dei medesimi fossili. Lavori che hanno spazzato via molte delle precedenti credenze (... non ultima quella dell'elusivo "anello mancante"!) e rivoluzionato l'albero della filogenesi umana.
    In effetti le ricerche sul campo hanno prodotto una larga messe di reperti (dove "larga" va intesa in senso relativo quando si tratta di resti risalenti a svariati milioni di anni fa e la cui conservazione è condizionata da una vera lotteria geochimica) che hanno rivelato molte più forme di ominini di quelle conosciute nella prima metà del secolo scorso, mentre l'analisi del DNA a sua volta ha rivelato alcune inaspettate prossimità genetiche ed una radicale indicazione sull'origine e diffusione dell'uomo.

    Testo a metà strada tra il divulgativo e lo specialistico ma sufficientemente poco tecnico da essere leggibile da chiunque e senza una precedente competenza in materia; tuttavia non sarebbe male avvicinarlo possedendo una minima infarinatura sulla moderna interpretazione della teoria dell'evoluzione.

    Creazionisti: astenersi!
    Generici credenti nella sublime superiorità dell'Homo sapiens: avvicinarsi a proprio rischio e pericolo!
    Per tutti gli altri lettori: consigliato, la lettura non proprio agevole è ripagata dalla messe di informazioni che ne trarrete.

    ha scritto il 

  • 4

    Chi avesse in mente l'evoluzione umana come viene spesso rappresentata - la scimmia che scende dall'albero e piano piano si raddrizza fino ad assumere la nostra postura e i tratti umani - potrebbe restare sconcertato da questa lettura. Non è un caso, infatti, che la bravissima Olga Rickards, mia ...continua

    Chi avesse in mente l'evoluzione umana come viene spesso rappresentata - la scimmia che scende dall'albero e piano piano si raddrizza fino ad assumere la nostra postura e i tratti umani - potrebbe restare sconcertato da questa lettura. Non è un caso, infatti, che la bravissima Olga Rickards, mia docente al master in comunicazione della scienza, iniziasse proprio dalla demolizione di questa immagine una sua lezione.
    Volendo lavorare per immagini, l'evoluzione della nostra specie somiglia più a un cespuglio punteggiato di bacche: alcune condividono lo stesso ramo, altre sono isolate. Incrociando i dati paleoantropologici e geneticomolecolari, Biondi e Rickards non solo ricostruiscono una preistoria molto più ricca e variata di quella normalmente propinata a scuola, ma sfatano anche numerosi luoghi comuni.
    La nostra specie ne esce come una tra le molte e le caratteristiche che via via sono state usate per distinguerla nettamente dalle altre - stazione eretta, volume del cervello, tecnologia, arte - vengono equamente attribuite anche ad altre specie di homo che si sono rivelate poi rami morti.
    Non manca una critica al concetto di razza, nettamente rifiutato dagli studiosi, sulla base della logica evolutiva: l'origine unica di homo sapiens dall'Africa, ormai certa grazie anche agli studi molecolari, e il basso grado di variabilità genetica tra le popolazioni rendono questo termine inutile e fuorviante. Ciò non significa rifiutare le differenze biologiche esistenti tra le popolazioni ma attribuirle a un range che non consente una divisione netta.
    Ottimo testo. Un appunto riguarda però la sua leggibilità perché, pur essendo facilmente accessibile, è tutt'altro che accattivante. Un peccato che in Italia sembri esserci sempre il timore che un piacere più alto di lettura sia indice di minore rigore scientifico...

    ha scritto il 

  • 5

    animale vertebrato cordato mammifero primate ominide ominino homo sapiens occhi azzurri questo sono io.
    il resto su di noi su questo "stato dell'arte" di ciò che si sa sulla nostra famiglia allargata.
    sapere che non ho un anima e non appartengo ad alcuna razza mi fa sentire meglio ...continua

    animale vertebrato cordato mammifero primate ominide ominino homo sapiens occhi azzurri questo sono io.
    il resto su di noi su questo "stato dell'arte" di ciò che si sa sulla nostra famiglia allargata.
    sapere che non ho un anima e non appartengo ad alcuna razza mi fa sentire meglio

    ha scritto il