Umiliati e offesi

Di

Editore: Garzanti Libri

4.2
(1585)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 416 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8811367336 | Isbn-13: 9788811367338 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: E. Guercetti

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , Cofanetto , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Tema centrale è il male che si annida negli angoli oscuri della città doveregnano la miseria, la degradazione e la violenza, corrompe i "puri" che silasciano irretire dalla menzogna e avvelenare dall'orgoglio. Incarnazione diquesto male è il principe Valkovskij, intorno al quale ruotano le complessevicende del romanzo.
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  • 0

    Tre stelline e 3/4

    Strappalacrime, lacrimoso, patetico (in senso buono!)… ma anche coinvolgente ed intrigante. Contorta la trama, quasi un puzzle dove i pezzi (le miserie e le sofferenze umane che sono la carne viva del ...continua

    Strappalacrime, lacrimoso, patetico (in senso buono!)… ma anche coinvolgente ed intrigante. Contorta la trama, quasi un puzzle dove i pezzi (le miserie e le sofferenze umane che sono la carne viva del racconto) lentamente si vanno ad incastrare fino alla catartica risoluzione finale. Profondi molti personaggi, psicologicamente contorti, su tutti svetta il genio del male, il principe Valkovski, egoista al massimo grado, ferocemente attaccato al denaro, menzognero, manipolatore, spietato. Ho azzardato a fare un commento su un’opera di un gigante della letteratura come Dostoevskij e mi sento francamente ridicolo. Forse non è tra le migliori opere del “nostro Fëdor”, ma comunque attrae sempre, anche se a tratti la lettura procede con meno entusiasmo.
    Confesso che ad un tratto, alla fine, mi sono commosso…

    ha scritto il 

  • 4

    Poco dopo il ritorno nella Russia europea e la fine del sua deportazione e del suo “esilio” in Siberia, Dostojevskij affronta la stesura di un nuovo romanzo considerato da alcuni , a torto secondo il ...continua

    Poco dopo il ritorno nella Russia europea e la fine del sua deportazione e del suo “esilio” in Siberia, Dostojevskij affronta la stesura di un nuovo romanzo considerato da alcuni , a torto secondo il mio parere, una sorta di romanzo d’appendice. Diciamo piuttosto che è un romanzo di “sentimenti” e di critica non velata ai potenti , in questo caso aristocratici come il principe Valkovskij . In lui possiamo riconoscere tutte le persone ciniche e senza scrupoli che sono lupi travestiti in mezzo ai veri agnelli. C’è nel romanzo una grande polifonia di voci, di storie, di sentimenti. I personaggi svelano la loro anima, grazie ad un magnifico scavo psicologico, che rende le loro reazioni prevedibili e chiari i loro pensieri. Si vive sul filo del rasoio tra il bene e il male, e certamente gli Umili rimangono schiacciati , beffati , costantemente perdenti, secondo il punto di vista di chi è potente. Ma l’aspetto più importante e bello che lascia in chi legge una consolazione è che , dal punto di vista morale, essi ne vengono fuori a testa alta con l’orgoglio della loro dignità che non perdono mai. Nonostante le sofferenze e le umiliazioni essi amano e il loro amore è puro e disinteressato. Si può sbagliare per il dolore e la disperazione ma alla fine l’amore per la famiglia vince. Indimenticabili le figure di Nelly e di Natascia. Non chiude Dostoevskij alla speranza, concede a tutti l’occasione per riflettere!

    ha scritto il 

  • 4

    Certo, rispetto...

    ... alla complessità delle analisi dei rapporti fondamentali per la formazione dell'individuo operate da Dostoevskij nelle opere successive, la sua indagine in Umiliati e offesi si ferma alla superfic ...continua

    ... alla complessità delle analisi dei rapporti fondamentali per la formazione dell'individuo operate da Dostoevskij nelle opere successive, la sua indagine in Umiliati e offesi si ferma alla superficie e si accontenta dei risvolti clamorosi del " feuilleton": tuttavia già in queste pagine è possibile cogliere un presagio di quello che avverrà dopo la rivoluzione dell'uomo del sottosuolo.
    Questa è una sintesi delle recensioni autorevoli al romanzo che trovo molto aderente al mio pensiero.
    Però quegli intrecci narrativi, quelle descrizioni dei personaggi e dei luoghi, le emersioni degli stati d'animo ... Solo lui ti sa prendere per mano e ti ci porta dentro in quel modo.

    ha scritto il 

  • 4

    Verité romanesque (Gv 13, 1-15)

    ..quasi godesse del suo dolore, di quell'egoismo della sofferenza [p. 279]

    ...che ci posso fare se so con certezza che alla base di tutte le virtù umane c'è il più profondo egoismo? E quanto più un'az ...continua

    ..quasi godesse del suo dolore, di quell'egoismo della sofferenza [p. 279]

    ...che ci posso fare se so con certezza che alla base di tutte le virtù umane c'è il più profondo egoismo? E quanto più un'azione è virtuosa, tanto più grande è l'egoismo. Ama te stesso, ecco l'unico comandamento che io riconosca. [p. 251]

    Digli che ultimamente ho letto il Vangelo, là dov'è detto: 'Perdonate a tutti i vostri nemici'. L'ho letto, è vero, ma ciò nonostante [...] non ho perdonato, [...] lo maledico... [p. 349]

    Sono tutti invasati dall'orgoglio. [p. 63]

    ha scritto il 

  • 4

    Primo romanzo scritto dal caro Fedor,nel quale possiamo gia cogliere tutti i semi della grandezza di questo autore; inutile anche farne una recensione,dice già tutto da sé.
    Forse l'unica "pecca" è ch ...continua

    Primo romanzo scritto dal caro Fedor,nel quale possiamo gia cogliere tutti i semi della grandezza di questo autore; inutile anche farne una recensione,dice già tutto da sé.
    Forse l'unica "pecca" è che in alcune parti è un po' troppo prolisso( ed il "colpo di scena" finale relativo a Nelly è facilmente intuibile fin da subito),ma non riesco comunque a considerarlo un difetto in quanto Dosto è l'unico scrittore che riesce a farmi sopportare prolissità ed infinite descrizioni.
    * riverenza *

    ha scritto il 

  • 5

    Un'altra perla...

    Più leggo di Dostoevskij e più lo amo, questo è certo. Sarà perché ci mette l’anima sua, i suoi pensieri e il suo vissuto; sarà perché i suoi personaggi sono talmente contorti e le loro storie talment ...continua

    Più leggo di Dostoevskij e più lo amo, questo è certo. Sarà perché ci mette l’anima sua, i suoi pensieri e il suo vissuto; sarà perché i suoi personaggi sono talmente contorti e le loro storie talmente frutto di una immaginazione che assomiglia al delirio da risultare reali. Anche in questo romanzo, il primo scritto dopo aver scontato la condanna ai lavori forzati, ho trovato la sua essenza, il suo genio tormentato dalla malattia, dal vizio, dalla pressione del dover scrivere per la sopravvivenza. Tanti i protagonisti di questa vicenda e tutti analizzati a fondo dall’autore. Come spesso accade Dostoevskij mette qualcosa di suo nei personaggi, per esempio Vanja è un romanziere che vive in miseria e per mantenersi deve rispettare i tempi stretti del suo editore.
    Molto importanti le figure femminili tra cui spiccano Natasha e Nelly. Un forte senso della famiglia pervade tutto il romanzo; il rispetto nei confronti dei genitori anche quando essi sbagliano o peggio quando rinnegano i figli. Unica eccezione è Nelly che in qualche modo si ribella e pur essendo una bambina ha subìto umiliazioni e offese che lasceranno un segno indelebile.
    Mi piace pensare un finale aperto. Dostoevskij lascia sempre intravedere una speranza, una luce che illumina le tenebre che avvolgono gli uomini e le donne; egli è un genio dal cuore buono che capisce tutto e non giudica, e forse è per questo che ne sono affascinata.

    “ Dio mio, ti ringrazio di tutto, di tutto, per la tua collera e per la tua misericordia!... E per il tuo sole che adesso torna a splendere per noi dopo la tempesta! Per questo momento ti ringrazio! Che importa se siamo umiliati, offesi, ma siamo di nuovo tutti insieme, che importa se trionfano gli orgogliosi, gli alteri che ci hanno offeso e umiliato! Gettino pure le loro pietre contro di noi!..”

    ha scritto il 

  • 4

    Cosa posso dire di mio? In "Delitto e Castigo l'Amore è stato la salvezza, e in questo romanzo? L'amore è sempre al massimo del suo fascinoso caos, e c'è ancora un'eroina, anzi più di una, ma la più i ...continua

    Cosa posso dire di mio? In "Delitto e Castigo l'Amore è stato la salvezza, e in questo romanzo? L'amore è sempre al massimo del suo fascinoso caos, e c'è ancora un'eroina, anzi più di una, ma la più investita di tale responsabilità è sicuramente Nelly: una “piccola fiammiferaia” senza fiammiferi, ma con un nonno nelle visioni, una Maria Goretti che riesce a salvarsi... almeno la pelle, una Biancaneve il cui principe azzurro non riuscirà a restituirle la vita, una Cenerentola che rifiuta di andare al palazzo del principe... insomma manca il lieto fine, ma i personaggi non scherzano! Al maschile l'eroismo, quando c'è, perchè ce n'è decisamente di meno, mi richiama Don Chisciotte! Chi mi è piaciuto di più? il cattivo principe: mi è piaciuto come personaggio coraggioso e sincero, anche nella sua spudorata cattiveria, è da questo personaggio che Dostoevskij fa uscire di più il vero animo umano, misto di bene e male, di egoismo più che altruismo, e dove spesso anche l'altruismo è una maschera all'umana debolezza.

    Bello certamente, anche se sicuramente, l'idea che mi ero fatta di Dostoevskij, non era questa.

    ha scritto il 

  • 4

    Comparato con i grandi capolavori più tardi si capisce gin da subito che è un volume acerbo. Ma la bellezza sta anche nel poter intravedere tra le righe i germogli di quello che sarà. Volume scorrevol ...continua

    Comparato con i grandi capolavori più tardi si capisce gin da subito che è un volume acerbo. Ma la bellezza sta anche nel poter intravedere tra le righe i germogli di quello che sarà. Volume scorrevole e piacevole alla lettura, molto più avvicinabile, forse proprio per la sua natura di foilleton. È comunque un passo da affrontare per potersi avvicinare davvero all'autore.

    ha scritto il 

  • 0

    Promemoria per me. Romanzo d'appendice: da manuale, è un romanzo in cui colpi di scena, intricate vicende amorose, inquietudine, sopraffazione, malattie si intrecciano e si dipanano seguendo ritmi nar ...continua

    Promemoria per me. Romanzo d'appendice: da manuale, è un romanzo in cui colpi di scena, intricate vicende amorose, inquietudine, sopraffazione, malattie si intrecciano e si dipanano seguendo ritmi narrativi ora precipitosi ora trattenuti, ma sempre avvincenti, in una narrazione ad effetto, spesso avvolta nel mistero.
    Patetico. E' l'aggettivo che, insieme a morboso, lo qualifica meglio, questo libro. Il grande orgoglio della miseria russa mal si sposa con l'altrettanto grande razionalità e intelligenza che, loro malgrado, dimostrano tutti i personaggi: ne escono fuori acciaccati nella loro morale, talvolta buona talvolta controcorrente, e accartocciati nei loro istinti, dominati, scontati, immobili, stupidamente intelligenti. Anche Dostoevskij non sembra convinto di loro, sembra davvero che li dia in pasto al romanticismo dominante dell'epoca: li dipenge, per sua stessa ammissione, addetti a "pastorellerie e pose alla Schiller", stucchevoli, lacrimevoli e melensi. Fortuna che fa loro da contraltare il cattivo della situazione, un personaggio davvero di spessore, moderno, intrigante, rotondo. In tutto questo, si intuisce la grandezza dello scrittore, di colui che scava nel "sottosuolo" dell'animo umano, sebbene rimanga, forse per esigenze di copione (e, più probabilmente, economiche...) confinato tra le righe, e nel bozzolo.
    In ogni caso, mi viene in mente un aneddoto riguardante una controversia tra due grandi della musica, Beethoven e Bach, secondo il quale Beethoven non avrebbe saputo scrivere una fuga, di cui Bach era maestro: qui non ci sono termini di paragone ma, secondo me, Dostoevskij non sa scrivere romanzi d'appendice. Troppo banali, per una mente grandiosa.

    ha scritto il 

  • 3

    "Essere uomo fra gli uomini e restarlo sempre, in qualsiasi sventura non avvilirsi, non perdersi d' animo, ecco in che consiste la vita, ecco il suo compito."

    Con Umiliati e offesi Dostoevskij ha appena iniziato il lungo cammino nel mondo della letteratura russa, tuttavia si riconosce già la sua peculiare impronta: polifonia di personaggi; miscellanea di st ...continua

    Con Umiliati e offesi Dostoevskij ha appena iniziato il lungo cammino nel mondo della letteratura russa, tuttavia si riconosce già la sua peculiare impronta: polifonia di personaggi; miscellanea di storie; temi; modo di procedere nel disvelamento progressivo delle circostanze che si evolvono lungo una linea bordline tra bene e male; scavo psicologico; descrizione a tutto tondo dei personaggi, così minuziosa da materializzarli fino a renderne trasparenti pensieri, idee, sentimenti.
    Di sicuro si piange troppo e si sospira altrettanto. Ma cosa potremmo aspettarci da esseri che si imbattono, loro malgrado, nella meschina malvagità e arretratezza della piccola aristocrazia terriera russa dell' '800, arrovellandosi nella illusione di poterla combattere o sviarla!?
    Per loro non può esserci soluzione alcuna, se non piegarsi alla propria sorte. I fili del loro destino sono nelle mani di gente senza scrupoli. Nulla possono contro il lupo travestito da agnello, se non soccombere.
    Certo, risultano perdenti, secondo i canoni di chi detiene il potere! Costantemente beffati, oltraggiati, disprezzati, schiacciati, tuttavia, dal punto di vista morale, sono loro che pur tra titubanze e contraddizioni, "schiacciano i potenti" reagendo con il rigore e l' orgoglio della propria dignità.
    Ne escono tutto sommato a testa alta dando prova di gesti generosi, di dolorose rinunce per assicurare la felicità altrui. Amano in modo disinteressato e stringono relazioni affettive che alimentano e riscaldano le loro misere esistenze.
    Qui solo un accenno a Natascia, cuore generoso da accettare di vivere nel tormento pur di non tradire la sua scelta; e alla piccola e dolce Nelly, tenace e per niente arrendevole.
    Nelly è quella che porta più di tutti le stimmate della sofferenza e della umiliazione, eppure è l' unica che riesce a piegare lo stupido, eccessivo orgoglio di cui si nutrono alcuni personaggi, da renderla indimenticabile. Come indimenticabile, per fattori opposti, è l' ambigua personalità del principe Valkovskij, uomo cinico, sottile spietato, manipolatore delle vite di coloro che intralciano i suoi progetti.
    Beffardo, subdolo, procede come un treno per assicurarsi benessere, potere, annientando qualsiasi resistenza.
    Tanto altro lo lascio alla scoperta di chi avrà il piacere di leggere questo romanzo che, pur non essendo inserito tra i capolavori, tuttavia , dà l' occasione di riflettere su valori e contraddizioni connaturati all' animo umano che superano confini e tempo.

    ha scritto il 

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