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Un' altra vita

Di

Editore: Fazi

2.8
(10)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8864111123 | Isbn-13: 9788864111124 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 3

    20 racconti brevi, brevissimi, in cui non fai in tempo a comprendere ed affezionarti ai personaggi, che già è finito. Certo non un libro da leggere come gli altri, tutto di seguito: errore che io ho fatto! Andava 'trattato' come un libro di poesie, invece, leggendo un racconto alla volta e metabo ...continua

    20 racconti brevi, brevissimi, in cui non fai in tempo a comprendere ed affezionarti ai personaggi, che già è finito. Certo non un libro da leggere come gli altri, tutto di seguito: errore che io ho fatto! Andava 'trattato' come un libro di poesie, invece, leggendo un racconto alla volta e metabolizzandolo prima di andare avanti. Insomma, gli do 3 come media, tra storie decisamente banali e bruttine ed altre liriche e struggenti.
    Due stralci da quelle che ho amato di più:
    Da "Concerto per pianoforte":
    "La vita ci cambia intanto che viviamo",gli si era rivolta sciolta ormai da quell'abbraccio. " E io sono diversa, più sottile, privata di molte parti di me stessa che il tempo piallando mi ha preso e si è portato via".
    Da "Sconosciuti":
    Quel giorno era passato come un anno di inferno e paradiso. Ma perchè mai esisteva il tempo? Se lo chiedeva incredula. Perché soltanto il succedersi di eventi invece dell'unica impetuosa contemporaneità, la sola in grado di saziare?

    ha scritto il 

  • 3

    Lo stesso stile asciutto e musicale che anima la poesia di Ruffilli, con acutezza di indagine intellettuale e psicologica, ma il dito batte sempre sullo stesso tasto: quello dell'amore che si interroga sulla propria assenza con le fallibilissime ed ipocrite armi della ragione. Ed assistiamo perci ...continua

    Lo stesso stile asciutto e musicale che anima la poesia di Ruffilli, con acutezza di indagine intellettuale e psicologica, ma il dito batte sempre sullo stesso tasto: quello dell'amore che si interroga sulla propria assenza con le fallibilissime ed ipocrite armi della ragione. Ed assistiamo perciò allo spettacolo dell'amore che non accetta di essere se stesso, cioè sentimento, della coppia carcere borghese e ipocrita dell'anima. Vale a dire lo spettacolo della fine dell'amore, inesorabilmente rimasto solo di fronte a se stesso, depurato degli impedimenti, che forse sono anche le uniche illusioni, di matrimoni divorzi figli liti e grane quotidiane. Uno spettacolo, ecco il punto, desolante, monotono, disperante e, quando va bene, soltanto triste. Il tutto ben scritto e ben pensato, ma non basta lo stile per raccontare delle storie come non basta l'istinto senza il sentimento.

    ha scritto il 

  • 4

    Vite ulteriori altre vite

    Una vita molte vite amori diversi altri amori. Non è facile parlare d'amore senza presentare la banalità fatta a racconto.
    L'amore è attorno a noi ma come lo si racconta? Tanti ci hanno provato , qui Ruffilli fa due operazioni la prima esamina con una scrittura 'alta' amori di diverso tipo ...continua

    Una vita molte vite amori diversi altri amori. Non è facile parlare d'amore senza presentare la banalità fatta a racconto.
    L'amore è attorno a noi ma come lo si racconta? Tanti ci hanno provato , qui Ruffilli fa due operazioni la prima esamina con una scrittura 'alta' amori di diverso tipo la seconda li narra ispirandosi ad autori e generi diversi.
    Il risultato è una sapiente composizione, che suggerisce non è importante di cosa si scrive alla fine ma delle cose che ci sono suggerite dalla scrittura.
    Nelle pagine si sentono gli odori, le stagioni appunto èerchè scrivere è essere colpiti prima che colpire.
    Difficile di questi tempi trovare della buona scrittura provate a leggere.

    ha scritto il 

  • 0

    Caro Paolo, che dirti? Il libro l’ho divorato, come sai i temi amorosi sono mio oggetto d’indagine scrittoria. Alla fine ritrovo conferma a una “tesi” che di mio cerco costantemente di comprendere e analizzare: quasi tutte le coppie del tuo libro sono felici se e in quanto cedano a legami adulter ...continua

    Caro Paolo, che dirti? Il libro l’ho divorato, come sai i temi amorosi sono mio oggetto d’indagine scrittoria. Alla fine ritrovo conferma a una “tesi” che di mio cerco costantemente di comprendere e analizzare: quasi tutte le coppie del tuo libro sono felici se e in quanto cedano a legami adulterini, per definizione eccitanti, mobili e caduchi. La quiete della vita amorosa di coppia – intendo la coppia sigillata dai crismi dell’immortalità – è perlopiù poco interessante e sicuramente mortalmente noiosa… dal punto di vista narrativo, se non altro.
    Alcuni racconti mi sono piaciuti di più perché, oltre a descrivere situazioni e stati d’animo, codificano delle regole amorose, enunciano principi universali (almeno per quell’universo apolide che è l’amore), sottolineano certe continuità che accompagnano la vita degli amanti.
    Per spiegarmi, ti copio un paio di frasi secondo me fulminanti:
    “Nel suo appagarsi, gli rinasceva il desiderio di rendere stabile con lei l’appagamento. Di replicarlo all’infinito, senza mai stancarsi”.
    “L’istinto era una guida che poteva anche mandarla in perdizione. Ma la ragione, salvando dai disastri più chiassosi, condannava alla desolazione di una
    vita intera”.
    Grazie, Paolo.

    ha scritto il 

  • 4

    Venti storie d'amore in cerca di un'altra vita: è il sottotitolo di questo libro di racconti.Ognuno di essi è ispirato e dedicato ad un autore classico (Joyce, Pirandello, Proust, Morante, Musil e 15 altri).
    Non conoscevo l'autore e ho scelto questo libro dopo aver letto una recensione che ...continua

    Venti storie d'amore in cerca di un'altra vita: è il sottotitolo di questo libro di racconti.Ognuno di essi è ispirato e dedicato ad un autore classico (Joyce, Pirandello, Proust, Morante, Musil e 15 altri).
    Non conoscevo l'autore e ho scelto questo libro dopo aver letto una recensione che mi aveva incuriosito.
    Nell'ultima di copertina leggo che Paolo Ruffilli, oltre ad aver pubblicato raccolte di versi e racconti, ha curato alcune edizioni di classici e tradotto Gibran e Tagore.
    Questa premessa è necessaria per capire meglio lo spessore dell'autore che sta dietro a queste storie, raccontate con molta poesia.
    Non si possono leggere questi racconti in fretta o con animo distratto: bisogna lasciarsi andare e farsi guidare dalle magnifiche descrizioni, che spesso partono dal paesaggio circostante per poi lasciar parlare l'anima dei protagonisti.Ognuno di essi è descritto in un momento particolare della propria esistenza; sono tutti di fronte a dilemmi, appena superati o ancora da affontare, fortemente intenti a guardarsi dentro.
    Un limite del testo è forse imputabile alla intrinseca frammentarietà dei racconti, che costringe a lasciare i personaggi subito dopo averli incontrati e "vissuti interiormente".
    Non tutti i racconti sono belli allo stesso modo: alcuni restano più impressi, altri sfumano dalla memoria appena ci si cala nell'atmosfera successiva. Resta però intatta, sempre, la poesia con cui le storie vengono raccontate.

    ha scritto il 

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