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Un'arida stagione bianca

Di

Editore: CDE

4.0
(39)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 352 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000226431 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Eileen Romano

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    libro vero

    molto bello, ripercorre un periodo storico molto "affascinante" e racconta una storia che in certi punti vorresti che non fosse reale. non si discosta molto da quello che succede anche da altre parti del mondo e anche oggi... fa riflettere...

    ha scritto il 

  • 4

    Preso al bookcrossing.


    Leggo: "Ho l'impressione che in fondo per ogni uomo c'è qualcosa che lui 'deve' fare. Qualcosa che solo lui può fare. Si tratta di scoprire che cosa sia questa cosa che ci appartiene singolarmente. Alcuni riescono a trovarla presto nella vita. Altri vengono presi ...continua

    Preso al bookcrossing.

    Leggo: "Ho l'impressione che in fondo per ogni uomo c'è qualcosa che lui 'deve' fare. Qualcosa che solo lui può fare. Si tratta di scoprire che cosa sia questa cosa che ci appartiene singolarmente. Alcuni riescono a trovarla presto nella vita. Altri vengono presi nel turbinio della distrazione in seguito alla loro disperata ricerca di questa 'cosa'. e infine altri imparano a essere pazienti per il giorno in cui, all'improvviso, la riconosceranno."

    Siamo in Sudafrica, nella morsa della politica razzista. Siamo in pieno Apartheid, in un mondo che è difficile riconoscere come parte di queso pianeta, uomini che sembrano sani e che invece sono pazzi. Non un libro sconvolgente forse, perchè la sua scrittura semplice e priva di scene macabre e violente è alla stregua di un racconto del nostro vicino di casa, dove un uomo bianco, dalla vita normalissima, viene in contatto per caso un giorno con la realtà mai apertamente mostrata, sotterranea, tacita, del suo paese, fatta di polizia violenta, spie, razzismo, persino nella sua stessa famiglia. Dove per la prima volta scopre la reale differenza tra la società bianca e quella nera. La bianca benestante che sa ma non vuole sapere delle torture e delle morti, la nera tribale il cui sangue impregna le strade e le prigioni. Molto bello. Il titolo del libro viene dalle bellissime parole di una poesia del poeta africano Mongane Wally Serote:

    "è un'arida stagione bianca le foglie brune non durano, la loro breve vita si spegne e malinconiche atterrano in una dolce caduta senza nemmeno sanguinare. è un'arida stagione bianca fratello, solo gli alberi conoscono il dolore mentre stanno ritti, rigidi come acciaio, i loro rami secchi come fil di ferro, è davvero un'arida stagione bianca ma le stagioni passano."

    Visto pure il film di Euzhan Palcy del '89 con Donald Sutherland, Susan Sarandon e Marlon Brando; bello ma non rende giustizia alla profondità del libro.

    ha scritto il 

  • 5

    E' il secondo libro di Brink che elggo e l'ho trovato ancora migliore del primo. Avevo visto il film che ne è stato tratto e che era una film di denuncia sul razzismoe l'apartheid, nel libro ovviamente c'è anche questo, ma non è l'aspetto centrale. Il protagonista del romanzo è un bianco, e il 90 ...continua

    E' il secondo libro di Brink che elggo e l'ho trovato ancora migliore del primo. Avevo visto il film che ne è stato tratto e che era una film di denuncia sul razzismoe l'apartheid, nel libro ovviamente c'è anche questo, ma non è l'aspetto centrale. Il protagonista del romanzo è un bianco, e il 90% del romanzo è ambientato in 'territorio bianco', perchè l'argomento centrale non è l'apartheid, la vita in una società dove stato di polizia e conformismo con sfumature religiose costruiscono una gabbia anche attorno ai bianchi, e dove chi prova a mettere in discussione anche solo un piccolo dettaglio si trova immediatamente fuori dalla piccola comunità felice che quello stato dice di essere. La forza di questo romanzo è di parlare di questo, che non è oggi un problema meno di allora.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro bello tosto, a tutti i livelli. Sull'apartheid certo, ma anche sul coraggio, sulla capacità di tenere duro sulle questioni di principio anche quando stanno sgretolando poco a poco la vita a te ma anche ai tuoi cari e ti trovi a dover fare delle scelte. Il personaggio del professor Du Toi ...continua

    Un libro bello tosto, a tutti i livelli. Sull'apartheid certo, ma anche sul coraggio, sulla capacità di tenere duro sulle questioni di principio anche quando stanno sgretolando poco a poco la vita a te ma anche ai tuoi cari e ti trovi a dover fare delle scelte. Il personaggio del professor Du Toit è uno di quei personaggi che ti rimangono dentro anche dopo la lettura, perché umanissimo con tutti i suoi insopportabili difetti ed allo stesso tempo incredibilmente ammirevole.

    La storia poi è ben costruita, non manichea, anche se la situazione avrebbe reso agevole la scelta di mettere i buoni da una parte e i cattivi dall'altra.

    Odio quest'espressione ma "Un'arida stagione bianca" è veramente un libro necessario: da scrivere per chi lo ha scritto ma anche se non soprattutto da leggere per chi non lo ha letto.

    ha scritto il 

  • 0

    Questo romanzo rappresenta per me un mistero!<br />L'ho comprato perche' e' una coraggiosa denuncia del razzismo in Sudafrica scritto da un nemico dichiarato dell'apartheid e fin qui tutto normale direi....<br />Il mistero e' che pur leggendo praticamente tutto, talvolta anche immonde ...continua

    Questo romanzo rappresenta per me un mistero!<br />L'ho comprato perche' e' una coraggiosa denuncia del razzismo in Sudafrica scritto da un nemico dichiarato dell'apartheid e fin qui tutto normale direi....<br />Il mistero e' che pur leggendo praticamente tutto, talvolta anche immonde ciofeche, non sono riuscita a terminarlo e non so perche'. L'ho preso in mano 8000 volte, 8000 volte ho tentato di leggerlo e 8000 volte ho fallito miseramente.<br />Mi imbatto casualmente in un commento e qualcuno afferma che il libro sarebbe emozionante se una traduzione infelice non rovinasse di frequente la concentrazione. Ecco risolto il mistero. La mia rinuncia e' colpa del pessimo traduttore. <br />Pero' non mi consola, mi e' dispiaciuto molto abbandonarlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un uomo normale tiene fermo il valore della verità fino a far sgretolare il mondo di solida (e stolida) apparenza su cui è costruita la sua vita.
    Lascia poche speranze alla possibilità di sconfiggere un sistema che genera corruzione mortale anche per chi dovrebbe beneficiare delle sue ingius ...continua

    Un uomo normale tiene fermo il valore della verità fino a far sgretolare il mondo di solida (e stolida) apparenza su cui è costruita la sua vita.
    Lascia poche speranze alla possibilità di sconfiggere un sistema che genera corruzione mortale anche per chi dovrebbe beneficiare delle sue ingiustizie (in questo caso il popolo eletto afrikaner).
    Ma per fortuna non è andata così, forse anche grazie alle denunce di Brink.

    ha scritto il