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Un'estate al mare

Di

Editore: Garzanti Libri

2.9
(586)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 207 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 881162049X | Isbn-13: 9788811620495 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Estate 2006. L'Italia sta vincendo il Campionato del Mondo di calcio. Luca eBenedetta sono in viaggio di nozze in Sicilia, dalle parti di Marsala. E lei,trentenne milanese in carriera, vuole un figlio a tutti i costi. Sulle spiaggeassolate che guardano le Egadi, però, Luca incontra la tedesca Katja: il suoprimo amore adolescenziale, in vacanza con la figlia Andrea, diciassettennetutta piercing e windsurf. E con loro il vecchio generale Rallo, superiore delpadre di Luca, morto da tempo in circostanze misteriose. Nella calda estatesiciliana, il presente incalza attraverso le pretese di Benedetta e i titolidei giornali. Ma Luca è costretto a fare anche i conti con il passato, senzacontare che c'è pure da progettare il futuro, quel figlio che si ostina arestare solo un desiderio. Un ritratto esilarante e impietoso dell'Italia diquesti anni, spassoso e feroce, provocatorio e toccante.
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  • 1

    Ripetitivo fino alla nausea

    Posso ripetere che è il libro più ripetitivo che mi sia mai capitato tra le mani, anche se l'ho già scritto nel titolo? è ripetitivo, estremamente ripetitivo.
    Oltre a questa cosa, che, se non si fosse ancora capito, mi ha molto irritato, è davvero brutto, privo di qualsiasi contenuto a part ...continua

    Posso ripetere che è il libro più ripetitivo che mi sia mai capitato tra le mani, anche se l'ho già scritto nel titolo? è ripetitivo, estremamente ripetitivo.
    Oltre a questa cosa, che, se non si fosse ancora capito, mi ha molto irritato, è davvero brutto, privo di qualsiasi contenuto a parte il sesso, è volgare, sessista, scontato e ripeto... è ripetitivo! Provare per credere!
    I personaggi poi... irritanti fino alla nausea, non si evolve uno straccio di rapporto tra loro... sono così estremamente superficiali e vuoti!!! Ognuno di loro ha una cosa da dire e la dice per tutto il libro. Quella. Punto.
    E comunque se è davvero questa la società con cui abbiamo a che fare, io sono contenta di discostarmene, di essere diversa e di vivere nel mio mondo. Perché le persone non sono così. ve lo assicuro. Il mondo è bello, le persone sono belle. In questo libro è tutto finto. Brutto.

    ha scritto il 

  • 3

    Divertente, probabilmente lo è, soprattutto se non si cede all'irritazione di fronte alla voluta pochezza morale dei protagonisti, che dovrebbe riflettere il vuoto mentale dei nostri giorni, ma che, invece, rischia di proporsi come una cronaca del nulla generazionale. Luca è capace, in 206 pagine ...continua

    Divertente, probabilmente lo è, soprattutto se non si cede all'irritazione di fronte alla voluta pochezza morale dei protagonisti, che dovrebbe riflettere il vuoto mentale dei nostri giorni, ma che, invece, rischia di proporsi come una cronaca del nulla generazionale. Luca è capace, in 206 pagine, di ripetere pappagallescamente titoli di giornale di cui non assimila nè critica nulla, di tradire la moglie ( la Benedetta del testo è davvero urticante, ma lui l'ha scelta) senza nemmeno volerlo, di deludere il primo amore, di darsi addirittura alla quasi violenza fisica. E' un libro ironico, certo, ma è quell'ironia che ti lascia l'amaro in bocca. Credo ci sia mancata forse un pò di grinta. Nel leggerlo ho sentito tanto vuoto e basta.

    ha scritto il 

  • 2

    Proprio quando incominci a pensare “ma magari questo è meglio”, ecco qualcuno che va pisciare o si fa impastare le tette o si mette in bocca l’uccello di qualcun altro. Ed è tutto incredibilmente fuori luogo. Queste parole appaiono sulla pagina come una dissonanza fastidiosa.


    La lettura s ...continua

    Proprio quando incominci a pensare “ma magari questo è meglio”, ecco qualcuno che va pisciare o si fa impastare le tette o si mette in bocca l’uccello di qualcun altro. Ed è tutto incredibilmente fuori luogo. Queste parole appaiono sulla pagina come una dissonanza fastidiosa.

    La lettura scorre.

    Un’estate al mare si legge rapidamente ma non so com’è che in questo come negli altri libri di Culicchia viene sempre fuori la parte viscidossessiva dei personaggi. Tutti quanti riescono a guardare solo sé o ad un centimetro da sé. Come se fossero prigionieri di una bara con un buco per gli occhi e uno per uccello o fica (meglio se rasata!) a seconda del genere.

    Capisco che guardandosi intorno molto spesso ci si senta claustrofobicamente circondati da questo genere di “personaggi”, ma credo che lo sguardo dello scrittore debba andare oltre. Debba almeno provare ad aprirla quella bara alla ricerca del PERSONAGGIO nella sua interezza. Debba arrivare al dettaglio, alla differenza, anche alla più piccola.

    Un mondo fatto solo di Luca e Benedette non può che degenerare fino all’estinzione.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi ha turbato molto profondamente... Mi ha posto delle domande, mi ha dato anche qualche risposta... Qualcuna non mi è piaciuta.
    Ad ogni modo è un libro molto più intelligente di quanto si possa credere. Bravo Culicchia.

    ha scritto il 

  • 2

    Purtroppo (perché Culicchia mi piace) l'ho trovato banale e scontato, con personaggi patetici e un'estate che richiama soltanto i falsi miti galleggianti in neuroni ormai spenti... non cominciate a leggere Culicchia da questo, lui è molto ma molto meglio di così (ripetizioni pallose a parte). ...continua

    Purtroppo (perché Culicchia mi piace) l'ho trovato banale e scontato, con personaggi patetici e un'estate che richiama soltanto i falsi miti galleggianti in neuroni ormai spenti... non cominciate a leggere Culicchia da questo, lui è molto ma molto meglio di così (ripetizioni pallose a parte).

    ha scritto il 

  • 2

    Primo approccio con Culicchia che non poteva andare peggio.

    La cosa più bella -e comprensibilmente redatta artatamente- è la trama riassuntiva che si trova in quarta di copertina.
    Se fin dalle prime battute si iniziano a nutrire seri dubbi sulla tenuta della trama, a partire dalla se ...continua

    Primo approccio con Culicchia che non poteva andare peggio.

    La cosa più bella -e comprensibilmente redatta artatamente- è la trama riassuntiva che si trova in quarta di copertina.
    Se fin dalle prime battute si iniziano a nutrire seri dubbi sulla tenuta della trama, a partire dalla seconda metà del racconto una spirale crescente di volgarità fini a sé stesse -e che ovviamente nulla aggiungono alla trama- oltre a un velato riferimento, peraltro più che telefonato, alla strage di Ustica, per giustificare le ombre sul passato del padre del protagonista, contribuiscono a confermare la tesi per cui l'autore avendo toccato il fondo del barile dell'ispirazione letteraria, probabilmente ha anche iniziato a raschiarlo.

    Unica nota positiva è il più o meno riuscito tratteggio a fasi alterne dell'"italiano medio", tenuto conto che non è poi cosi difficile riuscire nell'"impresa".

    Date le recensioni positive su altre sue "opere" e immaginando che questo sia stato un suo scivolone, tenterò di leggere qualcos'altro di suo concedendogli di rifarsi quindi in appello :D

    ha scritto il 

  • 2

    Bisognerebbe già iniziare a insospettirsi quando in quarta di copertina i giudizi positivi si riferiscono ad un altro titolo dello stesso autore...


    E infatti "Un'estate al mare" si rivela un raccontino troppo leggero rispetto agli standard di Culicchia: una trama balneare inverosimile, ma ...continua

    Bisognerebbe già iniziare a insospettirsi quando in quarta di copertina i giudizi positivi si riferiscono ad un altro titolo dello stesso autore...

    E infatti "Un'estate al mare" si rivela un raccontino troppo leggero rispetto agli standard di Culicchia: una trama balneare inverosimile, ma soprattutto prevedibilissima.

    Non basta qualche sorriso strappato tra le pagine a sollevare le sorti di una lettura davvero poco significativa, tanto che pure la definizione "da ombrellone" è attinente più per l'ambientazione che per la qualità.

    ha scritto il