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Un'ombra fuggitiva di piacere

Testo greco a fronte

Di

Editore: Adelphi

4.1
(121)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 111 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8845918769 | Isbn-13: 9788845918766 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Guido Ceronetti

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Il poeta Guido Ceronetti raccoglie in questo volume alcune delle piùimportanti composizioni di Kavafis. Un percorso, attraverso l'andamentomusicalmente colloquiale della sua lingua, nei luoghi dello spirito e inquelli della memoria, in cui si accavallano eventi dell'epoca bizantina oellenistico-romana, insieme a scorci della sua città natale. I temi e imotivi della poetica di Kavafis - l'incertezza e la difettosità del piacere,l'inafferrabilità della bellezza, il vedersi invecchiare consapevoli didesiderare ancora - sono, come conclude lo stesso curatore, "bruciori emalinconie poetiche di chiunque abbia sensibilità e mente".
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  • 3

    Più che Kavafis sembra proprio di leggere Ceronetti. Ho conosciuto il poeta nella traduzione di Risi e Dalmàti e a quello stile mi sono affezionata; questa versione tradisce, appunto, un altro sentire.

    ha scritto il 

  • 3

    si ralluma???

    "Torna, prendimi spesso, amato spasimo,
    Torna quando del corpo la memoria
    Si ralluma, in quegli istanti prendimi:
    Quando riagita il sangue le remote
    Sue voglie e ala labbra e carne si agglutìnano
    I ricordi, e sulle mani ancora
    La sensazione del toccare infuria. ...continua

    "Torna, prendimi spesso, amato spasimo,
    Torna quando del corpo la memoria
    Si ralluma, in quegli istanti prendimi:
    Quando riagita il sangue le remote
    Sue voglie e ala labbra e carne si agglutìnano
    I ricordi, e sulle mani ancora
    La sensazione del toccare infuria.
    Torna più volte, prendimi di notte
    Tutta la carne nel ricordo tendimi"

    Alla prossima riunione cercherò di infilarci dentro "rallumarsi".
    Poi caso mai ne riparliamo.

    Mo' a parte rallumamenti e agglutinamenti vari che il pur ottimo Ceronetti propone o propina al pubblico che lui immagina sofisticato e tronfio del proprio lessico (meno una stella), c'è da dire che il Kavakis è un po' deprimente in alcune sue liriche (meno un'altra stella); che con l'Ellade madre epica e finita ce li ha fatti a peperini (dalle parti mie si usa l'espressione per indicare la riduzione degli attributi maschili a dimensione peperini, tipica pastina da fare in brodo della Barilla), e non puoi dirci che "nel viso d'amore suo intravidi il Càrmide platonico".. e dai su..
    Si alternano pagine ottime, intrise di sensualità e tensione, ad altre sinceramente tristarelle, pesantucce, ma forse son pippa io.
    Come ogni poesia per un giudizio migliore si dovrebbe leggere (e capire) l'originale.

    ha scritto il 

  • 5

    QUELLA, L'ORIGINE

    Il loro illecito godimento li ha saziati.
    Levarsi dal materasso, in fretta rivestisi,
    In silenzio. E via di corsa dalla casa,
    Separati, furtivi.
    Dal loro inquieto andare per la via
    Un timore trapela di tradirsi,
    E che il lettuccio dei loro sfoghi
    Di poco ...continua

    Il loro illecito godimento li ha saziati.
    Levarsi dal materasso, in fretta rivestisi,
    In silenzio. E via di corsa dalla casa,
    Separati, furtivi.
    Dal loro inquieto andare per la via
    Un timore trapela di tradirsi,
    E che il lettuccio dei loro sfoghi
    Di poco fa, li additi

    Ma quale innalzamento della vita
    Per un artista! Di forza inaudita
    Domani e dopo, e tra molti anni
    Comporrà versi.
    L'origine fu quella.

    traduzione di Guido Ceronetti

    ha scritto il 

  • 4

    "Σ'αυτες τες σκοτεινες καμαρες, που περνω μερες βαρυες, επανω κατω τριγυρνω για ναβρω τα παραθυρα.
    Οταν ανοιξει ενα παραθυρο θαναι παρηγορια.
    Μα τα παραθυρα δεν βρισκονται, η δεν μπορω να ταβρω.
    Και καλλιτερα ισως να μην τα βρω.
    Ισως το φως θαναι μια νεα τυραννια.
    Πο ...continua

    "Σ'αυτες τες σκοτεινες καμαρες, που περνω μερες βαρυες, επανω κατω τριγυρνω για ναβρω τα παραθυρα.
    Οταν ανοιξει ενα παραθυρο θαναι παρηγορια.
    Μα τα παραθυρα δεν βρισκονται, η δεν μπορω να ταβρω.
    Και καλλιτερα ισως να μην τα βρω.
    Ισως το φως θαναι μια νεα τυραννια.
    Ποιος ξερει τι καινουρια πραγματα θα δειξει."

    ha scritto il 

  • 5

    Konstantinos o Lesbo...

    Tante cose si potrebbero dire sulla calda sensualità della poesia di Kavafis, su una realtà levantina che l'impero ottomano, erede di Bisanzio, teneva assieme (come faceva quello asburgico con la mitica Mitteleuropa) oppure, se fossi uno studioso di letteratura, anche sulla forma scelta da Konsta ...continua

    Tante cose si potrebbero dire sulla calda sensualità della poesia di Kavafis, su una realtà levantina che l'impero ottomano, erede di Bisanzio, teneva assieme (come faceva quello asburgico con la mitica Mitteleuropa) oppure, se fossi uno studioso di letteratura, anche sulla forma scelta da Konstantinos, ma quello che ho scoperto davvero in questo libro è che la grecità trascende il tempo. Non me ne ero mai accorto prima che per loro potesse essere così. Lesbo e Konstantinos sono compatrioti nonostante i millenni che li separano. (Lo stesso non si può dire, mi perdonino i nostalgici del Fascio, di Montale e di Catullo o di qualsiasi altro poeta italiano contemporaneo o passato e qualsiasi altro rimatore romano...)</p><p>-IMPERDIBILE -

    ha scritto il 

  • 4

    "Mi basta una candela. Il suo lume gracile
    Meglio propizia, con più pietà, l'incontro
    Coi fantasmi, che tornano, d'amore

    Mi basta una candela. Mia camera, stasera
    Rimani semibuia. Mi voglio perdere
    Nell'Indeterminato e nella Suggestione,
    E in questo alito minimo di ...continua

    "Mi basta una candela. Il suo lume gracile
    Meglio propizia, con più pietà, l'incontro
    Coi fantasmi, che tornano, d'amore

    Mi basta una candela. Mia camera, stasera
    Rimani semibuia. Mi voglio perdere
    Nell'Indeterminato e nella Suggestione,
    E in questo alito minimo di luce
    Attirare visioni
    Di fantasmi, che tornano, d'amore."

    ha scritto il