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Un Artista del Mundo Flotante

By

Publisher: Anagrama

3.8
(283)

Language:Español | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Japanese , Portuguese , French , German , Italian , Finnish , Latvian , Polish

Isbn-10: 8433966049 | Isbn-13: 9788433966049 | Publish date: 

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    1

    Questa lettura è stata un parto. Io che non ho mai tracciato mezza riga a matita sui libri da un certo punto in poi non ho più resistito dall'annotare a margine tutti i passaggi che via via mi facevan ...continue

    Questa lettura è stata un parto. Io che non ho mai tracciato mezza riga a matita sui libri da un certo punto in poi non ho più resistito dall'annotare a margine tutti i passaggi che via via mi facevano imbestialire, mi prudevano letteralmente le mani.
    Fino all'ultimo ho sperato nel colpo di scena, nello spiegone finale che mi aprisse le porte di una nuova consapevolezza e mi facesse ricredere, ma non c'è stato nulla di tutto ciò.
    L'impressione finale che ti da "Un artista del mondo fluttuante" è che l'editor abbia raccolto in un ulteriore romanzo gli scarti ritenuti superflui delle bozze di un romanzo originale. Perchè è tutto un girare intorno a un punto chiave che non si sviluppa mai. Ti sembra sempre che al paragrafo dopo l'autore ti ci porterà, ma puntualmente le tue speranze vegono disattese e il capoverso successivo inizia, infatti, spesso con un: "Ma sto divagando" e simili, segno che Ishiguro stesso si rende conto che ha riempito pagine e pagine di aria fritta. Il succo della storia DOVREBBE ( e sottolineo DOVREBBE ) essere come un'artista in un momento storico preciso potesse avere magagne opponendosi con le sue opere al sistema. E va bene, se solo fosse stato reso in maniera credibile questo suo comportamento sovversivo e le sue conseguenze avrebbe anche potuto risultare interessante. Tuttavia quando alla centocinquantesima pagina ( su 204 eh ) veniamo a sapere in cosa consiste questa sua ribellione antipatriottica ( e già qui uno si immagina chissà cosa ) rimaniamo abbastanza tiepidini, soprattutto perchè ha circumnavigato la faccenda perdendosi in chiacchiere per tutto il romanzo, raccontandoci di come il protagonista per non compromettere la riuscita del matrimonio combinato della figlia si fosse imbarcato in un pellegrinaggio porta a porta per cercare di riconciliarsi coi vecchi colleghi dei tempi che furono, così da evitare che se la famiglia del futuro marito avesse deciso di documentarsi sulla controparte potesse avere brutte sorprese. Durante queste visite non ci viene mai svelato che cosa esattamente macchi la reputazione dell'anziano artista, ce lo spiegherà lui dopo e oltretutto cosa ancora più sconcertante è che le conseguenze, che fino ad allora ci erano state preannunciate devastanti, in realtà si traducono in un semplice allontanamento dal circolo di artistuncoli di cui faceva parte e non si capisce esattamente in cosa consista il marchio di infamia che addirittura aveva mandato a monte il precedente Miai della figlia. Il giretto nel quartiere dei Burakumin ( almeno credo fossero burakumin anche se non lo dice mai chiaramente ) mi ha ricordato molto l'analogo episodio in "1984" di Orwell, solamente che in quel caso era decisamente molto più calzante e sensato ai fini della trama. Qui si, è un espediente per giustificare la sua presunta nuova presa di posizione, in seguito alla quale io mi aspettavo persecuzioni politiche e esili forzati ( così lasciava presagire la premessa, la cosa sarebbe stata comunque molto poco verosimile ma almeno avremmo avuto un po' di azione ) e invece tabula rasa, dialoghi su dialoghi, laghetti di carpe bambini mentalmente deficienti e dissertazioni sessiste all'inverosimile giusto per sottolineare che ci troviamo in una società nella quale la donna doveva stare sempre tre passi dietro all'uomo perchè era considerata inferiore e bla bla bla. Si Ishiguro, ho capito che siamo in Giappone non c'è bisogno che mi stordisci con i tuoi stereotipi perchè non sei in grado semplicemente limitandoti a raccontare la storia a calare il lettore nell'atmosfera del paese. Infatti, a parte il fatto che la trascrizione in romaji delle parole giapponesi è totalmente assegnata al caso, alcune parole addirittura le mette al plurale ( cfr. GEISHE ) e ci sono qua e la tutta una serie di imprecisioni banalissime legate al contesto che va beh, ma calcare così la mano sugli stereotipi per lisciare il pelo alle persone che hanno intrapreso la lettura stuzzicati dal "Il romanzo Giapponese dell'autore di Non lasciarmi" in copertina l'ho trovato patetico. Anche perchè, ripeto, non ci riesce. Il romanzo potrebbe essere ambientato su Marte per quanto mi ha trasmesso. Da evitare, se non si fosse capito.

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  • 2

    Lento e lungo da masticare come un boccone di pane pieno di mollica. Più che un romanzo è quasi un saggio, sull'arte, l'impegno, la coerenza, le tradizioni. ... La tragedia della seconda guerra mond ...continue

    Lento e lungo da masticare come un boccone di pane pieno di mollica. Più che un romanzo è quasi un saggio, sull'arte, l'impegno, la coerenza, le tradizioni. ... La tragedia della seconda guerra mondiale sullo sfondo e un ritmo troppo lento a scandire pagine che via via perdono interesse.

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  • 4

    Contemplativo

    Come per rendere omaggio al libro "Letteratura lenta nel tempo della fretta" di A. Buzzola, mi sono cimentato in questa lettura dove, davvero, accade poco o nulla. Dove c'è solo il piacere di ascoltar ...continue

    Come per rendere omaggio al libro "Letteratura lenta nel tempo della fretta" di A. Buzzola, mi sono cimentato in questa lettura dove, davvero, accade poco o nulla. Dove c'è solo il piacere di ascoltare un anziano giapponese che racconta di sè in modo così pacato, tranquillo...appunto lento. Un modo anche per avvicinarsi, seppure molto larvatamente, a una realtà così diversa come quella giapponese

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  • 2

    Piuttosto lento, datato come problematica, lontano dalla mia mentalità... in una parola noioso! Troppo stilizzati e inconsistenti i personaggi, troppo fredda la narrazione.

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  • 4

    È come una prospettiva a volo d'uccello: trascinato dalle parole di Ishiguro vieni introdotto nel Giappone del dopoguerra e dei decenni precedenti. Il mondo dell'arte, della politica e la vita di Ono ...continue

    È come una prospettiva a volo d'uccello: trascinato dalle parole di Ishiguro vieni introdotto nel Giappone del dopoguerra e dei decenni precedenti. Il mondo dell'arte, della politica e la vita di Ono si fondono in un tutt'uno che nei racconti del protagonista corrono tra passato e presente per cercare una via di fuga dai possibili rimpianti e rimorsi i quali non vengono mai citati direttamente ma solo scolpiti tra le parole e le emozioni. Il futuro? Nell'ultimo paragrafo del libro, uno spiraglio di luce e speranza che forse ha contribuito a far diventare il Giappone la potenza che è oggi.

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  • 2

    Purtroppo non mi piace come scrive Ishiguro. Già dai tempi di Never Let Me Go, letto in originale anni fa, lo trovavo troppo freddo, controllato e asettico nello svolgere la narrazione.
    Nel Giappone d ...continue

    Purtroppo non mi piace come scrive Ishiguro. Già dai tempi di Never Let Me Go, letto in originale anni fa, lo trovavo troppo freddo, controllato e asettico nello svolgere la narrazione.
    Nel Giappone del dopoguerra un artista che contribuì alla propaganda di un regime che ora vede disprezzato insieme ai suoi rappresentanti rivede le sue scelte e ammette i propri errori per amore delle figlie e per il loro avvenire, temendo che la sua reputazione possa danneggiarle. E' una storia di vita famigliare con, intercalata, la narrazione della carriera del pittore. L'ho trovata poco interessante, anche se con qualche concetto che fa pensare parecchio.
    Odiosa ai massimi livelli la figura del nipotino.

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  • 5

    Il lento sviluppo di una tragedia incompiuta. Un pittore che attraversa tutta la metà del Novecento in un Giappone in continuo cambiamento, l'orrore e la delazione, l'orgoglio e il rimosso. Un libro a ...continue

    Il lento sviluppo di una tragedia incompiuta. Un pittore che attraversa tutta la metà del Novecento in un Giappone in continuo cambiamento, l'orrore e la delazione, l'orgoglio e il rimosso. Un libro attualissimo.

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  • 4

    L'ho trovato molto interessante per la visione che getta sulla società giapponese subito dopo la seconda guerra mondiale, sottoposta ad un' incalzante americanizzazione, a fianco della quale sopravviv ...continue

    L'ho trovato molto interessante per la visione che getta sulla società giapponese subito dopo la seconda guerra mondiale, sottoposta ad un' incalzante americanizzazione, a fianco della quale sopravvivono tradizioni familiari e culturali. Il bilancio di una vita raccontato con la misura, il senso del decoro e il rispetto per la forma che siamo soliti associare alla mentalità giapponese, il tutto reso in uno stile impeccabile, dove niente è inutile e che talvolta si trova negli scrittori che scrivono nella lingua di adozione,in questo caso l'inglese. Quanto alla traduzione di "floating world", originariamente reso con "mondo effimero" e ora con "mondo fluttuante", penso che sia più corretta quest'ultima scelta, in quanto rispetta il significato letterale lasciando al lettore di interpretarne il senso.

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  • 4

    Decisamente un altro bel libro di Kazuo Ishiguro, in versione "giapponese". Ho apprezzato l'io narrante nelle sue evoluzioni (probabilmente solo esteriori, non credo che abbia cambiato idea su quanto ...continue

    Decisamente un altro bel libro di Kazuo Ishiguro, in versione "giapponese". Ho apprezzato l'io narrante nelle sue evoluzioni (probabilmente solo esteriori, non credo che abbia cambiato idea su quanto fatto per il suo paese). Un tema quanto mai attuale.

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