Un altro best seller e siamo rovinati

Diario semiserio di un libraio

Di

Editore: Mursia

3.2
(60)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8842548561 | Isbn-13: 9788842548560 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Intrattenimento , Non-narrativa , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Più divertente di "Zia Mame", vendicativo come il "Conte di Montecristo", pettegolo come Proust, più scaltro di Miss Marple, più folle di Don Chisciotte, più crudele di Voldemort, più geniale di Tom Ripley, affascinante come Dorian Gray, innamorato dei libri come Borges: questo è un vero libraio alle prese ogni giorno con clienti improbabili (ma chi avrà scritto Il fu Mattia Pasquale? E Storia di una calimera?), colleghi stralunati, logiche di marketing senza una logica, gadget improbabili, tessere fedeltà, budget da incubo. Nel pazzo mondo dei libri dove ogni giorno c'è "il caso letterario dell'anno" e ci sono più best seller che lettori, più pubblicità che passaparola, per fortuna c'è lui: il libraio. E per favore, non chiamatelo più commesso!
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  • 0

    Diciamo che si legge in una ventina di minuti ,anche meno se si conosce il blog dell'autore.La scrittura e' leggera, ironica (chissa' perche' mi ricorda Elizabeth von Arnim ?). Si sorride e ci si chi ...continua

    Diciamo che si legge in una ventina di minuti ,anche meno se si conosce il blog dell'autore.La scrittura e' leggera, ironica (chissa' perche' mi ricorda Elizabeth von Arnim ?). Si sorride e ci si chiede a che serva un libro del genere. Come dicevano gli insegnanti di una volta: potrebbe fare molto di piu',ma non si impegna abbastanza.

    ha scritto il 

  • 4

    Bravo Marino!

    Seguo già il suo blog, e posso dire che sono una sua gran fan. Divertente, leggero, si legge in un attimo, ma mette in luce uno degli aspetti più divertenti del nostro lavoro di librai!!

    ha scritto il 

  • 3

    Libello divertente ma non troppo sulle (dis)avventure, certamente spesso un po' romanzate, che capitano giornalmente all'autore del libro, di professione libraio.
    Il volume ricalca il blog tenuto da B ...continua

    Libello divertente ma non troppo sulle (dis)avventure, certamente spesso un po' romanzate, che capitano giornalmente all'autore del libro, di professione libraio.
    Il volume ricalca il blog tenuto da Buzzi e, anzi, ne sembra quasi una raccolta. Il testo, infatti, non consiste in un racconto unitario, bensì in un aneddotico zibaldone, comunque ben scritto e dal quale emerge senza dubbio la simpatia dell'autore.

    ha scritto il 

  • 5

    L'avete mai visto ridere un libraio?

    Vi ricordate la letterina di Natale?? Ecco la risposta! E dire che io a Babbo Natale non ho mai dato un gran credito perché, avendo un padre che viaggiava sempre per il mondo e mi portava sempre il cl ...continua

    Vi ricordate la letterina di Natale?? Ecco la risposta! E dire che io a Babbo Natale non ho mai dato un gran credito perché, avendo un padre che viaggiava sempre per il mondo e mi portava sempre il classico pensiero, continuavo a pensare che mio padre fosse più bravo a scegliere i regali! E' la risposta alle mie richieste perchè mi conferma che non sono solo io che noto gli "oddio-non-so-cosa-regalare-forse-in-libreria-trovo-qualcosa". La cosa brutta è che trovo conferma del fatto che non siano un'esclusiva del Natale (ma in quel periodo si notano di più perché muovono in massa alla ricerca della fantomatica rivelazione del regalo giusto!), ma di questo, devo ammettere, avevo già più di un sospetto!

    Comunque Marino Buzzi, autore di questo irriventissimo quadro degli "acquirenti per caso" delle librerie, è colui che ci allieta le giornate anche con un blog che si chiama "Cronache dalla liberia"che vi consiglio caldamente di seguire perché ne vale veramente la pena. Il ritratto che ne restituisce non è dei più edificanti per noi clienti, ma è anche vero che nel nostro piccolo siamo veramente comici soprattutto in questi luoghi. Dico "siamo" perché in qualche descrizione mi sono rivista e in qualche altra avrei avuto la voglia di aggiungere la mia e forse, in futuro lo farò. In fondo, la libreria è quel luogo in cui, senza insegnamento preimpartito, quando entriamo, in maniera del tutto naturale abbassiamo inizialmente il tono di voce (salvo poi rialzarlo nei pressi di un ignaro e non colpevole altro cliente che, con interesse, sta cercando di capire se, quello che ha in mano, è un libro che gli interessa) per poi, in caso siamo giovani e ci muoviamo in gruppo (ma avviene anche a qualche adulto), passare da uno scaffale all'altro alzando le sopracciglia in segno di intesa indicando questo o quel libro ammiccando a chi ci sta attorno per fare la "battutona" del secolo.
    Se vi volete proprio divertire, provate a cercare il settore manuali e a verificare che ci siano i classici titoli "Come farla/o impazzire al letto" e via dicendo e appostatevi nelle vicinanze. Succederanno due cose differenti. Se passerà un adulto vi guarderà con disappunto, come foste un maniaco anche se state evidentemente sfogliando l' "Elogio della follia", ma la cosa più divertente saranno le circumnavigazioni di avvicinamento di qualche ragazzotto, che pensa di essere più furbo degli altri nell'aver scoperto l'esistenza di questa sorta di manuali e, secondo lui, senza dare nell'occhio con in mano un improbabile volume sul confronto delle credenze delle civiltà antiche, che sta facendo finta di consultare, butta un occhio sul libro e uno sugli scaffali alla ricerca della sezione che sta sperando di trovare. Una volta trovata non si fermerà lì ma correrà a cercare l'immancabile amico con il quale guarderà le foto sghignazzando sommessamente pensando di non essere visto!

    Frattanto di questo libricino non vi posso dir molto onde non togliervi il gusto di leggerlo tutto d'un fiato come ho fatto io. Posso dirvi che racchiude le classiche situazioni da acquisto dal "non mi ricordo il titolo" all'esercizio, comune a tutti, dello "storpiamento libero del titolo o del cognome dell'autore". A me, confesso, succede di cercare libri di autori stranieri di cui mai, nemmeno con altre 5 vite a disposizione, mi riuscirebbe di pronunciare i cognomi correttamente (ci ho messo solo 6 mesi e l'infinita pazienza della "fatina della lettura" per pronunciare correttamente Salamov e Kolyma!!) e dopo immense ricerche di avviarmi con il fare del condannato a morte al banco informazioni pronunciando solo il titolo del libro, nella speranza remota che non ve ne siano di similari!

    Ci sono una miriade di situazioni che sono rappresentate qui e una buona parte le ho presenti negli occhi, non solo perché anche io le ho vissute ma sopratutto perché sono uguali a quelle che ho visto in periodi differenti della mia vita. La differenza tra ieri e oggi è solo data dal mezzo da cui si prendono i riferimenti, ieri la radio o il giornale e oggi in TV da Fazio o su Bookstore di La7. Ma il frequentatore "tipo" delle librerie non cambia e non demorde rimanendo sempre fedele a se stesso. Mi consola immensamente sapere di non essere l'unica a notare e odiare quelle signore tutte d'un pezzo che entrano in libreria e che esclamano con fare di disappunto "Ho preso questo libro ma non è quello che cercavo, non è il mio genere e lo voglio cambiare!" oppure "Mia figlia mi ha detto che Carofiglio ha scritto un altro libro" e fissa il libraio come se l'informazione successiva (tiri fuori questo benedetto libro e si fustighi dopo perché, anche non conoscendomi perché entro una volta l'anno in questo esercizio commerciale, lei doveva sapere che io sono una lettrice di Carofiglio e bloccarmi in libreria finché non mi fossi convinta a pagarlo!) fosse insita in quel che ha appena sentenziato.

    Lo scritto scorre velocemente e vi ritroverete quasi stupiti all'ultima pagina sentendo la mancanza del vostro libraio, a quel punto, divenuto improvvisamente il "preferito". Questo perché quella forma di vita mitologica del libraio "mezzo uomo e mezzo catalogo" improvvisamente assumerà sembianze umane, rivelando non solo quante domande idiote siamo in grado di fare, ma soprattutto, con quanta ironia affronta la sua giornata lavorativa confermando che, se riusciamo a trovare il lato comico in quel che facciamo, magari la giornata non scorrerà più velocemente ma sicuramente durante il giorno ci saremo fatti un sacco di risate;)
    Manco a dirlo è un libro veramente da leggere e da regalare. Chiaramente non finisce lì sulla cata....ma continua sul suo blog, riuscirete a rimanere senza Marino? Sono certa di no!
    Buone letture,
    Simona

    p.s.: E' la prima volta che acquistando più copie di questo libro in libreria per regalarlo, mi capita di entrare in più negozi e alla richiesta "Sto cercando il libro << Un altro best...>> " vedere il libraio che improvvisamente ride e nel caso debba chiedere informazioni al collega dica "Ti ricordi quel libro, quello su cui ci siamo fatti un sacco di risate" e rivolgendosi a me con fare di scusa "sa, noi le viviamo ogni giorno quelle situazioni!". Che Buzzi sia riuscito anche a far breccia anche nei cuori dei colleghi? Ma voi, l'avete mai visto un libraio ridere?

    Questa recensione è postata nel mio blog qui: http://letturesconclusionate.blogspot.it/2012/02/un-altro-best-seller-e-siamo-rovinati.html

    ha scritto il 

  • 4

    Troppe critiche acide.

    Recensioni negative a parte(quasi ovvio trovarlo "molesto" per chi non condivide la medesima mansione),un exploit divertente da consigliare agli "amici del settore".Particolarmente colpito dalle vicis ...continua

    Recensioni negative a parte(quasi ovvio trovarlo "molesto" per chi non condivide la medesima mansione),un exploit divertente da consigliare agli "amici del settore".Particolarmente colpito dalle vicissitudini dell'autore,così simili alle mie.Sarà che condividiamo lo stesso lavoro..

    ha scritto il 

  • 1

    Vanity press

    Dice che in inghilterra si chiama così: la montagna di libri pubblicata a proprie spese da (quasi sempre) velleitari autori in cerca di gloria, immeritatamente e pervicacemente convinti del proprio ta ...continua

    Dice che in inghilterra si chiama così: la montagna di libri pubblicata a proprie spese da (quasi sempre) velleitari autori in cerca di gloria, immeritatamente e pervicacemente convinti del proprio talento. Se questo qui non è un libro stampato a "proprie spese", la piccola e media editoria si merita la crisi in cui versa. L'autore si lamenta di essere trattato da commesso e non da libraio. Poco male. Il dramma vero (per lui e soprattutto per chi ha comprato il suo libro) è che probabilmente si considera anche scrittore...Nel merito (altrimenti sembra un fatto personale, mentre magari Buzzi è anche simpatico, ancorchè un pò permalosone): scrittura stucchevolmente compiacente e civettuola, ironia forzata, eccessiva parodia di fatti sicuramente reali, curiosi o divertenti ma che in questo modo diventano caricature poco credibili e comunque banali, un egocentrismo di fondo che a me risulta fastidioso (i protagonisti non sono i libri, la libreria, i lettori ma sempre il libraio o il commesso che dir si voglia).

    ha scritto il