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Un altro giro, sciamano

Di

Editore: Aìsara (Narrativa)

3.8
(9)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 202 | Formato: Paperback

Isbn-10: 886104090X | Isbn-13: 9788861040908 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ileana M. Pop

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
In una serata come tante, fra un giro di whisky e l’altro, mentre in sottofondo continua a girare Dance me to the end of love, una semplice domanda dà il via a un racconto travolgente. Storie di attese, di fallimenti, gelosie, incomprensioni viaggiano in quel fluire indistinto e complicato che è il ritmo della vita. Coinvolgente come un ballo senza tempo, come un viaggio on the road che rivela all’improvviso un luogo dimenticato e meraviglioso.
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  • 3

    Interessante e' la descrizione dei ragazzi che giocano con i trampoli e le anatre con segni nelle ali. Commovente le frase finale del libro sull'incidente ferroviario avvenuto negli Stati Uniti. Il ...continua

    Interessante e' la descrizione dei ragazzi che giocano con i trampoli e le anatre con segni nelle ali. Commovente le frase finale del libro sull'incidente ferroviario avvenuto negli Stati Uniti. Il resto del libro si puo' saltare.

    ha scritto il 

  • 4

    All night long!

    Il Carver della Romania, così semplice, diretto e intelligente a coniugare i sentimenti attraverso piccole storie ricche di contenuti e sorprendenti risvolti dell'animo umano, quell'uomo che ...continua

    Il Carver della Romania, così semplice, diretto e intelligente a coniugare i sentimenti attraverso piccole storie ricche di contenuti e sorprendenti risvolti dell'animo umano, quell'uomo che riflette, ama, pensa e attende, si perchè l'attesa del dopo, del poi, del futuro è come la rielaborazione del presente, del quotidiano, attraverso una semplice conversazione, l'osservazione di una moglie riflessiva o un amante casuale, tutto innaffiato da un J&B o una vodka secca. Lo sfondo non è l'America consumistica ma un paese dell'Est Europa che apre gli occhi dopo la dittatura di Ceausescu che sente i tram cantare, i trampoli correre e cadere, attori annebbiati, nonni intolleranti ma saggi, una romantica luna piena, un bambino lupo, topi e tartarughe in cerca di un semplice abbraccio...un altro giro, sciamano!

    ha scritto il 

  • 0

    C’è un senso nel legame che unisce un uomo e una donna? E’ qualcosa di unico,di speciale o, semplicemente, uno dei casi della vita? E, soprattutto, di quale vita? I luoghi che fanno da sfondo a ...continua

    C’è un senso nel legame che unisce un uomo e una donna? E’ qualcosa di unico,di speciale o, semplicemente, uno dei casi della vita? E, soprattutto, di quale vita? I luoghi che fanno da sfondo a una storia, a un romanzo, possono diventare la storia stessa? Possono confondersi con la trama sino alla creazione di un unicum che vive di vita propria? È proprio dalla fusione di questi elementi che Un altro giro, sciamano si trasforma in un reportage che unisce e fonde pubblico e privato, sentimenti e luoghi. Come in un film di Corso Salani, dove i piani narrativi e creativi si saldano per mezzo della fusione tra documentario e narrazione, tra finzione e verità, così Lucian Dan Teodorovici crea, inventa, racconta, combina tra loro piani temporali e personaggi. I dialoghi sono sempre sommessi, anche nei momenti più drammatici, quasi a rappresentare, per mezzo della parola, la rassegnazione e, forse, anche la rinuncia. Ma la rassegnazione e la rinuncia dei personaggi di Lucian DanTeodorovici non rappresentano la loro abdicazione alla vita, bensì l’unico modo che hanno per adattarsi alla sua complessità. Ecco dove entra in gioco l’altro elemento fondamentale di questo romanzo: il luogo. Un est Europa il cui significato ci sfugge, almeno da quando il crollo della cortina di ferro ci ha tolto blindate certezze per far posto ai tanti luoghi comuni dell’emigrazione/immigrazione. E questo romanzo contribuisce in modo fondamentale a farci comprendere una realtà che non conosciamo (non vogliamo, forse, conoscere). Un est Europa intriso ancora di tradizioni, forse arcaiche, che hanno attraversato il quarantennio comunista e ora fanno i conti (ormai da un quarto di secolo) con un capitalismo selvaggio e di plastica. E’ questo lo sfondo dove si confrontano i personaggi di questo romanzo. Uomini e donne che cercano di parlarsi, di accostarsi, di desiderarsi. Non c’è poesia in questo amore, non ci sono sdolcinati sentimenti, non ci sono confronti bergmaniani. Non c’è niente di tutto questo. E non c’è perché, per fortuna, i personaggi di questa storia sono persone vere sullo sfondo di un paese vero. http://nottedinebbiainpianura.blogspot.com/2012/01/un-altro-giro-sciamano-di-lucian-dan.html

    ha scritto il 

  • 5

    "Ogni capitolo sembra un racconto breve quasi quasi autosufficiente: un uso delle analessi e delle prolessi che farebbe venire voglia pure a Quentin Tarantino di battergli il cinque, a Teodorovici, ...continua

    "Ogni capitolo sembra un racconto breve quasi quasi autosufficiente: un uso delle analessi e delle prolessi che farebbe venire voglia pure a Quentin Tarantino di battergli il cinque, a Teodorovici, una capacità scientifica sbalorditiva di non perdere mai il filo e di tenere a bada la concentrazione del lettore, personaggi originalissimi e dialoghi istericamente realistici, uno strano e, secondo me, nuovo minimalismo, che non toglie, non decostruisce ma, tutto al contrario, arricchisce, va a pescare in una pozza dove già sguazzò un certo Raymond Carver, superandolo col progresso letterario di questi ultimi quarant’anni, correggendolo, addirittura, migliorandolo"

    http://www.facebook.com/notes/stefano-sgambati/dalla-fiera-del-libro-di-roma-mi-riporto-uno-sciamano/10150465023043088

    ha scritto il