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Un altro giro di giostra

Viaggio nel male e nel bene del nostro tempo

Di

Editore: Longanesi

4.4
(3748)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 578 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Catalano

Isbn-10: 8830421421 | Isbn-13: 9788830421424 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Disponibile anche come: Paperback , CD audio , Altri , eBook

Genere: Biography , Religion & Spirituality , Travel

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Descrizione del libro
Viaggiare è sempre stato per Tiziano Terzani un modo di vivere e così, quandogli viene annunciato che la sua vita è ora in pericolo, mettersi in viaggioalla ricerca di una soluzione è la sua risposta istintiva. Solo che questo èun viaggio diverso da tutti gli altri, e anche il più difficile perché ognipasso, ogni scelta - a volte fra ragione e follia, fra scienza e magia - ha ache fare con la sua sopravvivenza. Alla fine il viaggio esterno alla ricercadi una cura si trasforma in un viaggio interiore, il viaggio di ritorno alleradici divine dell'uomo. Un libro sull'America, un libro sull'India, un librosulla medicina classica e quella alternativa, un libro sulla ricerca dellapropria identità.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    L'intuito, non la ragione.

    "[...] Uno è che non sono ancora riuscito ad avere un rapporto giusto col tempo e a considerare il mio tempo come tempo per gli altri al modo in cui faceva il Swami. Mi piacerebbe tanto arrivarci!"

    /* ...continua

    "[...] Uno è che non sono ancora riuscito ad avere un rapporto giusto col tempo e a considerare il mio tempo come tempo per gli altri al modo in cui faceva il Swami. Mi piacerebbe tanto arrivarci!"

    /*Tiziano, io trovo che sia(stato), anche, il tuo scrivere, semplice, profondo, diretto e illuminante il tuo modo autentico ed eterno di donare il tuo tempo agli altri! GRAZIE per averlo fatto, il tuo tempo fisico e spirituale vissuto, raccontato, in continuo fermento è per me lettrice del 2015 un apprezzato se non il migliore investimento di tempo nel tempo che potessi avermi fatto. */

    [...] L'altro problema è che continuo a identificare la pace interiore con la solitudine, la mia armonia col vivere in un eremo in montagna.
    (dice di sentire che è un problema ma che è pur un inizio)

    ha scritto il 

  • 5

    ormai nessuno ha più tempo per nulla neppure di meravigliarsi, inorridirsi,
    commuoversi, innamorarsi, stare con se stessi.
    le scuse per non fermarci a chiedere se questo correre ci rende felici sono m ...continua

    ormai nessuno ha più tempo per nulla neppure di meravigliarsi, inorridirsi,
    commuoversi, innamorarsi, stare con se stessi.
    le scuse per non fermarci a chiedere se questo correre ci rende felici sono migliaia,
    e se non ci sono siamo bravissimi a inventarle.

    *quante verità in questo libro, uno dei più belli che abbia letto nel 2015

    ha scritto il 

  • 5

    La vera conoscenza non viene dai libri, neppure da quelli sacri, ma dall'esperienza

    Mi ci sono voluti due mesi è mezzo per finirlo, non perchè è difficile o complicato, solo perchè ogni frase andrebbe riletta. Ogni paragrafo sottolineato.
    Ripercorre la sua Asia. Analizza da giornalis ...continua

    Mi ci sono voluti due mesi è mezzo per finirlo, non perchè è difficile o complicato, solo perchè ogni frase andrebbe riletta. Ogni paragrafo sottolineato.
    Ripercorre la sua Asia. Analizza da giornalista tutto quello che incontra. Sta cercando una medicina per la sua malattia. Troverà la pace.

    ha scritto il 

  • 4

    Riuscire a guardarsi con gli occhi di un sé fuori da sé serve sempre. Ed è un esercizio, questo, che si può imparare.

    La bellezza di un tramonto cela talvolta qualcosa di speciale, quando il giorno aleggia ancora nell'aria e la notte non è ancora piena, quando la distinzione tra tenebra e luce non è poi così netta. E ...continua

    La bellezza di un tramonto cela talvolta qualcosa di speciale, quando il giorno aleggia ancora nell'aria e la notte non è ancora piena, quando la distinzione tra tenebra e luce non è poi così netta. E, per qualche momento l'uomo, si scopre, involontariamente, a compiere profonde riflessioni su tutto ciò che riguarda la vita. Innumerevoli contrasti fra ciò che è vero e ciò che è falso, fra ciò che offusca e ciò che rischiara, come prigionieri ognuno confinati nel proprio spazio, senza la possibilità di andare da nessun'altra parte.
    Io e il signor Terzani concordiamo come questa sia l'ora più bella del giorno. Il momento in cui l'aria si fa più pura, limpida, permettendo così all'individuo di guardare, in quel momento, dentro di se, alla ricerca di una qualche spiegazione che possa appagarlo del tutto.
    Non so da dove provenga questa mia riflessione, ma l'alba è sempre stata per me quel momento in cui scivolo nei ricordi luminosi della mia infanzia che si scontrano contro oscuri echi, nello spazio ridotto della mia camera. Rassicurante, con i primi bagliori del sole; semplice, come elevare l'anima al cielo tra le avverse stelle.
    In questo momento di pace eterna, dove la città sembrava meditabonda, silenziosa, concentrata su di se, Terzani scriveva lettere indirizzate a nessuno in particolare, fermi ai bordi della sua anima, come un brusco scorto di sensibilità che spiegasse qualcosa su di lui. Cose che possedeva già sotto la pelle, ma che non sapeva dire.
    E, pur di scrollarsi addosso la tristezza dei suoi giorni, indirizzava i suoi pensieri verso un unico e fondamentale argomento: qual'é il vero significato del viaggio? Quanto si può apprendere da ciò, e quanto si può fantasticare sulle vite altrui dall'osservazione di un dettaglio o un gesto?
    Essere vuoti come un guscio, desiderosi di essere riempiti da qualcosa, in una realtà che è un grande tuffo, è davvero logorante. Viaggiare, dunque, identificarsi e stabilire dei rapporti col prossimo è la linfa vitale dell'anima. E' una rinascita di un nuovo sole, come quello della Creazione, mentre alcune forme oscure escono da un'oscurità cosmica per svanire completamente come per dare speranza, sulla soglia della vita e della morte.

    Io ero un corpo: un corpo ammalato da guarire. E avevo un bel dire: ma lo sono anche una mente, forse sono anche uno spirito e certo sono un cumulo di storie, di esperienze, di sentimenti, di pensieri ed emozioni che con la mia malattia, hanno probabilmente avuto un sacco da fare!!

    Quella di Un altro giro di giostra è una storia ambiziosa, un esperienza sulla vita, che dà un senso alla vita in cui tutto ciò che è narrato è vero, e che proviene da un mondo in cui la ragione spiega tutto. Dove tutto è precario; la certezza e l'incertezza divengono enormi masse congenite.
    Trasmette una lenta sofferenza capace di logorare dall'interno lo spirito delle persone. Suscita nel lettore un empatia naturale, risvegliando zone assopite nel fondo della sua coscienza. Trascina in un luogo meraviglioso facile da vedere, con la tangibilità di alcune immagini: decine di migliaia di persone rivolte all'acqua, ai piedi delle scalinate, dei templi, delle case o dei palazzi, in mezzo a canti, preghiere, suoni di campane. Il tutto e il niente, la luce e l'ombra, il suono e il silenzio. Con un viandante che diviene poi fiore. La sua anima cresce e dà frutti e i suoi vizi lavati via dalla fatica del viaggiare, che reclama la nostra attenzione. E che Terzani riesce magistralmente a descrivere e che vibra di potenzialità simbolica.
    Seguiamo di pari passo le vicende di Terzani e della sua ingarbugliata scoperta del piacere della vita, come desideri repressi di un'adolescente sopiti dal tempo. In un mondo dove la vita è sempre più naturale, dove l'umanità è ancora più varia, dove il tempo sembra scorrere ininterrottamente. Il vecchio che sopraggiunge al nuovo, e la vita e la morte sono due ingredienti dello stesso impasto.
    Da un altura di una montagna osserva quello che si lascerà alle spalle. Interprete di anime, scrittore di storie e parole di cui è possibile sentirne ancora l'eco, libero dai sensi di colpa, quasi felice, dipana silenzioso la storia dei suoi viaggi come una miriade di spiriti radunati che raccontano bisbigliando la loro storia, invocando l'arrivo di molti altri spiriti, molte altre storie. Un uomo pieno di desideri, amante della scienza e della religione, che lentamente avanzava verso il lungo abisso della distruzione. Radicato nella vita, ma sognatore, che pian piano galleggerà nell'aria come una piuma. La sua è una storia che ci parla di speranza e rivela segreti utili per capire il mondo e, strutturato alla maniera delle testate giornalistiche, fa sorgere le riflessioni più profonde dell'animo umano. Non guardare più il mondo circostante da un caleidoscopio - un piccolo gesto, ed ogni cosa appariva bianco -, mettere fine agli alti e bassi affinché ritorni tutto alla normalità o abbia un suo equilibrio sembra non bastare. Così quando vive il presente senza piani, senza troppe aspettative, ora dopo ora, giorno dopo giorno, mettere in ordine le emozioni, lo rendono felice. Viaggiare divenne così qualcosa di fondamentale. Lo esaltava, lo rinvigoriva, gli dava da pensare e, soprattutto, lo faceva vivere. Giungere in un posto nuovo, in un paese sconosciuto, è un'esperienza irripetibile. Un'iniezione d'adrenalina, un innamoramento che lo riempiva di emozioni. Donava felicità. Un mezzo di crescita spirituale, come un compagno di avventure tra le avverse stelle. Ma si trattava di un viaggio temporale o astrale?

    Ogni vita, la mia quella di un albero, è parte di un tutto dalle mille forme che è la vita.

    Quello di Terzani è un romanzo realista/filosofico, con protagonista una figura evanescente che avvertirà la presenza di una nuova realtà che sarebbe diventata sua e a cui presto dovrà adattarsi immediatamente. Una realtà che ha colmato quel senso d'incompletezza della sua esistenza. Un uomo debole, emaciato, pallido, ma forte cui nessuno aveva mai fatto ancora caso. Non aveva mai rivolto uno sguardo curioso: era uno straniero, un passante, un turista di passaggio.
    Leggere di lui è stato, per certi versi, emozionante, intrigante, affascinante, come un sogno tranquillo durato una manciata di giorni e giunto dopo una sfilza di letture di vario genere.
    Un'amica mi aveva suggerito di dare una spinta alla mia carriera di lettrice. Io le avevo dato retta e ora finalmente mi sentivo una persona "realizzata": avevo finalmente fatto la conoscenza di Tiziano Terzani. Un incontro a dir poco piacevole, in cui fui accolta con grande cortesia, che mi trascinò in un mondo in cui ombre evanescenti, nel momento del loro ricongiungimento, si fusero insieme salvando le loro anime da un mondo di tenebre e oscurità. Qualcosa che non lo fa sembrare come un romanzo. Piuttosto il mondo reale, pieno di smagliature, anticlimax e difformità. Una realtà metafisica in cui si provano dolori, sofferenze. In cui anche la morte cui si va incontro è vera.

    Ognuno di noi deve cercare a modo suo, ognuno di noi deve fare il proprio cammino, perché uno stesso posto può significare cose diverse a seconda di chi li visita.

    ha scritto il 

  • 2

    Il libro è dispersivo e non coinvolgente...

    Un'infinità di teorie,di religioni, di paesi, di filosofie dette e buttate la a caso, senza approfondirne nemmeno una.
    ...avrei preferito, leggendo, rivivere il suo viaggio ma, salvo qualche rara occa ...continua

    Un'infinità di teorie,di religioni, di paesi, di filosofie dette e buttate la a caso, senza approfondirne nemmeno una.
    ...avrei preferito, leggendo, rivivere il suo viaggio ma, salvo qualche rara occasione, non sono riuscita (o forse lui non è stato bravo) a vedere le cose con i suoi occhi.

    ha scritto il 

  • 5

    Andrebbe letto più volte. È un libro che rimane dentro.

    " Il punto - diceva il Swami- è che l'onda non ha bisogno di diventare oceano, deve solo rendersi conto di essere oceano. Si è quello che si è. "

    ha scritto il 

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