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Un altro giro di giostra

By Tiziano Terzani

(2402)

| Paperback | 9788850216734

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Book Description

Viaggiare è sempre stato per Tiziano Terzani un modo di vivere e così, quando gli viene annunciato che la sua vita è ora in pericolo, mettersi in viaggio alla ricerca di una soluzione è la sua risposta istintiva. Solo che questo è un viaggio diverso Continue

Viaggiare è sempre stato per Tiziano Terzani un modo di vivere e così, quando gli viene annunciato che la sua vita è ora in pericolo, mettersi in viaggio alla ricerca di una soluzione è la sua risposta istintiva. Solo che questo è un viaggio diverso da tutti gli altri, e anche il più difficile perché ogni passo, ogni scelta - a volte fra ragione e follia, fra scienza e magia - ha a che fare con la sua sopravvivenza. Alla fine il viaggio esterno alla ricerca di una cura si trasforma in un viaggio interiore, il viaggio di ritorno alle radici divine dell'uomo. Un libro sull'America, un libro sull'India, un libro sulla medicina classica e quella alternativa, un libro sulla ricerca della propria identità.

485 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    sotto casa..troppo sotto casa...

    18/06/2014:
    da quello che ho letto vedo in Terzani il padre di quel modo di sentire odierno.
    Sentire, già..perchè non si ragiona più..si "sente", si sente e basta. è chiaro, per lui si tratta di un atteggiamento alto, spirituale e sublime (ma per lui ...(continue)

    18/06/2014:
    da quello che ho letto vedo in Terzani il padre di quel modo di sentire odierno.
    Sentire, già..perchè non si ragiona più..si "sente", si sente e basta. è chiaro, per lui si tratta di un atteggiamento alto, spirituale e sublime (ma per lui o per i maestri che incontra? forse più per loro..)
    Vediamo se cambierò posizione col tempo..
    11/07/2014
    quattro le merita;
    Almeno per la sua sincerità, per il rifiuto di volersi idealizzare; un uomo in cerca di qualcosa..qualcosa che viene da fuori..alla prese continue con i propri limiti, pur nel tentativo continuo di superarli..
    Chissà se ce l'ha fatta..
    Eppure mi rimane un dubbio, una perplessità...
    peccato che non abbia capito la grandezza della spiritualità cristiana, la sua ascesi, il suo distacco dal mondo pur vivendoci in mezzo..
    Aveva una soluzione sotto casa..forse troppo sotto casa

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    Daniele Cossè said on Jul 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho scoperto Terzani tardi, l'ho letto postumo, mai limitarsi alle apparenze, il titolo dell'altro suo libro Un indovino mi disse, mi aveva trasmesso un giudizio negativo, come se lui fosse una persona superstiziosa, ma dalla lettura di questo libro ...(continue)

    Ho scoperto Terzani tardi, l'ho letto postumo, mai limitarsi alle apparenze, il titolo dell'altro suo libro Un indovino mi disse, mi aveva trasmesso un giudizio negativo, come se lui fosse una persona superstiziosa, ma dalla lettura di questo libro direi che traspare tutt'altro.
    Talmente razionale da approfondire la conoscenza delle medicine alternative, ma da non seguirle più di tanto per la cura dei suoi malanni, un'avventura finita male, nel senso che manca la guarigione, ma una storia avventurosa.
    Del resto la vita ha un termine per tutti e Terzani ha saputo raccontare le emozioni vissute in questa avventura in un modo positivo e realista, più di quanto potrebbe sembrare dalla sua immagine di guru/barbone vestito da saggio orientale.

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    Okness said on Jul 6, 2014 | Add your feedback

  • 19 people find this helpful

    Di là dalle idee, di là da ciò che è giusto o ingiusto, c’è un luogo.
    Incontriamoci là.
    Rime di Pedro Salinas?
    No, si tratta di Gialal al-Din Rumi, il più grande poeta sufi, 700 anni prima dello spagnolo.
    Queste pagine di Terzani non sono sempliceme ...(continue)

    Di là dalle idee, di là da ciò che è giusto o ingiusto, c’è un luogo.
    Incontriamoci là.
    Rime di Pedro Salinas?
    No, si tratta di Gialal al-Din Rumi, il più grande poeta sufi, 700 anni prima dello spagnolo.
    Queste pagine di Terzani non sono semplicemente il resoconto dei suoi ultimi anni di vita, della ricerca verso Oriente, della sua lotta contro il cancro, ma la presa di coscienza che la morte è parte stessa della vita.
    In genere si pensa che certi tipi di malattia possano capitare a qualcun altro, mai a noi.
    Dipende dal nostro rapporto con la morte: ne abbiamo paura eppure è l’unica certezza di questa vita.
    Per il mondo occidentale la morte è una sconfitta, qualcosa da combattere con ogni mezzo e quando non c’è più speranza, chiediamo un miracolo.
    Sai, avrei voluto esserti più vicino in quei giorni, perché pensare a qualcuno la cui esistenza da un senso alla vita, rende migliore la nostra o forse anche perché ha ragione quell’anziano medico europeo (!) conosciuto da Terzani, secondo il quale il miglior rimedio per le malattie, soprattutto le più gravi, sono proprio i baci e gli abbracci.
    E tu, dimmi: hai una vita felice?
    Ti senti in qualche modo amata?...
    Dobbiamo partire dall’amore che è negazione della ragione, quella che poco alla volta ha cancellato ogni sorta di magia, lasciandoci soli dentro un’arida esistenza.
    Tu mi hai fatto comprendere quanto sia importante sentirsi parte del tutto, cercando al tempo stesso il centro, il nostro centro.
    Come si fa a non rendersi conto che vi è un nesso fra ciò che facciamo o meno, le nostre frustrazioni, le gioie e le cellule del nostro corpo?
    Se è vero che siamo fatti di ciò che mangiamo, beviamo, respiriamo, noi siamo pure le storie che rammentiamo, le favole che ci hanno raccontato prima di addormentarci, i sogni che ricordiamo, la musica ascoltata, le poesie che abbiamo imparato.
    Già, interessarsi ai sogni di chi si è ammalato!
    Nella medicina occidentale ormai si indaga solo la malattia, senza considerare la vita del malato.
    L’eccessiva specializzazione fa sì che veniamo curati a pezzi, studiati da specialisti che si specializzano sempre di più, senza considerazione alcuna per la forza o lo spirito che quei pezzi tiene assieme.
    Queste pagine sono un pozzo al quale dissetarsi e al tempo stesso rappresentano un cammino, un’ascesa.
    La musica, il silenzio…
    Le varie religioni usano campanelli, gong, tamburelli, per sottolineare alcuni importanti momenti di preghiera.
    Ha ragione Terzani quando osserva la radice comune fra l’amen che chiude la preghiera cristiana e l’OM!
    Noi occidentali non siamo abituati al silenzio, lo assimiliamo alla morte e per questo ne abbiamo paura, ma senza silenzio non avremmo musica e parole.
    Musica, silenzio e parole: l’essenziale non può essere visto dagli occhi.
    Come il vento!
    Tu, da subito, hai compreso che dovevi lasciarti attraversare proprio dal vento.
    E’ forse questo il nostro vero segreto?
    La salute non sta nei risultati di analisi da far rientrare entro certi parametri, una sorta di accettabile spread o corretto rapporto con il pil del nostro corpo.
    Tutto potrebbe rientrare nella norma e noi invece lì, a continuare a star male: serve armonia.
    Non si dovrebbe curare la malattia in sé, ma il paziente, perché quando un uomo si ammala, serve a poco curare il suo corpo, aggiustarlo in qualche modo.
    Quanto è più importante avere accanto un altro essere sul quale poter contare, sapere che ci ama, al di là dei luoghi e delle distanze.
    Più ci avviciniamo a ciò che siamo veramente e più possiamo sentirci felici.
    Quando ridiamo, ci accostiamo un po’ a questa condizione, perché una persona che ride sinceramente, manifesta completezza.
    …riusciremo a tenere ancora per noi il segreto dei nostri silenzi carichi di parole non pronunciate, del nostro ridere insieme?
    Sfoglio le ultime pagine e salgo ancora.
    …nelle nuvole!
    Un cerchio nel cielo: quante volte mi hai detto che questa vita è un cerchio!
    Dovrei concentrarmi di più e diventare io stesso una nuvola, ma potrei farlo solo insieme a te: una sola nuvola, fatta col tepore dei baci che ci siamo scambiati.
    Davvero, sai?
    Un incontro, fra milioni di quelli possibili, può riuscire a cambiare una vita.

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    ilsegretodelbosco said on Jun 3, 2014 | 8 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Due partenze e una fermata. Una partenza fisica, un viaggio fisico con una fermata fisica. E una partenza spirituale senza una fermata.
    Un viaggio all'esterno, alla ricerca di una "cura", spinto da una sfiducia per la scienza allopatica, o meglio per ...(continue)

    Due partenze e una fermata. Una partenza fisica, un viaggio fisico con una fermata fisica. E una partenza spirituale senza una fermata.
    Un viaggio all'esterno, alla ricerca di una "cura", spinto da una sfiducia per la scienza allopatica, o meglio per l'occidente in generale. E un viaggio all'interno: l'uomo erratico, a tutti noto, smette di vorticare per il mondo e decide di scavare nelle profondità del Sé.

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    Maiade said on May 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Affronatre la malattia con la stessa curiosità del giovane corrispondente che parte per il fronte. Libro vero, di un uomo che guarda in faccia la vita e la morte con la serenità di un bambino.
    Da leggere assolutamente. Insegnamento.

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    Marco said on May 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi è piaciuto soprattutto come ha affrontato determinate tematiche, in un modo non scontato, con molti spunti di riflessione.
    Nonostante il libro mi sia piaciuto, l'ho trovato "pesante", ci ho messo diverso tempo a finirlo, forse proprio per la "com ...(continue)

    Mi è piaciuto soprattutto come ha affrontato determinate tematiche, in un modo non scontato, con molti spunti di riflessione.
    Nonostante il libro mi sia piaciuto, l'ho trovato "pesante", ci ho messo diverso tempo a finirlo, forse proprio per la "complessità" degli argomenti trattati.

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    Pollosere said on Apr 23, 2014 | Add your feedback

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