Un amore

Di

Editore: Mondadori

4.0
(3060)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 258 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Tedesco , Chi semplificata

Isbn-10: A000014391 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
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  • 5

    "L'unica cosa che ho da darti è questa mia persona, se non ti fa schifo"

    Se non leggerai mai Buzzati, mai assaporerai il mistero, nè conoscerai l'allegoria che farà parlare la tua anima a quella di un'altra persona, in silenzio.
    Non riconoscerai all'ora giusta l'incantesi ...continua

    Se non leggerai mai Buzzati, mai assaporerai il mistero, nè conoscerai l'allegoria che farà parlare la tua anima a quella di un'altra persona, in silenzio.
    Non riconoscerai all'ora giusta l'incantesimo delle città, nè le speranze che scendono dal settentrione. Ti guarderai attorno senza capire, e ti fermerai a esaminare una vetrina il titolo di un libro che dimenticherai presto; chiederai un'altra sigaretta, impaziente di fare ritorno a casa. E non dirai mai quanto è bello questo amore, ma povere cose che nè a me nè a te importano. Non ti accorgerai dei fantasmi, nè dei presentimenti che passano; non ti sentirai, come me, chiamato a una sorte orgogliosa. Non udirai quella specie di musica, né capirai perché la gente ogni tanto ti guardi con occhi buoni e carichi di mistero. Sarai troppo distante, dentro a una vita che ignori, e basterà poco tempo perché tu dimentichi tutto quel che hai letto. Non riuscirai più a ricordare il nome di quella persona, confusa tra le innumerevoli ombre.
    Perché Buzzati è come Stevenson, è come Perutz. E' magico.
    Non leggerai mai Un amore, apparente storiella d'un puttaniere di mezza età nella Milano del 1960 che si innamora di una giovanissima prostituta, e ammatisce per lei, mai sospettando che privandoti della lettura di Buzzati non sarai neppure per un istante felice.

    ha scritto il 

  • 5

    un amore inceppato

    Un amore con una giovane prostituta, tra menzogne, egoismi e voglia di sopravvivere, in una Milano cupa, misteriosa e fascinosa, perduta nelle spire del sesso e regolata dai ritmi del lavoro. Il libro ...continua

    Un amore con una giovane prostituta, tra menzogne, egoismi e voglia di sopravvivere, in una Milano cupa, misteriosa e fascinosa, perduta nelle spire del sesso e regolata dai ritmi del lavoro. Il libro forse a volte è prolisso, si incastra in pensieri ripetitivi e forse poteva anche essere composto da un minor numero di pagine, lo avrebbe reso più attraente e fresco. Tuttavia la scrittura è bellissima e ricca, la storia coinvolgente e disturbante.

    ha scritto il 

  • 3

    Accanto a pagine di una bellezza inarrivabile, Buzzati scrive con la lingua della strada e la punteggiatura ne segue il ritmo rendendo il racconto confidenziale.
    Bellissimo quando l'io narrante è lo s ...continua

    Accanto a pagine di una bellezza inarrivabile, Buzzati scrive con la lingua della strada e la punteggiatura ne segue il ritmo rendendo il racconto confidenziale.
    Bellissimo quando l'io narrante è lo scrittore, fastidioso quando è il protagonista.
    È una storia dall'atmosfera cupa, senza slanci, una storia misera e miserevole, dove di amore non se ne vede nemmeno l'ombra.
    Più che di un amore, infatti, è la storia di una infelice ossessiva malattia, è una piaga aperta e maleodorante con cui ci si gingilla provocando così al contempo dolore e sollievo.
    Una malattia che viene scandita da un testo ripetitivo e molto realistico, che come un metronomo batte il tempo senza passione.
    Il protagonista è uno sciocco, un uomo inutile e meschino, incapace di relazioni, squallido e implorante e come dice Piera, fiera puttana, nella sua perfetta arringa "...al posto della Laide io te ne avrei fatte anche di peggio". Ed è vero. È questo che suscita questo mollusco borghesuccio privo, nella sua sottomissione strisciante, di alcunché di interessante.
    Gli anni '60, rutilanti, benestanti e trasgressivi, sono invece qui rappresentati dalle piccolezze della vita quotidiana delle anime perse, che vivono vite inscatolate e conformiste o vite di bassissimo profilo in cerca di un facile quanto esiguo riscatto, che non arriva mai.
    Il tutto chiuso da quattro paginette mediocri, infarcite di riflessioni scontate e francamente abbastanza noiose.
    Tuttavia non posso dire che non mi sia piaciuto per niente, anzi a tratti l'ho trovato anche geniale. Ma forse avevo delle aspettative troppo alte e sono state disattese.

    ha scritto il 

  • 4

    "Il ballo era- egli capì- un meraviglioso simbolo dell'atto sessuale. La regola, la disciplina, la ferrea e spesso crudele imposizione alle membra, di movimenti difficili e dolorosi, il costringere qu ...continua

    "Il ballo era- egli capì- un meraviglioso simbolo dell'atto sessuale. La regola, la disciplina, la ferrea e spesso crudele imposizione alle membra, di movimenti difficili e dolorosi, il costringere quei giovani corpi verginali a far vedere le più riposte prospettive in posizioni estremamente tese e aperte, la liberazione delle gambe, del torso, delle braccia nelle loro massime disponibilità: tutto questo era per la soddisfazione del maschio" (capitolo VIII)

    Il borghese Dorigo "corrotto, ricco e fortunato" si innamora di Laide, una ballerina crudele, spietata, cinica e spregiudicata fino all'inverosimile. Il suo è un amore disgraziato, disposto a tutto e per questo malvagio. Paga per averla e Laide gli sfugge continuamente. Buzzati è magistrale: il dolore di Dorigo e il suo amore così ingenuo e dolce spingono a odiare Laide, a vederla come un'ingrata. Solo le pagine finali rovesciano il punto di vista: chi è vittima e chi carnefice? Non c'è assoluzione né speranza né magra felicità per nessuno dei due: questo è ciò che provoca un amore egoista.

    ha scritto il 

  • 4

    Non riuscivo a staccarmi da quelle pagine, da quelle parole, da quel flusso continuo di lettere. Non so neanche se sono in grado di fare una recensione di questo libro. Mi ha rapita, non tanto per la ...continua

    Non riuscivo a staccarmi da quelle pagine, da quelle parole, da quel flusso continuo di lettere. Non so neanche se sono in grado di fare una recensione di questo libro. Mi ha rapita, non tanto per la trama, quanto per lo stile. E che stile.

    ha scritto il 

  • 0

    L'uomo mediocre

    L'uomo mediocre, l'uomo borghese, la società indifferente. Penetrati dalla grande torre nera, dal tempo inesorabile, dall'ipocrisia che auto-giustifica.

    Credere, cambiare, essere vivi. Ci nutriamo di ...continua

    L'uomo mediocre, l'uomo borghese, la società indifferente. Penetrati dalla grande torre nera, dal tempo inesorabile, dall'ipocrisia che auto-giustifica.

    Credere, cambiare, essere vivi. Ci nutriamo di semplici desideri ma preferiamo fallire invece di tentare.
    Siamo noi, mediocri e borghesi.

    ha scritto il 

  • 4

    La dipendenza affettiva

    In questo romanzo di Dino Buzzati troviamo descritta perfettamente la dipendenza affettiva che si può instaurare in alcuni uomini di ogni età per via di un trauma infantile di abbandono. Viene raccont ...continua

    In questo romanzo di Dino Buzzati troviamo descritta perfettamente la dipendenza affettiva che si può instaurare in alcuni uomini di ogni età per via di un trauma infantile di abbandono. Viene raccontata la storia d'amore di Antonio che rimasto solo alla soglia dei cinquanta inizia a frequentare numerose prostitute e si innamora perdutamente di una giovanissima, ingenua e bellissima ninfetta che seguirà dappertutto come un vero e proprio servo perdendo tutta la propria dignità e stima, crollando in un baratro di atroce sofferenza perché sente sempre in cuor suo quel disperato bisogno degli innamorati di condividere ogni attimo della propria vita con l'amata e nell'impossibilità di farlo la disperazione della mancanza, della perdita e della gelosia in ogni attimo in cui lei non c'è. Ma alla fine di questo tortuoso percorso che forse quasi ogni uomo prova almeno una volta nella vita forse c'è un'ancora di salvezza che ci affranca dalla dipendenza e dalla solitudine, la consapevolezza che in realtà non si è mai davvero soli. Il romanzo è scritto come una commedia dei suoi anni ed in molti tratti ci sono dei pezzi di letteratura memorabili. Abbiamo la Milano da bere di quegli anni e il suo accento, il cielo plumbeo della città, se ne tocca la nebbia e il sole e lei, la piccola dea irraggiungibile e indifferente, Laide che con l'indifferenza della giovinezza fa impazzire un uomo.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggere Buzzati è la sicurezza di un tuffo al cuore

    Adoro le riletture quando sono passati dieci anni e più dalla scoperta di un bel libro. Le riletture sono necessarie quando si tratta di libri amati.
    Questa volta, questo Buzzati così personale, soffe ...continua

    Adoro le riletture quando sono passati dieci anni e più dalla scoperta di un bel libro. Le riletture sono necessarie quando si tratta di libri amati.
    Questa volta, questo Buzzati così personale, sofferto, complicato mi ha semplicemente confermato che la sua è una delle voci più autentiche, limpide e aperte di tutto il (secondo) Novecento italiano. Il migliore? Sì, forse sì.
    Leggere un Buzzati è, per me, la sicurezza di un tuffo al cuore. Lo è stato quando avevo 20, 30 anni, e lo è ancora.
    Magia!

    Ma questa rilettura è stata anche una prova di coinvolgimento umano. Non solo personale, umanissimo. Sia negli episodi sofferti, sia nei tentativi di sfatarli (quel chiamarsi o sentirsi chiamare "cretino", "cretinissimo"...).
    Al di là della trama, di questo romanzo resta la meravigliosa consonanza fra esseri umani e scenografie, sia nel contesto urbano di una Milano in trasformazione e talvolta crudele sia nell'immersione nella pianura padana, mobile e dialogante.

    E la conclusione. Oh, che conclusione!

    ha scritto il 

  • 5

    Buzzati, nel suo libro, racconta "Un amore" malato, perverso, morboso e irrazionale, come ogni vero amore romantico, ma, agli occhi del lettore, spoglio di ogni elemento sentimentale che non sia unila ...continua

    Buzzati, nel suo libro, racconta "Un amore" malato, perverso, morboso e irrazionale, come ogni vero amore romantico, ma, agli occhi del lettore, spoglio di ogni elemento sentimentale che non sia unilaterale, e quindi crudele e foriero di sofferenze.
    Ma non è solo una potente disanima di come l'uomo può perdere la razionalità e, quindi, disumanizzarsi. "Un amore" più che ambientato a Milano, è esso stesso stesso un libro su Milano, sulla sofferenza e la solitudine nella metropoli, sulla malinconia e sul chiasso urlato della città, contrapposto al silenzio interiore, che non trova spazio e non trova sfogo nell'opprimente architettura dei palazzi, nella geografia delle strade, nel tran tran quotidiano.
    Leide stessa, la protagonista femminile, a cui non viene mai concessa voce e proscenio, se non attraverso il protagonista Antonio Dorigo, "per quello che rappresentava di femmina, di capriccio, di giovinezza, di genuinità popolana, di malizia, di inverecondia, di sfrontatezza, di libertà, di mistero [...] simbolo di un mondo plebeo, notturno, gaio, vizioso, scelleratamente intrepido e sicuro di sè", sembra essere ella stessa Milano.

    ha scritto il 

  • 4

    Secondo me un gran bel libro. L'indagine della natura umana esperita da un Buzzati che vive il problema è molto reale, ricca e estesa. Il rapporto tra il maturo "borghese" e la giovane "prostituta" pr ...continua

    Secondo me un gran bel libro. L'indagine della natura umana esperita da un Buzzati che vive il problema è molto reale, ricca e estesa. Il rapporto tra il maturo "borghese" e la giovane "prostituta" propone un itinerario che metterà in contrapposizione in modo esemplare entrambi i ruoli ... riuscendo pure a capovolgerli.

    ha scritto il 

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