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Un amore

Come un borghese può impazzire d'amore per una ragazza squillo

Di

Editore: Mondadori (Oscar)

4.0
(2703)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 270 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Tedesco , Chi semplificata

Isbn-10: A000120869 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
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  • 5

    Bello, bellissimo, un crescendo che ti rapisce trascinandoti vorticosamente nel gorgo dell'ossessione amorosa del protagonista. Pian piano i fatti cedono ai pensieri e ci si trova a vagare sperduti n ...continua

    Bello, bellissimo, un crescendo che ti rapisce trascinandoti vorticosamente nel gorgo dell'ossessione amorosa del protagonista. Pian piano i fatti cedono ai pensieri e ci si trova a vagare sperduti nel labirinto di una storia martellante, pura eppure aggrovigliata in una spirale di menzogne in cui forse il protagonista stesso resta abbagliato dai miraggi delle proprie proiezioni. Per quasi tutto il libro si parteggia per il protagonista, architetto dalla rassicurante estrazione borghese, vinto e perduto dall'amore torbido per una prostituta giovane ma già corrotta, che sembra dissipare la purezza incondizionata di un sentimento totalizzante a causa della sua impenitente frivolezza, forte solo della sua spudorata ma già marcia giovinezza. Ci vogliono le ultime pagine del libro per squarciare il velo dell'ipocrisia e indurci a guardare con uno sguardo diverso, meno impietoso e severo, la dissolutezza della giovane Laide. Nelle ultime pagine, di un'accecante bellezza narrativa, di dissolve il velo ingannevole che avviluppa la società borghese e che lambisce lo stesso protagonista che pure avevamo creduto immacolato e sviato da un amore distruttivo. Scopriamo, così, che nessuno è incolpevole e che ognuno, nella società del libero scambio, vende e compra ci che ha, ciò che può riscattarlo dalla miseria materiale e/o morale. Così, è colpevole e allo stesso tempo miserabile Laide, che vende senza remore il suo giovane corpo, da prostituta giovane ma già rotta ad ogni finzione e inganno, ma è colpevole e miserabile Dorigo che, non pago di acquistare col denaro il corpo di chi ama, vorrebbe con quegli stessi soldi comprarne l'anima e che, ogni volta che impatta con la resistenza disperata con cui la ragazza cerca ostinatamente di salvare il suo estremo brandello di libertà, finisce per dannarsi rasentando la perdizione.

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimo romanzo, questo, e lo dico nonostante io abbia sempre meno pazienza con i masochisti e sia sempre più pragmatica. Qui però ci sono delle pagine bellissime sull'amore, e delle pagine belliss ...continua

    Bellissimo romanzo, questo, e lo dico nonostante io abbia sempre meno pazienza con i masochisti e sia sempre più pragmatica. Qui però ci sono delle pagine bellissime sull'amore, e delle pagine bellissime su una Milano che da una prospettiva sembra una cittadina provincialotta in cui tutti conoscono tutti, da un'altra viene descritta come una metropoli in fieri, una città violenta e senza cuore che pulsa e vive con i suoi milioni e milioni di abitanti ferocemente impegnati nella loro lotta per la sopravvivenza. Poi ci sono delle pagine interessanti sugli ideali borghesi di un Italia che negli anni Sessanta stava cominciando a cambiare, ma mai troppo.

    Continua qui
    https://abrightshininglie.wordpress.com/2015/03/01/un-amore/

    ha scritto il 

  • 2

    E' difficile per me capire....

    come sia possibile che questo libro abbia ricevuto quasi 2000 recensioni ottime mentre io l'ho trovato a mala pena sufficiente; mi viene il dubbio che forse mi è sfuggito qualcosa, forse non ne ho pe ...continua

    come sia possibile che questo libro abbia ricevuto quasi 2000 recensioni ottime mentre io l'ho trovato a mala pena sufficiente; mi viene il dubbio che forse mi è sfuggito qualcosa, forse non ne ho percepito la vera essenza eppure l'ho letto con attenzione.
    A mio avviso ho trovato questo libro irritante e noioso, sembra quasi che l'autore ci dia licenza di prendere a sberle il protagonista per farlo svegliare da quell' imbolamento amoroso in cui è precipitato, sotto la capricciosa volontà della protagonista a cui avrei dato volentieri due ceffoni e mandato a quel paese mille volte.
    Come detto su ho difficoltà a percepire un qualcosa di emozionante, nulla in assoluto se non le mirabili paranoie del protagonista e la sfacciatagine della Laide.
    E per finire, io non ho capito il finale!
    Prima volta che mi accade, se qualcuno volesse spiegarmelo anche in privato, ne sarei felice.
    In ultima analisi, per me è sconsigliato!!

    ha scritto il 

  • 5

    Una recensione

    Un libro che mi ha fatto provare tante emozioni: compassione, pena, rabbia, tristezza, insoddisfazione, sofferenza. Un libro che, nonostante l'unicità e la particolarità della storia, delinea l'assolu ...continua

    Un libro che mi ha fatto provare tante emozioni: compassione, pena, rabbia, tristezza, insoddisfazione, sofferenza. Un libro che, nonostante l'unicità e la particolarità della storia, delinea l'assolutezza del sentimento amoroso, analizzando i sentimenti di Dorigo che ci rendiamo conto essere i sentimenti di tutti noi, di tutti coloro che amano e non sono corrisposti, che amano e sono gelosi, che amano e non si fidano. Un libro scritto bene ma talmente bene che ti sembra di stare sulle montagne russe, che ti fa entrare nella mente del protagonista con una maestria incredibile e ti fa venir voglia di entrare nella storia e dargli una bella scrollata. Un libro che stupisce per l'imprevedibilità della punteggiatura, dei tempi verbali, per l'assenza delle virgole, per l'associazione di idee e i monologhi interiori. Un libro che va assolutamente letto.

    ha scritto il 

  • 4

    “ L'amore ? E' una maledizione che piomba addosso e resistere è impossibile. “

    Un personaggio per il quale non ho provato una grande simpatia ma solo tanta umana comprensione quello di Antonio Dorigo , un architetto di quasi cinquant'anni , non ricco ma benestante , con l'abitud ...continua

    Un personaggio per il quale non ho provato una grande simpatia ma solo tanta umana comprensione quello di Antonio Dorigo , un architetto di quasi cinquant'anni , non ricco ma benestante , con l'abitudine ormai inveterata di frequentare giovani prostitute, che perde quasi completamente la ragione dopo aver incontrato l'ancora minorenne Laide.
    Infatti , da uomo anziano quale sono , posso capire il penoso stato confusionale in maschi di mezz'età , o peggio addirittura vecchi , indotto da dipendenza fisica e mentale da giovani donne che sfocia quasi sempre in una progressiva ed incontrollabile gelosia morbosa tale da stravolgere completamente l'esistenza .
    E' un fenomeno che capita più spesso di quanto non si creda tanto da aver fornito , e da fornire , più di uno spunto per opere letterarie o cinematografiche.
    Ciò detto però , pur apprezzando come sempre lo stile di Buzzati che non viene mai meno , non mi sento di inserire questo romanzo fra le sue opere migliori avendolo trovato in certi tratti un po' scontato , in altri un tantino ripetitivo.
    Le mie quattro stelle valgono quindi come testimonianza di stima per l'autore più che per l'opera stessa.

    ha scritto il 

  • 3

    Per affezionarmi ad una storia e sentirmene coinvolta, ho bisogno di provare simpatia per almeno un personaggio. In questo racconto, purtroppo, non ho trovato nessuno ad inspirarmi questo sentimento; ...continua

    Per affezionarmi ad una storia e sentirmene coinvolta, ho bisogno di provare simpatia per almeno un personaggio. In questo racconto, purtroppo, non ho trovato nessuno ad inspirarmi questo sentimento; non di certo la cinica "vittima" Laide, ne tantomeno il succube, grigio Dorigo. Peccato!

    ha scritto il 

  • 4

    Una telefonata. Un breve percorso in macchina, sei piani di ascensore, ed ecco già la ninfetta stava togliendosi il reggipetto, sorridendo.

    Impossibile computare tutti gli uomini borghesi che arrivati alla soglia della mezza età, ma anche parecchio oltre, si riconoscerebbero nel personaggio di “Un amore”.
    ≪Ci sono individui […] che matura ...continua

    Impossibile computare tutti gli uomini borghesi che arrivati alla soglia della mezza età, ma anche parecchio oltre, si riconoscerebbero nel personaggio di “Un amore”.
    ≪Ci sono individui […] che maturano tardi, molto avanti con gli anni. Io debbo essere uno di quelli. Molte cose non le capisco ancora, altre le ho capite quando non mi serviva più di capirle. L’amore per la donna, dico l’amore, non l’andarci a letto, le gelosie, le lacrime di passione, il desiderio di morire o addirittura di uccidersi, il piacere disperato di soffrire per un’ingrata, per un’infedele, tutto questo l’ho scoperto solo in questi tempi. Non saprei dire se son diventato finalmente maturo, o arrivo appena adesso ai veri vent’anni≫, dice Buzzati. Nell’ astrattezza dell’articolo indeterminativo che lo precede,inglobato nel titolo dell’opera, ma intenzionalmente imprecisato e volutamente provocatorio, si cela una delle tante facce dell’amore, se così si può definire.Supponiamo di sì. Un architetto meneghino di mezza età frequenta la garconniere della signora Ermelina ed ha un incontro amoroso con una giovanissima ballerina, che sembra uscita da un quadro di Degas. In quella neghittosa fanciulla d’opinabile bellezza ”viveva meravigliosamente la città dura, decisa, presuntuosa, sfacciata, orgogliosa, insolente. Nella degradazione degli animi e delle cose, fra suoni e luci equivoci, all’ombra tetra dei condomini, fra muraglie di cemento e di gesso, nella frenetica desolazione, una specie di fiore”. E l’uomo capitola in una vera e propria ossessione,attorno all’attesa di una chiamata o d’un incontro,unico momento di cesura del suo strazio amoroso per la sardonica mammifera da lui spasimata.”Lui l’amava per se stessa, per quello che rappresentava di femmina, di capriccio, di giovinezza, di genuinità popolana, di malizia, di inverecondia, di sfrontatezza, di libertà, di mistero. Era il simbolo di un mondo plebeo, notturno, gaio, vizioso, scelleratamente intrepido e sicuro di sé che fermentava di insaziabile vita intorno alla noia e alla rispettabilità dei borghesi. Era l’ignoto, l’avventura, il fiore dell’antica città spuntato nel cortile di una vecchia casa malfamata fra i ricordi, le leggende, le miserie, i peccati, le ombre e i segreti di Milano. E benchè molti ci avevano camminato sopra, era ancora fresco, gentile, profumato.” Il tema nient’ affatto inusitato alla letteratura è “nobilitato” da una scrittura che mette subito a fuoco il nervo scoperto del protagonista. Gli aggettivi si affastellano seguiti da punti pigri e virgole impreviste,le persone verbali si confondono con concitata naturalezza e le frasi si contraggono in una smorfia nervosa oppure esondano impunemente, plasmando la turpitudine emotiva con grande padronanza.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo è il racconto di un amore, un amore disperato, una passione, un’ossessione, oserei dire la follia di un piccolo borghese cinquantenne per una giovane prostituta.
    Un incontro banale si trasforma ...continua

    Questo è il racconto di un amore, un amore disperato, una passione, un’ossessione, oserei dire la follia di un piccolo borghese cinquantenne per una giovane prostituta.
    Un incontro banale si trasforma in una scintilla che accende il suo inferno chiamato amore, fatto di dubbi, paure, rabbia, gelosia, possesso, umiliazioni..
    Buzzati analizza in maniera così profonda scavando nella mente e nell’animo del protagonista, facendo scoprire i pensieri più intimi e le emozioni più nascoste..
    Dal libro: “Eppure anche a cinquant'anni si può essere bambini, esattamente deboli smarriti e spaventati come il bambino che si è perso nel buio della selva. L'inquietudine, la sete, la paura, lo sbigottimento, la gelosia, l'impazienza, la disperazione. L'amore!”
    Un libro particolare, forse con meno magia ma sempre meraviglioso.

    scritto il 13 set 2009

    ha scritto il 

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