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Un amore

Di

Editore: Mondadori

4.0
(2797)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Tedesco , Chi semplificata

Isbn-10: 8804458208 | Isbn-13: 9788804458203 | Data di pubblicazione:  | Edizione 31

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Un amore malato

    Più che l'amore, é un'ossessione ciò che lega il rispettabile architetto Antonio Dorigo alla giovanissima prostituta Laide. L'uomo, quarantanovenne, è tormentato dalla gelosia, dal sospetto, dal timor ...continua

    Più che l'amore, é un'ossessione ciò che lega il rispettabile architetto Antonio Dorigo alla giovanissima prostituta Laide. L'uomo, quarantanovenne, è tormentato dalla gelosia, dal sospetto, dal timore di perdere quella che, dopo poco tempo, diventerà la sua mantenuta. La ragazza lo provoca, lo umilia, lo tradisce, gli mente, ma lui non può fare a meno di lei: senza Laide, gli manca il respiro.
    Ma è vero amore? No. L'amore è fiducia, fedeltà, rispetto. E in questo rapporto non esiste nulla di tutto ciò. Antonio crede di amare Laide, ma, secondo me, come dice l'autore ...La nuda e triste verità non è invece che lui sta ormai per diventare vecchio e si aggrappa a Laide come l'ultima possibile occasione della giovinezza perduta?.
    Ma cosa succede a certi uomini quando si avvicinano alla mezza età? Perdono la testa? Esiste la famosa "crisi" dei cinquant'anni? Direi di sì.
    Verso la fine del libro, Laide sembra quietarsi e manifesta desideri comuni a tutte le donne: voglia di normalità, voglia di crearsi una famiglia. Eppure Dorigo rimane perplesso: svaniscono improvvisamente le tensioni, le ansie, la sofferenza legate a questa unione. Ma scompare anche la passione inspiegabile per questa donna?
    Non si sa. Il finale è da interpretare.
    Bello. Da leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    Difficile,difficilissimo commentare con serenità e distacco un romanzo che descrive con tanta inesorabile precisione la sensazione totalizzante, assoluta dell'amore, non un amore qualunque, il grande ...continua

    Difficile,difficilissimo commentare con serenità e distacco un romanzo che descrive con tanta inesorabile precisione la sensazione totalizzante, assoluta dell'amore, non un amore qualunque, il grande amore che ti sconvolge, ti scuote fin nelle fondamenta, scompagina la tua vita fino a farti ripensare completamente tutto quello su cui fino a quel momento avevi creduto di fondare ogni cosa, fino a non farti pensare più a nient'altro, a essere presente in ogni tuo pensiero, in ogni azione che fai, in ogni situazione che vivi. E' una sensazione potente e terribile; paradiso e inferno, disperazione ed estasi, schiavitù assoluta e libertà totale, nello stesso tempo. Come si fa a commentare tutto questo? I più, al massimo possono solo augurarsi (o temere) di vivere un'esperienza così. Buzzati è riuscito anche a descriverla. Magistralmente.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto bello, altrettanto vero

    Mi è piaciuto molto! Un'analisi psicologica perfetta! In passato ho provato quello che ha provato Antonio. Leggendo il libro mi è sembrato di provarlo ancora, ma se possibile la prosa mi ha aiutato a ...continua

    Mi è piaciuto molto! Un'analisi psicologica perfetta! In passato ho provato quello che ha provato Antonio. Leggendo il libro mi è sembrato di provarlo ancora, ma se possibile la prosa mi ha aiutato a fare una lettura razionale dell'irrazionale sentimento dell'amore! Una prosa magnifica! Di Buzzati avevo cominciato "Il deserto dei tartari", un'era fa, e l'avevo lasciato perché mi stava addormentando. Questo libro è tutt'altro! Sicuramente leggerò altre opere di Buzzati!

    ha scritto il 

  • 4

    Laide, Lolita italiana? Forse. Ma ancora di più il protagonista è un Humbert milanese e borghese, in parte autobiografico.
    La perfetta rappresentazione del desiderio maschile che, come scrive Mark Eps ...continua

    Laide, Lolita italiana? Forse. Ma ancora di più il protagonista è un Humbert milanese e borghese, in parte autobiografico.
    La perfetta rappresentazione del desiderio maschile che, come scrive Mark Epstein in Buddha, Freud e il desiderio, "è quella a noi familiare di possesso, acquisto e oggettificazione".

    ha scritto il 

  • 5

    Un uomo, "un borghese nel pieno della vita, intelligente, corrotto, ricco e fortunato", si innamora di una giovanissima ragazza squillo. La storia è tutta qui, ma Buzzati distilla i sentimenti - l'amo ...continua

    Un uomo, "un borghese nel pieno della vita, intelligente, corrotto, ricco e fortunato", si innamora di una giovanissima ragazza squillo. La storia è tutta qui, ma Buzzati distilla i sentimenti - l'amore, le ossessioni, il senso di solitudine - li astrae dalla mediocrità dei personaggi, dalle loro vite squallide; li cala in una Milano sordida e sfuggente, che macina le esistenze in un ingranaggio implacabile. Ce li offre in una prosa fluida, libera, li ritrae con dialoghi essenziali e fulminanti.
    E da vita a un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    L'inganno.

    Che questo sia un romanzo erotico poteva pensarlo solo Montale non in quanto poeta straordinario ma in quanto uomo del suo tempo che, come Buzzati, come Moravia, ha avuto la propria educazione sessual ...continua

    Che questo sia un romanzo erotico poteva pensarlo solo Montale non in quanto poeta straordinario ma in quanto uomo del suo tempo che, come Buzzati, come Moravia, ha avuto la propria educazione sessuale in un bordello, quello strenuamente difeso da Buzzati, preoccupato che si perdesse un patrimonio, anzi, come lui stesso disse subito dopo l'approvazione della legge Merlin, "un immenso capitale di cultura". E' questo che fa dire ad Antonio Dorigo, professionista di una colta e insoddisfatta borghesia meneghina che "una donna per bene, che fosse andata in letto con lui per amore disinteressato, gli sarebbe piaciuta infinitamente meno". L'erotismo manca del tutto invece ed è quasi relegato alla volgarità delle confessioni delle prostitute o dei loro clienti, al sospetto della gelosia del protagonista piuttosto che all'intensità di una passione vissuta. Anzi, in un preciso momento l'autore ci avverte di questa dimensione incorporea della passione di Dorigo: "No, del possesso fisico ad Antonio, relativamente, importava ben poco. Se per esempio una malattia l'avesse costretta a non fare mai più l'amore, in fondo lui ne sarebbe stato felice". Dorigo immagina che l'amata possa perdere una gamba e così avvincersi a lui donandogli quell'affetto e quella gratitudine che Laide gli rifiuta, mossa solo dal calcolo.
    Laide è lo strumento, giovane, sfacciato, alieno al mondo di Dorigo con cui questi, giunto sulla soglia dei 50 anni desidera ringiovanire e allontanare da sè l'idea della perdita definitiva della giovinezza e l'approssimarsi del tramonto. Ed ecco che l'ossessione amorosa ma in fondo anche narcisistica arriva a trasfigurare la vita del protagonista trasformando persino il senso della bellezza e dello stare al mondo (bellissime le pagine sulla fuga in auto verso Modena in cui la natura è piegata dalla passione matura ed adolescenziale di Dorigo in un succedaneo del sentimento amoroso, quasi un'idea soggettiva del sublime romantico). La scrittura di Buzzati disegna questa passione in maniera talmente vivida ed efficace (anche se spesso con fastidiose sgrammaticature e slabbrature) che il lettore è catturato nel vortice e ingannato egli stesso dal protagonista. Fino a quando, dal dialogo con Piera, la prostituta che con acutezza ci svela la reale natura del trasporto amoroso di Dorigo per Laide, non comprendiamo che quella passione, quell'ossessione è una sorta di eccitazione drogata, di finzione narcisistica in cui Dorigo celebra il proprio sentimento e sè medesimo, oppure un sè trascolorato, perduto, un Dorigo giovane, sfacciato, allegro, indipendente, vivace e svelto come non è mai stato, come pensa che sia (erroneamente) Laide assieme alle sue umili, oscure origini. Ma quando finalmente arriva lo svelamento, la foschia lascia il campo al giorno luminoso e all'aria cristallina, allora ecco che questo gioco infantile ma così umano, questo giro di giostra volge al termine ("Ma ecco la giostra fermarsi ecco fermarsi il sasso legato alla corda, il cavallo si è solidificato in forma di cavallo e la pietra legata alla corda adesso pende immobile e si riesce finalmente a distinguere, è un sasso"). Ecco che, svanita l'illusione della giovinezza recuperata, appare una torre nella notte di cui cui nel "turbine si era dimenticato". "Come aveva potuto dimenticare una cosa così importante, la più importante di tutte le cose ? Adesso era là di nuovo si ergeva terribile e misteriosa come sempre, anzi sembrava alquanto più grande e più vicina. Sì l'amore gli aveva fatto completamente dimenticare che esisteva la morte." Sono passati due anni ma il timore della morte, transitoriamente accantonato dalla passione per la giovane Laide, ritorna prepotente, più di prima. L'inganno non è servito ma potremmo mai farne a meno ?

    ha scritto il 

  • 4

    Un amore è un concentrato di bellezza. Basterebbe la sola cifra stilistica a riempire il cuore di pura gioia edonistica. Fraseggi in cui la sintesi mirabile basta a descrivere un mondo e un uomo (vedi ...continua

    Un amore è un concentrato di bellezza. Basterebbe la sola cifra stilistica a riempire il cuore di pura gioia edonistica. Fraseggi in cui la sintesi mirabile basta a descrivere un mondo e un uomo (vedi il perfetto incipit) insieme all'incedere incalzante di flussi di pensiero che si riversano nelle pagine improvvisi e impetuosi, veri e propri gorghi in cui le parole si accavallano una sull'altra senza la sosta di una punteggiatura a frenare il dilagare della coscienza. Anche il tempo dell'azione muta costantemente, presente passato e futuro, compressi spesso nello stesso istante, sono i solleciti spettatori dell'amore disgraziato e infelice dell'architetto Dorigo. Buzzati utilizza un cliché - quello dell'uomo benestante di mezza età e della ninfetta - per esplorare con sensibilità chirurgica una delle facce con cui l'amore rivela il bisogno di essere amati, la profonda solitudine delle consuetudini, l'arroganza del possesso. Dorigo e la Laide sono nemesi uno dell'altro, lui appartiene all' èlite borghese, colto e dalla mente vivace, lei prostituta di oscuri natali, trasgressiva, sfrenata e indecente, è l'incontro di due mondi estremi di cui ciascuno possiede la chiave che l'altro vorrebbe. Laide accetta i doni, mente, tradisce, è una creatura delle notti milanesi, spregevole e opportunista non si abbandona e non regala niente di sé, consapevole che tutto questo amore altro non è che un contratto, un velleitario accesso alla società "perbene", mentre lui, attratto da una sorta di purezza, da un rozzo candore totalmente alieno al suo mondo di costruite moine, crede di essere il salvatore, paga la sua compagnia e i suoi vizi, accondiscende ad ogni capriccio e si consuma in un'ossessione amorosa inutile e senza scampo. Buzzati è di una bravura abbagliante, sul palcoscenico di una Milano dai toni chiaroscuro, opaca di giorno e maliziosa nel segreto delle notti, scandaglia ogni palpito, ogni paranoia, ogni fremito di questo amore illusorio la cui chiave non è il riscatto romantico ma la comprensione e l'accettazione delle diverse facce della vita.

    ha scritto il 

  • 0

    Personalmente ho trovato l'idea del libro molto bella e attuale sebbene scritto negli anni Sessanta, ma in alcuni momenti i flussi di coscienza di Antonio rendono la lettura troppo pesante...quasi noi ...continua

    Personalmente ho trovato l'idea del libro molto bella e attuale sebbene scritto negli anni Sessanta, ma in alcuni momenti i flussi di coscienza di Antonio rendono la lettura troppo pesante...quasi noiosa direi, poi sinceramente ( ma questo è un parere del tutto personale) non reputo realistico che un uomo creda e sopporti tutto ciò che sopporta Antonio: Va bene l'amore, ma la DIGNITÀ non si può perdere fino a questi livelli, alcune volte desideravo entrare nel libro per potergli tirare due schiaffi e farlo rinsavire...ma ripeto, questo è un parere del tutto personale, e anzi forse la forza del libro risiede proprio nell'amore incondizionato di Antonio per Laide, nelle sue pene d'amore e nel comportamento sfuggente e presuntuoso della giovane, ma a mio avviso a tutto c'è un limite, e in questo libro alcune volte è stato superato.

    ha scritto il 

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