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Un amore di zitella

Di

Editore: Garzanti (Narratori moderni)

3.5
(945)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 116 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8811678161 | Isbn-13: 9788811678168 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Paperback , CD audio , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Romance

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Descrizione del libro
Iole Vergara è la zitella del paese. Lavora come dattilografa presso il Comune, abita in un condominio affacciato sul lago e la sera cena con una tazza di caffellatte. È un'esistenza fatta di abitudini, grigia e monotona, se non fosse per le chiacchiere con la collega Iride sulla prostata del segretario comunale, o per i mille pettegolezzi che s'inseguono in paese. Ma persino la timida e solitaria Iole ha un segreto, come scoprirà Iride nel ricevere il regalo di nozze della collega: si chiama Dante, e per qualche tempo al centro dei pettegolezzi ci sarà proprio il misterioso amico della dattilografa comunale.
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  • 2

    Non è un libro da ombrellone!

    perché è così sottile, leggero, evanescente, inconsistente che un refolo di vento se lo può portare via.
    39 capitoli per poco più di 100 pagine, alla fine di ognuno dei quali un bel po' di spazio bianco, caratteri corpo talpa, per un raccontino che spazia dalla prostata del capufficio al de ...continua

    perché è così sottile, leggero, evanescente, inconsistente che un refolo di vento se lo può portare via.
    39 capitoli per poco più di 100 pagine, alla fine di ognuno dei quali un bel po' di spazio bianco, caratteri corpo talpa, per un raccontino che spazia dalla prostata del capufficio al dettaglio delle ferie del messo comunale alla breve vita del primo marito della zia. Con la profondità di un pettegolezzo di mia cognata su gente che non conosco che mi ha interessata altrettanto. No, Vitali non fa per me, Gaia, mi spiace! :)
    (PS: non è che io legga solo Proust eh! anzi, confesso, non l'ho letto per niente)

    ho editato una rece per esperimento

    ha scritto il 

  • 1

    Ma non un amore di libro

    Il libro già edito nel 1996, è l'ottavo libro dell'autore. Copertine sempre ben disegnate quelle della Garzanti, edizioni eleganti, invogliano alla lettura. Buona l'impaginazione, il carattere e il controllo degli errori ortografici. Classico stile di Vitali è quello di raccontare storie corali ...continua

    Il libro già edito nel 1996, è l'ottavo libro dell'autore. Copertine sempre ben disegnate quelle della Garzanti, edizioni eleganti, invogliano alla lettura. Buona l'impaginazione, il carattere e il controllo degli errori ortografici. Classico stile di Vitali è quello di raccontare storie corali senza un vero e proprio protagonista. Dal titolo di copertina ci si aspetta di innamorarsi subito di quest'amore di zitella anche perchè si è fuorviati dalla quarta di copertina che recita: "A Bellano la dattilografa del comune si sposa! E' caccia al fantomatico fidanzato...". Probabilmente chi ha scritto ciò non ha neanche letto il libro. Con Vitali ci si aspetta sempre di passare delle ore di lettura spensierate condite da qualche risata, purtroppo ciò stavolta non avviene e questo romanzo si trascina lentamente (cosa che non ci si aspetterebbe in un romanzo di 116) perchè deficitario di trama e contenuti. Anche i dialoghi sembrano un po' costruiti a tavolino. Insomma, un romanzo che non verrà ricordato fra i migliori di Vitali.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle possono sembrare pochine, anche perchè questo libro non ha grossi difetti: lo stile di Vitali è scorrevole e Bellano e i suoi personaggi sono ben definiti e particolari, sempre un piacere da leggere..
    Sono solo tre stelline perchè arrivata in fondo al libro mi sembrava di aver le ...continua

    Tre stelle possono sembrare pochine, anche perchè questo libro non ha grossi difetti: lo stile di Vitali è scorrevole e Bellano e i suoi personaggi sono ben definiti e particolari, sempre un piacere da leggere..
    Sono solo tre stelline perchè arrivata in fondo al libro mi sembrava di aver letto solo una parte di una storia più ampia.. Il romanzo è una finestra di un anno sulla vita della "zitella" e io sono rimasta con la voglia di scoprire cosa ne sarà di Iole Vergara: se ne andrà a Rapallo? Rimarrà a Bellano?

    ha scritto il 

  • 4

    Questo breve romanzo è una fotografia, è l’immagine cristallizzata di un anno di vita a Bellano, nel 1962. Di Vitali amo la passione che ci mette nel descrivere il suo paese, Bellano appunto, vero protagonista di ogni suo romanzo. Che sia appena dopo la I guerra mondiale, o durante il fascismo, o ...continua

    Questo breve romanzo è una fotografia, è l’immagine cristallizzata di un anno di vita a Bellano, nel 1962. Di Vitali amo la passione che ci mette nel descrivere il suo paese, Bellano appunto, vero protagonista di ogni suo romanzo. Che sia appena dopo la I guerra mondiale, o durante il fascismo, o durante il boom economico, Vitali ci mette passione; ci porta nella sua Bellano, meno famosa delle altre cittadine che si affacciano sul Lago di Como, ma non per questo meno suggestiva.

    Dicevo, è come una fotografia. I romanzi di Vitali sono caratterizzati dall’essere frizzanti e dinamici, non senza dimenticare una vena ironica che strappa un sorriso al lettore. Chi legge Vitali in pubblico si troverà ogni tanto a sorridere, se qualcuno vi prende per matto consigliategli la lettura di un suo romanzo.

    La storia è, ovviamente, ambientata nella Bellano di Vitali; siamo negli anni ’60 e in questo breve romanzo ci vengono raccontati alcuni episodi divertenti che accadono nelle vite di impiegati comunali. Sembrano vite piatte, normalissime, senza nessun effetto speciale: eppure, tutti i personaggi di Vitali sono così ma poi arriva il punto in cui l’insospettabile svela un segreto ed ecco il colpo di scena.

    Iole Vergata è la zitella del paese, donna semplice e modesta, non va mai in vacanza e cena con una tazza di caffelatte riscaldato. A causa di una serie di piccoli e divertenti equivoci, la collega di Iole – la pettegola Iride – crederà che un fantomatico Dante faccia la corte a Iole, ma in realtà…. la quiete della zitella verrà scossa non solo da Dante ma anche da Zia Ortensia, una zia che giunge da lontano…

    Tra equivoci e scherzi innocenti il tempo passa e vediamo mutare le stagioni lungo il lago: dal gennaio gelido sino all’estate afosa, per tornare all’autunno tiepido e ventoso infine un dicembre freddo e uggioso.

    La vera protagonista del romanzo, però, non è Iole Vergata, bensì Bellano la cittadina che ha dato i natali a Vitali. E proprio l’affetto che Vitali nutre per il suo paese, per come lo descrive appassionatamente, mi ha fatto venire voglia di visitarlo.

    ha scritto il 

  • 2

    Bellano sul lago di Como - 08 set 13

    Un nuovo capitolo della sterminata saga ambientata a Bellano, non solo paese reale ma anche pa-ese natale del prolifico Vitali. Abbiamo ormai imparato che l’autore prende spunto da piccoli fatti vissuti o conosciuti durante la sua costante carriera di medico condotto, e da questi trae piccole o g ...continua

    Un nuovo capitolo della sterminata saga ambientata a Bellano, non solo paese reale ma anche pa-ese natale del prolifico Vitali. Abbiamo ormai imparato che l’autore prende spunto da piccoli fatti vissuti o conosciuti durante la sua costante carriera di medico condotto, e da questi trae piccole o grandi storie. Certo, meglio rappresentate ed argomentate quelle che si svolgono nel ventennio, dove, utilizzando i vari personaggi, riesce da un lato a mettere in vista le contraddizioni del regime fascista, dall’altra ci riserva le gustose parentesi umoristiche della vita quotidiana. Subito sotto le altre, da quelle ambientate ai primi del secolo, a quelle (come la presente) che invece si svolge nel 1962. Siamo nell’Italia del boom, c’è Tony Renis che canta “Quando, quando, quando”, ci sono i sogni del totocalcio e delle prime lotterie. E c’è la vita che gravita intorno all’Ufficio Comunale. Intorno ai personaggi dell’ufficio, Vitali costruisce la sua microstoria, sempre con quel suo marchio dei capitoli brevi, di un paio di pagine l’uno, che danno ritmo alle storie (come se fossero scritte su piccoli fogli volanti, tra una visita e l’altra). Il perno della vicenda è Iole, la zitella del paese (e del titolo), non bella ma forse piacente, sicuramente con un buon cervello (che a volte le consente voli che non seguono i suoi cittadini). E c’è il contraltare Iride, la maneggiona, che cerca di arrotondare lo stipendio con piccoli espedienti e molte chiacchiere. Controllore ed arbitro delle vicende, il segretario Restelli, con il suo piccolo problema privato (ma per lui gigante) di una prostata che non fa il proprio dovere. Il tutto si scatena proprio dalla prostata. Restelli per mettere a posto l’Ufficio prima dell’operazione toglie un lavoro a Iride dandolo a Iole. La prima non si capacita, la seconda non può rifiutare. Nasce così una lotta senza esclusione di colpi. Che avrà il suo culmine quando Iride non invita Iole al suo matrimonio. Iole, per far sentire la sua superiorità, invia comunque un regalo ai novelli sposi. Una Divina Commedia rilegata. Scrivendo un biglietto firmato “Iole e … Dante”. Ovviamente i grandi somari del paese cascano nella trappola. E da quel momento nasce tutta una serie di qui pro quo della segreta tresca amorosa con il misterioso Dante. In tutto si innesta la presenza della zia Ortensia di Rapallo. Una costante nella vita di Iole, anche se è più un’amica che una parente (e mi domando se sia la stessa che profuma di menta in un altro libro di Vitali). Presenza anche pesante, che assedia la nostra zitella con richieste varie (una gamba rotta, un’influenza perniciosa, ed altro ancora), ma che alla fine troverà il modo, in maniera inconsueta (e con l’aiuto del pur buono Restelli) di togliere Iole dalle peste dell’assedio del paesello alla scoperta del misterioso Dante. Con una fine in sordina, se vogliamo, ma com’è in sordina tutto il libro. Ho trovato molta malinconia, infatti, in queste vite di provincia appese al quotidiano. Non solo quelle dei protagonisti, ma forse e di più dei comprimari. L’autista di corriera, il radiotecnico, la moglie del medico. La capacità, sempre di buon livello, di Vitali è di non dimenticare personaggi per strada, di inventare nomi che rimangono in testa. E spesso di riprendere nomi e situazioni tra un libro e l’altro. A volte si creano confusioni o qui pro quo, ma continuo a trovarlo gradevole e degno di continuare ad essere menzionato e letto. Perché comunque ci sono spunti (come avete letto sopra), o a volte, come in questo caso, piccoli ricordi. Il mio è legato al Festival di Sanremo. Benché piccolo, ben ricordo il testa a testa di quel festival, che non fu vinto da Tony Renis (arrivò solo quarto, anche se poi risultò il più venduto, e lo è tuttora), ma che vide l’alternarsi tra “Addio… addio” di Modugno (di cui ricordo ben poco) e “Tango italiano” di Milva (che invece ben ricordo, di cui facevo il tifo, e che ovviamente arrivò secondo). Ricordo l’atmosfera di quelle prime settimane di febbraio, cui mi era concesso di stare alzato un po’ di più. Ma queste forse sono altre storie che andranno raccontate in altri lidi. Per ora, un piccolo grazie ancora a Vitali.

    ha scritto il 

  • 3

    solo vitali riesce a rendere interessanti i piccoli fatti quotidiani. sono fatti insignificanti talvolta, ma lasciano il segno nelle semplici emozioni dei protagonisti. e hai fretta di scorrere le pagine per stare dietro a quelle piccole/grandi/insignificanti emozioni.

    ha scritto il 

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