Un amore di zitella

Voto medio di 1065
| 177 contributi totali di cui 140 recensioni , 37 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
Iole Vergara è la zitella del paese. Lavora come dattilografa presso il Comune, abita in un condominio affacciato sul lago e la sera cena con una tazza di caffellatte. È un'esistenza fatta di abitudini, grigia e monotona, se non fosse per le ...Continua
Ha scritto il 16/11/17
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I libri di Andrea Vitali mi lasciano sempre un po' in dubbio, lo ammetto! La scrittura è scorrevole, piacevole, ironica, la trama semplice, di gusto un po' vintage, ma attenta ai piccoli particolari (sono quelli che rendono la storia interessante); ...Continua
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Ha scritto il 30/08/17
Il lago di Como!
Vitali non si smentisce mai. Divertente, alle volte anche malinconico. Si legge davvero in una sera ed aiuta a far passare il tempo. La figura di Iole alle volte fa venir voglia di urlare "svegliati", ma ripensando ai tempi in cui è narrato ci sta.
Ha scritto il 06/08/17
Grazioso: ironico e un po' demodè. Racconta della provincia dell'inizio del secolo scorso. Ottima scrittura
Ha scritto il 06/08/17
Grazioso: ironico e un po' demodè. Racconta della provincia dell'inizio del secolo scorso. Ottima scrittura
Ha scritto il 12/06/17
A tratti simpatico e curioso, a tratti noioso e lento, questo breve romanzo racconta un gioco di equivoci nella Bellano di sessant'anni fa. Peccato per il finale..

Ha scritto il Jan 03, 2013, 22:42
In piazza Tommaso Grossi non c’era nessuno, ad eccezione dello spazzino comunale Oreste che fischiava con forza il Carnevale di Venezia, scopettando ai piedi del monumento al poeta rami secchi e qualche cartaccia.
Pag. 13
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Ha scritto il Jan 03, 2013, 20:49
Restelli spalancò gli occhi, stupito per la facilità con cui il dottore parlava di tagliare. «Nessun chirurgo farà esperienza su di me!» affermò. «Vedremo», rispose il dottore.
Pag. 56
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Ha scritto il Jan 03, 2013, 18:22
... ciascuno, quando Iole fece il suo ingresso, si mise a cercare quelli che giudicava i segni di una notte di fuoco.
Pag. 154
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Ha scritto il Jan 03, 2013, 02:26
A Iride pareva di friggere. Nei muscoli, soprattutto in quelli della lingua, aveva corrente elettrica. Per qualche minuto maltrattò uno stato di famiglia che aveva sul tavolo. [...]«Non è un parente!» sbottò.Il segretario alzò gli occhi ...Continua
Pag. 148
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Ha scritto il Jan 03, 2013, 02:20
il 4 dicembre, alle sette del mattino, zia Ortensia le telefonò: anzi, com’era costume della vecchina, fece telefonare al portiere.
Pag. 144

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